Un libro imperdibile per storici della matematica antica e per filosofi
Nonostante non ne esista una traduzione italiana, il libro è scritto in maniera molto lineare e comprensibile. Uno strumento indispensabile per chi vuole affrontare la storia della matematica greca antica e comprenderne i rapporti con la filosofia del tempo, il libro di Caveing analizza con dovizia
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Nonostante non ne esista una traduzione italiana, il libro è scritto in maniera molto lineare e comprensibile. Uno strumento indispensabile per chi vuole affrontare la storia della matematica greca antica e comprenderne i rapporti con la filosofia del tempo, il libro di Caveing analizza con dovizia di particolari i precedenti babilonesi del problema dell'incommensurabilità/irrazionalità, quindi li rintraccia nel cuore della dottrina pitagorica, e infine ci restituisce un'esegesi tecnicamente mirabile del testo platonico ed euclideo. Il tutto, senza perdere il rispetto per gli autori che tratta: senza togliersi dagli occhi quel velo di meraviglia che spesse volte offusca i commentatori rendendoli troppo morbidi nelle critiche, riesce ad essere impietoso e minuzioso lungo tutto l'arco delle sue trecento e più, densissime, pagine. Consigliato soprattutto ai filosofi che si occupano del pensiero Accademico, pre-Accademico e in misura minore aristotelico.
L'irrationalité dans les mathématiques grecques jusqu'à Euclide
Nonostante non ne esista una traduzione italiana, il libro è scritto in maniera molto lineare e comprensibile. Uno strumento indispensabile per chi vuole affrontare la storia della matematica greca antica e comprenderne i rapporti con la filosofia del tempo, il libro di Caveing analizza con dovizia ... (continue)
Nonostante non ne esista una traduzione italiana, il libro è scritto in maniera molto lineare e comprensibile. Uno strumento indispensabile per chi vuole affrontare la storia della matematica greca antica e comprenderne i rapporti con la filosofia del tempo, il libro di Caveing analizza con dovizia di particolari i precedenti babilonesi del problema dell'incommensurabilità/irrazionalità, quindi li rintraccia nel cuore della dottrina pitagorica, e infine ci restituisce un'esegesi tecnicamente mirabile del testo platonico ed euclideo. Il tutto, senza perdere il rispetto per gli autori che tratta: senza togliersi dagli occhi quel velo di meraviglia che spesse volte offusca i commentatori rendendoli troppo morbidi nelle critiche, riesce ad essere impietoso e minuzioso lungo tutto l'arco delle sue trecento e più, densissime, pagine. Consigliato soprattutto ai filosofi che si occupano del pensiero Accademico, pre-Accademico e in misura minore aristotelico.