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- Nessuno si salva da solo (3046)
- By Margaret Mazzantini
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Reading since Jan 15, 2012
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- Zia Antonia sapeva di menta (623)
- By Andrea Vitali
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Finished on Jan 8, 2012





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- Gli occhiali di Heidegger (146)
- By Thaisa Frank
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Finished on Jan 8, 2012





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- La specialista del cuore (70)
- By Claire Holden Rothman
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Finished on Nov 20, 2011





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- Brucia la città (631)
- By Giuseppe Culicchia
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Finished on Nov 14, 2011





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- La famiglia Winshaw (7988)
- By Jonathan Coe
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Finished on Nov 13, 2011





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- Love life (186)
- By Ray Kluun
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Finished on Oct 30, 2011





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- Sette anni (21)
- By Peter Stamm
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Finished on Oct 16, 2011





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- Non esiste saggezza (1824)
- By Gianrico Carofiglio
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Finished on Jul 31, 2011





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- Il linguaggio segreto dei fiori (3645)
- By Vanessa Diffenbaugh
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Finished on Jul 30, 2011





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- Un giorno (3899)
- By David Nicholls
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Finished on May 15, 2011





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- La centoventotto rossa (33)
- quasi un romanzo
- By Elena Marinelli
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Finished on Mar 20, 2011





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- Era estate a quel tempo (1)
- By Nicoletta Verzicco
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Finished on Dec 14, 2010





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- Ballate (1870)
- By Stefano Benni
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Finished on Jul 26, 2010





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- Lettera a Léontine (232)
- By Raffaello Mastrolonardo
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Finished on Jul 24, 2010





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Questo libro è da leggere, assolutamente. Perché la storia regge ed ha buon ritmo, perché l'autore ci sa fare, perché ad accogliere il lettore c'è una Bari deliziosa in sottofondo.
Si tratta di un libro molto intenso: certo, è viscerale, ti scava dentro, percepisci nettamente che sarà devastante per ... (continue) - — Jul 26, 2010 | 4 feedbacks
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Era estate a quel tempo
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Ma che bella sorpresa!
Appena terminata la lettura, mi sono dovuto fermare un attimo: travolto e sopraffatto dal vortice della storia di Maria Luisa, ho sospirato nel vuoto per un minuto, e subito la voglia di leggerlo di nuovo ha avuto il sopravvento.
E' una storia di fili invisibili che uniscono s ... (continue)
Ma che bella sorpresa!
Appena terminata la lettura, mi sono dovuto fermare un attimo: travolto e sopraffatto dal vortice della storia di Maria Luisa, ho sospirato nel vuoto per un minuto, e subito la voglia di leggerlo di nuovo ha avuto il sopravvento.
E' una storia di fili invisibili che uniscono storie e persone, luoghi e tempi: prima aiutano Maria Luisa a ritrovare se stessa e le proprie radici, ma poi, come una matassa che viene sapientemente riavvolta da mani fatali, le si stringono intorno accompagnandola consapevolmente verso ciò che è ed è stato. Il tutto in una Lecce sontuosa nei colori e nei profumi, percepiti in ogni angolo delle sue mura bianche, stanche, sferzate dalla storia.
Ciò che colpisce maggiormente è l'intensità crescente con cui il lettore prende confidenza con la protagonista, pagina dopo pagina la sente sempre più vicina, ne percepisce i pensieri e le tensioni, la immagina in uno spazio vivo, quotidiano. Nei primi capitoli del libro ho pensato che l'autrice avrebbe potuto approfondire meglio quel profilo psicologico, raccontare qualcosa in più riguardo la sua vita e i suoi affetti; ma dopo l'ultima pagina mi sono felicemente ricreduto perché Maria Luisa mi è entrata nel cuore, e mi è stato concesso di scoprire quel vuoto che l'accompagnava con la giusta empatia.
Un libro che ti fa sentire la mancanza dei suoi personaggi è prezioso, magia rara.
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