Thriller piuttosto coinvolgente, nel sapiente e classico stile DeMille. Non si discosta molto dai canoni del genere e non brilla quindi di chissà quale luce , ma é un libro che si lascia certamente leggere con gusto e facilità. Merito sopratutto della particolare e riuscitissima ambientazione, appun
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Thriller piuttosto coinvolgente, nel sapiente e classico stile DeMille. Non si discosta molto dai canoni del genere e non brilla quindi di chissà quale luce , ma é un libro che si lascia certamente leggere con gusto e facilità. Merito sopratutto della particolare e riuscitissima ambientazione, appunto la cattedrale di San Patrizio: un luogo monumentale, di grande fascino e suggestione, icona sacra di una città violentata da guerriglieri disperati e trasformata in una roccaforte pronta ad esplodere allo scoccare dell'alba, allo scadere di un drammatico e inaccettabile ultimatum. Soldati armati tra le ombre delle navate e l'eco dei matronei, cecchini appostati sulle torri dei campanili, porte minate, lanciarazzi anti carro e plastico esplosivo sotto al pavimento : tutto é pronto per l'inevitabile e predestinato scontro armato. L'atmosfera di snervante attesa che si respira per tre quarti del racconto é impeccabile e resa con maestria. Meno memorabile invece lo scontro a fuoco vero e proprio dell'assalto finale, che in alcuni punti sembra un po' annacquato e tende a sbiadire l'intenso fascino respirato fino a quel momento. Qualche appunto anche sulla caratterizzazione di alcuni personaggi che inciampa in qualche banalotta stereotipizzazione o inutile eccesso. C'é da dire però che i caratteri dei protagonisti veri e propri ( soprattutto il tenente Burke) sono invece ottimamente tratteggiati quindi nel complesso non ci si può lamentare (anche se un'ulteriore profondità psicologica soprattutto tra i guerriglieri non avrebbe guastato). Ma poi così il ritmo é più che apprezzabile anche nelle fasi di attesa, per nulla noiose (anzi la parte migliore del romanzo come detto!!) e il fattore sorpresa non manca mai di tenere desta l'attenzione. Insomma, se vi piace il thriller, "Cattedrale" ne é un buonissimo esponente, ma con DeMille d'altronde non si sbaglia mai.
Il brivido sottile e vibrante che non vorresti finisse mai... il brivido King. "La Zona Morta" é un'opera dal sapore stupendamente malinconico, che si insinua sottopelle, dal passo lento e rassegnato come quello del suo protagonista. Già il protagonista... il nostro Johnny, giovane uomo giocato da q
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Il brivido sottile e vibrante che non vorresti finisse mai... il brivido King. "La Zona Morta" é un'opera dal sapore stupendamente malinconico, che si insinua sottopelle, dal passo lento e rassegnato come quello del suo protagonista. Già il protagonista... il nostro Johnny, giovane uomo giocato da quel destino che si era quasi illuso di dominare (il ticchettare rosso e nero della ruota.....). In un istante l'incidente, che lo strappa via dal mondo che stava costruendo (da Sarah...) e lo soffoca, lo "spegne", imprigionato nel bozzolo di un coma senza ritorno.... Ed invece Johnny un giorno si sveglia. Una benedizione di Dio. Una maledizione di Dio. Dovrà capirlo lui stesso. Conoscere l'altro con un tocco solo, passato e futuro come fossero una cosa sola, vedere un' intera esistenza dispiegata davanti agli occhi... Ed avere nelle proprie mani la capacità di mutarla, di sconvolgerla... Cosa ne farai Johnny del destino degli altri adesso che il tuo é distrutto per sempre, incanalato in un tunnel che ha un'unica, inevitabile, fine? Lirica profonda, atmosfera sospesa... un libro da ricordare.
Michael Connelly é un grandissimo. Bravo, mi direte, hai scoperto l'acqua calda. Già, direbbe la stessa cosa anche Harry Bosh, con fare schietto e meditabondo, godendosi una lunga boccata di fumo : detective sgualcito e malinconico, dai modi bruschi ma dall'animo sincero, rassegnato a fare i conti c
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Michael Connelly é un grandissimo. Bravo, mi direte, hai scoperto l'acqua calda. Già, direbbe la stessa cosa anche Harry Bosh, con fare schietto e meditabondo, godendosi una lunga boccata di fumo : detective sgualcito e malinconico, dai modi bruschi ma dall'animo sincero, rassegnato a fare i conti con la propria solitudine in una Los Angeles che tutto é fuorché la splendente città dei sogni... Si dorme poco laggiù e si sogna male: gli incubi della guerra sporca (il Vietnam) pronti ad invadere il quotidiano con la loro scia di morte, cupidigia e brutalità. Tunnel, bunker, banche, diamanti... chi é Meadows? Chi l'ha gettato in quel sudicio tunnel? E' solo un rifiuto della società? Un reietto? ... O forse é solo un eroe che ha perso la strada di casa? E loro, Bosh ed Eleanor, polizia ed FBI, chi sono loro stessi? Tante tessere del puzzle da rimettere a posto, contro il tempo, contro il passato..... Contro chi ancora? Un intreccio solido, ben amalgamato e vibrante, con un finale super, che fa venire il brivido. Dire altro non serve. Harry le tue avventure qui da me sono solo all'inizio.
Carino. Un libro d'avventura senza troppe pretese ma pienamente godibile, un romanzo dalla solida ambientazione medioevale, in cui non mancano riferimenti ad eventi e fonti storiche, ma dalla scrittura insolitamente agile e svelta. La vicenda si assesta su livelli tutt'altro che trascendentali, alla
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Carino. Un libro d'avventura senza troppe pretese ma pienamente godibile, un romanzo dalla solida ambientazione medioevale, in cui non mancano riferimenti ad eventi e fonti storiche, ma dalla scrittura insolitamente agile e svelta. La vicenda si assesta su livelli tutt'altro che trascendentali, alla frenetica ricerca di assassini e tesori templari ( sì templari, sempre loro !!) lungo il cammino verso la mistica (ma non troppo) Santiago di Compostela. E, benché abusato, il tema avrebbe sempre un certo fascino... solo che qui c'é un problema : il protagonista Galcerán de Born, cavaliere Ospitaliere detto il "Perquisitore", possiede un acume ed una sicurezza di sé assolutamente spropositati e per niente credibili, ai limiti della supponenza. Nemmeno il tempo di elencare gli indizi e delineare il secolare enigma che "giammai nessun uomo nella storia riuscì a decifrare" che PUFFF il nostro eroe invece, in quattro e quattr'otto, l'ha bello che risolto e già si avvia verso il rebus successivo. Al che il lettore ne rimane spiazzato, l'alone dell'occulto mistero templare va a farsi benedire ed il ritmo dell'azione non può che diventare eccessivamente intenso e movimentato. I personaggi comunque non sono caratterizzati male (anche con una certa dose di ironia) e li si segue volentieri tra pericoli e peripezie ideati con un certo ingegno ...solo magari sarebbe stato bello poterlo fare con un po' di coinvolgimento e suspence in più.
Non male. Sebbene non mi abbia conquistato completamente non si può negare che lo stile Forsyth sia sempre incalzante e inconfondibile. E' un romanzo asciutto, schietto e veloce (uhm TROPPO...) ma frutto comunque di un lungo e approfondito lavoro di ricerca storica sulla famigerata organizzazione Od
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Non male. Sebbene non mi abbia conquistato completamente non si può negare che lo stile Forsyth sia sempre incalzante e inconfondibile. E' un romanzo asciutto, schietto e veloce (uhm TROPPO...) ma frutto comunque di un lungo e approfondito lavoro di ricerca storica sulla famigerata organizzazione Odessa, la fitta rete di cospirazioni ed inganni che ha protetto e nascosto i membri più spietati delle SS naziste, celandoli alla giustizia e facilitando la loro fuga verso il Sud America. Determinato a portare alla luce tutto ciò un giornalista, Peter Miller, fiero e coraggioso (uhm TROPPO), pronto a penetrare all'interno di quegli oscuri ingranaggi pur di fare giustizia.... Dove si nasconde Eduard Roschmann, il "macellaio di Riga", spietato assassino e criminale di guerra? (aihmé bastardo davvero esistito...) Chi lo ha aiutato? Qual é la sua nuova identità? La caccia é aperta... Come al solito in Forsyth parecchi personaggi e tantissime ambientazioni ( il protagonista nella sua indagine girerà praticamente tutta la Germania!!), ma alcune cose lasciano perplessi: per esempio il nostro Miller fa troppo "eroe senza macchia e senza paura" e lascia un po' distaccati... e, soprattutto, in più di una situazione, si comporta in maniera inconcepibilmente avventata ( vedi uso della Jaguar....) per essere uno la cui vita é appesa al sottilissimo filo del doppio gioco!! E' tutto funzionale alla trama, ok, ma é forzato. Stesso discorso per la superficialità con cui i suoi avversari ogni tanto si muovono, compiendo delle leggerezze poco credibili per un'organizzazione tanto segreta e pericolosa: la storia gira che é un piacere ma tra qualche sopracciglia alzata di troppo.... Comunque, si sa , Forsyth é sempre Forsyth, non serve che ve lo dica io!!
Cattedrale
Thriller piuttosto coinvolgente, nel sapiente e classico stile DeMille. Non si discosta molto dai canoni del genere e non brilla quindi di chissà quale luce , ma é un libro che si lascia certamente leggere con gusto e facilità.continue)
Merito sopratutto della particolare e riuscitissima ambientazione, appun ... (
Thriller piuttosto coinvolgente, nel sapiente e classico stile DeMille. Non si discosta molto dai canoni del genere e non brilla quindi di chissà quale luce , ma é un libro che si lascia certamente leggere con gusto e facilità.
Merito sopratutto della particolare e riuscitissima ambientazione, appunto la cattedrale di San Patrizio: un luogo monumentale, di grande fascino e suggestione, icona sacra di una città violentata da guerriglieri disperati e trasformata in una roccaforte pronta ad esplodere allo scoccare dell'alba, allo scadere di un drammatico e inaccettabile ultimatum.
Soldati armati tra le ombre delle navate e l'eco dei matronei, cecchini appostati sulle torri dei campanili, porte minate, lanciarazzi anti carro e plastico esplosivo sotto al pavimento : tutto é pronto per l'inevitabile e predestinato scontro armato.
L'atmosfera di snervante attesa che si respira per tre quarti del racconto é impeccabile e resa con maestria. Meno memorabile invece lo scontro a fuoco vero e proprio dell'assalto finale, che in alcuni punti sembra un po' annacquato e tende a sbiadire l'intenso fascino respirato fino a quel momento.
Qualche appunto anche sulla caratterizzazione di alcuni personaggi che inciampa in qualche banalotta stereotipizzazione o inutile eccesso.
C'é da dire però che i caratteri dei protagonisti veri e propri ( soprattutto il tenente Burke) sono invece ottimamente tratteggiati quindi nel complesso non ci si può lamentare (anche se un'ulteriore profondità psicologica soprattutto tra i guerriglieri non avrebbe guastato).
Ma poi così il ritmo é più che apprezzabile anche nelle fasi di attesa, per nulla noiose (anzi la parte migliore del romanzo come detto!!) e il fattore sorpresa non manca mai di tenere desta l'attenzione.
Insomma, se vi piace il thriller, "Cattedrale" ne é un buonissimo esponente, ma con DeMille d'altronde non si sbaglia mai.
La zona morta
Il brivido sottile e vibrante che non vorresti finisse mai... il brivido King.continue)
"La Zona Morta" é un'opera dal sapore stupendamente malinconico, che si insinua sottopelle, dal passo lento e rassegnato come quello del suo protagonista.
Già il protagonista... il nostro Johnny, giovane uomo giocato da q ... (
Il brivido sottile e vibrante che non vorresti finisse mai... il brivido King.
"La Zona Morta" é un'opera dal sapore stupendamente malinconico, che si insinua sottopelle, dal passo lento e rassegnato come quello del suo protagonista.
Già il protagonista... il nostro Johnny, giovane uomo giocato da quel destino che si era quasi illuso di dominare (il ticchettare rosso e nero della ruota.....).
In un istante l'incidente, che lo strappa via dal mondo che stava costruendo (da Sarah...) e lo soffoca, lo "spegne", imprigionato nel bozzolo di un coma senza ritorno....
Ed invece Johnny un giorno si sveglia.
Una benedizione di Dio.
Una maledizione di Dio.
Dovrà capirlo lui stesso.
Conoscere l'altro con un tocco solo, passato e futuro come fossero una cosa sola, vedere un' intera esistenza dispiegata davanti agli occhi...
Ed avere nelle proprie mani la capacità di mutarla, di sconvolgerla...
Cosa ne farai Johnny del destino degli altri adesso che il tuo é distrutto per sempre, incanalato in un tunnel che ha un'unica, inevitabile, fine?
Lirica profonda, atmosfera sospesa... un libro da ricordare.
La memoria del topo
Michael Connelly é un grandissimo.continue)
Bravo, mi direte, hai scoperto l'acqua calda.
Già, direbbe la stessa cosa anche Harry Bosh, con fare schietto e meditabondo, godendosi una lunga boccata di fumo : detective sgualcito e malinconico, dai modi bruschi ma dall'animo sincero, rassegnato a fare i conti c ... (
Michael Connelly é un grandissimo.
Bravo, mi direte, hai scoperto l'acqua calda.
Già, direbbe la stessa cosa anche Harry Bosh, con fare schietto e meditabondo, godendosi una lunga boccata di fumo : detective sgualcito e malinconico, dai modi bruschi ma dall'animo sincero, rassegnato a fare i conti con la propria solitudine in una Los Angeles che tutto é fuorché la splendente città dei sogni...
Si dorme poco laggiù e si sogna male: gli incubi della guerra sporca (il Vietnam) pronti ad invadere il quotidiano con la loro scia di morte, cupidigia e brutalità.
Tunnel, bunker, banche, diamanti... chi é Meadows? Chi l'ha gettato in quel sudicio tunnel? E' solo un rifiuto della società? Un reietto? ... O forse é solo un eroe che ha perso la strada di casa?
E loro, Bosh ed Eleanor, polizia ed FBI, chi sono loro stessi?
Tante tessere del puzzle da rimettere a posto, contro il tempo, contro il passato..... Contro chi ancora?
Un intreccio solido, ben amalgamato e vibrante, con un finale super, che fa venire il brivido. Dire altro non serve.
Harry le tue avventure qui da me sono solo all'inizio.
Iacobus
Carino. Un libro d'avventura senza troppe pretese ma pienamente godibile, un romanzo dalla solida ambientazione medioevale, in cui non mancano riferimenti ad eventi e fonti storiche, ma dalla scrittura insolitamente agile e svelta.continue)
La vicenda si assesta su livelli tutt'altro che trascendentali, alla ... (
Carino. Un libro d'avventura senza troppe pretese ma pienamente godibile, un romanzo dalla solida ambientazione medioevale, in cui non mancano riferimenti ad eventi e fonti storiche, ma dalla scrittura insolitamente agile e svelta.
La vicenda si assesta su livelli tutt'altro che trascendentali, alla frenetica ricerca di assassini e tesori templari ( sì templari, sempre loro !!) lungo il cammino verso la mistica (ma non troppo) Santiago di Compostela.
E, benché abusato, il tema avrebbe sempre un certo fascino... solo che qui c'é un problema : il protagonista Galcerán de Born, cavaliere Ospitaliere detto il "Perquisitore", possiede un acume ed una sicurezza di sé assolutamente spropositati e per niente credibili, ai limiti della supponenza. Nemmeno il tempo di elencare gli indizi e delineare il secolare enigma che "giammai nessun uomo nella storia riuscì a decifrare" che PUFFF il nostro eroe invece, in quattro e quattr'otto, l'ha bello che risolto e già si avvia verso il rebus successivo.
Al che il lettore ne rimane spiazzato, l'alone dell'occulto mistero templare va a farsi benedire ed il ritmo dell'azione non può che diventare eccessivamente intenso e movimentato.
I personaggi comunque non sono caratterizzati male (anche con una certa dose di ironia) e li si segue volentieri tra pericoli e peripezie ideati con un certo ingegno ...solo magari sarebbe stato bello poterlo fare con un po' di coinvolgimento e suspence in più.
Dossier Odessa
Non male. Sebbene non mi abbia conquistato completamente non si può negare che lo stile Forsyth sia sempre incalzante e inconfondibile.continue)
E' un romanzo asciutto, schietto e veloce (uhm TROPPO...) ma frutto comunque di un lungo e approfondito lavoro di ricerca storica sulla famigerata organizzazione Od ... (
Non male. Sebbene non mi abbia conquistato completamente non si può negare che lo stile Forsyth sia sempre incalzante e inconfondibile.
E' un romanzo asciutto, schietto e veloce (uhm TROPPO...) ma frutto comunque di un lungo e approfondito lavoro di ricerca storica sulla famigerata organizzazione Odessa, la fitta rete di cospirazioni ed inganni che ha protetto e nascosto i membri più spietati delle SS naziste, celandoli alla giustizia e facilitando la loro fuga verso il Sud America.
Determinato a portare alla luce tutto ciò un giornalista, Peter Miller, fiero e coraggioso (uhm TROPPO), pronto a penetrare all'interno di quegli oscuri ingranaggi pur di fare giustizia....
Dove si nasconde Eduard Roschmann, il "macellaio di Riga", spietato assassino e criminale di guerra? (aihmé bastardo davvero esistito...) Chi lo ha aiutato? Qual é la sua nuova identità? La caccia é aperta...
Come al solito in Forsyth parecchi personaggi e tantissime ambientazioni ( il protagonista nella sua indagine girerà praticamente tutta la Germania!!), ma alcune cose lasciano perplessi: per esempio il nostro Miller fa troppo "eroe senza macchia e senza paura" e lascia un po' distaccati... e, soprattutto, in più di una situazione, si comporta in maniera inconcepibilmente avventata ( vedi uso della Jaguar....) per essere uno la cui vita é appesa al sottilissimo filo del doppio gioco!! E' tutto funzionale alla trama, ok, ma é forzato.
Stesso discorso per la superficialità con cui i suoi avversari ogni tanto si muovono, compiendo delle leggerezze poco credibili per un'organizzazione tanto segreta e pericolosa: la storia gira che é un piacere ma tra qualche sopracciglia alzata di troppo....
Comunque, si sa , Forsyth é sempre Forsyth, non serve che ve lo dica io!!