Un'analisi molto interessante, con alcune piccole imprecisioni ma sono davvero sottigliezze. L'editing è un po' scarso però, ci sono spesso cambi di grafia (Tokyo/Tokio), e poi quant'è fastidioso leggere in continuazione "le geishe"? La regola che le parole straniere rimangono così come sono è passa
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Un'analisi molto interessante, con alcune piccole imprecisioni ma sono davvero sottigliezze. L'editing è un po' scarso però, ci sono spesso cambi di grafia (Tokyo/Tokio), e poi quant'è fastidioso leggere in continuazione "le geishe"? La regola che le parole straniere rimangono così come sono è passata di moda?
Come il precedente, il titolo è carino, scorre bene e il giallo è architettato a dovere. C'è solo una cosa che non mi è affatto piaciuta, e che determina il voto negativo. All'inizio il cadavere della ragazza viene trovato nudo, con la borsetta rossa e sotto di lei gli scheletri delle altre due raga
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Come il precedente, il titolo è carino, scorre bene e il giallo è architettato a dovere. C'è solo una cosa che non mi è affatto piaciuta, e che determina il voto negativo. All'inizio il cadavere della ragazza viene trovato nudo, con la borsetta rossa e sotto di lei gli scheletri delle altre due ragazze scomparse vent'anni prima. Lì per lì non ci si fa caso, eppure alla fine non viene assolutamente spiegato chi e perché ha riesumato i cadaveri... L'assassino non aveva nessun motivo di farlo (e in realtà non si capisce neppure se sapeva dove si trovassero) né aveva ragione di lasciare in bella vista il cadavere della ragazza da lui uccisa. Insomma a me è sembrato solo un pretesto per far partire l'indagine, visto che non c'è nulla che lo giustifichi. Una leggerezza di cui ci si rende conto solo alla fine del romanzo, ma che mi ha gustato il piacere.
Nonostante la Yoshimoto si dica incapace di scrivere saggi, la trovo molto più piacevole qui che nei suoi romanzi, che dopo la freschezza degli esordi iniziano ad apparire copie stantie dove non fanno che affrontarsi gli stessi temi triti e ritriti.
Le biografie sono sintentiche ma interessanti, puntano un po' troppo al sensazionalismo per i miei gusti, già è impossibile fare una classifica dei "personaggi malvagi", poi senza contestualizzazioni storico-culturali peggio ancora. La traduzione è abbastanza sciatta.
Questo è un ottimo manuale per lesbiche e bisessuali, l'unico problema è che molto probabilmente le ragazze a cui gioverebbe di più la lettura non lo leggeranno. Infatti se sei confusa difficilmente prendi in mano un libro del genere (sarebbe come ammettere di essere sul serio omosessuale), e
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Questo è un ottimo manuale per lesbiche e bisessuali, l'unico problema è che molto probabilmente le ragazze a cui gioverebbe di più la lettura non lo leggeranno. Infatti se sei confusa difficilmente prendi in mano un libro del genere (sarebbe come ammettere di essere sul serio omosessuale), e se sei anche molto giovane senza molti spazi privati avrai anche paura che lo veda qualcuno che non dovrebbe. Ma a parte questo, ci sono ottimi spunti anche per chi ha già fatto o sta facendo un percorso di accettazione, in fondo non si finisce mai di imparare.
Geisha
Un'analisi molto interessante, con alcune piccole imprecisioni ma sono davvero sottigliezze.continue)
L'editing è un po' scarso però, ci sono spesso cambi di grafia (Tokyo/Tokio), e poi quant'è fastidioso leggere in continuazione "le geishe"? La regola che le parole straniere rimangono così come sono è passa ... (
Un'analisi molto interessante, con alcune piccole imprecisioni ma sono davvero sottigliezze.
L'editing è un po' scarso però, ci sono spesso cambi di grafia (Tokyo/Tokio), e poi quant'è fastidioso leggere in continuazione "le geishe"? La regola che le parole straniere rimangono così come sono è passata di moda?
Il predicatore
***This comment contains spoilers! ***
Come il precedente, il titolo è carino, scorre bene e il giallo è architettato a dovere. C'è solo una cosa che non mi è affatto piaciuta, e che determina il voto negativo.continue)
All'inizio il cadavere della ragazza viene trovato nudo, con la borsetta rossa e sotto di lei gli scheletri delle altre due raga ... (
Come il precedente, il titolo è carino, scorre bene e il giallo è architettato a dovere. C'è solo una cosa che non mi è affatto piaciuta, e che determina il voto negativo.
All'inizio il cadavere della ragazza viene trovato nudo, con la borsetta rossa e sotto di lei gli scheletri delle altre due ragazze scomparse vent'anni prima. Lì per lì non ci si fa caso, eppure alla fine non viene assolutamente spiegato chi e perché ha riesumato i cadaveri... L'assassino non aveva nessun motivo di farlo (e in realtà non si capisce neppure se sapeva dove si trovassero) né aveva ragione di lasciare in bella vista il cadavere della ragazza da lui uccisa.
Insomma a me è sembrato solo un pretesto per far partire l'indagine, visto che non c'è nulla che lo giustifichi. Una leggerezza di cui ci si rende conto solo alla fine del romanzo, ma che mi ha gustato il piacere.
Un viaggio chiamato vita
Nonostante la Yoshimoto si dica incapace di scrivere saggi, la trovo molto più piacevole qui che nei suoi romanzi, che dopo la freschezza degli esordi iniziano ad apparire copie stantie dove non fanno che affrontarsi gli stessi temi triti e ritriti.
I personaggi più malvagi della storia
Le biografie sono sintentiche ma interessanti, puntano un po' troppo al sensazionalismo per i miei gusti, già è impossibile fare una classifica dei "personaggi malvagi", poi senza contestualizzazioni storico-culturali peggio ancora. La traduzione è abbastanza sciatta.
Più che amiche
Questo è un ottimo manuale per lesbiche e bisessuali, l'unico problema è che molto probabilmente le ragazze a cui gioverebbe di più la lettura non lo leggeranno. Infatti se sei confusa difficilmente prendi in mano un libro del genere (sarebbe come ammettere di essere sul serio omosessuale), e ... (continue)
Questo è un ottimo manuale per lesbiche e bisessuali, l'unico problema è che molto probabilmente le ragazze a cui gioverebbe di più la lettura non lo leggeranno. Infatti se sei confusa difficilmente prendi in mano un libro del genere (sarebbe come ammettere di essere sul serio omosessuale), e se sei anche molto giovane senza molti spazi privati avrai anche paura che lo veda qualcuno che non dovrebbe.
Ma a parte questo, ci sono ottimi spunti anche per chi ha già fatto o sta facendo un percorso di accettazione, in fondo non si finisce mai di imparare.