Racconto corale della vita di una generazione e di una città.Decine di voci che raccontano sogni, illusioni, delusioni, incontri e parabole di vita, persone, vive e palpitanti, con l'unico filo conduttore della passione musicale. Quello che ne esce è una storia avvincente fatta di localacci puzzolen
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Racconto corale della vita di una generazione e di una città.Decine di voci che raccontano sogni, illusioni, delusioni, incontri e parabole di vita, persone, vive e palpitanti, con l'unico filo conduttore della passione musicale. Quello che ne esce è una storia avvincente fatta di localacci puzzolenti,tour pulciosi, feste da sbronzoni, incesti musicali continui e ripetuti, chi ce l'ha fatta e chi c'è rimasto sotto.Morti tanti, troppi. Unico neo, la mancanza di schede discografiche delle varie band; forse sarebbero state ridondanti per i Soundgarden o gli AIC ma sicuramente sarebbero state utili per la miriade di gruppi meno noti così ben raccontati in questo libro.
Ambizioso tentativo di gettare uno sguardo organico su un genere musicale ampio e mutageno come pochi. Concentrato sulle basi storiche del metal classico e della sua evoluzione nel thrash è forzosamente sbrigativo nel trattare le tendenze successive ai primi anni '90 e , tolta la sostanziosa parte d
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Ambizioso tentativo di gettare uno sguardo organico su un genere musicale ampio e mutageno come pochi. Concentrato sulle basi storiche del metal classico e della sua evoluzione nel thrash è forzosamente sbrigativo nel trattare le tendenze successive ai primi anni '90 e , tolta la sostanziosa parte dedicata al Black metal norvegese , piuttosto centrato verso le declinazioni statunitensi del genere. Ampio spazio dunque a Black Sabbath, Judas Priest e Maiden e molto interessanti le note relative a gruppi fondativi ma meno noti come Celtic Frost, Metal Church, Diamond Head per poi buttarsi a capofitto nelle evoluzioni trash metal Metallica , tanto spazio (forse anche troppo visto la quantità di materiale monografico già reperibile), Slayer, Anthrax con incursioni nello street glam californiano fino alle derive metalcore, giù fino al grind e alle sonorità più estreme. Stiracchiate ma interessanti le parti dedicate al metal nel mondo e alle vicende socio-politiche-giudiziarie. Gravemente lacunoso per quanto riguarda soprattutto certe importanti declinazioni del genere europee quali il power speed tedesco ( Blind guardian e compagnia bella) e dell'hard svedese ( Gluecifer, Backyard babies ) risente indubbiamente dei gusti dell'autore ma è comunque una lettura più che interessante.
Il racconto dell'arroganza del potere e di come un'imprevedibile catastrofe naturale non sia in realtà altro che il prevedibile esito finale di una catena di atti negligenti e/o criminali. Tutto questo ci racconta Tina Merlin del Vajont e parte da lontano, da quegli uomini in motoretta che arrivavan
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Il racconto dell'arroganza del potere e di come un'imprevedibile catastrofe naturale non sia in realtà altro che il prevedibile esito finale di una catena di atti negligenti e/o criminali. Tutto questo ci racconta Tina Merlin del Vajont e parte da lontano, da quegli uomini in motoretta che arrivavano a sondare il monte fin dagli anni '20, dalla SADE che, con la connivenza dei poteri locali e centrali, espropria, comincia a costruire senza permessi, tiene nei cassetti perizie geologiche che pronosticano la sciagura e vende, persino senza collaudo, il mostro ad uno Stato cieco, due volte colpevole. E ci racconta la gente, i montanari di Erto e Casso che per anni, inutilmente, protestano, costituiscono comitati, indicono riunioni disertate da stampa e politici, esprimono dubbi e paure su quella montagna che conoscono bene e che si fa sentire, romba e trema, e sembra gridare: attenti piccoli uomini, attenti! E , infine, ci racconta la stampa, quella dei grandi quotidiani e delle grandi firme, disattenta prima, servile poi, pronta a salire sul carro emotivo della disgrazia naturale, lenta, lentissima a riconoscerne e raccontarne la genesi. Grazie Tina.
In questo libro Dio esite ed è un Dio carogna che indice il Giudizo Universale , chiama a sè pochi eletti, saluta e se ne va abbandonando pochi umani ingiudicabili, tre angeli sfigati che nel corso dei millenni hanno ingiustamente destinato all'Inferno tre anime pure e miliardi di dannati che, con l
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In questo libro Dio esite ed è un Dio carogna che indice il Giudizo Universale , chiama a sè pochi eletti, saluta e se ne va abbandonando pochi umani ingiudicabili, tre angeli sfigati che nel corso dei millenni hanno ingiustamente destinato all'Inferno tre anime pure e miliardi di dannati che, con la resurrezione della carne, sperimenteranno nuovi livelli di degradazione e torture demoniache. L'inizio dunque è scoppiettante, la narrazione su più livelli tiene bene e la selva di personaggi è ben domata ma dalla metà in poi la trama perde consistenza, si smarrisce nella confusione della grande rivolta infernale, troppi personaggi e troppe storie sono introdotti e abbandonati. Sul finale si arranca, si fatica e, peccato mortale, ci si annoia.
Bunny Munro è uno sgradevole fetecchione con le mutande zebrate, è sempre in tiro e guida un PUNTO GIALLA (stima). Col suo ricciolo assassino, sembra uscire direttamente da un Le Ore di fine anni settanta. Anche la storia pare essere figlia di un amplesso pericoloso fra due mastodonti della letterat
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Bunny Munro è uno sgradevole fetecchione con le mutande zebrate, è sempre in tiro e guida un PUNTO GIALLA (stima). Col suo ricciolo assassino, sembra uscire direttamente da un Le Ore di fine anni settanta. Anche la storia pare essere figlia di un amplesso pericoloso fra due mastodonti della letteratura popolare italica quali Le Ore (Casalinghe vogliose: incremami la ficaaaaa) e Cronaca vera (Padre vedovo si confessa: sono perseguitato dal fantasma di mia moglie!). Ho sperato fino alla fine che Bunny il fenomeno venisse brutalmente sodomizzato dal killer cornuto ma Nick ci prende per i fondelli e relega il tutto in un momento onirico. La terza stellina arriva solo per la scena in cui Bunny Jr descrive Bunny il padre che tampina l'ennesima cameriera mimando le orecchie da coniglio.
Grunge is dead
Racconto corale della vita di una generazione e di una città.Decine di voci che raccontano sogni, illusioni, delusioni, incontri e parabole di vita, persone, vive e palpitanti, con l'unico filo conduttore della passione musicale.continue)
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Racconto corale della vita di una generazione e di una città.Decine di voci che raccontano sogni, illusioni, delusioni, incontri e parabole di vita, persone, vive e palpitanti, con l'unico filo conduttore della passione musicale.
Quello che ne esce è una storia avvincente fatta di localacci puzzolenti,tour pulciosi, feste da sbronzoni, incesti musicali continui e ripetuti, chi ce l'ha fatta e chi c'è rimasto sotto.Morti tanti, troppi.
Unico neo, la mancanza di schede discografiche delle varie band; forse sarebbero state ridondanti per i Soundgarden o gli AIC ma sicuramente sarebbero state utili per la miriade di gruppi meno noti così ben raccontati in questo libro.
Sound of the beast
Ambizioso tentativo di gettare uno sguardo organico su un genere musicale ampio e mutageno come pochi.continue)
Concentrato sulle basi storiche del metal classico e della sua evoluzione nel thrash è forzosamente sbrigativo nel trattare le tendenze successive ai primi anni '90 e , tolta la sostanziosa parte d ... (
Ambizioso tentativo di gettare uno sguardo organico su un genere musicale ampio e mutageno come pochi.
Concentrato sulle basi storiche del metal classico e della sua evoluzione nel thrash è forzosamente sbrigativo nel trattare le tendenze successive ai primi anni '90 e , tolta la sostanziosa parte dedicata al Black metal norvegese , piuttosto centrato verso le declinazioni statunitensi del genere.
Ampio spazio dunque a Black Sabbath, Judas Priest e Maiden e molto interessanti le note relative a gruppi fondativi ma meno noti come Celtic Frost, Metal Church, Diamond Head per poi buttarsi a capofitto nelle evoluzioni trash metal Metallica , tanto spazio (forse anche troppo visto la quantità di materiale monografico già reperibile), Slayer, Anthrax con incursioni nello street glam californiano fino alle derive metalcore, giù fino al grind e alle sonorità più estreme.
Stiracchiate ma interessanti le parti dedicate al metal nel mondo e alle vicende socio-politiche-giudiziarie.
Gravemente lacunoso per quanto riguarda soprattutto certe importanti declinazioni del genere europee quali il power speed tedesco ( Blind guardian e compagnia bella) e dell'hard svedese ( Gluecifer, Backyard babies ) risente indubbiamente dei gusti dell'autore ma è comunque una lettura più che interessante.
Sulla pelle viva
Il racconto dell'arroganza del potere e di come un'imprevedibile catastrofe naturale non sia in realtà altro che il prevedibile esito finale di una catena di atti negligenti e/o criminali.continue)
Tutto questo ci racconta Tina Merlin del Vajont e parte da lontano, da quegli uomini in motoretta che arrivavan ... (
Il racconto dell'arroganza del potere e di come un'imprevedibile catastrofe naturale non sia in realtà altro che il prevedibile esito finale di una catena di atti negligenti e/o criminali.
Tutto questo ci racconta Tina Merlin del Vajont e parte da lontano, da quegli uomini in motoretta che arrivavano a sondare il monte fin dagli anni '20, dalla SADE che, con la connivenza dei poteri locali e centrali, espropria, comincia a costruire senza permessi, tiene nei cassetti perizie geologiche che pronosticano la sciagura e vende, persino senza collaudo, il mostro ad uno Stato cieco, due volte colpevole.
E ci racconta la gente, i montanari di Erto e Casso che per anni, inutilmente, protestano, costituiscono comitati, indicono riunioni disertate da stampa e politici, esprimono dubbi e paure su quella montagna che conoscono bene e che si fa sentire, romba e trema, e sembra gridare: attenti piccoli uomini, attenti!
E , infine, ci racconta la stampa, quella dei grandi quotidiani e delle grandi firme, disattenta prima, servile poi, pronta a salire sul carro emotivo della disgrazia naturale, lenta, lentissima a riconoscerne e raccontarne la genesi.
Grazie Tina.
Lo Stagno di Fuoco
***This comment contains spoilers! ***
In questo librocontinue)
Dio esite ed è un Dio carogna che indice il Giudizo Universale , chiama a sè pochi eletti, saluta e se ne va abbandonando pochi umani ingiudicabili, tre angeli sfigati che nel corso dei millenni hanno ingiustamente destinato all'Inferno tre anime pure e miliardi di dannati che, con l ... (
In questo libro
Dio esite ed è un Dio carogna che indice il Giudizo Universale , chiama a sè pochi eletti, saluta e se ne va abbandonando pochi umani ingiudicabili, tre angeli sfigati che nel corso dei millenni hanno ingiustamente destinato all'Inferno tre anime pure e miliardi di dannati che, con la resurrezione della carne, sperimenteranno nuovi livelli di degradazione e torture demoniache.
L'inizio dunque è scoppiettante, la narrazione su più livelli tiene bene e la selva di personaggi è ben domata ma dalla metà in poi la trama perde consistenza, si smarrisce nella confusione della grande rivolta infernale, troppi personaggi e troppe storie sono introdotti e abbandonati. Sul finale si arranca, si fatica e, peccato mortale, ci si annoia.
La morte di Bunny Munro
***This comment contains spoilers! ***
Bunny Munro è uno sgradevole fetecchione con le mutande zebrate, è sempre in tiro e guida un PUNTO GIALLA (stima).continue)
Col suo ricciolo assassino, sembra uscire direttamente da un Le Ore di fine anni settanta. Anche la storia pare essere figlia di un amplesso pericoloso fra due mastodonti della letterat ... (
Bunny Munro è uno sgradevole fetecchione con le mutande zebrate, è sempre in tiro e guida un PUNTO GIALLA (stima).
Col suo ricciolo assassino, sembra uscire direttamente da un Le Ore di fine anni settanta. Anche la storia pare essere figlia di un amplesso pericoloso fra due mastodonti della letteratura popolare italica quali Le Ore (Casalinghe vogliose: incremami la ficaaaaa) e Cronaca vera (Padre vedovo si confessa: sono perseguitato dal fantasma di mia moglie!).
Ho sperato fino alla fine che Bunny il fenomeno venisse brutalmente sodomizzato dal killer cornuto ma Nick ci prende per i fondelli e relega il tutto in un momento onirico.
La terza stellina arriva solo per la scena in cui Bunny Jr descrive Bunny il padre che tampina l'ennesima cameriera mimando le orecchie da coniglio.