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Adalbert Sti…
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A proposito, il mio nick è rosenkavalier70. Ciao.
Ciao, grazie di aver aggiunto il mio utente virtuale valtellinese come vicino. Se hai libri da segnalare, fallo pure e io di tanto in tanto li aggiungerò alla mia lista.
Ho messo il tuo libro nella mia bacheca? Ops, devo aver fatto un errore. Stavo riaggiornando l'Index Librorum prohibitorum e, per fatale distrazione, mi è scappato il tuo, che è finito in libreria. Non me lo perdonerò mai! :-) Albe
Grazie per la sua bellissima libreria. (Ho saccheggiato...)Grandissima stima, condivisa evidentemente, per Indro Montanelli, del quale conservo una risposta, - battuta a macchina e firmata - ad una mia lettera al Giornale, lettera che non pubblico' ma alla quale ritenne di dover rispondere personalmente. Altri tempi, altra stoffa, altri uomini.
Ci sarò! Sarà un piacere conoscere il "padre" del montanellismo anobiiano. Non ho ancora acquistato il libro, penso di farlo lì. Io sono Luca, cerchiamoci...
La normalità di un dramma
Una favola che ti riporta indietro nel tempo, a quando gli uomini vivevano immersi nella natura. A quando ancora non pretendevano di assogettarla al proprio volere e ne erano, consapevolmente, solo uno dei tanti elementi che ne fanno parte. Una natura che a volte si scatena in tutta la sua potenza, ... (continue)
Una favola che ti riporta indietro nel tempo, a quando gli uomini vivevano immersi nella natura. A quando ancora non pretendevano di assogettarla al proprio volere e ne erano, consapevolmente, solo uno dei tanti elementi che ne fanno parte. Una natura che a volte si scatena in tutta la sua potenza, ma che non per questo arriva a potersi definire maligna. I due piccoli protagonisti di "Cristallo di rocca" vivono un'avventura che, se raccontata in maniera diversa, avrebbe potuto mettere a nudo tutta la sua tragicità. Invece Stifter racconta le vicissitudini dei piccoli Corrado e Sanna come se si trattasse di un normale passaggio della vita umana: i due bambini non hanno mai paura, non piangono mai e vivono il loro dramma con grande, appunto, naturalezza. Da leggere, soprattutto se si vive in città e della natura non si ha ormai più che un vago ricordo lontano...