Un marito cammina tenendo per la mano l'adorabile moglie e all'improvviso lei si trasforma in volpe, con coda e tutto il resto. Che fare? Lui decide di amarla lo stesso, di adeguarsi alle sue nuove fattezze, di comprendere. "Lady into fox", di David "Bunny" Garnett, è una fiaba sulla vecchiaia
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Un marito cammina tenendo per la mano l'adorabile moglie e all'improvviso lei si trasforma in volpe, con coda e tutto il resto. Che fare? Lui decide di amarla lo stesso, di adeguarsi alle sue nuove fattezze, di comprendere. "Lady into fox", di David "Bunny" Garnett, è una fiaba sulla vecchiaia, sulla mutevolezza della natura umana, sull'accettazione delle diversità e bla bla bla, ma è soprattutto un elogio alla capacità di sacrificio dei veri amanti e alla (rara) duttilità del sentimento amoroso. Scritto nel 1922, dopo la Prima Guerra Mondiale, sembra raccontare la storia di chi è tornato dopo anni di conflitto, portandosi dietro un mondo che poco aveva da spartire con il ricongiunto microcosmo degli affetti. Di chi ha aspettato, di chi non ha riconosciuto, di chi ha saputo prendersi le nuove misure.
Ci risiamo con le giapponesi. Però a questo giro son sempre inesorabilmente eleganti e minute, ma hanno in comune con me una terribile sciagura: nello specifico, la detentrice della virtù vacillante è una stupida donnetta in balìa di un amore probabilmente non ricambiato, anche se condiviso fisicame
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Ci risiamo con le giapponesi. Però a questo giro son sempre inesorabilmente eleganti e minute, ma hanno in comune con me una terribile sciagura: nello specifico, la detentrice della virtù vacillante è una stupida donnetta in balìa di un amore probabilmente non ricambiato, anche se condiviso fisicamente. Non se ne fa una ragione, povero cuore, va dal saggio vecchio, va dalla saggia vecchia, ma nessuno sa esattamente cosa suggerirle. E il mistero per cui tanto cerca di farsi un'idea è proprio quella cosa lì: come è possibile che qualcuno sia così schifosamente vicino, eppure inaccessibile? Come convivere con il sospetto di essere fatalmente prescindibili per la suddetta persona? Non c'è soluzione. O meglio, sì. Farsene una ragione, perché altrimenti si finisce a far le donnette isteriche e pedanti e a scrivere lettere di cui a nessuno mai fregherà nulla. Tantomeno l'interessato.
"Nelle cellule di un piccione, da qualche parte nella testa, ci sono minuscoli cristalli magnetici, pezzettini di un minerale di ferro chiamato magnetite. Invisibili calamite più piccole della polvere, creano una specie di bussola, e percepiscono la polarità, l'angolazione dei campi magnetici intorn
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"Nelle cellule di un piccione, da qualche parte nella testa, ci sono minuscoli cristalli magnetici, pezzettini di un minerale di ferro chiamato magnetite. Invisibili calamite più piccole della polvere, creano una specie di bussola, e percepiscono la polarità, l'angolazione dei campi magnetici intorno alla Terra. [...] Forse anche noi abbiamo dentro dei cristalli, dei granelli di sale. Perché anche in noi c'è qualcosa che ci dà il senso di dove dovremmo essere, se lo ascoltiamo."
Le voci che si alternano in "La lunga siccità"non potrebbero essere in nessun altro luogo. Le loro ideali calamite li trattengono su una terra indecisa se continuare a dar vita o portarsi via tutto. Un posto che è perpetua premessa e volubile affittuario, un essere a due facce, come la rondine che "da un lato sembrava perfetta, ma dall'altro vedevi un bozzo, come un grumo di sale, sul becco e sull'occhio. [...] Minuscolo, ma quasi mostruoso."
Later
Love
"There are words voluptuous
as the flesh
in its moisture
its warmth.
Tangible, they tell
the reassurances,
the comforts,
of being human.
Not to speak them
makes abstract
all desire
and its death at last."
Lady into Fox
Un marito cammina tenendo per la mano l'adorabile moglie e all'improvviso lei si trasforma in volpe, con coda e tutto il resto. Che fare? Lui decide di amarla lo stesso, di adeguarsi alle sue nuove fattezze, di comprendere.continue)
"Lady into fox", di David "Bunny" Garnett, è una fiaba sulla vecchiaia ... (
Un marito cammina tenendo per la mano l'adorabile moglie e all'improvviso lei si trasforma in volpe, con coda e tutto il resto. Che fare? Lui decide di amarla lo stesso, di adeguarsi alle sue nuove fattezze, di comprendere.
"Lady into fox", di David "Bunny" Garnett, è una fiaba sulla vecchiaia, sulla mutevolezza della natura umana, sull'accettazione delle diversità e bla bla bla, ma è soprattutto un elogio alla capacità di sacrificio dei veri amanti e alla (rara) duttilità del sentimento amoroso.
Scritto nel 1922, dopo la Prima Guerra Mondiale, sembra raccontare la storia di chi è tornato dopo anni di conflitto, portandosi dietro un mondo che poco aveva da spartire con il ricongiunto microcosmo degli affetti. Di chi ha aspettato, di chi non ha riconosciuto, di chi ha saputo prendersi le nuove misure.
Una virtù vacillante
Ci risiamo con le giapponesi. Però a questo giro son sempre inesorabilmente eleganti e minute, ma hanno in comune con me una terribile sciagura: nello specifico, la detentrice della virtù vacillante è una stupida donnetta in balìa di un amore probabilmente non ricambiato, anche se condiviso fisicame ... (continue)
Ci risiamo con le giapponesi. Però a questo giro son sempre inesorabilmente eleganti e minute, ma hanno in comune con me una terribile sciagura: nello specifico, la detentrice della virtù vacillante è una stupida donnetta in balìa di un amore probabilmente non ricambiato, anche se condiviso fisicamente. Non se ne fa una ragione, povero cuore, va dal saggio vecchio, va dalla saggia vecchia, ma nessuno sa esattamente cosa suggerirle. E il mistero per cui tanto cerca di farsi un'idea è proprio quella cosa lì: come è possibile che qualcuno sia così schifosamente vicino, eppure inaccessibile? Come convivere con il sospetto di essere fatalmente prescindibili per la suddetta persona? Non c'è soluzione. O meglio, sì. Farsene una ragione, perché altrimenti si finisce a far le donnette isteriche e pedanti e a scrivere lettere di cui a nessuno mai fregherà nulla. Tantomeno l'interessato.
Snuff
(voglio sperare che l'embolia vaginale non esista)
(non guardo neanche su google, scelgo di ignorare la cosa)
La lunga siccità
"Nelle cellule di un piccione, da qualche parte nella testa, ci sono minuscoli cristalli magnetici, pezzettini di un minerale di ferro chiamato magnetite. Invisibili calamite più piccole della polvere, creano una specie di bussola, e percepiscono la polarità, l'angolazione dei campi magnetici intorn ... (continue)
"Nelle cellule di un piccione, da qualche parte nella testa, ci sono minuscoli cristalli magnetici, pezzettini di un minerale di ferro chiamato magnetite. Invisibili calamite più piccole della polvere, creano una specie di bussola, e percepiscono la polarità, l'angolazione dei campi magnetici intorno alla Terra. [...] Forse anche noi abbiamo dentro dei cristalli, dei granelli di sale. Perché anche in noi c'è qualcosa che ci dà il senso di dove dovremmo essere, se lo ascoltiamo."
Le voci che si alternano in "La lunga siccità"non potrebbero essere in nessun altro luogo. Le loro ideali calamite li trattengono su una terra indecisa se continuare a dar vita o portarsi via tutto. Un posto che è perpetua premessa e volubile affittuario, un essere a due facce, come la rondine che "da un lato sembrava perfetta, ma dall'altro vedevi un bozzo, come un grumo di sale, sul becco e sull'occhio. [...] Minuscolo, ma quasi mostruoso."