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- Chiedo scusa (591)
- By Francesco Abate, Saverio Mastrofranco
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Finished on Sep 19, 2010





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- Discorso all'Ufficio oggetti smarriti (334)
- By Wisława Szymborska
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Finished in 2003





Finished (re-read) in 2007




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Discorso all'Ufficio oggetti smarriti
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Consigli per un'esplosione -
Sebbene il concetto non sia immediato, si provi a considerare questo libro di poesie come un'anima di medie dimensioni.
Si eviti, per favore, l'immediato abbandono dell'impresa per un paragone così ardito.
Si prenda dunque l'anima di cui alla fotografia indicata sopra, alla sinistra del titolo.
Va b ... (continue) - — Dec 4, 2009 | 3 feedbacks
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- Ventimila leghe sotto i mari (5354)
- By Jules Verne
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Finished in 1982





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Averne di Verne -
A chi si deve un ringraziamento per questa magnificenza?
A me, per averlo letto.
A mio nonno, per avermi iniziato al mondo vernesco.
Allo scrittore, per averlo partorito.
A Verne, dunque.
Averne, scrittori come questo. - — Aug 28, 2009 | 3 feedbacks
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- Vista con granello di sabbia (747)
- Poesie (1957-1993)
- By Wisława Szymborska
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Finished in 1994





Finished (re-read) in 2000



Finished (re-read) in 2003



Finished (re-read) in 2007




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L'usato imbarazzante. -
Ormai sbiadito per l'uso quasi imbarazzante.
Le lettere si confondono con i miei segni, le pagine ingialliscono, la copertina ha qualche macchia di caffè e di vino.
Mi sembra di averlo da così tanto tempo che il prezzo lo leggo in sesterzi.
Eppure è senza prezzo.
L'ho portato in barca, in moto, in s ... (continue) - — Aug 27, 2009 | 19 feedbacks
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- Altre inquisizioni (1414)
- By Jorge Luis Borges
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Finished in 1995





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Tuffatore -
Il tuffatore
"Il mare all'improvviso diventa cielo.
E non lo fermeranno le mie braccia alzate come in segno di resa."
(Filippo Martinez)Eccomi tuffatore nel mondo di Borges.
Mi preparo, mi levo maglia e braghe: resto sull'abisso, pronto a lanciarmi nelle parole.
Il mare, benchè vastissimo, è finit ... (continue) - — Sep 18, 2009 | 5 feedbacks
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- Selma (69)
- o la ricetta della felicità
- By Jutta Bauer
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Finished in 2008





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Piccole cose -
Riconoscere con semplicità il tocco delle corde più vicine alla propria intimità. La vita è tutta qui.
- — Aug 26, 2009 | 2 feedbacks
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- La sincerità è un'inutile cattiveria (22)
- By Roberto Delogu
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Finished on Aug 8, 2010





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La sincerità è un'inutile cattiveria
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In apnea tra gli abissi dell’esistenza -
“Ma se Robin Hood esistesse oggi, a noi i soldi li ruberebbe o li regalerebbe?”
Ci sono modi di raccontare le cose che restano dentro le cose ma nel contempo al di sopra delle stesse, senza nulla togliere alla descrizione dei fatti, senza peccare di superficialità o di spocchioso distacco, s ... (continue)
- — Aug 8, 2010 | 2 feedbacks
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- Due punti (438)
- By Wisława Szymborska
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Finished





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Uno sguardo dritto al futuro -
Preferisco i due punti.
Lasciano spalancata la porta a ciò che arriva.
Sono ottimisti, fiduciosi, aperti.
Sono occhi che guardano avanti.
Sono un sorriso che accoglie.
Dopo i due punti può esserci tutto:
l'abisso, il nulla, la speranza.
E allora due punti siano: - — Jun 14, 2010 | 4 feedbacks
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- La scuola raccontata al mio cane (1122)
- By Paola Mastrocola
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Finished in 2002





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La scuola raccontata al mio cane
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La domanda -
Cosa serve per diventare buoni insegnanti?
Paola Mastrocola traccia la sua strada e se lo chiede lungo tutto il percorso.
In questo libro la descrive con minuzia; chilometro per chilometro.
Lo fa bene, con passione, ardore, delicatezza e cinismo.
Ne cogliamo addirittura gli odori (non sempre buoni), ... (continue) - — Sep 19, 2009 | 7 feedbacks
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- Trilogia della città di K (9304)
- Il grande quaderno - La prova - La terza menzogna
- By Agota Kristof
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Finished





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Un ricordo della Libreria della Città di K -
Il libro è bello, lo dico subito.
E subito smetto.
Perchè è altro che mi preme lasciare quì.
Dove sto io esisteva una libreria bellissima: si chiamava Città di K.
Francesca, la proprietaria, ne aveva fatto un luogo di incontro, un piccolo mondo dove le persone si trovavano la sera, per bere vino, sc ... (continue) - — Sep 11, 2009 | 3 feedbacks
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- Filastrocche in cielo e in terra (1306)
- By Gianni Rodari
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Finished in 1983





Finished (re-read) in 2000




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Filastrocche in cielo e in terra
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Progressione all'infanzia -
La mia copia è gialla, con le macchie, senza copertina.
Quando lo vedo, quando lo apro, torno di botto a sei anni.
Un conto alla rovescia velocissimo che parte dal 2009 e arriva al 1970 e rotti.
Da 41 a 6 in un secondo e tre.
La voce narrante è la mia, ma si arriva in fretta a quella di mia madre.
I ... (continue) - — Sep 4, 2009 | 8 feedbacks
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- La gioia di scrivere (608)
- Tutte le poesie (1945-2009)
- By Wisława Szymborska
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Finished in May 2009





Finished (re-read) in Feb 2010




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l'occasione di un commento aperto -
Cipolle, odio, stupore, gatti, morte, bombe, sogni, amore e altre simili piccolezze.
Tutte le poesie della più grande poetessa di ogni tempo.
E' un personalissimo parere, legato a filo doppio al mio privato sentire e alla sua capacità di toccare le corde giuste, spesso nascoste (in una chitarra a 12 ... (continue) - — Aug 20, 2009 | 2 feedbacks
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- Lezioni americane (6524)
- Sei proposte per il prossimo millennio
- By Italo Calvino
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Finished in 1999





Finished (re-read)




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Da affrontare con la necessaria leggerezza -
Un libro a cui sono particolarmente affezionato.
Sono le ultime conferenze che Calvino preparò per gli Stati Uniti.
Più che un libro una previsione.
Si tratta del fatto che la letteratura del nuovo secolo e del nuovo millennio sarebbe stata caratterizzata da sei requisiti: leggerezza, rapidità, esat ... (continue) - — Sep 2, 2009 | 2 feedbacks
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- Diario notturno (839)
- By Ennio Flaiano
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Finished





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Successi a (p)parenti -
Un libro che descrive a meraviglia "questo popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti e di cognati..."
L'Italia "mossa da un bisogno sfrenato di ingiustizia" era il suo bersaglio costante: in qualche caso, cedendo all'impazienza (ricorda Nello Ajello su Repubblica), tagliava corto: "Dietro ... (continue)
- — Sep 11, 2009 | 2 feedbacks
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- 84, Charing Cross Road (658)
- By Helene Hanff
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Finished in 1994





Finished (re-read) in 2003




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Eleganza, sensibilità, delicatezza compresse in poche pagine.
Un cameo da rileggere ogni tanto, per apprezzare il suono della penna sulla carta, per sentire il profumo della cellulosa, per aprire porte chiuse da tempo.
Per chi ha vissuto fin da piccolo tra le pagine dei libri, saltellando da una let ... (continue) - — Aug 25, 2009 | 5 feedbacks
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Chiedo scusa
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“Perché quello che credeva il suo dolore è una goccia del dolore del mondo. Una goccia dell’ingiustizia senza rimedio e spiegazione.”
Queste righe sono un ringraziamento e un messaggio in bottiglia.
Il ringraziamento è per chi ha trovato il coraggio di raccontare quella goccia di dolore del ... (continue)
“Perché quello che credeva il suo dolore è una goccia del dolore del mondo. Una goccia dell’ingiustizia senza rimedio e spiegazione.”
Queste righe sono un ringraziamento e un messaggio in bottiglia.
Il ringraziamento è per chi ha trovato il coraggio di raccontare quella goccia di dolore del mondo che finisce in un mare senza comprensibili confini. Una sterminata distesa di dolore liquido e freddo.
E’ in quel mare che lancio la mia bottiglia, con un messaggio per qualcuno che conosci da sempre e non vedi quasi mai.
Qualcuno che segui con affetto, a distanza, e con cui ti riprometti di organizzare qualcosa presto.
Poi quel presto non arriva mai e la vita va avanti. Purtroppo e per fortuna.
Alla bottiglia consegno quindi le parole silenziose che avrei voluto pronunciare quando Francesco non poteva ascoltarmi. Le stesse parole che non sono uscite dalla mia bocca quando invece me lo sono trovato davanti.
Parole silenziose per suo padre: Gabriele.
Un uomo come non ne esistono più, cavaliere d’altri tempi, con la corazza di fuori, il coraggio nelle ossa e un morbo assassino nelle vene.
Un arcangelo in terra dallo sguardo serio, con gli occhiali spessi per guardare dove non arrivava lo sguardo di tanti, da difendere o da iniziare alla vita.
Uno che mi prendeva per il culo. Ma con garbo.
Tutta la mia famiglia l’ha amato; mio padre anche più di parenti vicini nel sangue ma distanti nel cuore.
“La morte gli ha permesso di non vedere la fine del Partito”, dice Mariella, donna di gran tempra e di spirito.
Mi sembra di sentire le parole di mia madre, che si aggrappa a qualche scarna consolazione per chi ha perduto il compagno della vita.
E, caro Francesco, amico fragile, non si tratta certo di donne distratte.
Parole silenziose per questo libro, nudo e limpido come una pietra preziosa.
E’ la cognizione del dolore (quello vero, non quello di Gadda), è lo stare nella sofferenza, con le nostre lacrime che evaporano dalle sue guance incandescenti e la neve (che cade sugli schermi degli ecografi) che scende in piena estate e diventa ghiaccio sulle strade e sulle pagine che ripercorrono la vita di Frisko. Strade vive, trafficate di affetti, musica, parole. Poi la neve a ghiacciare l'asfalto. Poi il sole.
Dentro la bottiglia ci sono anche le parole per un amico che non conosco. Un incursionista nella scena musicale e letteraria che firma con un nome storpiato da un intenditore di cinema.
Uno di quelli con cui senti di avere tanto in comune ma che potresti non incontrare mai, perché la vita è breve e non può esaudire tutti i piccoli desideri (o forse quelli piccoli si).
E’ un libro durissimo e tenero: l’incomprensibile ossimoro trova semplice spiegazione nella lettura.
E’ uno strappo che si ricuce lentamente e di cui senti l’ago che salda ogni punto. Lo senti entrare nella pelle, vedi il sangue, ascolti la tua bocca urlare, il digrignare dei denti, le ossa che scricchiolano.
E’ dolore lancinante, non tollerabile.
Ma è soprattutto gioia per non sentirlo più, per averlo lasciato alle spalle, per il ritorno alla normalità, per un viso dai tratti sereni.
E' rinascita, primavera, esplosione di colori e di possibilità.
E’ un omaggio ad una vita perduta e ritrovata lo stesso numero di volte. Di certo troppe.
E’ una storia che racconta altre storie uguali, fatte di speranza e di cadute, di vette e di abissi.
Sono storie di insopportabile incertezza, che non sono capitate a te solo per una coincidenza della vita che non può essere studiata né compresa. Solo ringraziata.
E’ un inno nascosto all’intelletto e alla ricerca medica che, come nei giochi elettronici, regala vite bonus. A volte si tratta solo di pochi giorni, inutili appendici. Spesso invece si superano quadri interi e si arriva a fine gara, dove si cede per naturale stanchezza del giocatore.
E’ un inchino a Mariella, Giuseppe, Anna. E Chiara. Lei non la conosco ma sono felice sia (e sia stata in queste righe) al suo fianco.
C'è anche lo zio Nannino: l'ultima volta l'ho visto in una libreria, da poco; mi ha tirato una zugata alla coatta con la sua mano a pala che mi ha fatto precipitare su una pila di libri. Alla mia età, vestito come un manager com'ero, mi sono vergognato come un dodicenne e ho protestato. Ne è arrivata un'altra.
Più forte.
Vabbè.
L’ho letto lentamente questo libro, con la delicatezza riservata a ciò che si preserva.
Ho pianto e riso, tremato ed esultato; l’ho fatto come se non conoscessi il finale, come se non avessi visto Francesco qualche giorno fa.
In poche ore ho ripercorso tra le sue parole anni di notizie frammentate, di speranze non condivise, di lontana vicinanza per chi considero un fratello di sangue (il mio sangue, dovendo scegliere).
In testa al libro ha scritto A Luca. “Ho guardato Todde”.
Chissà che vorrà dire. Tra le tante ipotesi che ho fatto, una mi piace assai: è la frase che segue un passo dove le nostre madri sono accomunate da un destino che le lega, come i nostri padri furono legati in vita.
“Fratello, hai davvero del fegato!”, avrei voluto sussurrargli.
Battuta stupida ma realtà innegabile.
Vale per quello che ha passato, per ciò è oggi, per il giornale dove lavora e per quello che anni fa ebbe il coraggio di scrivere su un certo libraio, mio padre, con cui andava al Poetto a raccogliere cartacce. Entrambi in silenzio, come loro abitudine.
Avrei voluto dire questa stronzata.
Invece, come sempre, sono stato zitto.
Ho pensato alla donna che ha donato la vita a lui e ad altri, a suo marito, ai figli, al tesserino AIDO conservato nel portafoglio, al cellulare nuovo che squilla.
E sono stato zitto.
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