Sconcerta pensare come gli scritti racchiusi in questo volumetto risalgano a oltre 50 anni fa. Sono incisioni e acqueforti che il tempo non ha scalfito se non per levigarle e aumentarne il contrasto. Appunti, ritratti, spaccati di vita, fatterelli, aforismi, racconti brevissimi e brevi, invenzioni,
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Sconcerta pensare come gli scritti racchiusi in questo volumetto risalgano a oltre 50 anni fa. Sono incisioni e acqueforti che il tempo non ha scalfito se non per levigarle e aumentarne il contrasto. Appunti, ritratti, spaccati di vita, fatterelli, aforismi, racconti brevissimi e brevi, invenzioni, opinioni, variazioni su tema: c'e' satira sottile ed educata sotto tutte queste diverse affermazioni del pensiero di Flaiano. Tutto tenuto insieme da una prosa posata, rapida e sapida, diligente e distaccata, ma non meno meditata e vissuta. C'e' anche uno scetticismo e un pessimismo latente che da mordente e direzione ai testi. E non mancano, ancora piu' incredibilmente, dei pezzi profetici nel senso letterale del termine. Una lettura imprescindibile, un canone della satira fondamentale.
Un uomo e un bambino, soli su una strada infinita. Circondati dalle ceneri di una civiltà distrutta da una catastrofe globale. Stenti, sacrifici, paura, privazioni, morte. Unico scopo: andare avanti, come Prometeo che porta il fuoco - avanti, avanti ma non si sa dove e perchè. Nè si sa altro: nessun
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Un uomo e un bambino, soli su una strada infinita. Circondati dalle ceneri di una civiltà distrutta da una catastrofe globale. Stenti, sacrifici, paura, privazioni, morte. Unico scopo: andare avanti, come Prometeo che porta il fuoco - avanti, avanti ma non si sa dove e perchè. Nè si sa altro: nessuna informazione sui personaggi, sulla natura dell'apocalisse, sui territori esplorati, sull'epoca storica. Solo tanto nero. Una prosa coerentemente minimalista che nasconde un lavoro di rifinitura e asciugatura ragguardevole - uso estenuante della paratassi, scarnificazione della punteggiatura, abolizione di ogni ridondanza; nessuna prolessi nè flashback. Un ritratto nichilista della bestia umana ridotta ai suoi istinti di sopravvivenza più basilari - duro ma vero, crudo ma fedele e addirittura accorato. Ma senza sconti a nessuno.
Concentrarsi sull'aspetto analitico ma distaccato, penetrante ma non empatico del pensiero umano potrebbe essere assai riduttivo. Secondo Gelernter, questo sarebbe soltanto un estremo del continuum di possibilità, di stati di pensiero, cui la mente umana ha accesso. E che tutti in realtà sperimentia
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Concentrarsi sull'aspetto analitico ma distaccato, penetrante ma non empatico del pensiero umano potrebbe essere assai riduttivo. Secondo Gelernter, questo sarebbe soltanto un estremo del continuum di possibilità, di stati di pensiero, cui la mente umana ha accesso. E che tutti in realtà sperimentiamo quotidianamente. L'estremo opposto è quello del pensiero non focalizzato, fatto di ricordi concreti e non astratti, di sentimenti ed emozioni completi. L'osservazione chiave è che le emozioni intervengono nella larga parte dello "spettro" (focus) della mente, mentre sono completamente ignorate dal modello ortodosso della mente e conseguentemente dai tentativi di riproduzione artificiale dell'intelligenza. Da qui l'idea di Gelernter, anch'egli impegnato in AI, che la disciplina vada rifondata su nuove basi perchè raggiunga veramente il suo scopo. Mentre nel pensiero analitico la connessione delle idee e dei pensieri avviene attraverso la logica, nel pensiero onirico (che contraddistingue ugualmente epoche remote della civiltà umana, lo stato onirico quotidiano e la mente dei bambini) il legame è emozionale (affect linking). E' il tema sotterraneo del responso emotivo comune che lega la successione di pensieri nello stato non focalizzato - ciò che da origine a collegamenti logicamente insensati e incomprensibili, ma per questo alternativi, nuovi, sorprendenti, cioè creativi. E per avere emozioni serve il corpo - così come uno strumento musicale ha bisogno della cassa di risonanza per suonare. Da qui la critica al concetto di mente astratto dal substrato corporeo umano. E la critica alla validità del tanto acclamato ma inconsistente Test di Turing per valutare la presunta "intelligenza" degli automi, nonchè dei più mondani IQ test che valutano soltanto le potenzialità analitiche del pensiero e non quelle emozionali. E il primo tentativo di programmare un computer con "acuità emozionale".
L'idea di spettro mentale - che viene solo suggerita e intuitivamente giustificata con esempi, ma non esattamente dimostrata - è molto potente e chiarificatrice. Nel suo abbracciare in un sol colpo tanti fenomeni altrimenti scollegati e irriconoscibili somiglia molto alla unifiazione ed estensione di prospettive fornita dalla logica fuzzy.
Quando si dice che puoi fidarti dei consigli bibliografici di un artista...
Gli umani trascenderanno i loro limiti biologici? Secondo Raymond Kurzweil la risposta e' si. Inevitabilmente. Ray e' un ex bambino prodigio, inventore e imprenditore di successo. Da tempo, ovvero fin da tempi non sospetti, sostiene il filone di pensiero esposto estensivamente nel libro (sorta
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Gli umani trascenderanno i loro limiti biologici? Secondo Raymond Kurzweil la risposta e' si. Inevitabilmente. Ray e' un ex bambino prodigio, inventore e imprenditore di successo. Da tempo, ovvero fin da tempi non sospetti, sostiene il filone di pensiero esposto estensivamente nel libro (sorta di seguito dei precedenti "Age of intelligent machines" and "Age of spiritual machines"). La sua visione del futuro si sintetizza nel predire (attorno al 2045) il raggiungimento della Singolarita', cosa che lo rende uno dei pensatori piu' apprezzati del movimento trans-umanista. Con la singolarita', l'intelligenza artificiale superera' quella biologica, o umana per gli antropocentrici. Da quel momento la vita non sara' piu' la stessa (ammesso che ancora lo sia nel cammino che ci porta alla Singolarita' stessa). Il libro cerca di sostenere questa tesi. E lo fa in maniera quantomeno esaustiva, se non convincente. Innanzitutto, un apparato bibliografico e di approfondimento gigantesco, con citazioni e riferimenti aggiornati (al 2005, per lo meno) su tutti i campi dello scibile affrontati (e si puo' immaginare che un accadimento del genere li interessera' proprio tutti). Una struttura del libro logica e consequenziale, ricca di riferimenti intertestuali e multimediali (il sito associato, Kurzweil.net, e' un aggiornamento e approfondimento quotidiano del libro, ed e' spettacolare per molti altri motivi). Un incedere piuttosto sistematico, aperto alle critiche ma convinto delle posizioni prese. Il tutto con in sottofondo un ottimismo pervasivo, che tuttavia risulta angosciante se non terrificante per gli antropocentrici e i fondamentalisti (ammetto che sono vizi di cui e' difficile liberarsi; ma non e' impossibile, e forse prima o poi bisognera' farlo definitivamente). La prospettiva tracciata parte dalla constatazione quantitativa e massiccia che l'evoluzione di ogni espressione umana basata su conoscenza e informazione, ovvero dalla tecnologia, procede esponenzialmente (vi viene in mente la "legge" di Moore? bene, si tratta solo di uno tra centinaia di indici con lo stesso trend, se non piu' veloce). Dunque l'accelerazione e' in atto da tempo e sara' sempre piu' evidente e onnipresente, e secondo Kurzweil ci portera' dritti a fonderci con le nostre stesse creature, le quali a loro volta saranno il frutto sinergico di genetica, nanotecnologia e robotica (intelligenza artificiale forte) (GNR, in breve). Sara' improprio e inaccurato, ovvero pregiudiziale, chiamare queste creature ancora artificiali, perche' saranno a tutti gli effetti (se correttamente o auspicabilmente formate) espressioni dirette ed informate della nostra civilta', dei nostri valori e delle nostre idee. Insomma, saranno, almeno all'inizio, umane sotto nuove spoglie. A quel punto la distinzione addirittura potrebbe essere addirittura marginale o senza senso, per cui la fusione sara' facile ed indolore. Ma non si trattera' ovviamente di un processo istantaneo. Kurzweil pronostica le tappe dello sviluppo, ipotizzando realta' virtuale onnipresente, nanorobot nel sangue per curarci, corpo umano 2.0 e 3.0 con durata di vita arbitraria, upload delle personalita' e condivisione istantanea delle informazioni cosi' come gia' possibile tra macchine, fino ad arrivare a una civilta' intelligente totalmente penetrata, immedesimata e unificata con la materia tanto da riempire l'intero universo di intelligenza. Non sara' difficile ai nostalgici vedere in questa progressione vertiginosa una trascendenza che portera' noi stessi a diventare simili a quello che si chiama "dio". Cio' che rende interessante e coinvolgente il libro, e a differenziarlo da un semplice pezzo di fantascienza, e' la sua aderenza alla (cono)scienza attuale (ma questo e' ovviamente anche in grosso difetto, anche se inevitabile, perche' non tiene conto di futuribili scoperte e invenzioni fondamentali quanto l'elettromagnetismo), ai vincoli del reale (ma non del plausibile, ovviamente: anzi, l'intero libro e' un esercizio di espansione della percezione notevole). Kurzweil e' bravo a non scadere (almeno non sempre, o non volontariamente per quanto possibile) nel delirio di onnipotenza o in farneticazioni sconclusionate degli invasati dall'ottimismo tecnologico (della serie: "nel 100000 l'uomo si sara' evoluto ed avra' fatto tutto", come sinstetizzano con geniale ironia gli EelST in "Caro 2000"). A riprova, il libro dedica un intero capitolo ai pericoli intrinsecamente connessi ad un cattivo o deviato uso delle stesse tecnologie che permetteranno di raggiungere la Singolarita' - che non faranno altro che amplificare a dismisura i pericolo intrinseci in ogni impresa e conseguente conoscenza scientifica. Kurzweil conviene con il Foresight Institute, fondato da Eric Drexler (il supposto "fondatore" della nanotecnologia), sulla necessita' di imporre l'abbandono di alcuni filoni di ricerca o di alcune applicazioni di queste tecnologie (per esempio i nanorobot intelligenti auto-replicanti, che potrebbero annichilare l'intera biomassa del pianeta in 90 minuti). E il capitolo finale dedicato alle risposte ai critici affronta anche molti argomenti filosofici e generali, smascherando dietro a molte delle obiezioni o negazioni della Singolarita' della semplice ignoranza, antropocentrismo, fondamentalismo umanista. Spicca soprattutto la ridicolizzazione dell'argomento della "stanza cinese" di John Searle contro le pretese della intelligenza artificiale forte.
In conclusione, un tomo ardito, spregiudicato, provocatorio e presuntuoso, ma ragionato e assai interessante se non altro per le miriadi di spunti di riflessione e relativizzazione che effonde da ogni pagina, la quantita' di informazione che propone e su cui si basa e la vastita' degli orizzonti e delle prospettive che affronta. Un libro letteralmente per super-uomini.
Un libretto agile e gustoso che aiuta ad adottare ove utile un punto di vista economico su molti aspetti della realtà che ci circonda. E non si tratta di cinismo, ma di considerazioni pervasive, ragionevoli e spesso controintuitive e sorprendenti. Lo stile di Harford è tipicamente british, rapido, s
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Un libretto agile e gustoso che aiuta ad adottare ove utile un punto di vista economico su molti aspetti della realtà che ci circonda. E non si tratta di cinismo, ma di considerazioni pervasive, ragionevoli e spesso controintuitive e sorprendenti. Lo stile di Harford è tipicamente british, rapido, sapido e simpatico, ma sempre chiaro e preciso. Di rilievo i capitoli sul potere della scarsità, sul mercato ideale come riferimento per quello reale, sul perchè i paesi poveri sono poveri, sul libero commercio. L'ultimo capitolo, che descrive i prodigiosi progressi della Cina, è la sintesi dei consigli disseminati nel libro: l'importanza degli incentivi e dell'informazione, l'apertura del mercato, la capacità di cambiare e adeguarsi alle informazioni di mercato.
Diario notturno
Sconcerta pensare come gli scritti racchiusi in questo volumetto risalgano a oltre 50 anni fa. Sono incisioni e acqueforti che il tempo non ha scalfito se non per levigarle e aumentarne il contrasto. Appunti, ritratti, spaccati di vita, fatterelli, aforismi, racconti brevissimi e brevi, invenzioni, ... (continue)
Sconcerta pensare come gli scritti racchiusi in questo volumetto risalgano a oltre 50 anni fa. Sono incisioni e acqueforti che il tempo non ha scalfito se non per levigarle e aumentarne il contrasto. Appunti, ritratti, spaccati di vita, fatterelli, aforismi, racconti brevissimi e brevi, invenzioni, opinioni, variazioni su tema: c'e' satira sottile ed educata sotto tutte queste diverse affermazioni del pensiero di Flaiano. Tutto tenuto insieme da una prosa posata, rapida e sapida, diligente e distaccata, ma non meno meditata e vissuta. C'e' anche uno scetticismo e un pessimismo latente che da mordente e direzione ai testi. E non mancano, ancora piu' incredibilmente, dei pezzi profetici nel senso letterale del termine.
Una lettura imprescindibile, un canone della satira fondamentale.
The Road
Un uomo e un bambino, soli su una strada infinita. Circondati dalle ceneri di una civiltà distrutta da una catastrofe globale. Stenti, sacrifici, paura, privazioni, morte. Unico scopo: andare avanti, come Prometeo che porta il fuoco - avanti, avanti ma non si sa dove e perchè. Nè si sa altro: nessun ... (continue)
Un uomo e un bambino, soli su una strada infinita. Circondati dalle ceneri di una civiltà distrutta da una catastrofe globale. Stenti, sacrifici, paura, privazioni, morte. Unico scopo: andare avanti, come Prometeo che porta il fuoco - avanti, avanti ma non si sa dove e perchè. Nè si sa altro: nessuna informazione sui personaggi, sulla natura dell'apocalisse, sui territori esplorati, sull'epoca storica. Solo tanto nero. Una prosa coerentemente minimalista che nasconde un lavoro di rifinitura e asciugatura ragguardevole - uso estenuante della paratassi, scarnificazione della punteggiatura, abolizione di ogni ridondanza; nessuna prolessi nè flashback.
Un ritratto nichilista della bestia umana ridotta ai suoi istinti di sopravvivenza più basilari - duro ma vero, crudo ma fedele e addirittura accorato. Ma senza sconti a nessuno.
The Muse in the Machine
Concentrarsi sull'aspetto analitico ma distaccato, penetrante ma non empatico del pensiero umano potrebbe essere assai riduttivo. Secondo Gelernter, questo sarebbe soltanto un estremo del continuum di possibilità, di stati di pensiero, cui la mente umana ha accesso. E che tutti in realtà sperimentia ... (continue)
Concentrarsi sull'aspetto analitico ma distaccato, penetrante ma non empatico del pensiero umano potrebbe essere assai riduttivo. Secondo Gelernter, questo sarebbe soltanto un estremo del continuum di possibilità, di stati di pensiero, cui la mente umana ha accesso. E che tutti in realtà sperimentiamo quotidianamente. L'estremo opposto è quello del pensiero non focalizzato, fatto di ricordi concreti e non astratti, di sentimenti ed emozioni completi.
L'osservazione chiave è che le emozioni intervengono nella larga parte dello "spettro" (focus) della mente, mentre sono completamente ignorate dal modello ortodosso della mente e conseguentemente dai tentativi di riproduzione artificiale dell'intelligenza. Da qui l'idea di Gelernter, anch'egli impegnato in AI, che la disciplina vada rifondata su nuove basi perchè raggiunga veramente il suo scopo.
Mentre nel pensiero analitico la connessione delle idee e dei pensieri avviene attraverso la logica, nel pensiero onirico (che contraddistingue ugualmente epoche remote della civiltà umana, lo stato onirico quotidiano e la mente dei bambini) il legame è emozionale (affect linking). E' il tema sotterraneo del responso emotivo comune che lega la successione di pensieri nello stato non focalizzato - ciò che da origine a collegamenti logicamente insensati e incomprensibili, ma per questo alternativi, nuovi, sorprendenti, cioè creativi.
E per avere emozioni serve il corpo - così come uno strumento musicale ha bisogno della cassa di risonanza per suonare. Da qui la critica al concetto di mente astratto dal substrato corporeo umano. E la critica alla validità del tanto acclamato ma inconsistente Test di Turing per valutare la presunta "intelligenza" degli automi, nonchè dei più mondani IQ test che valutano soltanto le potenzialità analitiche del pensiero e non quelle emozionali. E il primo tentativo di programmare un computer con "acuità emozionale".
L'idea di spettro mentale - che viene solo suggerita e intuitivamente giustificata con esempi, ma non esattamente dimostrata - è molto potente e chiarificatrice. Nel suo abbracciare in un sol colpo tanti fenomeni altrimenti scollegati e irriconoscibili somiglia molto alla unifiazione ed estensione di prospettive fornita dalla logica fuzzy.
Quando si dice che puoi fidarti dei consigli bibliografici di un artista...
The Singularity is Near
Gli umani trascenderanno i loro limiti biologici? Secondo Raymond Kurzweil la risposta e' si. Inevitabilmente.continue)
Ray e' un ex bambino prodigio, inventore e imprenditore di successo. Da tempo, ovvero fin da tempi non sospetti, sostiene il filone di pensiero esposto estensivamente nel libro (sorta ... (
Gli umani trascenderanno i loro limiti biologici? Secondo Raymond Kurzweil la risposta e' si. Inevitabilmente.
Ray e' un ex bambino prodigio, inventore e imprenditore di successo. Da tempo, ovvero fin da tempi non sospetti, sostiene il filone di pensiero esposto estensivamente nel libro (sorta di seguito dei precedenti "Age of intelligent machines" and "Age of spiritual machines"). La sua visione del futuro si sintetizza nel predire (attorno al 2045) il raggiungimento della Singolarita', cosa che lo rende uno dei pensatori piu' apprezzati del movimento trans-umanista.
Con la singolarita', l'intelligenza artificiale superera' quella biologica, o umana per gli antropocentrici. Da quel momento la vita non sara' piu' la stessa (ammesso che ancora lo sia nel cammino che ci porta alla Singolarita' stessa).
Il libro cerca di sostenere questa tesi. E lo fa in maniera quantomeno esaustiva, se non convincente. Innanzitutto, un apparato bibliografico e di approfondimento gigantesco, con citazioni e riferimenti aggiornati (al 2005, per lo meno) su tutti i campi dello scibile affrontati (e si puo' immaginare che un accadimento del genere li interessera' proprio tutti). Una struttura del libro logica e consequenziale, ricca di riferimenti intertestuali e multimediali (il sito associato, Kurzweil.net, e' un aggiornamento e approfondimento quotidiano del libro, ed e' spettacolare per molti altri motivi). Un incedere piuttosto sistematico, aperto alle critiche ma convinto delle posizioni prese. Il tutto con in sottofondo un ottimismo pervasivo, che tuttavia risulta angosciante se non terrificante per gli antropocentrici e i fondamentalisti (ammetto che sono vizi di cui e' difficile liberarsi; ma non e' impossibile, e forse prima o poi bisognera' farlo definitivamente).
La prospettiva tracciata parte dalla constatazione quantitativa e massiccia che l'evoluzione di ogni espressione umana basata su conoscenza e informazione, ovvero dalla tecnologia, procede esponenzialmente (vi viene in mente la "legge" di Moore? bene, si tratta solo di uno tra centinaia di indici con lo stesso trend, se non piu' veloce). Dunque l'accelerazione e' in atto da tempo e sara' sempre piu' evidente e onnipresente, e secondo Kurzweil ci portera' dritti a fonderci con le nostre stesse creature, le quali a loro volta saranno il frutto sinergico di genetica, nanotecnologia e robotica (intelligenza artificiale forte) (GNR, in breve). Sara' improprio e inaccurato, ovvero pregiudiziale, chiamare queste creature ancora artificiali, perche' saranno a tutti gli effetti (se correttamente o auspicabilmente formate) espressioni dirette ed informate della nostra civilta', dei nostri valori e delle nostre idee. Insomma, saranno, almeno all'inizio, umane sotto nuove spoglie. A quel punto la distinzione addirittura potrebbe essere addirittura marginale o senza senso, per cui la fusione sara' facile ed indolore.
Ma non si trattera' ovviamente di un processo istantaneo. Kurzweil pronostica le tappe dello sviluppo, ipotizzando realta' virtuale onnipresente, nanorobot nel sangue per curarci, corpo umano 2.0 e 3.0 con durata di vita arbitraria, upload delle personalita' e condivisione istantanea delle informazioni cosi' come gia' possibile tra macchine, fino ad arrivare a una civilta' intelligente totalmente penetrata, immedesimata e unificata con la materia tanto da riempire l'intero universo di intelligenza. Non sara' difficile ai nostalgici vedere in questa progressione vertiginosa una trascendenza che portera' noi stessi a diventare simili a quello che si chiama "dio".
Cio' che rende interessante e coinvolgente il libro, e a differenziarlo da un semplice pezzo di fantascienza, e' la sua aderenza alla (cono)scienza attuale (ma questo e' ovviamente anche in grosso difetto, anche se inevitabile, perche' non tiene conto di futuribili scoperte e invenzioni fondamentali quanto l'elettromagnetismo), ai vincoli del reale (ma non del plausibile, ovviamente: anzi, l'intero libro e' un esercizio di espansione della percezione notevole). Kurzweil e' bravo a non scadere (almeno non sempre, o non volontariamente per quanto possibile) nel delirio di onnipotenza o in farneticazioni sconclusionate degli invasati dall'ottimismo tecnologico (della serie: "nel 100000 l'uomo si sara' evoluto ed avra' fatto tutto", come sinstetizzano con geniale ironia gli EelST in "Caro 2000"). A riprova, il libro dedica un intero capitolo ai pericoli intrinsecamente connessi ad un cattivo o deviato uso delle stesse tecnologie che permetteranno di raggiungere la Singolarita' - che non faranno altro che amplificare a dismisura i pericolo intrinseci in ogni impresa e conseguente conoscenza scientifica. Kurzweil conviene con il Foresight Institute, fondato da Eric Drexler (il supposto "fondatore" della nanotecnologia), sulla necessita' di imporre l'abbandono di alcuni filoni di ricerca o di alcune applicazioni di queste tecnologie (per esempio i nanorobot intelligenti auto-replicanti, che potrebbero annichilare l'intera biomassa del pianeta in 90 minuti).
E il capitolo finale dedicato alle risposte ai critici affronta anche molti argomenti filosofici e generali, smascherando dietro a molte delle obiezioni o negazioni della Singolarita' della semplice ignoranza, antropocentrismo, fondamentalismo umanista. Spicca soprattutto la ridicolizzazione dell'argomento della "stanza cinese" di John Searle contro le pretese della intelligenza artificiale forte.
In conclusione, un tomo ardito, spregiudicato, provocatorio e presuntuoso, ma ragionato e assai interessante se non altro per le miriadi di spunti di riflessione e relativizzazione che effonde da ogni pagina, la quantita' di informazione che propone e su cui si basa e la vastita' degli orizzonti e delle prospettive che affronta.
Un libro letteralmente per super-uomini.
The Undercover Economist
Un libretto agile e gustoso che aiuta ad adottare ove utile un punto di vista economico su molti aspetti della realtà che ci circonda. E non si tratta di cinismo, ma di considerazioni pervasive, ragionevoli e spesso controintuitive e sorprendenti. Lo stile di Harford è tipicamente british, rapido, s ... (continue)
Un libretto agile e gustoso che aiuta ad adottare ove utile un punto di vista economico su molti aspetti della realtà che ci circonda. E non si tratta di cinismo, ma di considerazioni pervasive, ragionevoli e spesso controintuitive e sorprendenti. Lo stile di Harford è tipicamente british, rapido, sapido e simpatico, ma sempre chiaro e preciso. Di rilievo i capitoli sul potere della scarsità, sul mercato ideale come riferimento per quello reale, sul perchè i paesi poveri sono poveri, sul libero commercio. L'ultimo capitolo, che descrive i prodigiosi progressi della Cina, è la sintesi dei consigli disseminati nel libro: l'importanza degli incentivi e dell'informazione, l'apertura del mercato, la capacità di cambiare e adeguarsi alle informazioni di mercato.