-
Aleksandr Is…
-
-
-
- Divisione cancro (30)
- Tomo II
-
By Aleksandr Isaevic Solženicyn -
Not Started
-
-
-
-
- Divisione cancro (34)
- Tomo I
-
By Aleksandr Isaevic Solženicyn -
Not Started
-
-
-
-
- Arcipelago Gulag, voll. I-II-III (1214)
-
By Aleksandr Isaevic Solženicyn -
Not Started
-
-
-
-
- Una giornata di Ivan Denisovic (2390)
-
By Aleksandr Isaevic Solženicyn -
Finished on May 19, 1999 




Finished (re-read) on May 19, 2003 




-
Una giornata di Ivan Denisovic
Il romanzo è il diario di una giornata, “parecchio fortunata” di un detenuto tipo, Sﬞucov Ivan Denisovicﬞ, in un lager sovietico. L’autore, condannato a otto anni di lavori forzati per aver espresso in lettere private apprezzamenti negativi su Stalin, definito “l’uomo coi baffi”, preferisce non pa ... (continue)
Il romanzo è il diario di una giornata, “parecchio fortunata” di un detenuto tipo, Sﬞucov Ivan Denisovicﬞ, in un lager sovietico. L’autore, condannato a otto anni di lavori forzati per aver espresso in lettere private apprezzamenti negativi su Stalin, definito “l’uomo coi baffi”, preferisce non parlare di sé, perché ritiene che l’esperienza del lager non è solo sua, ma di un intero popolo di deportati.
Attorno al protagonista Sﬞucov ruotano altri personaggi tutti importanti perché costituiscono i tasselli del mosaico e insieme conferiscono un senso di coralità alla scena.
Solženicyn desidera che la sua testimonianza venga pubblicata, pertanto, per descrivere la giornata tipo di detenuto condannato ai lavori forzati, usa toni larvati. Egli vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e far conoscere questa atroce realtà, di oppressione, di sopraffazione del potere sull’uomo, perché non venga dimenticata. Ci riesce, il libro viene letto e apprezzato, ma ritenuto dal regime pericoloso, viene ritirato e Solženicyn costretto al confino.
Per la tematica trattata, questo libro riporta alla mente il Diario di Gusen di P Carpi. Che sia di destra o di sinistra: la cattiveria umana non ha limiti e, anche se i mezzi erano diversi, il fine era identico; in entrambe le dittature l’uomo subiva atroci sofferenze: torture, fame freddo, sevizie psicologiche, lavori forzati per la sola colpa di non essere “gradito” ai detentori del potere, vuoi per motivi politici, religiosi o di razza,. Questi disgraziati scomparivano a milioni o nei forni crematori o nelle distese gelide della Siberia.