Pasticcio storico dove non succede niente e quello che succede è implausibile e noioso. Anche l'aspetto musicale non va oltre la banalità e la stucchevolezza. Insomma non comprate il libro e ascoltatevi Mozart vi farete del bene.
L'idea interessante e anche le prime pagine, ma rapidamente scade in un improbabile libro tutto azione, inseguimenti, cattivi cattivissimi quanto abilissimi, poliziotti fessi e incompetenti, eventi sempre più assurdi e scempiaggini pseudo scientifiche. Come al solito il mondo dei computer viene stra
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L'idea interessante e anche le prime pagine, ma rapidamente scade in un improbabile libro tutto azione, inseguimenti, cattivi cattivissimi quanto abilissimi, poliziotti fessi e incompetenti, eventi sempre più assurdi e scempiaggini pseudo scientifiche. Come al solito il mondo dei computer viene stravolto nel nome di una trama impossibile. Il libro in una idiozia: "Tirò fuori l'hard disk, che assomigliava a una piattaforma rotante in miniatura con una pila di dischi d'argento..." da qui potete ben capire l'insieme di scemenze propinate ai lettori. Insomma da un giornalista scientifico mi aspettavo di più.
Leggerlo è stata una brutta esperienza: lo stile scarno e diretto è solo indice di una scrittura veloce e raffazzonata; la trama e l'intreccio scadenti, pieni di incongruenze, sciocchezze, banalità, forzature, stupidaggini e assurdità. Altro difetto la lunghezza eccessiva. Sembra che visto il succe
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Leggerlo è stata una brutta esperienza: lo stile scarno e diretto è solo indice di una scrittura veloce e raffazzonata; la trama e l'intreccio scadenti, pieni di incongruenze, sciocchezze, banalità, forzature, stupidaggini e assurdità. Altro difetto la lunghezza eccessiva. Sembra che visto il successo di alcuni romanzi "thriller" svedesi abbiano detto all'autore: "visto che sei così bravo nelle cronache di hockey perché non provi anche tu a scrivere un romanzo?" Questo il risultato.
Forse un po' troppo lungo, forse con un finale troppo forzato, forse un libro che può annoiare in alcuni punti, forse un po' troppo americano, ma sempre un bel libro da leggere.
Opera del prolifico Cooper, di facile lettura e quindi senza alcun pregio stilistico (soggetto, verbo, complemento), è una scempiaggine a livello (fanta)scientifico (e come sempre trattano il mondo dei computer come se tutti i lettori fossero completamente ignoranti della materia), con una costruzio
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Opera del prolifico Cooper, di facile lettura e quindi senza alcun pregio stilistico (soggetto, verbo, complemento), è una scempiaggine a livello (fanta)scientifico (e come sempre trattano il mondo dei computer come se tutti i lettori fossero completamente ignoranti della materia), con una costruzione per tenere alta la tensione pietosa (con errori che un detective veramente alle prime armi non commetterebbe), si salva a malapena l'idea che sostiene l'esile trama.
La profezia segreta di Mozart
Pasticcio storico dove non succede niente e quello che succede è implausibile e noioso. Anche l'aspetto musicale non va oltre la banalità e la stucchevolezza. Insomma non comprate il libro e ascoltatevi Mozart vi farete del bene.
L'ultima equazione
L'idea interessante e anche le prime pagine, ma rapidamente scade in un improbabile libro tutto azione, inseguimenti, cattivi cattivissimi quanto abilissimi, poliziotti fessi e incompetenti, eventi sempre più assurdi e scempiaggini pseudo scientifiche. Come al solito il mondo dei computer viene stra ... (continue)
L'idea interessante e anche le prime pagine, ma rapidamente scade in un improbabile libro tutto azione, inseguimenti, cattivi cattivissimi quanto abilissimi, poliziotti fessi e incompetenti, eventi sempre più assurdi e scempiaggini pseudo scientifiche. Come al solito il mondo dei computer viene stravolto nel nome di una trama impossibile. Il libro in una idiozia: "Tirò fuori l'hard disk, che assomigliava a una piattaforma rotante in miniatura con una pila di dischi d'argento..." da qui potete ben capire l'insieme di scemenze propinate ai lettori. Insomma da un giornalista scientifico mi aspettavo di più.
L'ipnotista
Leggerlo è stata una brutta esperienza: lo stile scarno e diretto è solo indice di una scrittura veloce e raffazzonata; la trama e l'intreccio scadenti, pieni di incongruenze, sciocchezze, banalità, forzature, stupidaggini e assurdità. Altro difetto la lunghezza eccessiva. Sembra che visto il succe ... (continue)
Leggerlo è stata una brutta esperienza: lo stile scarno e diretto è solo indice di una scrittura veloce e raffazzonata; la trama e l'intreccio scadenti, pieni di incongruenze, sciocchezze, banalità, forzature, stupidaggini e assurdità. Altro difetto la lunghezza eccessiva. Sembra che visto il successo di alcuni romanzi "thriller" svedesi abbiano detto all'autore: "visto che sei così bravo nelle cronache di hockey perché non provi anche tu a scrivere un romanzo?" Questo il risultato.
Preghiera per un amico
Forse un po' troppo lungo, forse con un finale troppo forzato, forse un libro che può annoiare in alcuni punti, forse un po' troppo americano, ma sempre un bel libro da leggere.
L'ultimo giorno
Opera del prolifico Cooper, di facile lettura e quindi senza alcun pregio stilistico (soggetto, verbo, complemento), è una scempiaggine a livello (fanta)scientifico (e come sempre trattano il mondo dei computer come se tutti i lettori fossero completamente ignoranti della materia), con una costruzio ... (continue)
Opera del prolifico Cooper, di facile lettura e quindi senza alcun pregio stilistico (soggetto, verbo, complemento), è una scempiaggine a livello (fanta)scientifico (e come sempre trattano il mondo dei computer come se tutti i lettori fossero completamente ignoranti della materia), con una costruzione per tenere alta la tensione pietosa (con errori che un detective veramente alle prime armi non commetterebbe), si salva a malapena l'idea che sostiene l'esile trama.