- Salve, sono Matt Madden e questo è Esercizi di stile. Ho preso un breve episodio quotidiano e sto cercando di inventare il maggior numero di variazioni... attinfo alle molte possibilità formali, stilistiche e narrative del fumetto... - Che ora è? -E' l'1.15. - Grazie! - ..
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- Salve, sono Matt Madden e questo è Esercizi di stile. Ho preso un breve episodio quotidiano e sto cercando di inventare il maggior numero di variazioni... attinfo alle molte possibilità formali, stilistiche e narrative del fumetto... - Che ora è? -E' l'1.15. - Grazie! - ... In modo da suggerire il potenziale quasi illimitato del mezzo. Spero che vi ispirerà a guardare sempre oltre la facciata apparentemente semplice del fumetto e... uhm... Ma che diavolo stavo dicendo?
Un uomo si alza dal suo tavolo di lavoro dirigendosi verso il frigorifero. Una voce interrompe il suo percorso e arrivato a destinazione si chiede cosa diavolo stesse cercando. Niente di più semplice... Ma quanti modi ci sono per raccontare una storia del genere? Matt Madden ne ha trovati 99, dimostrando così l'ampio spettro di possibilità disponibili a tutti i narratori, qualunque sia il mezzo di espressione prescelto, e conducendo il lettore attraverso un illuminante viaggio, a volte divertende e sorprendente, nel mondo della storia.
Il libro di ispira a Raymond Queneau e al suo "Esercizi di Stile", tradotto in Italia da Umberto Eco, in cui lo scrittore sperimenta 99 variazioni linguistiche su uno stesso tema giocando con la parola e la tradizione letteraria.
Madden rinarra quindi la prima tavola (Il modello) per 99 volte, ogni volta con uno stile fumettistico diverso, cambiando il numero di vignette, il punto di vista delle tavole, lo stile del tratto o del colore, il genere, decontestualizzando i personaggi, cambiandoli, facendo delle parodie visive e verbali, spostando gli elementi che fondano il racconto. Un libro per far capire il fumetto come mezzo di comunicazione.
Gli adulti se ne vergognano... I cavalli la ignorano... Ai cani piace annusarla... E i neonati la fanno nei pannolini... Cacca, pupù, quella grossa, la numero due, il bisognone.. comunque tu la chiami, sempre cacca è!
Il libro, scritto dallo zoologo Nicola Davies e illustra
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Gli adulti se ne vergognano... I cavalli la ignorano... Ai cani piace annusarla... E i neonati la fanno nei pannolini... Cacca, pupù, quella grossa, la numero due, il bisognone.. comunque tu la chiami, sempre cacca è!
Il libro, scritto dallo zoologo Nicola Davies e illustrato con tratto umoristico da Neal Layton, è un vero e proprio manuale dedicato alla cacca: dove gli escrementi sono raccontati dal punto di vista zoologico, biologico e archeologico. Si parte da una carrellata sui diversi tipi di cacca... dimmi cosa mangi e ti dirò come la fai e... viceversa! Poi a cosa serve e come è fatta, dimensioni, consistenza, colore, tutti elementi che denunciano diverse abitudini alimentari e digestive. Ma non solo, la cacca è un messaggio. Ci dice molte cose sulle abitudini di vita di chi la fa, sui problemi di territorio, di come metter su famiglia, di amicizie e rivalità. La cacca è tanta, ma viene sempre riciclata, riutilizzata. Perché la cacca è utile, anzi indispensabile. Senza cacca non ci sarebbe terra fertile, quindi niente alberi, niente ossigeno, niente cibo... niente vita.
Volete qualche curiosità in anteprima? La più grande: quella della balenottera azzurra. Ovviamente, l'animale più grande del mondo fa la cacca più grande del mondo. 25 cm di larghezza e parecchi metri di lunghezza. La più piccola: quella del pipistrello-farfalla. Questo mammifero pesa meno di 2 grammi e produce degli escrementi non più grandi della capocchia di uno spillo. La più "in alto": quella di una iena africana, chiamata protele. Siccome defeca stando dritta sulle sue quattro lunghissime zampe, riesce a depositare la cacca in più punti sopraelevati, anche a un metro di distanza dal terreno. La più puzzolente: quella dell'orango dopo che ha mangiato un frutto di un albero che si trova in Malesia, il durian. Questo frutto ha un pessimo odore già prima di transitare nell'intestino di un orango, immaginate dopo, quando fuoriesce... La più fantomatica: quella di un insetto che non a caso si chiama effimera o efemera. Questo infatti vive un solo giorno, non mangia e quindi non fa la cacca.
Un libro davvero divertente ed educativo che fa capire che probabilmente la cacca non solo è un fatto naturale, ma è uno strumento di grande utilità per scoprire il mondo che ci circonda e il passato degli uomini e, perché no, per fare ogni tanto una "bella, calda, fragrante" risata!
Si tratta di un magnifico libro pop-up *___*, di quelli che hanno forme tridimensionali pieghevoli che compaiono e scompaiono con l'apertura e la chiusura, per intenderci *___* ...e questo è davvero incantevole, divertente, sorprendente.
A dire il vero il libro nasce con l'intento di avvi
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Si tratta di un magnifico libro pop-up *___*, di quelli che hanno forme tridimensionali pieghevoli che compaiono e scompaiono con l'apertura e la chiusura, per intenderci *___* ...e questo è davvero incantevole, divertente, sorprendente.
A dire il vero il libro nasce con l'intento di avvicinare i piccoli al mondo dei numeri, delle forme e dei colori, ma per la straordinaria ricchezza cartotecnica, per gli inusuali effetti sonori e per l'originalità del testo, diventa assolutamente unico!
Un piccolo punto rosso si nasconde fra le incredibili figure tridimensionali che prendono forma in ogni apertura, dal cubo traboccoso col trucco fino ai nove Nove penzolanti, passando per le ruote cracchianti… che cracchiano davvero. Trovare il punto rosso non sarà facile!
Il classico libro per imparare a contare fino a 10 si trasforma così in uno spettacolare gioco animato che non mancherà di stupire e di divertire grandi e piccini.
L'autore, geniale, è David A. Carter di Salt Lake City che lavora fino al 1980 nel settore della grafica e della pubblicità e decide in quell'anno di trasferirsi a Los Angeles alla ricerca di "notorietà e ricchezza o almeno di un buon lavoro", come si legge nel suo sito popupbooks.com dalla grafica molto divertente. Trova un impiego presso la Waldo Hunt, il nome più importante nella storia contemporanea dei pop up, presso la quale lavorerà per sette anni con artisti e maestri di paper engineering prima di fondare una propria casa editrice.
Dopo le sorprendenti sculture di carta di "Un punto rosso" e "2 Blu", David Carter ritorna con un altro pop-up incredibile e strabiliante. Brevissimo testo in caratteri molto grandi, pagine variamente colorate e figure tridimensionali a colori, in parte animabili tirando le apposite linguette.<
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Dopo le sorprendenti sculture di carta di "Un punto rosso" e "2 Blu", David Carter ritorna con un altro pop-up incredibile e strabiliante. Brevissimo testo in caratteri molto grandi, pagine variamente colorate e figure tridimensionali a colori, in parte animabili tirando le apposite linguette. Grandi e piccoli potranno passare ore e ore a cercare tutti i 600 punti neri presenti nelle pagine, ma ogni apertura nasconde anche inganni e sorprese...
Appena comprato e subito letto... tutto d'un fiato!
'Sto Jodorowky è davvero chi cazzi! Nato in Cile nel 29, è un regista, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore cileno che lavora per teatro, cinema e fumetto. E' stato uno dei principali allievi di Marcel Maceau; ma è stato anche, ne
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Appena comprato e subito letto... tutto d'un fiato!
'Sto Jodorowky è davvero chi cazzi! Nato in Cile nel 29, è un regista, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore cileno che lavora per teatro, cinema e fumetto. E' stato uno dei principali allievi di Marcel Maceau; ma è stato anche, nel suo girovagare, clown, marionettista, campione di karate, musicista pop. Come se non bastasse ha pure celebrato il matrimonio tra la rockstar Marilyn Manson, suo caro amico, e Dita Von Teese, regina del soft-porno fetish.
Ma la notorietà di Jodorowsky è dovuta in larga parte ai film da lui diretti: si ricordano Il paese incantato, El Topo, La montagna sacra e Santa sangre... film surreali e magici... E proprio nella ricerca del surrealismo si fonda la sua idea di "psicomagia", una forma d'arte ispirata alle gesta di guaritori e santoni che ha come ragion d'essere la guarigione di chi la accoglie.
Per quanto riguarda l'attività letteraria ha pubblicato diversi libri rispettando sempre la poliedricità che lo caratterizza. Ha sempre saputo adattare le proprie trame alla personalità del disegnatore con cui collabora, vedi Incal con Moebius, la Casta dei Meta-Baroni con Gimenez e Bouncer con Boucq. La pazza del sacro cuore, invece, è un racconto nato senza disegnatore, un racconto che pone l'autore stesso, nella figura di Alain Mangel, filosofo razionalista alla Sorbona, come protagonista. Un protagonista sicuramente involontario, un santone-intellettualoide che vede cadere tutte le sue convinzioni e le sue pose, catapultato in situazioni che non accetta ma che subisce, afflitto da mali umilianti (e smaccatamente comici) e che deve fare i conti, oltre che con i suoi fanatici compagni di avventure (che scoprirà essere meno assurdamente creduloni di quanto creda), con il suo doppio, una creazione della sua mente che cerca di salvarlo dalla sua castrazione dei sensi, di risvegliare il lato animale in lui, il lato egoista, il lato che vuole godersi la bella vita. Sballottato tra derive mistiche, sentieri iniziatici, visioni, rincorso dalla polizia e dai narcotrafficanti, costretto a riparare tra i guerriglieri sudamericani, quello di Mengel è un percorso impervio, bizzarro e pieno di ribaltamenti di scena, ma che lo porterà a rinascere, a riunire il suo io scisso in due e a trovare infine un equilibrio, se non perfetto comunque degno di esser vissuto.
Alain Mengel è l'alter ego narrativo di Alejandro Jodorowski. E molti sono gli spunti autobiografici: la guaritrice messicana, il fatto di rispettare l’etichetta del proprio nome, il rifiuto della materia, l’ossessione della ragione.
Ma non vogliamo parlare dei disegni?? Il tratto di Moebius è, nella monocromia del B/N, al contempo pulito e dettagliato. Solo nell'ultima parte della storia la linea diventa più rapida e leggera, le vignette si fanno piccole e la gabbia della pagina passa da tre a quattro se non cinque strisce: molto probabilmente per accelerare i tempi di realizzazione.
Ad ogni modo, il duo Jodo-Moeb ci regala una piccola perla di disorientante autoesplorazione e brutale onestà. Senza fantascienza, senza stelle, senza extraterrestri e senza tecnologia. Ma con l'Uomo, la sua carne e il suo spirito, sempre al centro del racconto.
Esercizi di stile
- Salve, sono Matt Madden e questo è Esercizi di stile. Ho preso un breve episodio quotidiano e sto cercandocontinue)
di inventare il maggior numero di variazioni... attinfo alle molte possibilità formali, stilistiche e narrative del fumetto...
- Che ora è?
-E' l'1.15.
- Grazie!
- .. ... (
- Salve, sono Matt Madden e questo è Esercizi di stile. Ho preso un breve episodio quotidiano e sto cercando
di inventare il maggior numero di variazioni... attinfo alle molte possibilità formali, stilistiche e narrative del fumetto...
- Che ora è?
-E' l'1.15.
- Grazie!
- ... In modo da suggerire il potenziale quasi illimitato del mezzo. Spero che vi ispirerà a guardare sempre oltre
la facciata apparentemente semplice del fumetto e... uhm... Ma che diavolo stavo dicendo?
Un uomo si alza dal suo tavolo di lavoro dirigendosi verso il frigorifero.
Una voce interrompe il suo percorso e arrivato a destinazione si chiede cosa diavolo stesse cercando.
Niente di più semplice...
Ma quanti modi ci sono per raccontare una storia del genere?
Matt Madden ne ha trovati 99, dimostrando così l'ampio spettro di possibilità disponibili a tutti i narratori, qualunque sia il mezzo di espressione prescelto, e conducendo il lettore attraverso un illuminante viaggio, a volte divertende e sorprendente, nel mondo della storia.
Il libro di ispira a Raymond Queneau e al suo "Esercizi di Stile", tradotto in Italia da Umberto Eco, in cui lo scrittore sperimenta 99 variazioni linguistiche su uno stesso tema giocando con la parola e la tradizione letteraria.
Madden rinarra quindi la prima tavola (Il modello) per 99 volte, ogni volta con uno stile fumettistico diverso, cambiando il numero di vignette, il punto di vista delle tavole, lo stile del tratto o del colore, il genere, decontestualizzando i personaggi, cambiandoli, facendo delle parodie visive e verbali, spostando gli elementi che fondano il racconto.
Un libro per far capire il fumetto come mezzo di comunicazione.
La cacca
Gli adulti se ne vergognano...
I cavalli la ignorano...
Ai cani piace annusarla...
E i neonati la fanno nei pannolini...
Cacca, pupù, quella grossa, la numero due, il bisognone.. comunque tu la chiami, sempre cacca è!
Il libro, scritto dallo zoologo Nicola Davies e illustra ... (continue)
Gli adulti se ne vergognano...
I cavalli la ignorano...
Ai cani piace annusarla...
E i neonati la fanno nei pannolini...
Cacca, pupù, quella grossa, la numero due, il bisognone.. comunque tu la chiami, sempre cacca è!
Il libro, scritto dallo zoologo Nicola Davies e illustrato con tratto umoristico da Neal Layton, è un vero e proprio manuale dedicato alla cacca: dove gli escrementi sono raccontati dal punto di vista zoologico, biologico e archeologico.
Si parte da una carrellata sui diversi tipi di cacca... dimmi cosa mangi e ti dirò come la fai e... viceversa! Poi a cosa serve e come è fatta, dimensioni, consistenza, colore, tutti elementi che denunciano diverse abitudini alimentari e digestive.
Ma non solo, la cacca è un messaggio. Ci dice molte cose sulle abitudini di vita di chi la fa, sui problemi di territorio, di come metter su famiglia, di amicizie e rivalità.
La cacca è tanta, ma viene sempre riciclata, riutilizzata. Perché la cacca è utile, anzi indispensabile. Senza cacca non ci sarebbe terra fertile, quindi niente alberi, niente ossigeno, niente cibo... niente vita.
Volete qualche curiosità in anteprima?
La più grande: quella della balenottera azzurra. Ovviamente, l'animale più grande del mondo fa la cacca più grande del mondo. 25 cm di larghezza e parecchi metri di lunghezza.
La più piccola: quella del pipistrello-farfalla. Questo mammifero pesa meno di 2 grammi e produce degli escrementi non più grandi della capocchia di uno spillo.
La più "in alto": quella di una iena africana, chiamata protele. Siccome defeca stando dritta sulle sue quattro lunghissime zampe, riesce a depositare la cacca in più punti sopraelevati, anche a un metro di distanza dal terreno.
La più puzzolente: quella dell'orango dopo che ha mangiato un frutto di un albero che si trova in Malesia, il durian. Questo frutto ha un pessimo odore già prima di transitare nell'intestino di un orango, immaginate dopo, quando fuoriesce...
La più fantomatica: quella di un insetto che non a caso si chiama effimera o efemera. Questo infatti vive un solo giorno, non mangia e quindi non fa la cacca.
Un libro davvero divertente ed educativo che fa capire che probabilmente la cacca non solo è un fatto naturale, ma è uno strumento di grande utilità per scoprire il mondo che ci circonda e il passato degli uomini e, perché no, per fare ogni tanto una "bella, calda, fragrante" risata!
E un punto rosso
Si tratta di un magnifico libro pop-up *___*, di quelli che hanno forme tridimensionali pieghevoli che compaiono e scompaiono con l'apertura e la chiusura, per intenderci *___*
...e questo è davvero incantevole, divertente, sorprendente.
A dire il vero il libro nasce con l'intento di avvi ... (continue)
Si tratta di un magnifico libro pop-up *___*, di quelli che hanno forme tridimensionali pieghevoli che compaiono e scompaiono con l'apertura e la chiusura, per intenderci *___*
...e questo è davvero incantevole, divertente, sorprendente.
A dire il vero il libro nasce con l'intento di avvicinare i piccoli al mondo dei numeri, delle forme e dei colori, ma per la straordinaria ricchezza cartotecnica, per gli inusuali effetti sonori e per l'originalità del testo, diventa assolutamente unico!
Un piccolo punto rosso si nasconde fra le incredibili figure tridimensionali che prendono forma in ogni apertura, dal cubo traboccoso col trucco fino ai nove Nove penzolanti, passando per le ruote cracchianti… che cracchiano davvero.
Trovare il punto rosso non sarà facile!
Il classico libro per imparare a contare fino a 10 si trasforma così in uno spettacolare gioco animato che non mancherà di stupire e di divertire grandi e piccini.
L'autore, geniale, è David A. Carter di Salt Lake City che lavora fino al 1980 nel settore della grafica e della pubblicità e decide in quell'anno di trasferirsi a Los Angeles alla ricerca di "notorietà e ricchezza o almeno di un buon lavoro", come si legge nel suo sito popupbooks.com dalla grafica molto divertente. Trova un impiego presso la Waldo Hunt, il nome più importante nella storia contemporanea dei pop up, presso la quale lavorerà per sette anni con artisti e maestri di paper engineering prima di fondare una propria casa editrice.
600 Black Spots
Dopo le sorprendenti sculture di carta di "Un punto rosso" e "2 Blu", David Carter ritorna con un altro pop-up incredibile e strabiliante.continue)
Brevissimo testo in caratteri molto grandi, pagine variamente colorate e figure tridimensionali a colori, in parte animabili tirando le apposite linguette.< ... (
Dopo le sorprendenti sculture di carta di "Un punto rosso" e "2 Blu", David Carter ritorna con un altro pop-up incredibile e strabiliante.
Brevissimo testo in caratteri molto grandi, pagine variamente colorate e figure tridimensionali a colori, in parte animabili tirando le apposite linguette.
Grandi e piccoli potranno passare ore e ore a cercare tutti i 600 punti neri presenti nelle pagine, ma ogni apertura nasconde anche inganni e sorprese...
La pazza del sacro cuore
Appena comprato e subito letto... tutto d'un fiato!
'Sto Jodorowky è davvero chi cazzi!continue)
Nato in Cile nel 29, è un regista, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore cileno che lavora per teatro, cinema e fumetto.
E' stato uno dei principali allievi di Marcel Maceau; ma è stato anche, ne ... (
Appena comprato e subito letto... tutto d'un fiato!
'Sto Jodorowky è davvero chi cazzi!
Nato in Cile nel 29, è un regista, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore cileno che lavora per teatro, cinema e fumetto.
E' stato uno dei principali allievi di Marcel Maceau; ma è stato anche, nel suo girovagare, clown, marionettista, campione di karate, musicista pop.
Come se non bastasse ha pure celebrato il matrimonio tra la rockstar Marilyn Manson, suo caro amico, e Dita Von Teese, regina del soft-porno fetish.
Ma la notorietà di Jodorowsky è dovuta in larga parte ai film da lui diretti: si ricordano Il paese incantato, El Topo, La montagna sacra e Santa sangre... film surreali e magici...
E proprio nella ricerca del surrealismo si fonda la sua idea di "psicomagia", una forma d'arte ispirata alle gesta di guaritori e santoni che ha come ragion d'essere la guarigione di chi la accoglie.
Per quanto riguarda l'attività letteraria ha pubblicato diversi libri rispettando sempre la poliedricità che lo caratterizza.
Ha sempre saputo adattare le proprie trame alla personalità del disegnatore con cui collabora, vedi Incal con Moebius, la Casta dei Meta-Baroni con Gimenez e Bouncer con Boucq.
La pazza del sacro cuore, invece, è un racconto nato senza disegnatore, un racconto che pone l'autore stesso, nella figura di Alain Mangel, filosofo razionalista alla Sorbona, come protagonista. Un protagonista sicuramente involontario, un santone-intellettualoide che vede cadere tutte le sue convinzioni e le sue pose, catapultato in situazioni che non accetta ma che subisce, afflitto da mali umilianti (e smaccatamente comici) e che deve fare i conti, oltre che con i suoi fanatici compagni di avventure (che scoprirà essere meno assurdamente creduloni di quanto creda), con il suo doppio, una creazione della sua mente che cerca di salvarlo dalla sua castrazione dei sensi, di risvegliare il lato animale in lui, il lato egoista, il lato che vuole godersi la bella vita. Sballottato tra derive mistiche, sentieri iniziatici, visioni, rincorso dalla polizia e dai narcotrafficanti, costretto a riparare tra i guerriglieri sudamericani, quello di Mengel è un percorso impervio, bizzarro e pieno di ribaltamenti di scena, ma che lo porterà a rinascere, a riunire il suo io scisso in due e a trovare infine un equilibrio, se non perfetto comunque degno di esser vissuto.
Alain Mengel è l'alter ego narrativo di Alejandro Jodorowski.
E molti sono gli spunti autobiografici: la guaritrice messicana, il fatto di rispettare l’etichetta del proprio nome, il rifiuto della materia, l’ossessione della ragione.
Ma non vogliamo parlare dei disegni??
Il tratto di Moebius è, nella monocromia del B/N, al contempo pulito e dettagliato.
Solo nell'ultima parte della storia la linea diventa più rapida e leggera, le vignette si fanno piccole e la gabbia della pagina passa da tre a quattro se non cinque strisce: molto probabilmente per accelerare i tempi di realizzazione.
Ad ogni modo, il duo Jodo-Moeb ci regala una piccola perla di disorientante autoesplorazione e brutale onestà.
Senza fantascienza, senza stelle, senza extraterrestri e senza tecnologia.
Ma con l'Uomo, la sua carne e il suo spirito, sempre al centro del racconto.