Quello che accade negli Stati Uniti – è un dato di fatto – arriva da noi con una buona decina di anni di ritardo. Forse oggi questo gap si è ristretto, ma è impossibile non notare come tante delle situazioni descritte in questo libro, che parla di gente comune che aveva trent'anni negli anni '90, si
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Quello che accade negli Stati Uniti – è un dato di fatto – arriva da noi con una buona decina di anni di ritardo. Forse oggi questo gap si è ristretto, ma è impossibile non notare come tante delle situazioni descritte in questo libro, che parla di gente comune che aveva trent'anni negli anni '90, si applichino ancora benissimo al trentenne medio "costretto a vivere" nell'Italia di oggi. Per lo meno, si applicano bene alla mia situazione, anche se forse la mia generazione è più simile a quella del fratello del protagonista, Tyler, che ostenta sicurezza e fastidioso sarcasmo per mascherare un vuoto forse ancora più pesante di quello percepito da Andy, Dag e Claire. È un libro che fa male, fa molto più male del recente Generazione A, con il quale noi italiani riusciremo a immedesimarci tra cinque anni, probabilmente. Ma è anche un libro che fa pensare, fa meditare sulla nostra situazione, e che ritrae in maniera lucida e spietata una generazione forse oggi scomparsa negli USA, ma ancora dolorosamente presente qui da noi.
Per una volta nella vita, ho preferito il Raylan Givens televisivo a quello letterario. Ciò nonostante il libro si lascia leggere agilmente, è divertente e ha momenti "cinematografici" talmente forti e ben costruiti che permettono a chi ha lavorato all'adattamento televisivo del personaggio di avere
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Per una volta nella vita, ho preferito il Raylan Givens televisivo a quello letterario. Ciò nonostante il libro si lascia leggere agilmente, è divertente e ha momenti "cinematografici" talmente forti e ben costruiti che permettono a chi ha lavorato all'adattamento televisivo del personaggio di avere in mano una sceneggiatura bell'e pronta. Una buona lettura, in definitiva, anche se forse avevo aspettative un po' troppo alte.
Forse ancor meno immediato e sicuramente meno innovativo del primo volume, ma resta comunque un'ottima lettura. Speriamo soltanto che non sia necessario attendere 10 anni per leggere la nuova avventura pubblicata nel 2007.
Adèle Blanc-sec scrive feuilleton nei quali lei stessa si ritrova protagonista (suo malgrado) di avventure straordinarie e incredibili, al limite tra il reale e il surreale, con un condimento lovecraftiano che non guasta. Quello che noi leggiamo, nelle intenzioni dichiarate di Tardi, è proprio il fe
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Adèle Blanc-sec scrive feuilleton nei quali lei stessa si ritrova protagonista (suo malgrado) di avventure straordinarie e incredibili, al limite tra il reale e il surreale, con un condimento lovecraftiano che non guasta. Quello che noi leggiamo, nelle intenzioni dichiarate di Tardi, è proprio il feuilleton di Adèle. Tardi scrive quindi il fumetto come se lo stesse scrivendo Adèle stessa, e il lavoro di mimesi tra autore e protagonista ha un sapore inedito ed eccezionale. Lo scrittore e la scrittrice diventano una cosa unica, lo stile dei due si fonde e la scrittura rievoca i romanzi d'appendice di fine Ottocento-inizi Novecento. La noia che molti percepiscono nel corso della lettura, gli "spiegoni", le ripetizioni abbondanti, i colpi di scena che si ripetono pagina dopo pagina, altro non sono che il segno di uno stile antico e ormai desueto, quello appunto del romanzo d'appendice, della cui grammatica Tardi si appropria con maestria e declina alla perfezione per i tempi moderni. Graficamente, è ovvio, non c'è nulla da eccepire. Adèle Blanc-sec è pura ligne claire francese, lo storytelling è perfetto, e la minuzia e la perizia di Tardi nel descrivere le ambientazioni in cui si svolgono i racconti non fanno altro che rendere quest'opera perfetta, da quel punto di vista. Rizzoli Lizard colma una lacuna enorme nel panorama fumettistico franco-belga in Italia, realizzando un'edizione tutto sommato dignitosa, caratterizzata da un ottimo lettering, buone traduzioni e un prezzo in linea con il mercato attuale.
Bello. Forse un po' prevedibile nell'intreccio e abbastanza "incredibile" nella sua realizzazione, ma decisamente ben scritto.
Migliorabile la traduzione, che prende almeno un paio di cantonate serie, e l'editing: i refusi si vedono a occhio. Fosse stata una prima edizione non ci sarebbero stati p
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Bello. Forse un po' prevedibile nell'intreccio e abbastanza "incredibile" nella sua realizzazione, ma decisamente ben scritto.
Migliorabile la traduzione, che prende almeno un paio di cantonate serie, e l'editing: i refusi si vedono a occhio. Fosse stata una prima edizione non ci sarebbero stati problemi, ma essendo una terza edizione, il problema diventa fastidioso.
Generazione X
Quello che accade negli Stati Uniti – è un dato di fatto – arriva da noi con una buona decina di anni di ritardo. Forse oggi questo gap si è ristretto, ma è impossibile non notare come tante delle situazioni descritte in questo libro, che parla di gente comune che aveva trent'anni negli anni '90, si ... (continue)
Quello che accade negli Stati Uniti – è un dato di fatto – arriva da noi con una buona decina di anni di ritardo. Forse oggi questo gap si è ristretto, ma è impossibile non notare come tante delle situazioni descritte in questo libro, che parla di gente comune che aveva trent'anni negli anni '90, si applichino ancora benissimo al trentenne medio "costretto a vivere" nell'Italia di oggi. Per lo meno, si applicano bene alla mia situazione, anche se forse la mia generazione è più simile a quella del fratello del protagonista, Tyler, che ostenta sicurezza e fastidioso sarcasmo per mascherare un vuoto forse ancora più pesante di quello percepito da Andy, Dag e Claire.
È un libro che fa male, fa molto più male del recente Generazione A, con il quale noi italiani riusciremo a immedesimarci tra cinque anni, probabilmente. Ma è anche un libro che fa pensare, fa meditare sulla nostra situazione, e che ritrae in maniera lucida e spietata una generazione forse oggi scomparsa negli USA, ma ancora dolorosamente presente qui da noi.
Pronto
Per una volta nella vita, ho preferito il Raylan Givens televisivo a quello letterario. Ciò nonostante il libro si lascia leggere agilmente, è divertente e ha momenti "cinematografici" talmente forti e ben costruiti che permettono a chi ha lavorato all'adattamento televisivo del personaggio di avere ... (continue)
Per una volta nella vita, ho preferito il Raylan Givens televisivo a quello letterario. Ciò nonostante il libro si lascia leggere agilmente, è divertente e ha momenti "cinematografici" talmente forti e ben costruiti che permettono a chi ha lavorato all'adattamento televisivo del personaggio di avere in mano una sceneggiatura bell'e pronta. Una buona lettura, in definitiva, anche se forse avevo aspettative un po' troppo alte.
Le straordinarie avventure di Adèle Blanc-Sec
Forse ancor meno immediato e sicuramente meno innovativo del primo volume, ma resta comunque un'ottima lettura. Speriamo soltanto che non sia necessario attendere 10 anni per leggere la nuova avventura pubblicata nel 2007.
Le straordinarie avventure di Adèle Blanc-Sec
Adèle Blanc-sec scrive feuilleton nei quali lei stessa si ritrova protagonista (suo malgrado) di avventure straordinarie e incredibili, al limite tra il reale e il surreale, con un condimento lovecraftiano che non guasta. Quello che noi leggiamo, nelle intenzioni dichiarate di Tardi, è proprio il fe ... (continue)
Adèle Blanc-sec scrive feuilleton nei quali lei stessa si ritrova protagonista (suo malgrado) di avventure straordinarie e incredibili, al limite tra il reale e il surreale, con un condimento lovecraftiano che non guasta. Quello che noi leggiamo, nelle intenzioni dichiarate di Tardi, è proprio il feuilleton di Adèle. Tardi scrive quindi il fumetto come se lo stesse scrivendo Adèle stessa, e il lavoro di mimesi tra autore e protagonista ha un sapore inedito ed eccezionale. Lo scrittore e la scrittrice diventano una cosa unica, lo stile dei due si fonde e la scrittura rievoca i romanzi d'appendice di fine Ottocento-inizi Novecento. La noia che molti percepiscono nel corso della lettura, gli "spiegoni", le ripetizioni abbondanti, i colpi di scena che si ripetono pagina dopo pagina, altro non sono che il segno di uno stile antico e ormai desueto, quello appunto del romanzo d'appendice, della cui grammatica Tardi si appropria con maestria e declina alla perfezione per i tempi moderni.
Graficamente, è ovvio, non c'è nulla da eccepire. Adèle Blanc-sec è pura ligne claire francese, lo storytelling è perfetto, e la minuzia e la perizia di Tardi nel descrivere le ambientazioni in cui si svolgono i racconti non fanno altro che rendere quest'opera perfetta, da quel punto di vista.
Rizzoli Lizard colma una lacuna enorme nel panorama fumettistico franco-belga in Italia, realizzando un'edizione tutto sommato dignitosa, caratterizzata da un ottimo lettering, buone traduzioni e un prezzo in linea con il mercato attuale.
L'isola della paura
Bello. Forse un po' prevedibile nell'intreccio e abbastanza "incredibile" nella sua realizzazione, ma decisamente ben scritto.
Migliorabile la traduzione, che prende almeno un paio di cantonate serie, e l'editing: i refusi si vedono a occhio. Fosse stata una prima edizione non ci sarebbero stati p ... (continue)
Bello. Forse un po' prevedibile nell'intreccio e abbastanza "incredibile" nella sua realizzazione, ma decisamente ben scritto.
Migliorabile la traduzione, che prende almeno un paio di cantonate serie, e l'editing: i refusi si vedono a occhio. Fosse stata una prima edizione non ci sarebbero stati problemi, ma essendo una terza edizione, il problema diventa fastidioso.