uno dei libri spiritualmente e tecnicamente più ispirati che io abbia mai letto. racconti brevi perfetti, tra l'horror (da b-movie direi!) e il surreale. dino buzzati è il poeta dell'angoscia e dell'attesa. ma questa raccolta non è comunque classificabile - no perché se uno dice horror e surreale po
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uno dei libri spiritualmente e tecnicamente più ispirati che io abbia mai letto. racconti brevi perfetti, tra l'horror (da b-movie direi!) e il surreale. dino buzzati è il poeta dell'angoscia e dell'attesa. ma questa raccolta non è comunque classificabile - no perché se uno dice horror e surreale poi gli altri pensano, ah ma non è serio, e invece no, buzzati è serissimo. con dei titoli meravigliosi ("ragazza che precipita", "il cane che ha visto dio", "qualcosa era successo") e incipit memorabili come questo:
"I Santi hanno ciascuno una casetta lungo la riva con un balcone che guarda l'oceano, e quell'oceano è Dio. D'estate, quando fa caldo, per refrigerio essi si tuffano nelle fresche acque, e quelle acque sono Dio."
"Se le donne si decidessero una volta per sempre a porre tutte indistinamente le loro energie nell'amore civile, allora anche l'amore intimo e intrinseco degli uomini sarebbe costretto a cambiare: in meglio. Sarebbe un altro tipo di sogno, a occhi aperti ma coi piedi per terra, forse addirittura più
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"Se le donne si decidessero una volta per sempre a porre tutte indistinamente le loro energie nell'amore civile, allora anche l'amore intimo e intrinseco degli uomini sarebbe costretto a cambiare: in meglio. Sarebbe un altro tipo di sogno, a occhi aperti ma coi piedi per terra, forse addirittura più bello e più gambe all'aria - meno irrelato. Ma nessuno vuole sognarlo. Ma perché? Ma perché!"
aldo busi descrive le donne con una semplicità disarmante, ancora una volta. con gli occhi di liala, scrittrice commercialissima per donne conservatrici (ma perché!). due spiriti ottocenteschi, busi e liala: ma mille volte meglio loro - e allora capisci perché l'isola dei famosi - che gli scrittorucoli (odierni?) che vivono - questi sì - d'immagine: di rendita.
"Ho sempre pensato che i politici appartengano a un'altra razza. Per quarant'anni si sgambettano, si pugnalano, si odiano e si disprezzano, e per quarant'anni si fanno da testimoni di nozze, da padrini ai battesimi e da compari alle cresime dei figli. Un miscuglio di sgarbi e tenerezze, di maldicenz
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"Ho sempre pensato che i politici appartengano a un'altra razza. Per quarant'anni si sgambettano, si pugnalano, si odiano e si disprezzano, e per quarant'anni si fanno da testimoni di nozze, da padrini ai battesimi e da compari alle cresime dei figli. Un miscuglio di sgarbi e tenerezze, di maldicenza e cameratismo che le persone normali non potranno mai capire."
difficile leggerlo solo come un libro. pare invece l'instant book che il mediocre cronista politico miretta vorrebbe scrivere dopo le regionali 2010, quando la situazione politica italiana sembra calma. e invece un tizio che assomiglia a d'alema, d'accordo con un partito simile alla lega, sta preparando lo sgambetto a un premier miliardario pronto alla scalata al quirinale. tra omicidi, intrighi, politica mediatica e autoreferenziale, un giallo uscito nel 2009 da un anonimo piuttosto informato dei fatti. si veda il riferimento alle conferenze sul federalismo tenute dal finto d'alema nel libro. ce n'è una a lecce, c'è stata davvero.
nun lo poi legge impiedi, nun lo poi recenzì su anobbi, nun gli poi prende lle misure, nun lo poi legge in versi (io c'ho provato), nun lo poi capì (ch'è poi il senzo de lo libbro shtesso). è tutto un fatto de suono. pensa che l'ultimo capitolo l'ho dovuto
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co chisto libbro non ci puoi fare gnenzi.
nun lo poi legge impiedi, nun lo poi recenzì su anobbi, nun gli poi prende lle misure, nun lo poi legge in versi (io c'ho provato), nun lo poi capì (ch'è poi il senzo de lo libbro shtesso). è tutto un fatto de suono. pensa che l'ultimo capitolo l'ho dovuto legge mbriago pe capillo. ci sta un furto, un omigiddio, un commissario don ciccio, e poi na vicenda che non ci capisci gnenzi icché secondo l'autore de la vita gnente se po capì. e allora de dove lo prendi lo gomitolo, mai lo sbrogli, lo gnemmoro, lo gnommero, ti segui un filo e finisci dalla parte sbagliata. sempre. infatti io penzo che nessuno lo ha letto tutto, che ce stanno frasi senza suggetto che passeno dall'itagliano al romanesco pasando per il latino, lo greco lo francese e pure le formule matimatiche. possiboli? infatti nun ce se capisce gnenzi.
l'effetto è che ti può allontanare dai libri per un po', perché col barocco poi ti schiaccia. non so all'epoca di quand'è uscito. che poi l'epoca che è ambientato è lo fascismo, quanno ce stava Lui, er Testa di Morto, il Buce col Bucio ed è bello come lo annulla, lo rende a zero, come lo pija pe culo. tu capisci che forse all'epoca l'italia era così 'ngrovigliata com'è ppure mo, che però l'aria era sempre quella di campagna, il fascio era una cappa, ma nun te ne accorgevi quanto eri disperato.
meh, che poi secondo me nessuno lo ha letto per intero, e infatti tutti a dire che il protagonista è ingravallo, e invece no, poi da metà libro diventa pestalozzi. solo che poi si perde, lo ripija, ogni personaggio o oggetto diventa protagonista pe paggine e paggine, ma il vero protagonista è lo stile, la lingua, che si mischia, ma tu il passaggio da aulico a merde di galina mica te ne accorgi.
l'edizione che c'ho io, de la repubblica, non aiuta, co ste pagine fitte fitte che nun passano mai. mancano gli spazi bianchi, che servono pe ffà li libbri come le canzoni. sennò io lettore che faccio? stai facendo tutto tu!
ho anche pensato questo: Persino Ieshu era clandestino, nel grembo di sua madre.
ci voleva un non credente per rendere la storia di Miriàm e Iosef una delle più belle storie d'amore di tutti i tempi.
giuseppe e maria diventano quello che - presumo - fossero davvero: poco più che due ragazzini fatt
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ho anche pensato questo: Persino Ieshu era clandestino, nel grembo di sua madre.
ci voleva un non credente per rendere la storia di Miriàm e Iosef una delle più belle storie d'amore di tutti i tempi.
giuseppe e maria diventano quello che - presumo - fossero davvero: poco più che due ragazzini fatti di carne alle prese con il mondo. laddove il mondo è la norma, un insieme di regole e consuetudini. e puoi affrontarlo per amore o per un credo, l'importante è rinnovarlo.
sopra a ogni cosa sta l'adolescenza di miriàm: che qui è davvero una donna, non più una figura, ma una donna come potresti conoscerne, alle prese con il proprio corpo e il proprio uomo.
"la tua antologia deve aiutare ad abitare il tuo tempo", cito a memoria.
questo è un libro che può essere consultato come un piccolo libro sacro, che apri a caso per rinfrancare lo spirito. fosse meno "fisico", mi farebbe pensare a qualcosa d'orientale per via anche della grande sintesi che c'è in
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"la tua antologia deve aiutare ad abitare il tuo tempo", cito a memoria.
questo è un libro che può essere consultato come un piccolo libro sacro, che apri a caso per rinfrancare lo spirito. fosse meno "fisico", mi farebbe pensare a qualcosa d'orientale per via anche della grande sintesi che c'è in ogni epiteto; però è forte la presenza di piani temporali diversi. l'ho incontrato casualmente. ha ridato forza, ad esempio, all'uso dell'aggettivo.
il protagonista di questo reportage onirico e sfumato si chiama Marco e il libro è uscito per la prima volta nel 1982.
"E mai abbastanza sono i particolari, i punti di vista come per un oggetto che deve essere guardato e riguardato da tutte le parti e sotto diverse luci. E' un processo investigativ
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il protagonista di questo reportage onirico e sfumato si chiama Marco e il libro è uscito per la prima volta nel 1982.
"E mai abbastanza sono i particolari, i punti di vista come per un oggetto che deve essere guardato e riguardato da tutte le parti e sotto diverse luci. E' un processo investigativo che investe ogni cosa e persona e luogo, un esame di comportamento introduttivo a quel labirinto di supposizioni che sono quasi sempre l'arte e la letteratura giapponese."
"Inutile analizzare, pasticciare, rimediare mediante l'analisi. La sublime sintesi è un regalo del caso, è l'armonia che ci deve essere. Se non c'è è un disastro e di questo disastro i giapponesi sembrano ad ogni momento terrorizzati. E la sintesi, sublime sintesi è, appunto, l'opera d'arte, dalla cordicella dell'albero, a tutti i momenti della vita."
"Marco [...] lo sentì dire: 'Dov'è il Budda? Dovunque, anche in un pezzetto di merda secca'. Sempre meglio di 'Lazio-Lazio vaffanculo' oppure 'Vogliamo tutto'."
uno dei libri spiritualmente e tecnicamente più ispirati che io abbia mai letto. racconti brevi perfetti, tra l'horror (da b-movie direi!) e il surreale. dino buzzati è il poeta dell'angoscia e dell'attesa. ma questa raccolta non è comunque classificabile - no perché se uno dice horror e surreale po ... (continue)
uno dei libri spiritualmente e tecnicamente più ispirati che io abbia mai letto. racconti brevi perfetti, tra l'horror (da b-movie direi!) e il surreale. dino buzzati è il poeta dell'angoscia e dell'attesa. ma questa raccolta non è comunque classificabile - no perché se uno dice horror e surreale poi gli altri pensano, ah ma non è serio, e invece no, buzzati è serissimo.
con dei titoli meravigliosi ("ragazza che precipita", "il cane che ha visto dio", "qualcosa era successo") e incipit memorabili come questo:
"I Santi hanno ciascuno una casetta lungo la riva con un balcone che guarda l'oceano, e quell'oceano è Dio. D'estate, quando fa caldo, per refrigerio essi si tuffano nelle fresche acque, e quelle acque sono Dio."