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- Paddy Clarke Ha Ha Ha (13)
- By Roddy Doyle
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Paddy Clarke Ha Ha Ha
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Ammetto che leggere le peripezie di un ragazzino non era un'idea che mi entusiasmasse più di tanto.Perciò,assai prevenuto,ho preso in mano questo libro con una certa spocchia ( ahimè, lo confesso...).
Però Paddy ( che sospetto essere anche Roddy....è quindi anche roddy è paddy?...la somiglianza ... (continue)
Ammetto che leggere le peripezie di un ragazzino non era un'idea che mi entusiasmasse più di tanto.Perciò,assai prevenuto,ho preso in mano questo libro con una certa spocchia ( ahimè, lo confesso...).
Però Paddy ( che sospetto essere anche Roddy....è quindi anche roddy è paddy?...la somiglianza dei nomi è a dir poco sintomatica.... ) si è rivelato essere un ragazzino tanto amabile che è impossibile non affezionarcisi..e per la sua delicata innocenza,che tenta più volte di mascherare dietro un velo di forzata "maturità", e per il suo candidissimo e viscerale amore per tutte quelle attività che fanno di un ragazzino quello che deve essere...e cioè, propriamente, un ragazzino ( una su tutte,la sua passione per le storie di indiani)...per il suo tenerissimo amore per il fratellino più piccolo...per i suoi commoventi tentativi di risanare una situazione familiare che lentamente sta degenerando ( è come se Doyle ci volesse ammonire...i ragazzini risentono in maniera profondissima delle problematiche dei genitori, più di quello che noi adulti umanamente immaginiamo )...
Romanzo di formazione a tutti gli effetti, oserei dire.
Ma attenzione, perchè la formazione di Paddy non si conclude nelle pagine di questo romanzo, ed è anzi proprio l'ultima bellissima,fondamentale frase del libro ( che per ovvie ragioni NON svelerò),pronunciata da Paddy stesso, a rivelarcelo.Il finale del romanzo assurge dunque a "nuovo incipit",probabilmente alla genesi di un "nuovo" Paddy,pronto forse ( e io ci spero vivamente perchè la sorte del ragazzino mi sta a cuore) ad affrontare una differente fase della vita con maggior consapevolezza.Ed ecco che Doyle proietta Paddy ( e forse proprio il ragazzino che fu lui qualche anno addietro) un piccolo passo più avanti su quella tortuosa e complicata strada che si chiama adolescenza.
Doyle è bravissimo perchè riesce ad affascinarci ed emozionarci descrivendoci mirabilmente i pensieri e gli stati emotivi di un ragazzino che è del tutto simile a migliaia di suoi coetanei sparsi nel mondo e ha il grandissimo merito di farci rilfettere e domandare,alla fine della lettura: Ma noi, da ragazzini,che ragazzini eravamo?.
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