Librettino imprevedibile, questo di Benni. L'ho iniziato aspettandomi uno dei suoi scritti tipici, irriverenti, ironici, anche un po' cinici... e invece mi ha sorpreso piacevolmente, portandomi su un'altalena di emozioni e sentimenti diversi, anche diametralmente opposti. Dal riso per la prima "Beat
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Librettino imprevedibile, questo di Benni. L'ho iniziato aspettandomi uno dei suoi scritti tipici, irriverenti, ironici, anche un po' cinici... e invece mi ha sorpreso piacevolmente, portandomi su un'altalena di emozioni e sentimenti diversi, anche diametralmente opposti. Dal riso per la prima "Beatrice" alla triste amarezza per "Attesa", al pianto irrefrenabile per "Vecchiaccia"... bello, proprio un bel libro, non pensavo che Benni conoscesse così bene le donne. Mi piacerebbe molto vederlo recitato a teatro, per il quale è stato scritto.
Un libro sull'infertilità che tratta finalmente l'argomento dal punto di vista delle donne e degli uomini che, purtroppo sempre in maggior numero, si trovano a "combattere" in prima linea. La pura, semplice, cruda realtà, senza ipocrisie, preconcetti o falsità, insieme a moltissime informazioni util
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Un libro sull'infertilità che tratta finalmente l'argomento dal punto di vista delle donne e degli uomini che, purtroppo sempre in maggior numero, si trovano a "combattere" in prima linea. La pura, semplice, cruda realtà, senza ipocrisie, preconcetti o falsità, insieme a moltissime informazioni utili. Grazie Nicoletta, avevamo bisogno di un libro così!
E' la testimonianza tremenda di Suad, ragazzina nata in un piccolo paese della Cisgiordania, raccontata dalla stessa protagonista.
La sua vita, comune a molte altre "femmine" nate in paesi musulmani, è una vita di terrore, torture e soprusi; una vita considerata meno importante di quella di un
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E' la testimonianza tremenda di Suad, ragazzina nata in un piccolo paese della Cisgiordania, raccontata dalla stessa protagonista.
La sua vita, comune a molte altre "femmine" nate in paesi musulmani, è una vita di terrore, torture e soprusi; una vita considerata meno importante di quella di una capra.
Suad racconta delle violenze quotidiane da parte del padre, delle bastonate e delle cinghiate per un nonnulla, anche solo per aver raccolto un pomodoro non del tutto maturo.
Racconta della madre, anch’essa abituata a sottostare da una vita a soprusi e violenze, per la quale è naturale soffocare le sue figlie "di troppo" alla nascita, solamente perchè femmine. E del suo terrore costante di essere uccisa dai propri genitori anche soltanto per aver alzato gli occhi, che una ragazza onesta deve sempre, costantemente, tenere fissi in terra per evitare di guardare qualcosa di proibito e di essere considerata “puttana”.
Essere considerata “puttana” è il più grosso insulto che una ragazza può fare alla propria famiglia; quello di cui Suad si trova a macchiarsi quando rimane incinta prima del matrimonio. Per questo la famiglia stessa decreta la sua condanna a morte: dovrà essere bruciata viva.
Fortunatamente, Suad ha incontrato sul suo cammino un'associazione umanitaria francese che l'ha salvata e l'ha portata via dal suo paese, facendole conoscere un altro mondo ed un’altra realtà.
Ma, per ogni ragazza salvata, ce ne sono tantissime altre per le quali la “normalità” è una vita di schiavitù, di sofferenza e di indicibili violenze. Tante vengono uccise anche solamente per un sospetto.
E nessuno pagherà mai per questi omicidi, visto che la legge ufficiale in quei paesi riconosce il delitto d’onore (verso le donne) e non lo penalizza, mentre la legge “degli uomini” considera l’omicida un “eroe”.
La solitudine dei numeri primi
Libro assolutamente sopravvalutato.
Le Beatrici
Librettino imprevedibile, questo di Benni. L'ho iniziato aspettandomi uno dei suoi scritti tipici, irriverenti, ironici, anche un po' cinici... e invece mi ha sorpreso piacevolmente, portandomi su un'altalena di emozioni e sentimenti diversi, anche diametralmente opposti. Dal riso per la prima "Beat ... (continue)
Librettino imprevedibile, questo di Benni. L'ho iniziato aspettandomi uno dei suoi scritti tipici, irriverenti, ironici, anche un po' cinici... e invece mi ha sorpreso piacevolmente, portandomi su un'altalena di emozioni e sentimenti diversi, anche diametralmente opposti. Dal riso per la prima "Beatrice" alla triste amarezza per "Attesa", al pianto irrefrenabile per "Vecchiaccia"... bello, proprio un bel libro, non pensavo che Benni conoscesse così bene le donne.
Mi piacerebbe molto vederlo recitato a teatro, per il quale è stato scritto.
Perché io no?
Un libro sull'infertilità che tratta finalmente l'argomento dal punto di vista delle donne e degli uomini che, purtroppo sempre in maggior numero, si trovano a "combattere" in prima linea. La pura, semplice, cruda realtà, senza ipocrisie, preconcetti o falsità, insieme a moltissime informazioni util ... (continue)
Un libro sull'infertilità che tratta finalmente l'argomento dal punto di vista delle donne e degli uomini che, purtroppo sempre in maggior numero, si trovano a "combattere" in prima linea. La pura, semplice, cruda realtà, senza ipocrisie, preconcetti o falsità, insieme a moltissime informazioni utili.
Grazie Nicoletta, avevamo bisogno di un libro così!
Bruciata viva
***This comment contains spoilers! ***
E' la testimonianza tremenda di Suad, ragazzina nata in un piccolo paese della Cisgiordania, raccontata dalla stessa protagonista.
La sua vita, comune a molte altre "femmine" nate in paesi musulmani, è una vita di terrore, torture e soprusi; una vita considerata meno importante di quella di un ... (continue)
E' la testimonianza tremenda di Suad, ragazzina nata in un piccolo paese della Cisgiordania, raccontata dalla stessa protagonista.
La sua vita, comune a molte altre "femmine" nate in paesi musulmani, è una vita di terrore, torture e soprusi; una vita considerata meno importante di quella di una capra.
Suad racconta delle violenze quotidiane da parte del padre, delle bastonate e delle cinghiate per un nonnulla, anche solo per aver raccolto un pomodoro non del tutto maturo.
Racconta della madre, anch’essa abituata a sottostare da una vita a soprusi e violenze, per la quale è naturale soffocare le sue figlie "di troppo" alla nascita, solamente perchè femmine. E del suo terrore costante di essere uccisa dai propri genitori anche soltanto per aver alzato gli occhi, che una ragazza onesta deve sempre, costantemente, tenere fissi in terra per evitare di guardare qualcosa di proibito e di essere considerata “puttana”.
Essere considerata “puttana” è il più grosso insulto che una ragazza può fare alla propria famiglia; quello di cui Suad si trova a macchiarsi quando rimane incinta prima del matrimonio.
Per questo la famiglia stessa decreta la sua condanna a morte: dovrà essere bruciata viva.
Fortunatamente, Suad ha incontrato sul suo cammino un'associazione umanitaria francese che l'ha salvata e l'ha portata via dal suo paese, facendole conoscere un altro mondo ed un’altra realtà.
Ma, per ogni ragazza salvata, ce ne sono tantissime altre per le quali la “normalità” è una vita di schiavitù, di sofferenza e di indicibili violenze.
Tante vengono uccise anche solamente per un sospetto.
E nessuno pagherà mai per questi omicidi, visto che la legge ufficiale in quei paesi riconosce il delitto d’onore (verso le donne) e non lo penalizza, mentre la legge “degli uomini” considera l’omicida un “eroe”.
Agghiacciante.
Il giorno dello Sciacallo
Un thriller avvincente: dalla prima all'ultima pagina mi ha lasciato con il fiato sospeso!
Molto molto meglio del film!