Di Mario Soldati conoscevo, fin da ragazzo, la figura di giornalista, regista cinematografico, autore e personaggio televisivo. Poco e nulla sapevo della sua identità di romanziere, fuorché due titoli che mi suonavano e mi incuriosivano, per bellezza e magia ("America primo amore", "Le lettere da Ca
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Di Mario Soldati conoscevo, fin da ragazzo, la figura di giornalista, regista cinematografico, autore e personaggio televisivo. Poco e nulla sapevo della sua identità di romanziere, fuorché due titoli che mi suonavano e mi incuriosivano, per bellezza e magia ("America primo amore", "Le lettere da Capri"). Il romanziere l'ho scoperto incappando nelle belle copertine Oscar. E così sono entrato, sorprendendomi e compiacendomi (lo confesso: mi è sempre stato simpatico, anche per le imitazioni che ne faceva Tognazzi), ne "Le due città" e ne "L'incendio". Di qui al Meridiano il passo è stato breve. E mi sono trovato con "Le lettere da Capri". L'ho divorato e per i primi tre quarti mi sono trovato a collocarlo, senza alcun dubbio, tra i miei preferiti. Forse scade un po' nel finale. Ma va tenuto presente che è opera di più di mezzo secolo fa. Magari ce ne fossero! Adesso mi piacerebbe vedere (e rivedere) le sue regie cinematografiche, ma purtroppo i riversamenti in dvd si fanno ancora attendere. Mi consolo con il resto del Meridiano, con il parallelo tra prima e ultima opera (su America come primo amore e come 'sposa') e con la rilettura di certi suoi pezzulli d'ambientazione cinematografica, modesti e sfrontati allo stesso tempo, quelli raccolti in "Cimematografo", di Sellerio. E' inutile che ci giri attorno: Soldati mi piace perché è limpido e arruffone, devoto e puttaniere, raffinato e kitsch.
Romanzi
Di Mario Soldati conoscevo, fin da ragazzo, la figura di giornalista, regista cinematografico, autore e personaggio televisivo. Poco e nulla sapevo della sua identità di romanziere, fuorché due titoli che mi suonavano e mi incuriosivano, per bellezza e magia ("America primo amore", "Le lettere da Ca ... (continue)
Di Mario Soldati conoscevo, fin da ragazzo, la figura di giornalista, regista cinematografico, autore e personaggio televisivo. Poco e nulla sapevo della sua identità di romanziere, fuorché due titoli che mi suonavano e mi incuriosivano, per bellezza e magia ("America primo amore", "Le lettere da Capri"). Il romanziere l'ho scoperto incappando nelle belle copertine Oscar. E così sono entrato, sorprendendomi e compiacendomi (lo confesso: mi è sempre stato simpatico, anche per le imitazioni che ne faceva Tognazzi), ne "Le due città" e ne "L'incendio". Di qui al Meridiano il passo è stato breve. E mi sono trovato con "Le lettere da Capri". L'ho divorato e per i primi tre quarti mi sono trovato a collocarlo, senza alcun dubbio, tra i miei preferiti. Forse scade un po' nel finale. Ma va tenuto presente che è opera di più di mezzo secolo fa. Magari ce ne fossero! Adesso mi piacerebbe vedere (e rivedere) le sue regie cinematografiche, ma purtroppo i riversamenti in dvd si fanno ancora attendere. Mi consolo con il resto del Meridiano, con il parallelo tra prima e ultima opera (su America come primo amore e come 'sposa') e con la rilettura di certi suoi pezzulli d'ambientazione cinematografica, modesti e sfrontati allo stesso tempo, quelli raccolti in "Cimematografo", di Sellerio. E' inutile che ci giri attorno: Soldati mi piace perché è limpido e arruffone, devoto e puttaniere, raffinato e kitsch.