Opera del prolifico Cooper, di facile lettura e quindi senza alcun pregio stilistico (soggetto, verbo, complemento), è una scempiaggine a livello (fanta)scientifico (e come sempre trattano il mondo dei computer come se tutti i lettori fossero completamente ignoranti della materia), con una costruzio
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Opera del prolifico Cooper, di facile lettura e quindi senza alcun pregio stilistico (soggetto, verbo, complemento), è una scempiaggine a livello (fanta)scientifico (e come sempre trattano il mondo dei computer come se tutti i lettori fossero completamente ignoranti della materia), con una costruzione per tenere alta la tensione pietosa (con errori che un detective veramente alle prime armi non commetterebbe), si salva a malapena l'idea che sostiene l'esile trama.
Una boiata pazzesca: insulso sotto l'aspetto filosofico e religioso, deficiente per quanto riguarda l'aspetto tecnico, assurdo per l'approccio scientifico, carente sulla trama (le solite coincidenze improbabilistiche), ridicolo per la caratterizzazione dei personaggi; insomma irrispettoso nei confro
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Una boiata pazzesca: insulso sotto l'aspetto filosofico e religioso, deficiente per quanto riguarda l'aspetto tecnico, assurdo per l'approccio scientifico, carente sulla trama (le solite coincidenze improbabilistiche), ridicolo per la caratterizzazione dei personaggi; insomma irrispettoso nei confronti del lettore.
Diviso in due parti, l'antica, tutto sommato potabile e la moderna che raramente sfugge il ridicolo, si rivela più come la mala accorta fusione di due racconti per la necessità di pubblicare un romanzo (due racconti piazzati su di una rivista rendono meno di un romanzo pubblicato con rilegatura e b
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Diviso in due parti, l'antica, tutto sommato potabile e la moderna che raramente sfugge il ridicolo, si rivela più come la mala accorta fusione di due racconti per la necessità di pubblicare un romanzo (due racconti piazzati su di una rivista rendono meno di un romanzo pubblicato con rilegatura e brossura). Per quanto riguarda il Canone ho visto forzature peggiori, qui almeno l'investigatore più famoso del mondo viene lasciato in pace e non è poco.
Ovvio, ripetitivo, autoreferenziale, erroneo, pieno di contraddizioni e di citazioni senza un qualsiasi giudizio di merito o procedura. Un incauto acquisto per chi crede di trovare qualche nozione utile.
Terzo libro della saga, è un manuale sul come non si dovrebbe costruire un seguito: ancora più assurdo dei precedenti nelle premesse, nello svolgimento e nella conclusione. Lascia pure un finale aperto per un altro seguito. Pessima realizzazione di un'idea all'inizio interessante.
L'ultimo giorno
Opera del prolifico Cooper, di facile lettura e quindi senza alcun pregio stilistico (soggetto, verbo, complemento), è una scempiaggine a livello (fanta)scientifico (e come sempre trattano il mondo dei computer come se tutti i lettori fossero completamente ignoranti della materia), con una costruzio ... (continue)
Opera del prolifico Cooper, di facile lettura e quindi senza alcun pregio stilistico (soggetto, verbo, complemento), è una scempiaggine a livello (fanta)scientifico (e come sempre trattano il mondo dei computer come se tutti i lettori fossero completamente ignoranti della materia), con una costruzione per tenere alta la tensione pietosa (con errori che un detective veramente alle prime armi non commetterebbe), si salva a malapena l'idea che sostiene l'esile trama.
Eresia
Una boiata pazzesca: insulso sotto l'aspetto filosofico e religioso, deficiente per quanto riguarda l'aspetto tecnico, assurdo per l'approccio scientifico, carente sulla trama (le solite coincidenze improbabilistiche), ridicolo per la caratterizzazione dei personaggi; insomma irrispettoso nei confro ... (continue)
Una boiata pazzesca: insulso sotto l'aspetto filosofico e religioso, deficiente per quanto riguarda l'aspetto tecnico, assurdo per l'approccio scientifico, carente sulla trama (le solite coincidenze improbabilistiche), ridicolo per la caratterizzazione dei personaggi; insomma irrispettoso nei confronti del lettore.
L'uomo che odiava Sherlock Holmes
Diviso in due parti, l'antica, tutto sommato potabile e la moderna che raramente sfugge il ridicolo, si rivela più come la mala accorta fusione di due racconti per la necessità di pubblicare un romanzo (due racconti piazzati su di una rivista rendono meno di un romanzo pubblicato con rilegatura e b ... (continue)
Diviso in due parti, l'antica, tutto sommato potabile e la moderna che raramente sfugge il ridicolo, si rivela più come la mala accorta fusione di due racconti per la necessità di pubblicare un romanzo (due racconti piazzati su di una rivista rendono meno di un romanzo pubblicato con rilegatura e brossura). Per quanto riguarda il Canone ho visto forzature peggiori, qui almeno l'investigatore più famoso del mondo viene lasciato in pace e non è poco.
101 cose che devi sapere per difenderti dai bugiardi e dai traditori
Ovvio, ripetitivo, autoreferenziale, erroneo, pieno di contraddizioni e di citazioni senza un qualsiasi giudizio di merito o procedura. Un incauto acquisto per chi crede di trovare qualche nozione utile.
I custodi della biblioteca
Terzo libro della saga, è un manuale sul come non si dovrebbe costruire un seguito: ancora più assurdo dei precedenti nelle premesse, nello svolgimento e nella conclusione. Lascia pure un finale aperto per un altro seguito. Pessima realizzazione di un'idea all'inizio interessante.