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Libri Italia…
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- L'insostenibile leggerezza dell'essere (24066)
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By Milan Kundera -
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- Il buio fuori (1097)
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By Cormac McCarthy -
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- Sii bella e stai zitta (494)
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By Michela Marzano -
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- Il piccolo principe (45379)
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By Antoine de Saint-Exupery -
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Chi ha mai detto che un libro per essere bello debba essere lungo o impegnativo? Il piccolo principe è molto breve, poco "impegnativo" ma contiene veramente storie e modelli di vita.
Un testo che bisogna capire per cogliere il vero significato. Per me è un capolavoro. Lo consiglio, voto 5. -
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May 22, 2012 |
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- Il fu Mattia Pascal-Uno, nessuno e centomila-L'esclusa (161)
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By Luigi Pirandello -
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- L'ombra del vento (38035)
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By Carlos Ruiz Zafon -
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- La voce del mistero (72)
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By Osho -
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- Siamo solo amici (644)
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By Luca Bianchini -
Abandoned on Apr 17, 2012 




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- Esche vive (400)
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By Fabio Genovesi -
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- Inquietudini di cera (36)
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By Gaetano Barreca -
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Le domande che portano a Essere -
Ho finito oggi di rileggere per la seconda volta il libro "Inquietudini di cera". La prima volta che lo ho letto, poco dopo averlo ricevuto, l'ho praticamente divorato, non riuscivo a staccarmi dal racconto e dal miscuglio di sensazioni che mi provocava: curiosità, divertimento, malinconia e rifless ... (
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May 12, 2012 |
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Il buio fuori
Raramente mi è capitato tra le mani un libro che può essere paragonato ad un pugno nello stomaco. Chi me lo ha consigliato mi disse che con questo libro non si ride mai anche se, e qui ha ragione Greta, si coglie un sottile humour. Mi aspettavo tutti i personaggi negativi invece ho trovato tanta, ma ... (continue)
Raramente mi è capitato tra le mani un libro che può essere paragonato ad un pugno nello stomaco. Chi me lo ha consigliato mi disse che con questo libro non si ride mai anche se, e qui ha ragione Greta, si coglie un sottile humour. Mi aspettavo tutti i personaggi negativi invece ho trovato tanta, ma tanta umanità tra queste poverissime persone che non negano un tozzo di pane o un fresco bicchiere d’acqua o un passaggio su uno sgangherato carretto a chi ha meno di loro. Certo c’è questa misteriosa “trinità” che più che paragonarla alla signora vestita di nero che impugna una lunga falce sarei propenso a raffrontarla con i “Cavalieri dell’Apocalisse”. Non mancano anche altri individui abbietti ma questo è il mondo in ogni epoca e in ogni luogo. Non meravigliamoci poi dell’abbandono di un neonato in una foresta…ora per la nostra società le foreste sono troppo lontane ma ci sono sempre i cassonetti non è vero? C’è così tanta miseria in questo romanzo che anche l’incesto, che con molta eleganza e sensibilità, McCarthy ci lascia appena appena intuire non ci dà fastidio. A fare da contrappasso a questa miseria umana c’è una meravigliosa natura che non sempre ti è amica: ha sì aiutato Holme nascondendolo ai sui inseguitori ma ha anche seminato morte con le impetuose correnti del fiume. Non credo infine che sarebbe stato giusto dire al cieco dove finesse quella strada. Forse proprio la sua infermità è la sua fortuna perché gli impedisce di vedere la fangosa e risucchiante palude da cui spira un vento che porta un odore di marcio che avvolge e soffoca il lettore.