Tutti sembrano essere sempre entusiasti di "Gödel, Escher, Bach". Anch'io lo sono stato, perlomeno fino a quando il libro è rimasto a fare bella figura sul mio comodino, Perché quando invece ho iniziato a leggerlo per davvero, un velo di torpore mi ha costantemente insidiato, fino a farmi decidere c
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Tutti sembrano essere sempre entusiasti di "Gödel, Escher, Bach". Anch'io lo sono stato, perlomeno fino a quando il libro è rimasto a fare bella figura sul mio comodino, Perché quando invece ho iniziato a leggerlo per davvero, un velo di torpore mi ha costantemente insidiato, fino a farmi decidere che non faceva per me. Bello, bello, per carità. Ma pesante, un po' come un pranzo gastronomico dove le portate sono troppe e troppo elaborate, e alla fine non si gusta nulla per davvero, se non la fortuna di essere stati invitati a fruire di tanto ben di Dio.
Letto ad alta voce a Giulia (4 anni), un capitolo al giorno, prima di andare a dormire. Beh, ogni tanto più di un capitolo al giorno, perché l'emozione di sapere "cosa succede adesso" era troppo forte. Ero rimasto deluso da una prima lettura solitaria e adulta, ma devo ammettere che in questo format
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Letto ad alta voce a Giulia (4 anni), un capitolo al giorno, prima di andare a dormire. Beh, ogni tanto più di un capitolo al giorno, perché l'emozione di sapere "cosa succede adesso" era troppo forte. Ero rimasto deluso da una prima lettura solitaria e adulta, ma devo ammettere che in questo formato familiare e bambinesco funziona molto bene. Forse è proprio per questo tipo di fruizione che è stato scritto? Proverò con un seguito.
Bof, bof, bof, sono arrivato alla fine quasi solo per dovere. Fastidiosamente banale e stereotipato nelle situazioni, nei personaggi e nell'intreccio prevedibilissimo. Condito da una scrittura prolissa e spesso inutilmente ridondante e didascalica. Bla bla bla. L'assassino è il maggiordomo.
Preso in biblioteca a La Thuile, per soddisfare una curiosità latente da tempo: possibile che quest'uomo abbia scritto dei classici per l'infanzia che apparentemente ogni bambino inglese ha letto, e in Italia prima del film non se ne sia mai sentito parlare? Vedremo, mi sono detto.
Preso in biblioteca a La Thuile, per soddisfare una curiosità latente da tempo: possibile che quest'uomo abbia scritto dei classici per l'infanzia che apparentemente ogni bambino inglese ha letto, e in Italia prima del film non se ne sia mai sentito parlare? Vedremo, mi sono detto.
Ho letto velocemente (la scrittura è semplice, e va giù in fretta) il primo romanzo, "il nipote del mago", una sorta di prologo alle avventure de "la strega, il leone e l'armadio": auch! Noioso e persino raffazzonato, che fatica, non mi ha dato nessuna voglia di continuare. Peccato.
Potrebbe anche darsi che una parte della responsabilità l'abbia la traduzione in italiano, che a tratti sembra farraginosa e approssimata. In teoria il secondo romanzo ha un traduttore diverso: potrebbe valere la pena di proseguire, ma temo che una parte del danno l'abbia fatto il contenuto vero e proprio. Una storia debole, una sequenza di eventi a volte casuale e poco coerente, personaggi delineati con l'accetta.
L'autore sostiene in un saggio alla fine del volume che le storie per bambini, per essere buone devono poter interessare anche gli adulti. Peccato, per adesso è stato proprio il contrario! Magari riprenderò, e magari in inglese per evitare pregiudizi sulla traduzione, ma non adesso: ci sono troppo altri libri interessanti che aspettano!
Gödel, Escher, Bach
Tutti sembrano essere sempre entusiasti di "Gödel, Escher, Bach". Anch'io lo sono stato, perlomeno fino a quando il libro è rimasto a fare bella figura sul mio comodino, Perché quando invece ho iniziato a leggerlo per davvero, un velo di torpore mi ha costantemente insidiato, fino a farmi decidere c ... (continue)
Tutti sembrano essere sempre entusiasti di "Gödel, Escher, Bach". Anch'io lo sono stato, perlomeno fino a quando il libro è rimasto a fare bella figura sul mio comodino, Perché quando invece ho iniziato a leggerlo per davvero, un velo di torpore mi ha costantemente insidiato, fino a farmi decidere che non faceva per me. Bello, bello, per carità. Ma pesante, un po' come un pranzo gastronomico dove le portate sono troppe e troppo elaborate, e alla fine non si gusta nulla per davvero, se non la fortuna di essere stati invitati a fruire di tanto ben di Dio.
The Fountains of Paradise
http://www.borborigmi.org/2011/06/23/le-fontane-del-par…
Il leone, la strega e l'armadio
Letto ad alta voce a Giulia (4 anni), un capitolo al giorno, prima di andare a dormire. Beh, ogni tanto più di un capitolo al giorno, perché l'emozione di sapere "cosa succede adesso" era troppo forte. Ero rimasto deluso da una prima lettura solitaria e adulta, ma devo ammettere che in questo format ... (continue)
Letto ad alta voce a Giulia (4 anni), un capitolo al giorno, prima di andare a dormire. Beh, ogni tanto più di un capitolo al giorno, perché l'emozione di sapere "cosa succede adesso" era troppo forte. Ero rimasto deluso da una prima lettura solitaria e adulta, ma devo ammettere che in questo formato familiare e bambinesco funziona molto bene. Forse è proprio per questo tipo di fruizione che è stato scritto? Proverò con un seguito.
L'ombra del vento
Bof, bof, bof, sono arrivato alla fine quasi solo per dovere. Fastidiosamente banale e stereotipato nelle situazioni, nei personaggi e nell'intreccio prevedibilissimo. Condito da una scrittura prolissa e spesso inutilmente ridondante e didascalica. Bla bla bla. L'assassino è il maggiordomo.
Le cronache di Narnia
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Che delusione... che sia colpa della traduzione?Preso in biblioteca a La Thuile, per soddisfare una curiosità latente da tempo: possibile che quest'uomo abbia scritto dei classici per l'infanzia che apparentemente ogni bambino inglese ha letto, e in Italia prima del film non se ne sia mai sentito parlare? Vedremo, mi sono detto.
Ho letto ve ... (continue)
Preso in biblioteca a La Thuile, per soddisfare una curiosità latente da tempo: possibile che quest'uomo abbia scritto dei classici per l'infanzia che apparentemente ogni bambino inglese ha letto, e in Italia prima del film non se ne sia mai sentito parlare? Vedremo, mi sono detto.
Ho letto velocemente (la scrittura è semplice, e va giù in fretta) il primo romanzo, "il nipote del mago", una sorta di prologo alle avventure de "la strega, il leone e l'armadio": auch! Noioso e persino raffazzonato, che fatica, non mi ha dato nessuna voglia di continuare. Peccato.
Potrebbe anche darsi che una parte della responsabilità l'abbia la traduzione in italiano, che a tratti sembra farraginosa e approssimata. In teoria il secondo romanzo ha un traduttore diverso: potrebbe valere la pena di proseguire, ma temo che una parte del danno l'abbia fatto il contenuto vero e proprio. Una storia debole, una sequenza di eventi a volte casuale e poco coerente, personaggi delineati con l'accetta.
L'autore sostiene in un saggio alla fine del volume che le storie per bambini, per essere buone devono poter interessare anche gli adulti. Peccato, per adesso è stato proprio il contrario! Magari riprenderò, e magari in inglese per evitare pregiudizi sulla traduzione, ma non adesso: ci sono troppo altri libri interessanti che aspettano!