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All books
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- Memoriale del convento (3116)
- By José Saramago
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Finished on Feb 8, 2012





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- Castelli di rabbia (13041)
- By Alessandro Baricco
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Finished on Jan 8, 2012





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primo libro di baricco (a parte "novecento" che credo faccia storia a se).
Da vicino tutto magnifico: stile, similitudini, immagini, personaggi, situazioni, storie nella storia.
purtroppo peró, allontanandosi un po', c'è qualcosa che non torna.
La bizzarria dei personaggi e le loro vicende, pur inse ... (continue) - — Jan 10, 2012 | Add your feedback
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- L'amore fatale (2646)
- By Ian McEwan
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Finished on Jan 2, 2012





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Titolo ingannevole.
Un po' thriller, un po' romanzo psicologico, un po' romanzo d'amore.
Romanzo fittissimo, senza cadute di tensione.
Molto Joyciano nel descrivere minuziosamente le concatenazioni di pensieri del protagonista, il girovagare delle riflessioni, gli agganci laterali, i riferimenti sci ... (continue) - — Jan 3, 2012 | Add your feedback
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- Trattato di funambolismo (373)
- By Philippe Petit
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Finished on Dec 25, 2011





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- Il tempo è un bastardo (368)
- By Jennifer Egan
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Finished on Dec 20, 2011





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- La pioggia prima che cada (4742)
- By Jonathan Coe
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Finished on Dec 19, 2011





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non il miglior Coe ma un bel libro.
una bella storia per chi crede nel destino e nei cerchi che si devono chiudere. - — Dec 20, 2011 | Add your feedback
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- Canale Mussolini (3523)
- By Antonio Pennacchi
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Finished on Dec 9, 2011





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- Branchie (5807)
- By Niccolò Ammaniti
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Finished on Nov 27, 2011





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Bah.. -
Dipende tutto da come lo vedi: se come opera giovanile di un talentuoso compagno di liceo è un buon libro, tutto sommato.
invece, Se quest'opera giovanile di ammaniti invece la si vuol vedere come opera a se stante... discretamente deludente. la prima parte ambientata a roma lascia ben sperare ma ap ... (continue) - — Nov 30, 2011 | Add your feedback
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- Montaigne (107)
- L'arte di vivere
- By Sarah Bakewell
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Finished on Nov 23, 2011





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- Tutta colpa dell'acido (373)
- By Irvine Welsh
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Finished on Oct 10, 2011





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arrivo a questo libro dopo aver letto tutte le opere principali di welsh quindi abbastanza assuefatto ai temi e al suo registro letterario.
un lettore digiuno di welsh che cominciasse da questa raccolta di racconti, si troverebbe scaraventato dopo poche righe in un caleidoscopio allucinato e surrea ... (continue) - — Nov 6, 2011 | Add your feedback
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- Il Veneto che amiamo (12)
- Fernando Bandini, Luigi Meneghello, Mario Rigoni Stern e Andrea Zanzotto
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Finished on Oct 2, 2011





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a dispetto del titolo del "veneto che amiamo" si parla gran poco.
interessanti quanto si vuole le interviste ai questi grandi rappresentanti della letteratura ma tranne sporadici accenni (peraltro un po' banali e scontati) si parla più che altro in tono retrospettivo della loro vicenda personale e a ... (continue) - — Oct 11, 2011 | Add your feedback
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- L'apprendistato di Duddy Kravitz (929)
- By Mordecai Richler
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Finished on Sep 26, 2011





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- Luigini contro Contadini (11)
- Il lato oscuro della questione settentrionale
- By Gabrio Casati
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Finished on Sep 19, 2011





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Illuminante e crudelmente realista. -
Il titolo è un po' bizzarro.
Il sottotitolo comincia a inquadrare il tema pur essendo vagamente fuorviante.
Ecco, non si tratta di un libro filo nordista: il termine "oscuro" del sottotitolo, infatti, rivela il suo significato man mano che si procede con la lettura.
E' un'opera che aiuta a mettere ... (continue) - — Sep 26, 2011 | Add your feedback
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- Skippy muore (329)
- By Paul Murray
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Finished on Sep 3, 2011





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- Non ti muovere (14805)
- Bestseller italiani, 2
- By Margaret Mazzantini
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Finished on Aug 26, 2011





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Memoriale del convento
Non esattamente di facile lettura.
Allo stile particolarissimo di Saramago, che obbliga ad aggrapparsi ad ogni parola per tenere il filo della narrazione, in questo libro si aggiunge anche un continuo cambio di prospettiva dell'io narrante, a volte voce fuori campo, a volte improvvisamente voce int ... (continue)
Non esattamente di facile lettura.
Allo stile particolarissimo di Saramago, che obbliga ad aggrapparsi ad ogni parola per tenere il filo della narrazione, in questo libro si aggiunge anche un continuo cambio di prospettiva dell'io narrante, a volte voce fuori campo, a volte improvvisamente voce interiore dei personaggi della vicenda, altre estemporanea e fugace intromissione di personaggi senza volto chiamati a commentare, come passanti, la scena.
Presa confidenza con questa ulteriore sofisticazione, poco a poco ci si cala nella narrazione, sospesa tra fantasia e cronaca storica, popolata da personaggi a cui Saramago è riuscito a dare contorni allo stesso tempo favolistici e terribilmente umani, a tratti commuoventi.
Un po' Cervantes, un po' Calvino.
Nel romanzo mi ha colpito la capacità di Saramago di trasmettere l'ossessività e pervasività dell'entità religiosa nella società portoghese dell'epoca, in maniera geniale, anche mediante la descrizione minuziosa e neutra, quasi inventariale, dei paramenti, degli addobbi, delle liturgie, delle processioni.
Tecnica reiterata quel tanto da far provare a un certo punto repulsione per una ritualità superficiale, teatralmente barocca, aliena e indifferente alla quotidianità miserabile del popolo che nonostante tutto ne è dipendente.
Repulsione che in un qualche passaggio emerge anche nell'io narrante che concentra in poche righe fiammeggianti il disprezzo per l'ipocrisia, la doppiezza morale e la distorsione ignobile del messaggio evangelico.
(L'ateismo anticlericale dell'autore e la sua componente di critica sociale credo abbiano alimentato fortemente questa dimensione dell'opera...).
Non siamo ai livelli di "cecità" ma questo libro merita ugualmente una lettura.
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