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Dolcissimo... -
C'ho messo tantissimo a leggere questo libro, non perchè l'abbia trovato pesante, noioso o troppo triste, ma perchè sono stata semplicemente condizionata dall'aver visto prima il film (che ho amato come pochi non solo per il fantastico Gerard Butler), iniziare a leggere il libro è stato un trauma, e ... (continue)
- — Oct 2, 2011 | Add your feedback
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Il tempo che vorrei
Ho finalmente finito di leggere Il tempo che vorrei, l'ultimo libro di Fabio Volo, avrei voluto leggerlo tutto d'un fiato ma ho cercato di godermelo perché sin dalla prima pagina mi è subito piaciuto molto.
Ho sentito molte critiche, "Mi ha deluso. Trama inverosimile" oppure "Volo vorrebbe essere un ... (continue)
Ho finalmente finito di leggere Il tempo che vorrei, l'ultimo libro di Fabio Volo, avrei voluto leggerlo tutto d'un fiato ma ho cercato di godermelo perché sin dalla prima pagina mi è subito piaciuto molto.
Ho sentito molte critiche, "Mi ha deluso. Trama inverosimile" oppure "Volo vorrebbe essere un autore Cult, una specie di guru per i giovani, quando invece non fa altro che riciclare le stesse banalità da anni.", "Non ha saputo trasmettermi alcuna emozione", io non so cosa la gente si aspetta da lui, se un autore non lo reggi a priori non vai a comprare i suoi libri, o se per esempio leggi il primo libro e non ti piace per niente ti fermi lì, almeno per me funziona così.
Ma aldilà dei pregiudizi di chi non si fida di uno che ha la terza media e di gente che continua a dire che i libri non li scrive lui, Nell'ultimo weekend il romanzo di Fabio Volo Il tempo che vorrei, ha venduto più di tre volte del Simbolo perduto di Dan Brown. Guerra totale di bestseller in casa Mondadori. Non ce n'è per nessuno, nelle graduatorie, né per le Donne di cuori di Bruno Vespa né per Ammaniti, De Luca o Camilleri. (cit. La Repubblica.it 3 dicembre 2009). E questo credo che basti a zittire tutti...
Ma adesso arriviamo alla lettura, Fabio Volo riesce ad entrarmi dentro proprio per la sua semplicità, il suo raccontare di ragazzi normali, di gente comune e con questo ultimo libro secondo me si sente tantissimo il maturare della sua scrittura, oltre alle sue solite citazioni culinarie, musicali, cinematografiche e in questo moltissime citazioni letterarie e che io adoro, in questo c'è secondo me la prima parte del libro che ti trasmette non solo moltissime sensazioni ma ti da proprio l'idea di sentire dentro quello che vive il protagonista e a mio parere non è una dote comune...
"Sono nato in una famiglia povera. Se dovessi riassumere in poche parole cosa significhi per me essere povero, direi che è come vivere in un corpo senza braccia davanti a una tavola apparecchiata.Non conosco la povertà che si vede spesso in televisione, quella di gente che muore di fame e non ha nulla. Io conosco...la povertà di chi può fingere di non esserlo. Non sei così povero da non avere abiti addosso, ma i vestiti che indossi spesso ti mettono a nudo e rivelano il tuo segreto. Basta un rammendo a dire chi sei. Questo tipo di povertà è menzogna . Impari a dire che il telefono di casa è rotto , invece te lo hanno staccato; che non puoi uscire a cena perché hai un impegno; che la macchina la prestata, invece non hai pagato l'assicurazione o non hai i soldi per la benzina. Diventi esperto nell'arte di mentire e sopratutto in quella di arrangiarti... E' una povertà fatta di oggetti tenuti insieme da colla e nastro adesivo, che ha bisogno di un cassetto pieno di attrezzi per riparare una realtà che va a pezzi comunque. Tutto è precario, tutto è provvisorio in attesa di momenti migliori. Ma... nulla è piu' duraturo di una cosa provvisoria."
Molti hanno definito ciò che lui ha scritto banalità, e io dico che se questo significa raccontare la vita quotidiana, le rinunce, i debiti, le umiliazioni che molte famiglie italiane devono sostenere lungo la loro vita allora definisco la banalità di Fabio Volo grande letteratura, perché leggere quelle parole ed accorgersi di aver provato le stesse cose ti fa capire di non essere soli. Lorenzo, il protagonista del libro non è ricco, si è fatto scappare probabilmente la donna che amerà per sempre, e non ha un rapporto con il padre fino all'età adulta, ma ha una sola rivincita: il lavoro, in quello nessuno lo batte, è bravo in quello che fa e non è la cronaca di un ragazzo che dal nulla è diventato un famoso copywriter, ma è un ragazzo che prima ha sgobbato nel bar di famiglia crescendo prima dei suoi coetanei perché ha dovuto subito imparare ad igoiare un po' del fango che il padre ingoiava prima da solo, è un ragazzo che è diventato un "esattore" e che per aiutare molta gente ha messo a rischio il suo stesso lavoro, e piano piano ha trovato la sua strada e che capisce che purtroppo dalla vita non si può avere tutto. Trovate tutto questo banale? Io no perché sono sicura che moltissime persone si ritroveranno in queste pagine, "ecco forse il segreto, Fabio Volo è uno qualunque, il volto di uno qualunque. Il talento di uno qualunque. Lo stile idem. E il suo libro? il manifesto inesorabile dell'italia qualunque."(cit.LaRepubblica.it 3 dicembre 2009).
Buona lettura a chi lo leggerà.
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