Uno sguardo innovativo, colto, ironico all'arte del passato e alla sua critica. Peccato per qualche errore logico e qualche refuso (pochi per altro) presenti e una non sempre gradevole disposizione di testo e tavole.
"C'è la grandine, le frane, la siccità, la malaria, e c'è lo Stato. Sono dei mali inevitabili, ci sono sempre stati e ci saranno sempre."
"...quello della consanguineità, che, dove non c’è senso di Stato né di religione, tiene, con tanta maggiore intensità, il posto di quelli."
"L'Italia è il paese dei diplomi, delle lauree, della cultura ridotta soltanto al procacciamento e alla spasmodica difesa dell'impiego."
Questa capacità di analisi basterebbe a farne uno dei testi politici più importanti del dopoguerra, ma il libro non si limita a questo: con prosa pacata e col distacco dato dal ricordare cose trascorse da anni, Levi narra il mondo contadino e piccolo borghese con lucidità, affetto e pietà.
Un trattato morale travestito da romanzo storico o viceversa? Un atto di fede contro la religiosità bigotta o giustificazione della religiosità di casta? Un conservatore nei panni di un socialista o un progressista che si finge reazionario? Un testo rivoluzionario mascherato da borghese? Un libro d'
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Un trattato morale travestito da romanzo storico o viceversa? Un atto di fede contro la religiosità bigotta o giustificazione della religiosità di casta? Un conservatore nei panni di un socialista o un progressista che si finge reazionario? Un testo rivoluzionario mascherato da borghese? Un libro d'amore annegato da troppi personaggi e sotto trame? Forse tutto questo e molto di più, in ogni caso un classico quasi senza tempo, dalle molte sfaccettature, dotato di complessità quanto della capacità di attrarre e trattenere il lettore fino alla (un po' esagerata fine). Di seguito due (tre riflessioni) se il romanzo fosse stato proposto a una qualsiasi casa editrice in questi giorni...
Immaginatevi un "editor" che legga il romanzo e suggerisca all'autore qualche modifica per la pubblicazione: "tutte queste pagine dedicate alla gita "fuori porta" di Fantine, no, no, bisogna sfrondare il testo, metti sedotta e abbandonata da uno studentello! E questa noiosa digressione su Waterloo (la più grande vittoria di Napoleone)* e se uno volesse leggere certe cose si prenderebbe un libro di storia! E fai finire il protagonista in un monastero, UN MONASTERO! Ma fallo finire in un postribolo che possiamo metterci un paio di scene di sesso! Diamine, che fa discutere e quindi vendere. Troppe, troppe digressioni e poca azione, la gente vuole azione, amore, inseguimenti non riflessioni filosofiche, si va bene la religione che possiamo avere una buona recensione dai giornali cattolici e magari su Rai 1, ma devi mischiare un po' più le carte, magari, magari mettici la setta dei templari che hanno sempre il loro pubblico affezionato. Ah! Non c'è un serial killer? E prova a mettercene uno, vedrei bene sto commissario, 'sto poliziotto, 'sto Juvé, Juventù, Jabbar, ah si Jabert** o come cavolo si chiama, darebbe un non so che di... di diabolico, si poliziotto e criminale insieme. IDEA grandiosa: Cosette chiamala Lolita." * Chi ha orecchie per intendere intenda o vada a cercarsi il video su Youtube. ** Javert nel testo.
Il secolo lungo della modernità
Uno sguardo innovativo, colto, ironico all'arte del passato e alla sua critica. Peccato per qualche errore logico e qualche refuso (pochi per altro) presenti e una non sempre gradevole disposizione di testo e tavole.
Maigret e la vecchia signora
Un Maigret molto evocativo che investiga sulla crisi della borghesia e sulla differenza tra essere e apparire.
Cristo si è fermato a Eboli
"C'è la grandine, le frane, la siccità, la malaria, e c'è lo Stato. Sono dei mali inevitabili, ci sono sempre stati e ci saranno sempre."
"...quello della consanguineità, che, dove non c’è senso di Stato né di religione, tiene, con tanta maggiore intensità, il posto di quelli."
"L'Italia è il paes ... (continue)
"C'è la grandine, le frane, la siccità, la malaria, e c'è lo Stato. Sono dei mali inevitabili, ci sono sempre stati e ci saranno sempre."
"...quello della consanguineità, che, dove non c’è senso di Stato né di religione, tiene, con tanta maggiore intensità, il posto di quelli."
"L'Italia è il paese dei diplomi, delle lauree, della cultura ridotta soltanto al procacciamento e alla spasmodica difesa dell'impiego."
Questa capacità di analisi basterebbe a farne uno dei testi politici più importanti del dopoguerra, ma il libro non si limita a questo: con prosa pacata e col distacco dato dal ricordare cose trascorse da anni, Levi narra il mondo contadino e piccolo borghese con lucidità, affetto e pietà.
I miserabili
Un trattato morale travestito da romanzo storico o viceversa? Un atto di fede contro la religiosità bigotta o giustificazione della religiosità di casta? Un conservatore nei panni di un socialista o un progressista che si finge reazionario? Un testo rivoluzionario mascherato da borghese? Un libro d' ... (continue)
Un trattato morale travestito da romanzo storico o viceversa? Un atto di fede contro la religiosità bigotta o giustificazione della religiosità di casta? Un conservatore nei panni di un socialista o un progressista che si finge reazionario? Un testo rivoluzionario mascherato da borghese? Un libro d'amore annegato da troppi personaggi e sotto trame? Forse tutto questo e molto di più, in ogni caso un classico quasi senza tempo, dalle molte sfaccettature, dotato di complessità quanto della capacità di attrarre e trattenere il lettore fino alla (un po' esagerata fine).
Di seguito due (tre riflessioni) se il romanzo fosse stato proposto a una qualsiasi casa editrice in questi giorni...
Immaginatevi un "editor" che legga il romanzo e suggerisca all'autore qualche modifica per la pubblicazione: "tutte queste pagine dedicate alla gita "fuori porta" di Fantine, no, no, bisogna sfrondare il testo, metti sedotta e abbandonata da uno studentello! E questa noiosa digressione su Waterloo (la più grande vittoria di Napoleone)* e se uno volesse leggere certe cose si prenderebbe un libro di storia! E fai finire il protagonista in un monastero, UN MONASTERO! Ma fallo finire in un postribolo che possiamo metterci un paio di scene di sesso! Diamine, che fa discutere e quindi vendere. Troppe, troppe digressioni e poca azione, la gente vuole azione, amore, inseguimenti non riflessioni filosofiche, si va bene la religione che possiamo avere una buona recensione dai giornali cattolici e magari su Rai 1, ma devi mischiare un po' più le carte, magari, magari mettici la setta dei templari che hanno sempre il loro pubblico affezionato. Ah! Non c'è un serial killer? E prova a mettercene uno, vedrei bene sto commissario, 'sto poliziotto, 'sto Juvé, Juventù, Jabbar, ah si Jabert** o come cavolo si chiama, darebbe un non so che di... di diabolico, si poliziotto e criminale insieme. IDEA grandiosa: Cosette chiamala Lolita."
* Chi ha orecchie per intendere intenda o vada a cercarsi il video su Youtube.
** Javert nel testo.
Gli zii di Sicilia
Più che racconti, sembrano saggi vista la capacità di Sciascia di presentare le umane sorti e le ancora più umane debolezze e forze.