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- La grande notte (9)
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By Chris Adrian -
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- The Selection (192)
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By Kiera Cass -
Finished on Apr 10, 2013 




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- Il posto dei miracoli (190)
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By Grace McCleen -
Finished on Apr 5, 2013 




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Il posto dei miracoli è l’ottimo esordio di Grace McCleen, vincitrice del Desmond Elliot Prize 2012 e selezionata dal The Sunday Times come una dei quattro autori più promettenti dell’anno passato, candidatura che lascia la speranza di una fiorente carriera.
L’autrice inglese, appartenente ad una co ... (continue ) -
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Apr 19, 2013 |
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- Il mago di Oz (4813)
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By L. Frank Baum -
Finished on Mar 31, 2013 




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- Follia (9557)
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By Patrick McGrath -
Finished on Mar 25, 2013 




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- Buona fortuna (130)
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By Barbara Fiorio -
Finished on Apr 2, 2013 




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Recensione e intervista: http://dustypagesinwonderland.blogspot.it/2013/04/recen…
“Buona fortuna” è un titolo insolito per un libro, un auspicio propizio che nasconde la riflessione amara su quanto, di fortuna, abbiamo disperatamente bisogno.
Nel caso del romanzo ... (continue ) -
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Apr 10, 2013 |
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- L'idiota (10797)
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By Fedor M. Dostoevskij -
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- Shadowhunters. Le origini. Il principe (635)
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By Cassandra Clare -
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- Il prigioniero del cielo (3149)
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By Carlos Ruiz Zafón -
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- Gregor (211)
- La prima profezia
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By Suzanne Collins -
Finished on Mar 30, 2013 




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due stelle e mezzo -
Gregor, il “nuovo” libro di Suzanne Collins, arrivato in Italia già nel 2004 con Sperling&Kupfer con il titolo "Gregor e il regno di Semprebuio" e bellamente ignorato, mi ha ricordato altri due romanzi: per il target, e anche un po’ per le tematiche e l’ambientazione, la trilogia Arthur e il popolo ... (
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Mar 30, 2013 |
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- Uno splendido disastro (871)
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By Jamie McGuire -
Finished on Mar 21, 2013 




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http://dustypagesinwonderland.blogspot.it/2013/03/recen… Non cercherò di difendermi dietro a scuse come: “dovevo leggerlo per il blog…”, “lo hanno inviato a mia insaputa e non ho avuto alternative…”, “stavo cercando qualcosa con cui raddrizzare il tavolo”. No. Uno ... (
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Mar 22, 2013 |
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- Le notti bianche (10837)
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By Fedor M. Dostoevskij -
Finished on Mar 17, 2013 




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- La scala a chiocciola (23)
- I Gialli del Corriere della Sera, 4
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By Mary Roberts Rinehart -
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- Cinema, ambiente e territorio (2)
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By E. Dell'Agnese -
Finished on Feb 1, 2012
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The Selection
Temo che questa sarà una recensione breve – anche se ammetto che l’ultima volta che l’ho detto si trattava di Cinquanta sfumature di grigio e ho buttato giù due pagine e mezzo… -, perché su The selection c’è davvero poco da discutere.continue)
Vorrei chiarire, innanzitutto, un dettaglio che mi sembra fondam ... (
Temo che questa sarà una recensione breve – anche se ammetto che l’ultima volta che l’ho detto si trattava di Cinquanta sfumature di grigio e ho buttato giù due pagine e mezzo… -, perché su The selection c’è davvero poco da discutere.
Vorrei chiarire, innanzitutto, un dettaglio che mi sembra fondamentale: questo libro NON è un distopico. E’ una storiella romance per adolescenti, ma senza ombra di dubbio non ha nulla della distopia. Non esiste, infatti, il rapporto conflittuale con il potere – al contrario, il potere monarchico è spesso e volentieri visto sotto una luce positiva nella figura del re, della regina e del principe Maxon -, non c’è un controllo minuzioso dell’autorità sulla vita dei sudditi – viene accennato al fatto che non possono avere rapporti sessuali prima del matrimonio, ma è l’unica regola restrittiva a cui si accenna e di certo non è sufficiente a rendere Illea uno stato totalitario – e la suddivisione numerata in caste è molto approssimativa e immotivata: le fasce sociali e la distribuzione poco equa della ricchezza esistono e sono sempre esistite anche nel mondo reale, e il fatto che ad ogni casta corrisponda un’attività lavorativa è solo vagamente accennato. Non sappiamo assolutamente niente dell’organizzazione dello stato di Illea, di cui viene tracciata solo brevemente la storia, né dell’identità dei presunti ribelli che periodicamente attaccano il castello reale per motivi “x”. Qualsiasi margine di approfondimento dell’elemento distopico è volontariamente mancato, in un contrasto privo di senso tra quel potere che dovrebbe essere autoritario e le figure bonarie di re e soprattutto regina.
L’elemento del reality show, che in Hunger Games e Battle Royale voleva essere uno strumento di controllo e intimidazione sul popolo, è qui banalizzato ad una gara di seduzione che mi ricorda un programma di qualche anno fa andato in onda su reti mediaset e condotto da Maria De Filippi.
Precisato che distopia è un termine assolutamente improprio per The Selection, non c’è molto più da dire. La storia scorre in maniera abbastanza fluida, tra vestiti appariscenti, concorrenti poco leali e appuntamenti segreti con il Principe. Il tutto immerso in un mondo glitterato in cui non potrete che trovarvi bene se vi piacciono certe atmosfere da fiaba, certi abiti della consistenza di una nuvola pieni di strass e merletti, le coroncine, i diademi, le lezioni di bon ton. Tutti elementi a cui la protagonista, America, vorrebbe opporsi – spinta a partecipare dalla madre e dal suo ragazzo – ma che finiscono per intrigarla e renderla pienamente partecipe del gioco, con un voltafaccia abbastanza evidente anche se scontato.
Il principe Maxon, che tutte vogliono conquistare per ambire alla Corona, è più o meno un fantoccio senza personalità, che non conta nulla all’ interno del palazzo e non ha mai visto né sfiorato una ragazza in vita sua – uhm.
America sembra giocare con i suoi sentimenti, prima decisa a non voler avere niente a che fare con lui, poi lasciandogli un margine di speranza per, infine, cornificarlo e decidere di voler continuare a farsi corteggiare da entrambi – il principe e il suo (ex) ragazzo, perché è ovvio che se non c’è il triangolo amoroso non vale.
La storia è davvero priva di consistenza, si fa leggere per pura curiosità, è insipida e si dimentica velocemente. Lo stile, come lo stile di tutti questi young adult, non ha un’impronta personale, è esente da descrizioni che non siano quelle dei vestiti, non è approfondito e spesso è ripetitivo, inoltre i dialoghi mancano spesso di realismo.
Facendo il confronto con Uno splendido disastro do mezza stella in più, perché non sfiora certe ridicolaggini con la pretesa di parlare di un grande amore e perché i personaggi non raggiungono lo stesso livello di idiozia: insomma, una storia di un pomeriggio che forse vi farà venire la curiosità di leggere il secondo libro ma di sicuro non vi regalerà null’altro.
Piccola chicca: vi prego, ascoltate il video nel box a destra della pagina The Selection di IBS. Credo renda in maniera abbastanza eloquente la sostanza dell'intero libro, decisamente meglio di mille recensioni.