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- Rebel (341)
- By Alexandra Adornetto
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- Woody... fuga nella realtà! (1)
- By Alfonso La Licata
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Finished on Feb 12, 2012





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- Switched (204)
- Il segreto del regno perduto
- By Amanda Hocking
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Finished on Feb 5, 2012





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- La ragazza tatuata (22)
- By Joyce C. Oates
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Finished on Jan 7, 2012





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Un crogiolo di contrapposizioni e antitesi pungenti. Potremmo parlare in questi termini de La ragazza tatuata, l’ultimo libro, in ordine di pubblicazione italiana, di Joyce Carol Oates, uno dei più grandi nomi della letteratura contemporanea. Binomi, dicotomie, opposti paralleli che graffiano tutta ... (continue) - — Jan 28, 2012 | 2 feedbacks
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- Switched (18)
- (Trylle Trilogy, Book 1)
- By Amanda Hocking
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Finished on Dec 26, 2011





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La comune tendenza da parte delle nuove scrittrici di stravolgere personaggi centenari della letteratura tradizionale –fantasy e non-, ha trovato una culla confortevole negli anni recenti, dove reinventare o stravolgere le caratteristiche di fate o vampiri –denaturalizzando le loro identità e trasfo ... (continue)
- — Jan 6, 2012 | 3 feedbacks
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- Angel (214)
- By Anne Rice
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Finished on Dec 11, 2011





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La Rice abbassa il tiro e si dedica agli angeli, colta dal fervore della sua ritrovata conversione –“nasce” cristiana ma diventa atea… almeno fino al 1998- che gioverà alla sua anima ma non certo alla sua scrittura. Non che la Rice scriva male, non siamo blasfemi: l’ho ritrovata –sì, l’ho riconosciu ... (continue)
- — Dec 19, 2011 | Add your feedback
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- La signora delle camelie (3874)
- Edizione integrale
- By Alexandre Dumas (figlio)
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Finished on Nov 27, 2011





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- Le ore (4133)
- By Michael Cunningham
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Finished on Nov 21, 2011





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- Scomparsa (96)
- By Chevy Stevens
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Finished on Nov 11, 2011





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- Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (15661)
- I grandi della narrativa, 4
- By Robert Louis Stevenson
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Finished on Nov 4, 2011





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- Un raid dritto al cuore (5)
- By Samanta Catastini
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Finished on Nov 1, 2011





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- L'ultima volta che ho visto Parigi (64)
- By Lynn Sheene
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Finished on Oct 31, 2011





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L'ultima volta che ho visto Parigi




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Il suo vero nome è Clara May Wagner, figlia di un contadino dell’Oklahoma. Cresciuta in una fattoria fino ai sedici anni, è adesso moglie di un miliardario. E ha un’altra identità. Si chiama Claire Harris Stone, finge di essere una nobildonna e vive a New York, indossa diamanti, organizza feste escl ... (continue)
- — Nov 15, 2011 | Add your feedback
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- Il ragazzo dei mondi infiniti (129)
- By Michael Reaves, Neil Gaiman
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Finished on Oct 31, 2011





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Gaiman è sempre Gaiman, nulla di più, nulla di meno. Si riconosce da lontano, persino dalla nota degli autori che precede il libro, da quello stile inconfondibile per chi ha letto Stardust e Nessun Dove. E’ uno di quegli autori che, una volta letti, ti fanno un po’ sentire di essere tornati a casa. ... (continue)
- — Nov 12, 2011 | 3 feedbacks
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- Le emozioni difettose (117)
- By Laurie H. Anderson
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Finished on Oct 16, 2011





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Superficiale -
“Le emozioni difettose” non era il titolo adatto per il romanzo di Laurie Halse Anderson, autrice di Wintergirls e del fortunato Speak, da cui è stato tratto un film con Kerstin Stewart.
Catalyst (questo il titolo originale) di emozioni ne ha ben poche, esattamente come la sua frigida e asettica pr ... (continue) - — Nov 22, 2011 | Add your feedback
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- Un'opera dalle molte pretese (25)
- By Massimo Cortese
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Finished on Oct 11, 2011





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Un’opera dalle molte pretese è il terzo volume che conclude la Trilogia della Speranza di Massimo Cortese, con il ritorno ad un’autobiografia mai completamente abbandonata, quasi complementare alle esigenze letterarie dell’autore. Definire le opere di Cortese è sempre un po’ complicato, e anche ques ... (continue)
- — Nov 10, 2011 | Add your feedback
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Switched
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La comune tendenza da parte delle nuove scrittrici di stravolgere personaggi centenari della letteratura tradizionale –fantasy e non-, ha trovato una culla confortevole negli anni recenti, dove reinventare o stravolgere le caratteristiche di fate o vampiri –denaturalizzando le loro identità e trasfo ... (continue)
La comune tendenza da parte delle nuove scrittrici di stravolgere personaggi centenari della letteratura tradizionale –fantasy e non-, ha trovato una culla confortevole negli anni recenti, dove reinventare o stravolgere le caratteristiche di fate o vampiri –denaturalizzando le loro identità e trasformandole in creature completamente differenti dai loro originali, di cui conservano solo il nome- ha dato vita ad una gamma di creature improbabili e commerciali.
Che un essere paranormale dalle fattezze umane, con null’altra caratteristica se non quella di avere un potere random ed una leggerissima sfumatura verdacea della pelle –quando si è fortunati- venga chiamata troll, mi risulterà quindi sempre bizzarro, se non paradossale.
Ilare, potremmo addirittura dire, come quando il personaggio maschile di Switched, il libro auto pubblicato di Amanda Hocking, cerca di convincere la protagonista della storia, Wendy, di essere membro della sopraccitata categoria di creature fantastiche prendendo in causa le seguenti peculiarità:
"D'accordo. Pensaci bene, Wendy. Non ti sei mai realmente integrata da nessuna parte. Sei iraconda. Sei molto intelligente e hai gusti difficili a tavola. Odi portare le scarpe. I tuoi capelli, per quanto belli, sono praticamente indomabili. Hai occhi e capelli bruni."
La consapevolezza che l’avere capelli impossibili e gusti alimentari difficili renda automaticamente dei troll, dovete sapere, mi ha aperto una finestra sulla mia vera identità. Lamento dalla nascita simili sintomi, accompagnati da polemiche frequenti, irascibilità e attitudine a smontare alcune patacche editoriali. Come questa, che, avrete capito, non mi è piaciuta.
Switched, inizialmente rifiutato da numerosissime case editrici americane, è approdato in Italia tra i tanti urban fantasy che ormai popolano le nostre librerie. Protagonista, come ho accennato, è Wendy, diciassettenne con qualche difficoltà di adattamento, che esordisce nella storia assieme al co-protagonista, Finn. Con costui, da cui è ovviamente attratta, intraprende dei dialoghi al limite del ridicolo –buona parte dei dialoghi nel corso del romanzo risultano costruiti o inverosimili-, che contribuiscono a impoverire ulteriormente una trama priva di colpi di scena e sin troppo lineare.
Dotata del potere della persuasione, grazie a cui riesce a far fare agli altri ciò che vuole, Wendy è una changeling, una troll scambiata alla nascita con il figlio di una famiglia umana, allo scopo di parassitare fino alla maggiore età presso di questa e tornare tra i propri simili con una cospicua eredità. Wendy non è però una troll qualsiasi e, inizialmente restia ad abbandonare i propri familiari, è costretta infine a seguire Finn (che ha il compito di riportare a casa i changeling) per via dell’attacco di alcuni troll di una tribù avversaria, i Vittra. Nella sua nuova casa troverà una madre fredda e insensibile, obblighi noiosi di tutti i generi, ed una snervante pressione dovuta alla sua posizione sociale. Unico motivo che la spinge a restare è Finn, di cui si è innamorata in un batter d’occhio. La sua vita senza di lui sarebbe “semplicemente impossibile”. Fortunatamente la Hocking ci risparmia scene da romanzo rosa, nonostante non manchino ingenui giochi di gelosia e momenti dedicati alla love story, del tutto superflui e che non riescono a motivare lo scoppio d’amore improvviso tra i due.
Dopo un prologo che mi aveva fatto ben sperare (originale e accattivante), Switched scivola in una narrazione piatta e banale, seppur scorrevole. Tra la parte iniziale e quella finale, che aggiunge un sospirato tocco d’azione, non accade sostanzialmente nulla.
Scene di stalking alla finestra e frasi come “si sedette al piano e iniziò a suonare un Valzer bellissimo ed elaborato. Era ovvio che ne fosse capace: sapeva fare tutto”, marcano l’influenza del modello Meyeriano sulla giovane Hocking, oltre alla presenza dell’immancabile amore tormentato e impossibile. Lo stile lascia parecchio a desiderare, le descrizioni sono inesistenti, le situazioni prevedibili, i personaggi appena accennati, alcune scene parecchio banali.
Più che per merito sembra, insomma, che Switched debba la sua popolarità al prodigio del milione di copie vendute grazie esclusivamente all’autopubblicazione. Un vanto che non può però estendersi al suo valore letterario, il quale risulta infimo e mediocre, se non scadente.
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