Non mi ha entusiasmato più di tanto, l'unico tratto caratteristico è la figura di Gudrun e le varie lotte d'amore per lei tra Kjartan e Bolli. Forse il mio giudizio è stato influenzato da alcune scelte di traduzione non condivisibili (per es. tradurre in islandese moderno i nomi propri norreni..).
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Non mi ha entusiasmato più di tanto, l'unico tratto caratteristico è la figura di Gudrun e le varie lotte d'amore per lei tra Kjartan e Bolli. Forse il mio giudizio è stato influenzato da alcune scelte di traduzione non condivisibili (per es. tradurre in islandese moderno i nomi propri norreni..). Ne attendo una traduzione più filologica
Diviso per personaggi soprannaturali del folklore norvegese, a volte perde un po' il filo della narrazione e non si capisce bene dove voglia andare a parare, la scrittura è molto rigida, inoltre per gli esempi non riporta mai la bibliografia ma dice solamente "a Mandal è successo questo, a Sogn ques
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Diviso per personaggi soprannaturali del folklore norvegese, a volte perde un po' il filo della narrazione e non si capisce bene dove voglia andare a parare, la scrittura è molto rigida, inoltre per gli esempi non riporta mai la bibliografia ma dice solamente "a Mandal è successo questo, a Sogn quest'altro" citando le leggende ma non la fonte. Alcuni spunti buoni ci sono ma resta confuso e legato a un nynorsk ancora instabile
Il primo volume di questa nuova e importante collana di studi e traduzioni di opere della letteratura scandinava (sia moderne che medievali) è incentrato sulle kenningar delle Friðþjófsrímur, composizione poetica del XIV sec. Il libro in sé è un aggiornamento della tesi di dottorato dell'autrice e q
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Il primo volume di questa nuova e importante collana di studi e traduzioni di opere della letteratura scandinava (sia moderne che medievali) è incentrato sulle kenningar delle Friðþjófsrímur, composizione poetica del XIV sec. Il libro in sé è un aggiornamento della tesi di dottorato dell'autrice e quindi molto specifico. Il primo capitolo traccia un po' la storia delle rímur, genere poetico medievale che si forma nell'Islanda cristiana e che muove i suoi passi dai più ben noti componimenti scaldici. Il secondo capitolo disamina i rapporti delle Friðþjófsrímur con la Friðþjófssaga (e i suoi manoscritti), con le due edizioni (F. Jonsson e L. Larsson) del componimento, le varie divergenze e gli emendamenti dei due editori. Il terzo capitolo affronta brevemente il tema delle kenningar riportando le varie voci critiche che si sono espresse fino ad oggi. Il quarto e più lungo capitolo (di cui il quinto è un corollario) riporta tutte le kenningar delle Friðþjófsrímur spiegate, tradotte, e collegate col contesto dell'opera. Da questa analisi l'autrice ritiene che le varie kenningar non erano inserite solo per un gusto retorico ma avevano un loro peso nell'economia del racconto (sebbene poco spazio era lasciato all'inventiva in un contesto di forme cristallizzate), e solo in pochi casi, dove il rispetto del metro lo richiedeva, l'anonimo autore inseriva forme apparentemente solo ornamentali e scollegate dalla narrazione. Peccato per i tantissimi refusi (quasi uno ogni due\tre pagine!) ed errori di formattazione del testo.
Come annunciato dalla quarta di copertina questo libricino propone una nuova traduzione di due carmi norreni, il Grottasöngr (Canto di Grotti) e il Darraðarljórð (Carme di Dörruðr o della lancia). Entrambi i carmi vengono tradotti e spiegati strofa per strofa filologicamente dal Meli, spesso (nel ca
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Come annunciato dalla quarta di copertina questo libricino propone una nuova traduzione di due carmi norreni, il Grottasöngr (Canto di Grotti) e il Darraðarljórð (Carme di Dörruðr o della lancia). Entrambi i carmi vengono tradotti e spiegati strofa per strofa filologicamente dal Meli, spesso (nel caso del primo carme) confutando e criticando le due recenti edizioni e traduzioni di Tolley 2008 e Dronke 2011; la critica del Meli, a mio parere, è più verso il "furor emendandi" di questi filologici che nelle posizioni assunte. Ho trovato interessanti, seppur brevi, i riferimenti iniziali all'Odissea omerica, mentre ho trovato poco consistenti i rimandi cosmologici-zodiacali e archeologici. Il raffronto col saggio di De Santilliana di nuovo soffre di una brevità che rasenta la citazione, ottimo invece il paragone con le fonti delle saghe per la battaglia di Clontarf. Confrontando il Darraðarljórð con la traduzione della Koch in Gli Scaldi si nota che entrambe le traduzioni sono valide e la Koch opta in alcuni luoghi per altre soluzioni.
La civiltà dei Germani e dei Vichinghi
Panoramica sulla civiltà dei Germani continentali e dei Vichinghi dalle traversate ad Oriente fino alle incursioni nell'Europa romanza
Laxdæla saga
Non mi ha entusiasmato più di tanto, l'unico tratto caratteristico è la figura di Gudrun e le varie lotte d'amore per lei tra Kjartan e Bolli. Forse il mio giudizio è stato influenzato da alcune scelte di traduzione non condivisibili (per es. tradurre in islandese moderno i nomi propri norreni..). ... (continue)
Non mi ha entusiasmato più di tanto, l'unico tratto caratteristico è la figura di Gudrun e le varie lotte d'amore per lei tra Kjartan e Bolli. Forse il mio giudizio è stato influenzato da alcune scelte di traduzione non condivisibili (per es. tradurre in islandese moderno i nomi propri norreni..). Ne attendo una traduzione più filologica
Trollmakter og godvette
Diviso per personaggi soprannaturali del folklore norvegese, a volte perde un po' il filo della narrazione e non si capisce bene dove voglia andare a parare, la scrittura è molto rigida, inoltre per gli esempi non riporta mai la bibliografia ma dice solamente "a Mandal è successo questo, a Sogn ques ... (continue)
Diviso per personaggi soprannaturali del folklore norvegese, a volte perde un po' il filo della narrazione e non si capisce bene dove voglia andare a parare, la scrittura è molto rigida, inoltre per gli esempi non riporta mai la bibliografia ma dice solamente "a Mandal è successo questo, a Sogn quest'altro" citando le leggende ma non la fonte. Alcuni spunti buoni ci sono ma resta confuso e legato a un nynorsk ancora instabile
Kenningar nelle Friðþjófsrímur islandesi
Il primo volume di questa nuova e importante collana di studi e traduzioni di opere della letteratura scandinava (sia moderne che medievali) è incentrato sulle kenningar delle Friðþjófsrímur, composizione poetica del XIV sec. Il libro in sé è un aggiornamento della tesi di dottorato dell'autrice e q ... (continue)
Il primo volume di questa nuova e importante collana di studi e traduzioni di opere della letteratura scandinava (sia moderne che medievali) è incentrato sulle kenningar delle Friðþjófsrímur, composizione poetica del XIV sec. Il libro in sé è un aggiornamento della tesi di dottorato dell'autrice e quindi molto specifico. Il primo capitolo traccia un po' la storia delle rímur, genere poetico medievale che si forma nell'Islanda cristiana e che muove i suoi passi dai più ben noti componimenti scaldici. Il secondo capitolo disamina i rapporti delle Friðþjófsrímur con la Friðþjófssaga (e i suoi manoscritti), con le due edizioni (F. Jonsson e L. Larsson) del componimento, le varie divergenze e gli emendamenti dei due editori. Il terzo capitolo affronta brevemente il tema delle kenningar riportando le varie voci critiche che si sono espresse fino ad oggi. Il quarto e più lungo capitolo (di cui il quinto è un corollario) riporta tutte le kenningar delle Friðþjófsrímur spiegate, tradotte, e collegate col contesto dell'opera. Da questa analisi l'autrice ritiene che le varie kenningar non erano inserite solo per un gusto retorico ma avevano un loro peso nell'economia del racconto (sebbene poco spazio era lasciato all'inventiva in un contesto di forme cristallizzate), e solo in pochi casi, dove il rispetto del metro lo richiedeva, l'anonimo autore inseriva forme apparentemente solo ornamentali e scollegate dalla narrazione.
Peccato per i tantissimi refusi (quasi uno ogni due\tre pagine!) ed errori di formattazione del testo.
La macina e il telaio
Come annunciato dalla quarta di copertina questo libricino propone una nuova traduzione di due carmi norreni, il Grottasöngr (Canto di Grotti) e il Darraðarljórð (Carme di Dörruðr o della lancia). Entrambi i carmi vengono tradotti e spiegati strofa per strofa filologicamente dal Meli, spesso (nel ca ... (continue)
Come annunciato dalla quarta di copertina questo libricino propone una nuova traduzione di due carmi norreni, il Grottasöngr (Canto di Grotti) e il Darraðarljórð (Carme di Dörruðr o della lancia). Entrambi i carmi vengono tradotti e spiegati strofa per strofa filologicamente dal Meli, spesso (nel caso del primo carme) confutando e criticando le due recenti edizioni e traduzioni di Tolley 2008 e Dronke 2011; la critica del Meli, a mio parere, è più verso il "furor emendandi" di questi filologici che nelle posizioni assunte. Ho trovato interessanti, seppur brevi, i riferimenti iniziali all'Odissea omerica, mentre ho trovato poco consistenti i rimandi cosmologici-zodiacali e archeologici. Il raffronto col saggio di De Santilliana di nuovo soffre di una brevità che rasenta la citazione, ottimo invece il paragone con le fonti delle saghe per la battaglia di Clontarf. Confrontando il Darraðarljórð con la traduzione della Koch in Gli Scaldi si nota che entrambe le traduzioni sono valide e la Koch opta in alcuni luoghi per altre soluzioni.