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- Le cose dell'amore (1321)
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By Umberto Galimberti -
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- L'uomo senza inconscio (112)
- Figure della nuova clinica psicoanalitica
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By Massimo Recalcati -
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Il silenzio dell’inconscio, il silenzio dell’essere -
Un testo su linguaggio e silenzio, significato e insignificanza, soggetto e sua tragica mancanza; questo l’Uomo senza inconscio di Massimo Recalcati.
Nell’epoca ipertecnologica nella quale viviamo, che rischia di diventare nient’altro che un tecnicismo (meglio sarebbe dire meccanismo), Recalcati riv ... (continue ) -
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Apr 26, 2011 |
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- L'ultima cena (46)
- Anoressia e bulimia
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By Massimo Recalcati -
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- Il Maestro e Margherita (23978)
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By Mikhail Bulgakov -
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7 people find this helpful 



Il Maestro e Margherita -
Una decapitazione; una testa che cade: questo l’inizio del libro. Quale testa viene recisa dal tram che passa, la testa di chi? La testa di qualcuno che non crede, dunque un miscredente. La domanda che si pone è in cosa non si crede e perché. Bulgakov risponderà in maniera indiretta ma precisa, nel ... (continue ) -
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Apr 26, 2011 |
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- Fuga senza fine (1826)
- Una storia vera
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By Joseph Roth -
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Dispersi -
Parafrasando un famoso saggio di Claudio Magris, mi chiederò da “dove” Roth fosse “lontano” e verso quali lontananze lo conduceva la fuga senza fine che descrive in questo libro, forse il più autobiografico di tutta la sua produzione. Era lontano da quel residuato bellico rappresentato dal mondo dop ... (
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Jun 19, 2011 |
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- Giobbe (2310)
- Romanzo di un uomo semplice
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By Joseph Roth -
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Quando i mondi scompaiono. «Giobbe» di Joseph Roth. -
In un piccolo villaggio della Volinia russa viveva un uomo semplice che si chiamava Mendel Singer. Viveva con la moglie Deborah e i loro figli; insegnava la Bibbia ai bambini del villaggio in cui viveva. Insegnava, dunque, quel che non si può insegnare: la fede; di fede avrebbe avuto un bisogno eno ... (continue ) -
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Jun 12, 2011 |
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- La cripta dei cappuccini (4272)
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By Joseph Roth -
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- Il mago di Lublino (426)
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By Isaac Bashevis Singer -
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Le parole dell'altro -
Yasha correva sulla corda tesa sul baratro della sua vita. Correva sulla corda, Yasha, il mago di Lublino, l’uomo inumano, o forse troppo umano, dalle mille identità perché non ne aveva nessuna. Prestigiatore, ipnotizzatore, acrobata, trasformista, funambolo, illusionista, Yasha era tutto ed era nul ... (
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Jun 18, 2011 |
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- Viaggio al termine della notte (7296)
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By Louis-Ferdinand Celine -
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Viaggio al termine della notte
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Viaggio al termine della notte. Un'ipotesi interpretativa -
Azzardo un’interpretazione. Mi sono sempre chiesto come un essere abietto, quale Céline era, un collaborazionista, un simpatizzante nazi-fascista, e tralascio altre definizioni sgradevoli, abbia potuto scrivere un capolavoro, un’odissea sublime, come Viaggio al termine della notte. Un enigma all’app ... (
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Aug 30, 2011 |
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- Berlin Alexanderplatz (1027)
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By Alfred Döblin -
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Berlin Alexanderplatz -
Germania, primo dopoguerra; ovvero oggi, un qualunque luogo. Non fa differenza.
Unica diversità: il libro. Perché nel libro quello che oggi come allora è sconcerto, delusione, dispersione, annichilimento, perdita di senso, cieco trascinarsi oltre le forze, che mancano, latitano, scompaiono nel gran ... (continue ) -
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Dec 22, 2012 |
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- Cassandra (2333)
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By Christa Wolf -
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La parola e la morte -
“Ecco dove accadde. Lei è stata qui. Questi leoni di pietra, ora senza testa, l’hanno fissata. Questa fortezza, una volta inespugnabile, cumulo di pietre ora, fu l’ultima cosa che vide. Un nemico da tempo dimenticato e i secoli, sole, pioggia, vento, l’hanno spianata. Immutato il cielo, un blocco d’ ... (
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Jun 18, 2011 |
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- Alessandro, o Della verità (57)
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By Arno Schmidt -
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L'amarezza della verità -
Alessandro o Della verità, titolo che racchiude quattro racconti di Arno Schmidt, “Alessandro o Della verità”, “Gadir ovvero Conosci te stesso”, “Enthymesis ovvero Q.V.O.”, “Cosma ovvero La montagna del nord” (Einaudi, 1965, ristampa 1981), nei quali l’autore gioca con il tempo, utilizzando tutta la ... (
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May 26, 2011 |
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- Dalla vita di un fauno (41)
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By Arno Schmidt -
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Una bocca a due lingue -
«Tu non voglia additare le stelle; né scrivere sulla neve; al tuono toccare la terra: aguzzai dunque una mano verso l’alto, scheggiai con dito imbozzolato la “K” nella crosta argentea accanto a me, (in quel momento temporali non ce n’erano, sennò avrei già fatto qualcosa!) (nella borsa crepita la c ... (continue ) -
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Dec 6, 2011 |
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- L'uomo senza qualità (2920)
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By Robert Musil -
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- L' ombra dell'oggetto (34)
- Psicoanalisi del conosciuto non pensato
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By Christopher Bollas -
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Le cose dell'amore
Alla maniera di Lucrezio, perché? G. ci conduce lungo un percorso classico, tra Socrate Platone, Nietzsche e Schopenhauer (che alla classicità non erano alieni) e finalmente a Freud e al rapporto con la follia. Questo il percorso dell’amore; ma cosa lungo la strada?continue)
Una ricerca di qualcosa smarrita ... (
Alla maniera di Lucrezio, perché? G. ci conduce lungo un percorso classico, tra Socrate Platone, Nietzsche e Schopenhauer (che alla classicità non erano alieni) e finalmente a Freud e al rapporto con la follia. Questo il percorso dell’amore; ma cosa lungo la strada?
Una ricerca di qualcosa smarrita e uno smarrimento, se quella ricerca non approda a risposte e questo, visto il testo e le sue affascinanti tortuosità, è l’esito più probabile.
L’identità è sia l’oggetto smarrito che l’esito della ricerca, e se G. ne rende improbabile la soluzione accompagnandoci forse troppo tra meandri di pensieri ormai lontani, non manca tuttavia di offrire soluzione, visto che quei meandri altro non sono che i luoghi di un linguaggio diverso che diversamente si è espresso: l’inconscio. E questo è chiaro, se nei meandri non ci siamo persi.
Amare non è scelta: è patimento. L’amore si patisce perché avviene e avviene precisamente nel momento in cui rispecchiamo i nostri frammenti nei frammenti di uno specchio diverso che ci restituisce quel che non sappiamo di essere. Per questo amiamo; non l’altro: noi stessi. Il se stesso che ignoriamo e a cui aneliamo, che rispecchia quell’originaria mancanza a essere cui la simbiosi fin dalla nascita condanna. Amiamo, dunque? No. Potremmo dire che ci identifichiamo con un Ideale dell’Io mai realizzato; per questo idealizziamo e qui sta la follia perché non di idealizzare si tratta, ma di riconoscere. Un testo, allora, che non dell’amore parla ma dell’antiamore, di tutto ciò che non significa amare; se l’Ombra perduta dell’inconscio ci attira, l’altro è irriconoscibile nel suo vero essere; come noi stessi, che non siamo altro che frammenti.
Riconoscere, allora, e nell’incontro folle della follia dell’inconscio frammentato, riconoscere è zattera di conoscenza. L’altro anelato è noi e dunque offre occasione di congiungimento con la dimensione della nostra mancanza. E della sua, perché se spogliato da ciò che non gli appartiene, anche l’altro apparirà come è davvero e, nella reciprocità del riconoscimento, ci vedrà finalmente come siamo. Riappropriazione di identità: questo è amore; non dispersione nei frammenti di una follia mai domata dall’amore.