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  • Cover of La notte eterna del coniglio

    La notte eterna del coniglio

    5 people find this helpful

    Pessima qualità di scrittura, pessima descrizione dei personaggi, del tutto privi di personalità e stereotipati fino a risultare ridicoli. La protagonista di questa farsa non si limita a essere odiosa, è proprio del tutto idiota e non si capisce per quale motivo si dovrebbe provare un briciolo di in ... (continue)

    Pessima qualità di scrittura, pessima descrizione dei personaggi, del tutto privi di personalità e stereotipati fino a risultare ridicoli. La protagonista di questa farsa non si limita a essere odiosa, è proprio del tutto idiota e non si capisce per quale motivo si dovrebbe provare un briciolo di interesse per la sua sorte, o per quella degli altri occupanti dei rifugi.
    Anche gli spunti interessanti (la presenza del ragazzo cinese e la convivenza forzata col padre guerrafondaio) vengono accantonati per concentrarsi su una successione di eventi monotoni e privi del tutto dell' atmosfera opprimente e claustrofobica che una vicenda del genere dovrebbe possedere. Non parliamo poi del terrore, perchè non è proprio pervenuto.
    Come se non bastasse, la spiegazione (anzi, lo spiegone che dura circa venti pagine) finale è macchinosa e poco credibile.
    Si salva solo un' idea originale e interessante che forse in altre manio avrebbe prodotto risultati diversi.

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    — Oct 23, 2009 | 3 feedbacks
  • Cover of I ragazzi del massacro

    I ragazzi del massacro

    2 people find this helpful

    E' il mio primo Scerbanenco. E ora che l' ho letto credo mi approprierò con voracità di tutta la sua bibliografia.
    Impressionante, anche senza considerare il periodo in cui è stato scritto, e ancora disturbante. La descrizione del massacro del titolo fa venire i brividi e lascia interdetti per ... (continue)

    E' il mio primo Scerbanenco. E ora che l' ho letto credo mi approprierò con voracità di tutta la sua bibliografia.
    Impressionante, anche senza considerare il periodo in cui è stato scritto, e ancora disturbante. La descrizione del massacro del titolo fa venire i brividi e lascia interdetti per la sua crudezza sottile, priva di dettagli efferati e, nonostante questo, così atroce e oscena. Il tutto senza che venga descritto nei particolari nessuno degli atti di violenza subiti dalla povera maestrina. Un' impresa che basterebbe da sola a dimostrare che grande scrittore sia Scerbanenco. E se questo non fosse sufficiente, guardate come questo romanzo vi spiazza e vi illude a ogni svolta della trama per poi lasciarvi del tutto stupiti e increduli.
    E poi ci sono Duca e Livia, due personaggi da amare incodizionatamente dalla prima all' ultima pagina.

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    — Oct 16, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Trilogia della città di K

    Trilogia della città di K

    2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    E' un libro strano, che confonde e alla fine lascia del tutto incapaci di esprimere un giudizio sereno, estenuati dal carico di dolore e solitudine che si è obbligati a sopportare, increduli di fronte alla capacità magistrale della Kristoff di stravolgere le certezze che il lettore ha acquisito fino ... (continue)

    E' un libro strano, che confonde e alla fine lascia del tutto incapaci di esprimere un giudizio sereno, estenuati dal carico di dolore e solitudine che si è obbligati a sopportare, increduli di fronte alla capacità magistrale della Kristoff di stravolgere le certezze che il lettore ha acquisito fino a un certo punto e di cambiare le carte da una pagina all' altra, facendo prima intravedere, e poi sbattendo in faccia senza riguardo alcuno, una verità ancora più terribile delle vicende (già atroci) narrate nella prima parte della trilogia.
    Non riesco a dare la quarta stelletta solo perchè nella seconda parte (La Prova) ho avvertito un leggero calo nel racconto. Ma per il resto è un libro che merita applausi a scena aperta per come è stato costruito, per come le parti "inventate" sembrino le più concrete e reali e un' atmosfera quasi sognante ammanti invece la vera storia dei due fratelli.
    Soprattutto, mi sento di salutare con un' ovazione il finale, che non lascia un briciolo di speranza e ti fa chiudere l' ultima pagina con un devastante senso di angoscia e disperazione.

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    — Sep 22, 2009 | 1 feedback
  • Cover of Non lasciarmi

    Non lasciarmi

    2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Una splendida idea sprecata.
    Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver letto le ultime righe di Non lasciarmi.
    O forse il problema è mio: mi è del tutto impossibile, infatti, appoggiare la scelta fatta da Ishiguro, quella di prendere una storia che sarebbe perfetta per un romanzo ... (continue)

    Una splendida idea sprecata.
    Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver letto le ultime righe di Non lasciarmi.
    O forse il problema è mio: mi è del tutto impossibile, infatti, appoggiare la scelta fatta da Ishiguro, quella di prendere una storia che sarebbe perfetta per un romanzo di fantascienza e, quasi si fosse vergognato di averla soltanto concepita, azzerarne del tutto l' aspetto inquietante e angoscioso. In questo modo Non lasciarmi diventa la storia di tre amici che crescono insieme, tra litigi, incomprensioni, innamoramenti, piccoli scherzi crudeli, mentre quello che dovrebbe essere il punto centrale dell' intero romanzo resta sullo sfondo, appena accennato. E se ogni tanto non ritornassero con insistenza parole come "donatore", "assistente", "possibile", neanche mi sarei accorta che il destino dei protagonisti era quello di morire sotto i ferri per donare i propri organi a sconosciuti.
    Soltanto nel finale Ishiguro sembra ricordarsi cosa ci sta raccontando e allora il romanzo riesce a scuotere (anche se in minima parte) l' emotività del lettore.
    Per il resto, è un freddo e anche monotono resoconto di giornate tutte uguali trascorse da personaggi insignificanti, con cui è difficile empatizzare anche quando si capisce per che cosa sono stati creati.
    A questo punto mi riguardo quella vaccata di The Island di maicolbei, almeno mi faccio quattro risate e conto quante inquadrature ci sono in un secondo.
    Vogliamo mettere...

    Piccola postilla:
    non vedevo l' ora che Ruth "completasse il suo ciclo".
    Se devo soffrire con un personaggio, per pietà, rendimelo almeno vagamente simpatico.

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    — Sep 15, 2009 | Add your feedback
  • Cover of American Psycho

    American Psycho

    2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Il Patty Winters Show di stamattina era incentrato su Donne In Carriera che si Masturbano con Nani da Giardino.

    Non è un romanzo di critica sociale, o almeno, a me non è parso. E' più un' istantanea.
    E non è datato, affatto. Anche se ambientato in un periodo e in un contesto ben precisi, Americ ... (continue)

    Il Patty Winters Show di stamattina era incentrato su Donne In Carriera che si Masturbano con Nani da Giardino.

    Non è un romanzo di critica sociale, o almeno, a me non è parso. E' più un' istantanea.
    E non è datato, affatto. Anche se ambientato in un periodo e in un contesto ben precisi, American Psycho non si legge come un semplice documento di un' epoca, perchè Patrick Bateman non è solo uno yuppie assassino che trova il suo inizio e la sua fine negli anni '80.
    Patrick Bateman è l' Uomo Nero vestito armani.
    Carpenter (che porca miseria se avesse solo girato lui questo film) lo chiamerebbe The Shape. Forma pura del tutto priva di sostanza. Uno spauracchio.
    Il baubau.
    Patrick è un essere che non possiede un briciolo di empatia e vive e prospera in un ambiente che premia e incoraggia la mancanza di empatia. Una ventina di anni fa, l' unico ambiente in cui una figura del genere avrebbe potuto passare così inosservata, era quello descritto nel libro.
    Oggi, Patrick vive dappertutto.
    Per questo il romanzo di Ellis è ancora adesso capace di portarsi dietro un' angoscia mortale e un senso di disperazione che diventa insostenibile.
    E non so se mi fa più paura vedere Patrick che inserisce un topo ancora vivo nella vagina di una ragazza, o sentirlo disquisire amabilmente delle marche di acque minerali poche pagine dopo.
    Sinceramente non lo so.

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    — Sep 11, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Il caso Jane Eyre

    Il caso Jane Eyre

    2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    E' davvero delizioso questo "noir" ironico e letterario, in cui i surrealisti scatenano guerriglie urbane con i preraffaeliti, e i lettori di Jane Eyre scendono in piazza pronti a tutto pur di salvaguardare la loro opera preferita.
    Un mondo bizzarro, ma perfettamente coerente e credibile. Lupi ... (continue)

    E' davvero delizioso questo "noir" ironico e letterario, in cui i surrealisti scatenano guerriglie urbane con i preraffaeliti, e i lettori di Jane Eyre scendono in piazza pronti a tutto pur di salvaguardare la loro opera preferita.
    Un mondo bizzarro, ma perfettamente coerente e credibile. Lupi mannari, vampiri, cronoguardie, una guerra in Crimea mai finita e un supercattivo che si fa amare sin dall' inizio.
    Peccato soltanto che nel finale (quando l' agente Next entra in Jane Eyre per salvare la protagonista), cali un po' troppo il ritmo e ci siano vari finali che danno la sensazione che il romanzo non si concluda mai del tutto.
    Però la storia incuriosisce, i personaggi affascinano e l' universo costruito da Fforde è un luogo piacevole da visitare.
    Leggerò anche gli altri libri del ciclo.

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    — Sep 7, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Il tallone di ferro

    Il tallone di ferro

    *** This comment contains spoilers! ***

    La matematica di un sogno

    Questo è il titoli di uno dei capitoli più significativi di questo strano romanzo di London. Un libro pieno di ingenuità e retorica, ma anche tremendamente affascinante e profetico.
    Forse l' ho letto fuori tempo massimo. Una decina di anni fa, ne sarei uscita galvanizzata e pronta a diventare una s ... (continue)

    Questo è il titoli di uno dei capitoli più significativi di questo strano romanzo di London. Un libro pieno di ingenuità e retorica, ma anche tremendamente affascinante e profetico.
    Forse l' ho letto fuori tempo massimo. Una decina di anni fa, ne sarei uscita galvanizzata e pronta a diventare una sorta di Vergine Rossa, convinta che presto la matematica del sogno si sarebbe concretizzata in eventi eroici e reali e che io ne avrei preso parte.
    Oggi, a lettura terminata, resta un profondo senso di malinconia.
    Bisognerebbe farlo leggere nelle scuole.
    Anche perchè, secondo i calcoli di London, ci restano appena un paio di secoli da passare sotto il tallone di ferro.
    Io aspetto...

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    — Aug 31, 2009 | Add your feedback
  • Cover of La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo

    La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo

    5 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Dunque, come dire...non riesco a esprimermi nel modo migliore, sono ancora tutta impiastricciata di miele e melassa e le dita mi si appiccicano alla tastiera. Il saporaccio dolciastro in bocca non se ne andrà per giorni, devo disintossicarmi.
    Cosa diavolo è questo libro? Un harmony con qualche ... (continue)

    Dunque, come dire...non riesco a esprimermi nel modo migliore, sono ancora tutta impiastricciata di miele e melassa e le dita mi si appiccicano alla tastiera. Il saporaccio dolciastro in bocca non se ne andrà per giorni, devo disintossicarmi.
    Cosa diavolo è questo libro? Un harmony con qualche pretesa pseudo intellettuale, suppongo, tanto perchè l' autrice si autoconvinca di non aver dato semplicemente voce alle sue fantasie erotico-sentimentali. E quindi ci ha infilato dentro questa faccenda dei viaggi nel tempo, riempiendo la storiella esile esile di lei bellissima e artista (che tanto è miliardaria e può permettersi di passare la giornata a fare sculture di carta), lui pure bellissimo e stronzissimo, ma solo finchè non incontra lei che lo cambia nel profondo (nel frattempo porta una donna al suicidio, ma chissene!). I due figliano anche, una bambina (bellissima, che te lo dico a fare) che ha tutti i talenti del mondo esprimibili in superlativi vari.
    Si amano. Lei abortisce una trentina di volte che a un certo punto pare un forno a microonde scassato. A lui gli amputano i piedi. Muore, ma non l' amputazione c'entra una sega, era per aggiungere sfiga alla sfiga.
    Ecco.
    Solo che lui viaggia nel tempo, quindi è più fico degli altri e può tornare dal passato a vedere che combina lei nel futuro.
    Anche la figlia geniale viaggia nel tempo.
    Nel frattempo un povero dottore con una sfiga che se lo porta via indaga per cercare una cura, abusando di innocenti topolini che ricordano quelli di Lost, ma non è dato sapere se mai si troverà.
    E via così.
    C'è qualcosa che si salva. La morte della madre di Clare è scritta benissimo, e quasi tutti i personaggi secondari risultano molto più interessanti dei due principali.
    Ma tutto sa di posticcio, di finto, di inutilmente e volutamente zuccheroso. Un romanzetto d'amore che si vergogna della sua stessa natura.

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    — Aug 26, 2009 | 1 feedback
  • Cover of La scomparsa dell'Erebus

    La scomparsa dell'Erebus

    1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Se qualcuno mi chiedesse chi è il più grande scrittore vivente di genere, risponderei Dan Simmons senza la minima esitazione. La scomparsa dell' Erebus è un capolavoro dalla prima all' ultima riga.
    L' idea di una narrazione a più voci, rende alla perfezione lo spaesamento e il terrore dei membr ... (continue)

    Se qualcuno mi chiedesse chi è il più grande scrittore vivente di genere, risponderei Dan Simmons senza la minima esitazione. La scomparsa dell' Erebus è un capolavoro dalla prima all' ultima riga.
    L' idea di una narrazione a più voci, rende alla perfezione lo spaesamento e il terrore dei membri dei due equipaggi, abbandonati e perduti in una terra ostile e selvaggia, completamente inermi, privi di strumenti per difendersi e tuttavia aggrappati alla vita fino all' ultimo secondo, come il povero cameriere di bordo affetto da scorbuto all' ultimo stadio e lasciato, vivo e del tutto cosciente, dai suoi compagni a morire sul ghiaccio.
    Le suggestioni create dalla penna di Simmons catturano il lettore e lo segnano in profondità. L' infinita solitudine dei personaggi, il bianco demoniaco dei paesaggi, la minaccia costante di una creatura antica come le notti artiche, la fame, il freddo, le malattie, la bestialità stessa degli uomini.
    Forse è irriverente come paragone, ma questa meravigliosa storia tra i ghiacci mi ha ricordato più volte Conrad.
    King può venerarlo quanto vuole, ma Simmons è su un altro pianeta.

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    — Aug 17, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Manuale per sopravvivere agli zombi

    Manuale per sopravvivere agli zombi

    Un giochino divertente, quasi un prologo al ben più interessante e intenso World War Z.
    L' importante è che adesso io sono pronta per contarmi tra i futuri sopravvissuti alla guerra mondiale e che nessun testa di cazzo morto vivente oserà mai venirmi vicino senza rischiare di ritrovarsi con il ... (continue)

    Un giochino divertente, quasi un prologo al ben più interessante e intenso World War Z.
    L' importante è che adesso io sono pronta per contarmi tra i futuri sopravvissuti alla guerra mondiale e che nessun testa di cazzo morto vivente oserà mai venirmi vicino senza rischiare di ritrovarsi con il cervello sparpagliato al suolo.
    E quindi io ringrazio Max Broox per questo

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    — Aug 7, 2009 | Add your feedback
  • Cover of In fuga

    In fuga

    Piccolo aggiornamento. Ho dimenticato a casa il manuale di sopravvivenza zombesca e mi sono ritrovata da sola con i racconti della Munro. Sono riuscita a finirli e purtroppo devo confermare quello che ho scritto in precedenza. A parte un paio di brividi provati durante la lettura di Rimetti a noi i ... (continue)

    Piccolo aggiornamento. Ho dimenticato a casa il manuale di sopravvivenza zombesca e mi sono ritrovata da sola con i racconti della Munro. Sono riuscita a finirli e purtroppo devo confermare quello che ho scritto in precedenza. A parte un paio di brividi provati durante la lettura di Rimetti a noi i nostri debiti, la raccolta mi è scivolata addosso senza lasciare traccia.

    Niente. Non ci riesco proprio. Sarà la terza volta che riprendo in mano questo libro e mi riprometto di leggerlo tutto. Faccio una fatica bestiale a leggere un racconto e poi lo abbandono di nuovo.
    Non discuto le capacità della Munro, ma non sono in grado di entrare del tutto nelle sue storie, nel suo modo di descrivere l' animo femminile, assolutamente distante dalla mia visione del mondo e di me stessa.
    Ci riproverò. Tra un altro mesetto. Per il momento ho portato a casa Scherzi del Destino.

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    — Jul 22, 2009 | 3 feedbacks

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