Un’accurata analisi storica condotta da un eminente Bizantinista quasi come fosse un’inchiesta giudiziaria volta alla ricerca dei fatti al di là del mito di Ipazia scaturito dall’arte e dalla letteratura, scavando con puntiglio fra le varie fonti storiche.
Un’accurata analisi storica condotta da un eminente Bizantinista quasi come fosse un’inchiesta giudiziaria volta alla ricerca dei fatti al di là del mito di Ipazia scaturito dall’arte e dalla letteratura, scavando con puntiglio fra le varie fonti storiche.
Ne viene fuori un ritratto inedito della filosofa forse più veritiero di quelli finora propostici, ma certamente non meno affascinante.
Certo che intitolare un libro di poco più di duecento pagine storia completa è segno di una spocchia tipicamente British. Non per niente la bibliografia, cita solo testi di autori di lingua Inglese e diverse delle numerose immagini sono tratte dai siti archeologici vicini al Vallo di Adriano o da co
... (continue)
Certo che intitolare un libro di poco più di duecento pagine storia completa è segno di una spocchia tipicamente British. Non per niente la bibliografia, cita solo testi di autori di lingua Inglese e diverse delle numerose immagini sono tratte dai siti archeologici vicini al Vallo di Adriano o da compagnie di rievocazione storica Inglesi. Detto questo il libro non è da buttare. Se si vuole avere un'infarinatura molto ma molto leggera di cio che è stata una delle più perfette macchine da guerra della storia, questa può essere una buona base di partenza.
Poniamo il caso che nel quattordicesimo secolo um importante funzionario della corte reale Inglese sia inviato in Italia per una missione diplomatica. Mettiamo poi il caso che quest'uomo, di vasta cultura e molteplici interessi (non per niente è stato un paggio del Re), venga a contatto con le oper
... (continue)
Poniamo il caso che nel quattordicesimo secolo um importante funzionario della corte reale Inglese sia inviato in Italia per una missione diplomatica. Mettiamo poi il caso che quest'uomo, di vasta cultura e molteplici interessi (non per niente è stato un paggio del Re), venga a contatto con le opere della nascente letteratura italiana ed in particolar modo con il Decamerone restandone oltremodo affascinato. Continuando, possiamo anche supporre che quest'uomo, in patria anch'egli scrittore, decida di creare un "Decamerone in salsa inglese" imamginando un gruppo di pellegrini (tra cui si pone anch'egli) che diretti alla tomba di Thomas Becket, decidono di narrare a turno dei racconti per alleviare la fatica e la noia del viaggio. Essendo inoltre un abile diplomatico ed un fine conoscitore delle genti, poniamo il caso che riesca anche a tratteggiare in maniera egregia la personalità di questi pellegrini creando quasi degli archetipi delle figure medievali: il monaco, la badessa, il mugnaio, il cavaliere...
Insomma se quest'opera esistesse davvero, sarebbe da considerare un capolavoro della letteratura mondiale.
Cosa? Esiste già? I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer?
Ho deciso di recensire questo solo questo ultimo volume ma il mio è un commento che si estende a tutta l'opera. Si tratta di un'opera che va compresa. Pur essendo composta da 12 ponderosi volumi ognuno da 600 pagine ed oltre non riesce (o vultamente non vuole) entrare a fondo nell'argomento. Del res
... (continue)
Ho deciso di recensire questo solo questo ultimo volume ma il mio è un commento che si estende a tutta l'opera. Si tratta di un'opera che va compresa. Pur essendo composta da 12 ponderosi volumi ognuno da 600 pagine ed oltre non riesce (o vultamente non vuole) entrare a fondo nell'argomento. Del resto non dimentichiamoci che stiamo parlando di 1000 e passa anni di storia. Proprio perchè non può (non vuole) essere completa, è stato descio (a mio parere) un approccio molto intelligente. È stata rispettata la divisione classica del Medioevo in alto, pieno e basso medioevo, con l'aggiunta del 400 come un periodo a se. Ad ognuno di questi quattro periodi sono stati dedicati tre volumi nei quali si sono analizzati la storia, filosofia-scienze-letteratura ed arti visive-musica. Ogni argomento poi è stato spezzettato in una serie di articoli ognuno scritto da un esperto del settore. In questo modo argomento è trattato da più punti di vista da diversi autori e un efficace serie di rimandi a fine articolo permette al lettore di capire dove trovare altre informazioni a rigaurdo. Si raggiunge quindi un efficace copertura a volo d'uccello di periodo storico veramente affascinante, trattato con serietà e competenza. Se proprio bisogna trovare un neo è la scarsa se non assente sezione bibliografica (se si escludono i pochi riferimeti ad autori ed opere all'interno dei vari articoli) per aiutare il lettore che volesse approfondire le sue letture.
Altai
Sicuramente migliore del predecessore, riesce ad essere più leggibile ma non per questo (IMHO) un libro che io consiglierei ad un amico.
Ipazia
Un’accurata analisi storica condotta da un eminente Bizantinista quasi come fosse un’inchiesta giudiziaria volta alla ricerca dei fatti al di là del mito di Ipazia scaturito dall’arte e dalla letteratura, scavando con puntiglio fra le varie fonti storiche.
Ne viene fuori un ritratto inedito della f ... (continue)
Un’accurata analisi storica condotta da un eminente Bizantinista quasi come fosse un’inchiesta giudiziaria volta alla ricerca dei fatti al di là del mito di Ipazia scaturito dall’arte e dalla letteratura, scavando con puntiglio fra le varie fonti storiche.
Ne viene fuori un ritratto inedito della filosofa forse più veritiero di quelli finora propostici, ma certamente non meno affascinante.
Storia completa dell'esercito romano
Certo che intitolare un libro di poco più di duecento pagine storia completa è segno di una spocchia tipicamente British.continue)
Non per niente la bibliografia, cita solo testi di autori di lingua Inglese e diverse delle numerose immagini sono tratte dai siti archeologici vicini al Vallo di Adriano o da co ... (
Certo che intitolare un libro di poco più di duecento pagine storia completa è segno di una spocchia tipicamente British.
Non per niente la bibliografia, cita solo testi di autori di lingua Inglese e diverse delle numerose immagini sono tratte dai siti archeologici vicini al Vallo di Adriano o da compagnie di rievocazione storica Inglesi.
Detto questo il libro non è da buttare. Se si vuole avere un'infarinatura molto ma molto leggera di cio che è stata una delle più perfette macchine da guerra della storia, questa può essere una buona base di partenza.
The Canterbury Tales
Poniamo il caso che nel quattordicesimo secolo um importante funzionario della corte reale Inglese sia inviato in Italia per una missione diplomatica.continue)
Mettiamo poi il caso che quest'uomo, di vasta cultura e molteplici interessi (non per niente è stato un paggio del Re), venga a contatto con le oper ... (
Poniamo il caso che nel quattordicesimo secolo um importante funzionario della corte reale Inglese sia inviato in Italia per una missione diplomatica.
Mettiamo poi il caso che quest'uomo, di vasta cultura e molteplici interessi (non per niente è stato un paggio del Re), venga a contatto con le opere della nascente letteratura italiana ed in particolar modo con il Decamerone restandone oltremodo affascinato.
Continuando, possiamo anche supporre che quest'uomo, in patria anch'egli scrittore, decida di creare un "Decamerone in salsa inglese" imamginando un gruppo di pellegrini (tra cui si pone anch'egli) che diretti alla tomba di Thomas Becket, decidono di narrare a turno dei racconti per alleviare la fatica e la noia del viaggio.
Essendo inoltre un abile diplomatico ed un fine conoscitore delle genti, poniamo il caso che riesca anche a tratteggiare in maniera egregia la personalità di questi pellegrini creando quasi degli archetipi delle figure medievali: il monaco, la badessa, il mugnaio, il cavaliere...
Insomma se quest'opera esistesse davvero, sarebbe da considerare un capolavoro della letteratura mondiale.
Cosa? Esiste già? I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer?
Mi sà che la dovrò leggere....
Il Medioevo
Ho deciso di recensire questo solo questo ultimo volume ma il mio è un commento che si estende a tutta l'opera.continue)
Si tratta di un'opera che va compresa. Pur essendo composta da 12 ponderosi volumi ognuno da 600 pagine ed oltre non riesce (o vultamente non vuole) entrare a fondo nell'argomento. Del res ... (
Ho deciso di recensire questo solo questo ultimo volume ma il mio è un commento che si estende a tutta l'opera.
Si tratta di un'opera che va compresa. Pur essendo composta da 12 ponderosi volumi ognuno da 600 pagine ed oltre non riesce (o vultamente non vuole) entrare a fondo nell'argomento. Del resto non dimentichiamoci che stiamo parlando di 1000 e passa anni di storia.
Proprio perchè non può (non vuole) essere completa, è stato descio (a mio parere) un approccio molto intelligente. È stata rispettata la divisione classica del Medioevo in alto, pieno e basso medioevo, con l'aggiunta del 400 come un periodo a se. Ad ognuno di questi quattro periodi sono stati dedicati tre volumi nei quali si sono analizzati la storia, filosofia-scienze-letteratura ed arti visive-musica. Ogni argomento poi è stato spezzettato in una serie di articoli ognuno scritto da un esperto del settore.
In questo modo argomento è trattato da più punti di vista da diversi autori e un efficace serie di rimandi a fine articolo permette al lettore di capire dove trovare altre informazioni a rigaurdo.
Si raggiunge quindi un efficace copertura a volo d'uccello di periodo storico veramente affascinante, trattato con serietà e competenza.
Se proprio bisogna trovare un neo è la scarsa se non assente sezione bibliografica (se si escludono i pochi riferimeti ad autori ed opere all'interno dei vari articoli) per aiutare il lettore che volesse approfondire le sue letture.