Dall'introduzione: «Nadežna Jakovlevna, a un certo punto delle sue care memorie, lo definisce “infinitamente zizneradostnyi”, parola che di solito vien resa con “allegro” o “gioioso”, equivalenti piuttosto scialbi dell’originale che letteralmente significa “contento della vita”. Pecal’ moja svetla,
... (continue)
Dall'introduzione: «Nadežna Jakovlevna, a un certo punto delle sue care memorie, lo definisce “infinitamente zizneradostnyi”, parola che di solito vien resa con “allegro” o “gioioso”, equivalenti piuttosto scialbi dell’originale che letteralmente significa “contento della vita”. Pecal’ moja svetla, scriveva Pushkin: “La mia tristezza è luminosa”; e Mandel’štam poteva usare, e di fatto usò, questo verso. L’ebreo convertito tentava di trovare la fonte della sua gioia in un contesto cristiano. L’arte cristiana è gioiosa perché è libera ed è libera perché Cristo è morto per redimere il mondo. Non è necessario servirsi dell’arte per morire o per salvare il mondo, perché sono faccende, per così dire, già in parte risolte».
Ovvero: come nascono le superstizioni colte, un esempio.
L'autore cerca di ricostruire la storia del pregiudizio per cui la gente, prima del viaggio di Cristoforo Colombo, avrebbe vissuto nella convinzione che la Terra fosse piatta. Le origini di questo colossale pregiudizio storico, tuttora
... (continue)
Ovvero: come nascono le superstizioni colte, un esempio.
L'autore cerca di ricostruire la storia del pregiudizio per cui la gente, prima del viaggio di Cristoforo Colombo, avrebbe vissuto nella convinzione che la Terra fosse piatta. Le origini di questo colossale pregiudizio storico, tuttora diffussissimo, vengono individuate in un fortunato ritratto biografico di Colombo, scritto dall'americano Washington Irving (l'autore di Rip Van Winckle), nel 1828. Il romanzo di Irving godette di enorme successo per tutto l'Ottocento, soprattutto in concomitanza con l’espansione delle prime teorie evoluzioniste (testa di ponte, all'epoca, del colonialismo e dell’imperialismo w.a.s.p.).
Qualunque storico serio, già allora, avrebbe tuttavia potuto obiettare, senza particolari difficoltà, che la sfericità della Terra venne data per scontata sin dall’epoca antica, e per tutto il Medioevo:
"From the fourth century before Christ almost all the Greek pilosophers maintained the sphericity of the earth; the Romans adopted the Greek spherical views; and the Christians fathers and early medieval writers, with few exceptions, agreed. During the Middle Ages, Christian theology showed little if any tendency to dispute sphericity" (p. 69).
I cristiani, in questo come in altri casi, si limitarono a proseguire e far proprie le discussioni scientifiche del mondo greco e latino. In epoca tardo-antica, peraltro, si possono segnalare soltanto cinque autori che abbiano messo in discussione la sfericità della Terra: Lattanzio († 345), Teodoro di Mopsuestia († 430), Diodoro di Tarso († 394), Severiano di Gabala († 380 ca.) e Cosma Indicopleuste († 540 ca.). Dei primi tre, precisa Russell, non si ha nemmeno una certezza assoluta (la negazione di Lattanzio, ad es., si ricava da un passo in cui contesta l’esistenza degli "antipodi"); inoltre, dettaglio di non poco conto, soltanto gli ultimi due si appoggiarono a un'interpretazione letteralista di passi scritturistici.
Illuminante il congedo, soprattutto dopo la lettura dell'orribile apprendistato di W.M.:
"L'occhio di Mefistofele aveva stornato dalla testa del suo autore la catastrofe di Werther, pensata fin da principio come esistenziale. Poi questa catastrofe era rimasta sullo sfondo di tutti i suoi pens
... (continue)
Illuminante il congedo, soprattutto dopo la lettura dell'orribile apprendistato di W.M.:
"L'occhio di Mefistofele aveva stornato dalla testa del suo autore la catastrofe di Werther, pensata fin da principio come esistenziale. Poi questa catastrofe era rimasta sullo sfondo di tutti i suoi pensieri; e guai se accanto a lui, dietro le quinte del teatro della vita, non fosse stato sempre presente Mefistofele, anche senza parlare. Quando Narciso rischia di annegare nrell'acqua, lo trattiene. Quando rischia di lasciarsi afferrare da ciò che sta facendo, lo scuote. Quando sta per buttarsi nelle braccia di una donna, lo fa riflettere. Quando immagina soluzioni di salvezza per l'umanità, gli fa capire che sono utopia (o ucronia). E alla fine, quando la realtà tutto intorno (e dentro di lui) comincia a deluderlo, dà a Goethe il distacco necessario a raggiungere la Entsagung. Insomma, Mefistofele personifica l'egoismo di Goethe: quello che Goethe, nella lettera citata a Hans Meyer, descrive come *egoismo della produzione*...".
Com'è vero, dannazione! Ecco qui la MADORNALE differenza, chi scrive comprenda, tra Romani 7,19 ("Infatti non faccio il bene che voglio, ma il male che non voglio") e l'ingiunzione di Faust ("Io sono la forza che vuole il bene, eppure compie sempre il male").
Felicità del portafoglio e dello Spirito è precipitarsi in libreria, con la ferma intenzione di acquistare le Etimologie di Isidoro di Siviglia nei classici latini UTET da 182 maladetti danari, e scoprire ch’è uscita l’edizione economica.
L'epoca e i lupi
Dall'introduzione: «Nadežna Jakovlevna, a un certo punto delle sue care memorie, lo definisce “infinitamente zizneradostnyi”, parola che di solito vien resa con “allegro” o “gioioso”, equivalenti piuttosto scialbi dell’originale che letteralmente significa “contento della vita”. Pecal’ moja svetla, ... (continue)
Dall'introduzione: «Nadežna Jakovlevna, a un certo punto delle sue care memorie, lo definisce “infinitamente zizneradostnyi”, parola che di solito vien resa con “allegro” o “gioioso”, equivalenti piuttosto scialbi dell’originale che letteralmente significa “contento della vita”. Pecal’ moja svetla, scriveva Pushkin: “La mia tristezza è luminosa”; e Mandel’štam poteva usare, e di fatto usò, questo verso. L’ebreo convertito tentava di trovare la fonte della sua gioia in un contesto cristiano. L’arte cristiana è gioiosa perché è libera ed è libera perché Cristo è morto per redimere il mondo. Non è necessario servirsi dell’arte per morire o per salvare il mondo, perché sono faccende, per così dire, già in parte risolte».
Inventing the Flat Earth
Ovvero: come nascono le superstizioni colte, un esempio.
L'autore cerca di ricostruire la storia del pregiudizio per cui la gente, prima del viaggio di Cristoforo Colombo, avrebbe vissuto nella convinzione che la Terra fosse piatta. Le origini di questo colossale pregiudizio storico, tuttora ... (continue)
Ovvero: come nascono le superstizioni colte, un esempio.
L'autore cerca di ricostruire la storia del pregiudizio per cui la gente, prima del viaggio di Cristoforo Colombo, avrebbe vissuto nella convinzione che la Terra fosse piatta. Le origini di questo colossale pregiudizio storico, tuttora diffussissimo, vengono individuate in un fortunato ritratto biografico di Colombo, scritto dall'americano Washington Irving (l'autore di Rip Van Winckle), nel 1828. Il romanzo di Irving godette di enorme successo per tutto l'Ottocento, soprattutto in concomitanza con l’espansione delle prime teorie evoluzioniste (testa di ponte, all'epoca, del colonialismo e dell’imperialismo w.a.s.p.).
Qualunque storico serio, già allora, avrebbe tuttavia potuto obiettare, senza particolari difficoltà, che la sfericità della Terra venne data per scontata sin dall’epoca antica, e per tutto il Medioevo:
"From the fourth century before Christ almost all the Greek pilosophers maintained the sphericity of the earth; the Romans adopted the Greek spherical views; and the Christians fathers and early medieval writers, with few exceptions, agreed. During the Middle Ages, Christian theology showed little if any tendency to dispute sphericity" (p. 69).
I cristiani, in questo come in altri casi, si limitarono a proseguire e far proprie le discussioni scientifiche del mondo greco e latino. In epoca tardo-antica, peraltro, si possono segnalare soltanto cinque autori che abbiano messo in discussione la sfericità della Terra: Lattanzio († 345), Teodoro di Mopsuestia († 430), Diodoro di Tarso († 394), Severiano di Gabala († 380 ca.) e Cosma Indicopleuste († 540 ca.). Dei primi tre, precisa Russell, non si ha nemmeno una certezza assoluta (la negazione di Lattanzio, ad es., si ricava da un passo in cui contesta l’esistenza degli "antipodi"); inoltre, dettaglio di non poco conto, soltanto gli ultimi due si appoggiarono a un'interpretazione letteralista di passi scritturistici.
Goethe e il suo diavolo custode
Illuminante il congedo, soprattutto dopo la lettura dell'orribile apprendistato di W.M.:
"L'occhio di Mefistofele aveva stornato dalla testa del suo autore la catastrofe di Werther, pensata fin da principio come esistenziale. Poi questa catastrofe era rimasta sullo sfondo di tutti i suoi pens ... (continue)
Illuminante il congedo, soprattutto dopo la lettura dell'orribile apprendistato di W.M.:
"L'occhio di Mefistofele aveva stornato dalla testa del suo autore la catastrofe di Werther, pensata fin da principio come esistenziale. Poi questa catastrofe era rimasta sullo sfondo di tutti i suoi pensieri; e guai se accanto a lui, dietro le quinte del teatro della vita, non fosse stato sempre presente Mefistofele, anche senza parlare. Quando Narciso rischia di annegare nrell'acqua, lo trattiene. Quando rischia di lasciarsi afferrare da ciò che sta facendo, lo scuote. Quando sta per buttarsi nelle braccia di una donna, lo fa riflettere. Quando immagina soluzioni di salvezza per l'umanità, gli fa capire che sono utopia (o ucronia). E alla fine, quando la realtà tutto intorno (e dentro di lui) comincia a deluderlo, dà a Goethe il distacco necessario a raggiungere la Entsagung. Insomma, Mefistofele personifica l'egoismo di Goethe: quello che Goethe, nella lettera citata a Hans Meyer, descrive come *egoismo della produzione*...".
Com'è vero, dannazione! Ecco qui la MADORNALE differenza, chi scrive comprenda, tra Romani 7,19 ("Infatti non faccio il bene che voglio, ma il male che non voglio") e l'ingiunzione di Faust ("Io sono la forza che vuole il bene, eppure compie sempre il male").
Viaggio al termine della notte
Rigorosamente in questa traduzione.
Etimologie o origini
Felicità del portafoglio e dello Spirito è precipitarsi in libreria, con la ferma intenzione di acquistare le Etimologie di Isidoro di Siviglia nei classici latini UTET da 182 maladetti danari, e scoprire ch’è uscita l’edizione economica.