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Il grande bestiario degli animali
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Mucca: bestia con le corna che mastica l' erba.
"Se si vuole fare il gorgonzola, bisogna mungere una mucca ammuffita.
Ma per fare un formaggio di capra, una mucca vale l' altra."Balena: mammifero felice come un pesce nell' acqua.
"Quando si vogliono far entrare sei balene, alternando teste e c ... (continue)
- — Jan 16, 2012 | Add your feedback
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Gli occhi degli alberi
Gli esiti più felici di questo lemmario fantastico costruito a partire dall' immediatezza mimetico-evocativa delle fotografie di Massimiliano Tappari appaiono ad un crocevia inintenzionale: quello fra visione organicistica di una Natura occulta e la misura della modernità attraverso i suoi manufatti ... (continue)
Gli esiti più felici di questo lemmario fantastico costruito a partire dall' immediatezza mimetico-evocativa delle fotografie di Massimiliano Tappari appaiono ad un crocevia inintenzionale: quello fra visione organicistica di una Natura occulta e la misura della modernità attraverso i suoi manufatti umani (i palazzi come simulate concrezioni coralline, le strade asfaltate come multiforme tappeto di solidarietà entomologica, le reti elettriche che formano mappe inspiegabili sopra le nostre teste, e che derivano dall' architettura capricciosa e mimetica dei ragni filiformi, le variazioni umbratili del tessuto urbano che si riflettono in androni e muri, organiche quanto il moto diastolico-sistolico dei pipistrelli ombriformi, o ancora l' apparente inaffidabilità dei nostri sistemi di illuminazione urbani, svelata dalla nomadica presenza degli insetti luciferi, e, infine, la bellissima intuizione che l' architettura ha voluto archi e guglie, e rilievi alle pareti delle nostre case per accoglierne i flussi lacrimali. Ecco, qui i lemmi della Gagliardo trovano una corrispondenza armoniosa con gli scatti di Tappari che sembrano rimandare allo sguardo amoroso e relativista del Palomar di Calvino (e all' ingeuità fantastica del suo Marcovaldo), anche quello libro che costruiva una tassonomia dello sguardo sulle cose (con le differenze del caso): e attraverso il fantastico si arriva a mettere in questione la ratio (proprio come nel Palomar) dell' autoreferenzialità del rapporto soggetto-oggetto. Ma il libro incorpora (ed è la parte meno stimolante) l' ambizione dell' autrice ad introdurre con eccessivo dispendio elementi di filosofia presocratica (suo campo di competenza indiscutibile, peraltro), spesso intrecciati a prove di epigrammaticità poetica non necessarie (altro campo della sua attività letteraria) per l' economia di un libro che poteva iscriversi nella, a mio avviso, stimolante tradizione storica dele enciclopedie fantastiche di ispirazione borgesiana, e che invece, temo, sarà finito nella lista dei libri consigliati alle proprie lettrici dalle barbarepalombelli di ogni settimanale al femminile.
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