"...in questo gioco eri tu che tenevi le fila. Tu non avevi avuto bisogno di scienze cognitive per sapere che senza intuizioni né affetti non c'è né intelligenza né significato. I tuoi giudizi rivendicavano imperturbabilmente il fondamento della loro certezza vissuta, comunicabile ma non dimostrabil
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"...in questo gioco eri tu che tenevi le fila. Tu non avevi avuto bisogno di scienze cognitive per sapere che senza intuizioni né affetti non c'è né intelligenza né significato. I tuoi giudizi rivendicavano imperturbabilmente il fondamento della loro certezza vissuta, comunicabile ma non dimostrabile. L'autorità - chiamiamola etica - di questo giudizio non ha bisogno del dibattito per imporsi. Mentre l'autorità del giudizio teorico crolla se non può ottenere la convinzione attraverso il dibattito. Il mio "perché devi sempre avere ragione" non aveva altro significato. Credo che io avessi del tuo giudizio un bisogno più grande che tu del mio."
"Il sole tramontò dietro il colle dirimpetto. Il vento rinfrescò, portando qualche sgrullo di pioggia, e in meno di un'oretta fece buio. Il cielo perse tutti i suoi colori e, lassù presso la siepe, il cartello cigolava lievemente al vento notturno, quasi per ricordare che non era scomparso, ingoiato
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"Il sole tramontò dietro il colle dirimpetto. Il vento rinfrescò, portando qualche sgrullo di pioggia, e in meno di un'oretta fece buio. Il cielo perse tutti i suoi colori e, lassù presso la siepe, il cartello cigolava lievemente al vento notturno, quasi per ricordare che non era scomparso, ingoiato dalle tenebre, ma che era sempre là dove l'avevano piantato e imbullettato; e, sebbene non ci fosse alcun passante a leggerne la scritta (a lettere nere, diritte e taglienti come lame sul fondo bianco) quella scritta diceva così:
QUESTA TENUTA, COMPRENDENTE TRE ETTARI DI ECCELLENTE TERRENO EDIFICABILE, IN POSIZIONE IDEALE, VERRÀ TRASFORMATA IN MODERNO CENTRO RESIDENZIALE DI CLASSE DALLA DITTA SUTCH AND MARTIN DI NEWBURY (BERKSHIRE)."
E' solo un cartello che cigola una fresca sera primaverile, ma basta - come bastava a segnare il confine, da bambina, quel lapidario "i trasgressori saranno puniti" che un gigante egoista faceva affiggere alle mura del suo giardino - a rompere un incanto, far partire una storia affatto puerile che a ogni svolta ci chiede conto delle persone che siamo e della persona che vorremmo essere. E tu, cos'avresti fatto al posto del Trearà? E al posto di Moscardo? E al posto di Sglaili? E...
Questo è IL libro per (non) addormentarsi la sera, il libro che vorrò leggere ai miei figli, il giorno che ci saranno, se ci saranno.
"Il vino non piace a Pin: è aspro contro la gola e arriccia la pelle e mette addosso una smania di ridere, gridare ed essere cattivi. Pure lo beve, tracanna bicchieri tutto d'un fiato come inghiotte fumo, come alla notte spia con schifo le sorella sul letto insieme a uomini nudi, e il vederla è come
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"Il vino non piace a Pin: è aspro contro la gola e arriccia la pelle e mette addosso una smania di ridere, gridare ed essere cattivi. Pure lo beve, tracanna bicchieri tutto d'un fiato come inghiotte fumo, come alla notte spia con schifo le sorella sul letto insieme a uomini nudi, e il vederla è come una carezza ruvida, sotto la pelle, un gusto aspro, come tutte le cose degli uomini; fumo, vino, donne."
Per visitare un posto, preferite smarrirvi a piedi.
Di che colore è Torino? Che pensiate che sia bianca, anzi trasparente d'aria, grigia cerulea di tetti sbiancati come una quasi Parigi o granata di legno pieno, questo è un buon libro. Belle le tavole, bella la carta, buone le scelte d'insieme e una cosa come questa tra le righe:
Di che colore è Torino? Che pensiate che sia bianca, anzi trasparente d'aria, grigia cerulea di tetti sbiancati come una quasi Parigi o granata di legno pieno, questo è un buon libro. Belle le tavole, bella la carta, buone le scelte d'insieme e una cosa come questa tra le righe:
"Non viste stanno, appartate nei lembi discosti della città, certe piazze che nemmeno possono chiamarsi piazze: una, per esempio, non la trovate sulle mappe come piazza, perché non è altro che un trivio un po' allargato. Ma lì c'è il mercato. Così la conosco, come piazza. Umilissima, quando la sera spazzano con gli idranti i carciofi calpestati, i sacchetti, i pomodori schiacciati, sulla pietra bagnata si riflettono le luci del cielo, spesso livide, talvolta accese d'arancio e viola. Ce ne sono molte. Se io penso che ogni città ne tiene in serbo decine, mi viene la malinconia: cosa andiamo a visitare, come turisti, in giro per il mondo? Questi pozzetti d'anima, che io conosco per averli incrociati in lunghe ore di quotidiana frequenza, se veramente - come credo - esistono in ogni città, quando e come potrò mai vederli? Chi mi ci accompagnerà? Abbiamo qualche ora: un museo, un luogo alla moda, una visione d'insieme e via. Mai avremo tempo da passare in luoghi così umili, così degni, come le piazze non viste delle nostre e altrui città."
Lettera a D.
"...in questo gioco eri tu che tenevi le fila. Tu non avevi avuto bisogno di scienze cognitive per sapere che senza intuizioni né affetti non c'è né intelligenza né significato. I tuoi giudizi rivendicavano imperturbabilmente il fondamento della loro certezza vissuta, comunicabile ma non dimostrabil ... (continue)
"...in questo gioco eri tu che tenevi le fila. Tu non avevi avuto bisogno di scienze cognitive per sapere che senza intuizioni né affetti non c'è né intelligenza né significato. I tuoi giudizi rivendicavano imperturbabilmente il fondamento della loro certezza vissuta, comunicabile ma non dimostrabile. L'autorità - chiamiamola etica - di questo giudizio non ha bisogno del dibattito per imporsi. Mentre l'autorità del giudizio teorico crolla se non può ottenere la convinzione attraverso il dibattito. Il mio "perché devi sempre avere ragione" non aveva altro significato. Credo che io avessi del tuo giudizio un bisogno più grande che tu del mio."
La collina dei conigli
"Il sole tramontò dietro il colle dirimpetto. Il vento rinfrescò, portando qualche sgrullo di pioggia, e in meno di un'oretta fece buio. Il cielo perse tutti i suoi colori e, lassù presso la siepe, il cartello cigolava lievemente al vento notturno, quasi per ricordare che non era scomparso, ingoiato ... (continue)
"Il sole tramontò dietro il colle dirimpetto. Il vento rinfrescò, portando qualche sgrullo di pioggia, e in meno di un'oretta fece buio. Il cielo perse tutti i suoi colori e, lassù presso la siepe, il cartello cigolava lievemente al vento notturno, quasi per ricordare che non era scomparso, ingoiato dalle tenebre, ma che era sempre là dove l'avevano piantato e imbullettato; e, sebbene non ci fosse alcun passante a leggerne la scritta (a lettere nere, diritte e taglienti come lame sul fondo bianco) quella scritta diceva così:
QUESTA TENUTA, COMPRENDENTE TRE ETTARI DI ECCELLENTE TERRENO EDIFICABILE, IN POSIZIONE IDEALE, VERRÀ TRASFORMATA IN MODERNO CENTRO RESIDENZIALE DI CLASSE DALLA DITTA SUTCH AND MARTIN DI NEWBURY (BERKSHIRE)."
E' solo un cartello che cigola una fresca sera primaverile, ma basta - come bastava a segnare il confine, da bambina, quel lapidario "i trasgressori saranno puniti" che un gigante egoista faceva affiggere alle mura del suo giardino - a rompere un incanto, far partire una storia affatto puerile che a ogni svolta ci chiede conto delle persone che siamo e della persona che vorremmo essere.
E tu, cos'avresti fatto al posto del Trearà? E al posto di Moscardo? E al posto di Sglaili? E...
Questo è IL libro per (non) addormentarsi la sera, il libro che vorrò leggere ai miei figli, il giorno che ci saranno, se ci saranno.
Il sentiero dei nidi di ragno
"Il vino non piace a Pin: è aspro contro la gola e arriccia la pelle e mette addosso una smania di ridere, gridare ed essere cattivi. Pure lo beve, tracanna bicchieri tutto d'un fiato come inghiotte fumo, come alla notte spia con schifo le sorella sul letto insieme a uomini nudi, e il vederla è come ... (continue)
"Il vino non piace a Pin: è aspro contro la gola e arriccia la pelle e mette addosso una smania di ridere, gridare ed essere cattivi. Pure lo beve, tracanna bicchieri tutto d'un fiato come inghiotte fumo, come alla notte spia con schifo le sorella sul letto insieme a uomini nudi, e il vederla è come una carezza ruvida, sotto la pelle, un gusto aspro, come tutte le cose degli uomini; fumo, vino, donne."
Nebbia sul ponte di Tolbiac
...e ci andrebbe anche mezza stella in più perchè son stata fin troppo obiettiva e non posso esserlo con questo volume.
Torino fatta ad arte
Di che colore è Torino? Che pensiate che sia bianca, anzi trasparente d'aria, grigia cerulea di tetti sbiancati come una quasi Parigi o granata di legno pieno, questo è un buon libro.
Belle le tavole, bella la carta, buone le scelte d'insieme e una cosa come questa tra le righe:
"Non vist ... (continue)
Di che colore è Torino? Che pensiate che sia bianca, anzi trasparente d'aria, grigia cerulea di tetti sbiancati come una quasi Parigi o granata di legno pieno, questo è un buon libro.
Belle le tavole, bella la carta, buone le scelte d'insieme e una cosa come questa tra le righe:
"Non viste stanno, appartate nei lembi discosti della città, certe piazze che nemmeno possono chiamarsi piazze: una, per esempio, non la trovate sulle mappe come piazza, perché non è altro che un trivio un po' allargato. Ma lì c'è il mercato. Così la conosco, come piazza. Umilissima, quando la sera spazzano con gli idranti i carciofi calpestati, i sacchetti, i pomodori schiacciati, sulla pietra bagnata si riflettono le luci del cielo, spesso livide, talvolta accese d'arancio e viola. Ce ne sono molte. Se io penso che ogni città ne tiene in serbo decine, mi viene la malinconia: cosa andiamo a visitare, come turisti, in giro per il mondo? Questi pozzetti d'anima, che io conosco per averli incrociati in lunghe ore di quotidiana frequenza, se veramente - come credo - esistono in ogni città, quando e come potrò mai vederli? Chi mi ci accompagnerà? Abbiamo qualche ora: un museo, un luogo alla moda, una visione d'insieme e via. Mai avremo tempo da passare in luoghi così umili, così degni, come le piazze non viste delle nostre e altrui città."