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- Opere (287)
- Con l'autografia d'un ritratto
- By Carmelo Bene
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Reading since Apr 16, 2010
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- Quando tutto tace (33)
- By Alessandro De Roma
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Finished on Nov 30, 2011





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- Il giardino di cemento (2839)
- By Ian McEwan
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Finished on Apr 14, 2011





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Non ho ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire. -
Disturbante quel giardino di cemento dove le piante non crescono ma le mamme si incubano, dove i rapporti delirano in uno scorrere assurdo, dove i passaggi dell’anima si inglobano a corpi di adolescenti bellissimi alcuni, imperfetti altri.
La scelta dell’autodistruzione, della dissoluzione fisica e ... (continue) - — Apr 29, 2011 | 3 feedbacks
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- Zoo col semaforo (92)
- Tragicomiche nella fattoria urbana
- By Paolo Piccirillo
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Finished on Feb 27, 2011





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3 people find this helpful




L'uomo di merda sarebbe il cane. -
Prendi un giovanissimo scrittore, buttalo dentro ad uno zoo da bancarella, prendici storie corte, minime, prendici storie lunghe anni e mettile insieme a un sacco di animali, amalgama il tutto ma in modo naturale, senza sforzo.
Sintassi minimale, lessico non scontato, uno stile mai banale se tutti g ... (continue) - — Feb 28, 2011 | 2 feedbacks
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- Il regime degli editori (12)
- Libri, scuola e fascismo
- By Monica Galfré
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Finished on Jan 24, 2011





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- Arnoldo Mondadori (33)
- By Decleva Enrico
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Finished on Jan 22, 2011





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- Libri per tutti (22)
- Generi editoriali di larga circolazione tra antico regime ed età contemporanea
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Finished on Jan 20, 2011





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- Bibliografia e sociologia dei testi (38)
- By McKenzie Donald F.
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Finished on Jan 3, 2011





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- Storia della lettura nel mondo occidentale (33)
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Finished on Dec 21, 2010





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- Sozaboy (505)
- Il bambino soldato
- By Ken Saro-Wiwa
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Finished in Nov 2010





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A sangue freddo -
La lingua è quella inglese, semplificata, sciolta, infantile, un popolo bambino martoriato dalla guerra incomprensibile ed insensata dove il fronte cambia di continuo e no, i sozaboy non possono afferrarne le implicazioni.
Si combatte per il puro scopo di combattere in questo libro, perché le divise ... (continue) - — Apr 29, 2011 | Add your feedback
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- Il primo passo nel bosco (60)
- By Alessandro De Roma
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Finished on Nov 17, 2010





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Ma la normalità esiste soltanto nello sguardo pigro degli altri.Nessuno, nell'intimo, può credere alla propria. -
Bisogna liberarsi per leggere questo libro, liberarsi dal preconcetto che vuole la letteratura di uno che sulla carta d'identità è sardo come confinata, sola, in mezzo al mare, infarcita di loci communes che fanno tanto folk genuino ma che rischiano di rimandare inesorabilmente ad una trattaz ... (continue)
- — Nov 23, 2010 | 3 feedbacks
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- Sia fatta la tua volontà (87)
- By Stefano Baldi
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Finished on Oct 30, 2010





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Semirette illuse e segmenti consapevoli. -
Ci sono diversi modi per affrontare una lettura, quello solo di pancia ed un modo più critico e razionale.
Per me vanno assieme, nel senso che provo piacere nella lettura anche solo per il "come" una cosa è scritta.
In questo caso ho dovuto farmi forza, ho cercato di schivare le parti vistosamente l ... (continue) - — Nov 2, 2010 | Add your feedback
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- L'Italia dei consumi (28)
- Dalla Belle époque al nuovo millennio
- By Emanuela Scarpellini
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Finished on Jul 7, 2010





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- La bellezza e l'inferno (2800)
- Scritti 2004-2009
- By Roberto Saviano
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Finished on Jul 5, 2010





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Bellezza batte inferno? -
Le cose da dire sui libri di Saviano non sono mai centrate, c'è sempre uno scricchiolio tra le parti, quella di lui narratore e di te lettore.
Tu lettore puoi solo ascoltare, perchè più che articoli sembrano racconti, pezzi di vita e di vite, oppure vederteli scorrere davanti, come un film.
Realtà c ... (continue) - — Mar 1, 2011 | Add your feedback
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- L' economia della cultura (35)
- By Benhamou Françoise
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Finished on Jun 7, 2010





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Quando tutto tace
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Un treno: Bologna-Milano, un romanzo, questo.
Il pensiero a Icaro, quello involato (ed era facile).
Poi inizi a leggere e sorridi perché pensi sia un intreccio geniale, esplicito.
Tuo fratello quando era piccolo, smontava i giochi per vedere cosa c'era dentro, per capire cosa li muovesse, pare che D ... (continue)
Un treno: Bologna-Milano, un romanzo, questo.
Il pensiero a Icaro, quello involato (ed era facile).
Poi inizi a leggere e sorridi perché pensi sia un intreccio geniale, esplicito.
Tuo fratello quando era piccolo, smontava i giochi per vedere cosa c'era dentro, per capire cosa li muovesse, pare che De Roma faccia col libro la stessa operazione.
Un romanzo con dentro un romanzo, con personaggi dove anche il narratore/autore viene trascinato in doppia forma.
E allora tocchi col gomito il tuo compagno di viaggio, gli fai leggere una parte e forse i suoi personaggi, quelli che seguiva prima di alzare la testa dalla sua lettura, si mischiano per un momento con l'angelo storpio, con il presentatore decaduto e il fighetto di periferia assiso alla TV spazzatura.
E a Roma nevica sotto Natale e questo è più straordinario di un angelo caduto e della restituita coscienza ai personaggi.
E forse quel viaggio lo stai facendo anche tu come puntata di un romanzo e non sai se è un capitolo iniziale, se sei a metà, se è il climax o la conclusione, non lo sai com'è il tuo romanzo perché i personaggi dei romanzi non sanno mai nulla, non sanno di essere personaggi.
Tranne qui.
Gli è stata restituita la coscienza,c'è sempre un dettaglio, magari distratto, tra le pagine di un enciclopedia o la copertina con un pappagallo che ti fa chiedere un mese dopo "chissà come andava a finire la storia di Nello poi".
Ti sei messo il cd nuovo di pacca degli Smiths, perché certi viaggi non si possono fare da soli, neanche stando fermi così da perderti nell'intreccio tra il contemporaneo dove vive la TV spazzatura e i personaggi che tentano l'ascesa platonica alla luce, oltre la caverna.
Prendere coscienza solo nel silenzio, in una dissipatione (HG) si è personaggi in totale balia di qualcuno che ti scrive, che ti racconta e forse sempre così, "una, nessuna e centomila" volte, qualcuno ci scrive anche adesso.
Non una divinità, non un essere superiore onniscente, ma gli altri personaggi stessi, quando tentano di prendere il controllo di qualcosa che non possono controllare, che non sanno controllare.
Loro non sanno.
E noi sappiamo?
Romanzo meraviglioso, complesso, non immediato ma allo stesso tempo fruibile, un metaromanzo che vive di vita propria.
Il libero arbitrio non c'è, il libero arbitrio è sepolto nel silenzio di una coltre di neve a piazza Navona.
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