Oibò! Ho visto questo libro nella mia libreria di Anobii e mi sono stupito: non ricordavo di averlo letto. Eppure non è passato neanche un anno, e purtroppo non ho letto molti libri.
Nella prima pagina della presentazione viene raccontato il finale, anche con qualche anticipo dei particolari. Immagino subito le obiezioni della gente dotta: questo è un classico pubblicato quasi cento anni fa e quindi E' DOVEROSO sapere come vada a finire. Beh, queste obiezioni sono in malafede: s
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Nella prima pagina della presentazione viene raccontato il finale, anche con qualche anticipo dei particolari. Immagino subito le obiezioni della gente dotta: questo è un classico pubblicato quasi cento anni fa e quindi E' DOVEROSO sapere come vada a finire. Beh, queste obiezioni sono in malafede: sappiamo invece benissimo che non esiste nessun dovere di conoscere un libro prima di averlo letto, che sia un classico oppure che sia l'ultimo best seller di cui tutti parlano e quindi bisogna poter dire la propria opinione (magari sprezzante). Inoltre ritengo che questa necessità di rendere i libri classici qualcosa che bisogna conoscere, sia pure a grandi linee, sia riuscita a spogliare questi libri dal piacere della lettura: riteniamo che il lettore abbia il dovere di approcciarsi al libro sapendo già di cosa parla e quale ne sia la trama. Ecco che la lettura del classico in Italia diventa un vuoto rituale: l'assunzione di una pappa già preparata e frullata da altri che sanno cosa è meglio per il lettore al termine della quale il lettore non potrà far altro che conformarsi all'opinione comune, anche perché non può esprimere un'opinione personale su di un libro che non si è potuto godere, oppure potrà "andare contro" ed esprimere il classico dissenso che queste letture provocano sin dall'età scolare con l'altrettanto scolaresca analisi "che palle 'sto libro" (e come dar torto ad una persona che esprime questo giudizio dopo aver letto qualche centinaio di pagine scritte in uno stile d'altri tempi e senza mai farsi prendere dal piacere della trama e degli intrecci, senza godersi le eventuali suspence perché tanto sapeva come andava a finire?) .
Ovviamente non spero che si arrivi a considerare le prefazioni che rovinano il finale qualcosa che è meglio evitare. Ritengo però doveroso far notare che non aiutano a promuovere il piacere della lettura.
Finalmente l'ho ritrovato nella libreria di un caro amico. Ora me lo tengo prezioso, visto che Fanucci è diventato un editore serio, gli ha cambiato il nome con una traduzione letterale del titolo originale e figuriamoci se riutilizza Harrison Ford e Rutger Hauer (per non parlare del lettering della
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Finalmente l'ho ritrovato nella libreria di un caro amico. Ora me lo tengo prezioso, visto che Fanucci è diventato un editore serio, gli ha cambiato il nome con una traduzione letterale del titolo originale e figuriamoci se riutilizza Harrison Ford e Rutger Hauer (per non parlare del lettering della locandina del film) per venderne qualche copia in più :(
The Old Man and the Sea.
Small book printed with small fonts. Try to buy a more comfortable edition if you don't need a pocket book.
La spada di Shannara
Oibò! Ho visto questo libro nella mia libreria di Anobii e mi sono stupito: non ricordavo di averlo letto. Eppure non è passato neanche un anno, e purtroppo non ho letto molti libri.
Un libro memorabile.
Il processo. Ediz. integrale
Quando le prefazioni anticipano il finaleNella prima pagina della presentazione viene raccontato il finale, anche con qualche anticipo dei particolari.continue)
Immagino subito le obiezioni della gente dotta: questo è un classico pubblicato quasi cento anni fa e quindi E' DOVEROSO sapere come vada a finire.
Beh, queste obiezioni sono in malafede: s ... (
Nella prima pagina della presentazione viene raccontato il finale, anche con qualche anticipo dei particolari.
Immagino subito le obiezioni della gente dotta: questo è un classico pubblicato quasi cento anni fa e quindi E' DOVEROSO sapere come vada a finire.
Beh, queste obiezioni sono in malafede: sappiamo invece benissimo che non esiste nessun dovere di conoscere un libro prima di averlo letto, che sia un classico oppure che sia l'ultimo best seller di cui tutti parlano e quindi bisogna poter dire la propria opinione (magari sprezzante).
Inoltre ritengo che questa necessità di rendere i libri classici qualcosa che bisogna conoscere, sia pure a grandi linee, sia riuscita a spogliare questi libri dal piacere della lettura: riteniamo che il lettore abbia il dovere di approcciarsi al libro sapendo già di cosa parla e quale ne sia la trama. Ecco che la lettura del classico in Italia diventa un vuoto rituale: l'assunzione di una pappa già preparata e frullata da altri che sanno cosa è meglio per il lettore al termine della quale il lettore non potrà far altro che conformarsi all'opinione comune, anche perché non può esprimere un'opinione personale su di un libro che non si è potuto godere, oppure potrà "andare contro" ed esprimere il classico dissenso che queste letture provocano sin dall'età scolare con l'altrettanto scolaresca analisi "che palle 'sto libro" (e come dar torto ad una persona che esprime questo giudizio dopo aver letto qualche centinaio di pagine scritte in uno stile d'altri tempi e senza mai farsi prendere dal piacere della trama e degli intrecci, senza godersi le eventuali suspence perché tanto sapeva come andava a finire?) .
Ovviamente non spero che si arrivi a considerare le prefazioni che rovinano il finale qualcosa che è meglio evitare. Ritengo però doveroso far notare che non aiutano a promuovere il piacere della lettura.
Permutation city
Scritto da un nerd per altri nerd, vuole trattare troppi argomenti. Di difficile e poco gradevole lettura.
Blade Runner
Finalmente l'ho ritrovato nella libreria di un caro amico. Ora me lo tengo prezioso, visto che Fanucci è diventato un editore serio, gli ha cambiato il nome con una traduzione letterale del titolo originale e figuriamoci se riutilizza Harrison Ford e Rutger Hauer (per non parlare del lettering della ... (continue)
Finalmente l'ho ritrovato nella libreria di un caro amico. Ora me lo tengo prezioso, visto che Fanucci è diventato un editore serio, gli ha cambiato il nome con una traduzione letterale del titolo originale e figuriamoci se riutilizza Harrison Ford e Rutger Hauer (per non parlare del lettering della locandina del film) per venderne qualche copia in più :(