"chiunque attivi un processo di cambiamento deve tenere ben presente che al centro di ogni trasformazione c'è sempre la persona. Il metodo, infatti, innesca efficacemente il processo, lo sostiene con vigore e lo orienta con strumenti che si contraddistinguono per precisione, rapidità e flessibili
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"chiunque attivi un processo di cambiamento deve tenere ben presente che al centro di ogni trasformazione c'è sempre la persona. Il metodo, infatti, innesca efficacemente il processo, lo sostiene con vigore e lo orienta con strumenti che si contraddistinguono per precisione, rapidità e flessibilità: nello stesso tempo, sono le persone a diventare artefici del cambiamento e ad appropriarsi del loro destino"
Finita la lettura mi sento un po' smarrita; l'atmosfera onirica di calma apparente che incombe ovunque, l'impotenza del protagonista di fronte al susseguirsi degli eventi, la burocrazia fatta di rigide gerarchie eppure piena di falle, la diffidenza/indifferenza della gente sottoposta al castello, i
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Finita la lettura mi sento un po' smarrita; l'atmosfera onirica di calma apparente che incombe ovunque, l'impotenza del protagonista di fronte al susseguirsi degli eventi, la burocrazia fatta di rigide gerarchie eppure piena di falle, la diffidenza/indifferenza della gente sottoposta al castello, i secondi fini che sembrano nascondersi dietro l'agire di ogni personaggio.. Non so, probabilmente non ho saputo trovare una chiave di lettura abbastanza convincente, ma man mano che la narrazione andava avanti il mio interesse diminuiva sempre di più; il fatto, poi, che l'opera sia purtroppo incompiuta non ha fatto altro che confondermi ancora di più..
Non avevo letto nulla di Frediani e la sua fama mi faceva ben sperare; tuttavia quel poco che ho avuto la forza di leggere non mi ha trasmesso altro che noia, a partire dai tre protagonisti che non hanno suscitato alcun interesse o simpatia. Essendo arrivata a malapena al 20% del romanzo, non vado
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Non avevo letto nulla di Frediani e la sua fama mi faceva ben sperare; tuttavia quel poco che ho avuto la forza di leggere non mi ha trasmesso altro che noia, a partire dai tre protagonisti che non hanno suscitato alcun interesse o simpatia. Essendo arrivata a malapena al 20% del romanzo, non vado oltre nei commenti; per quanto riguarda il modo di scrivere, invece - che suppongo rimanga tale e quale dall'inizio alla fine - l'ho trovato alquanto monotono e soporifero.
Chissà, magari la serie di Cesare potrebbe darmi più soddisfazione, anche se prima di dargli una seconda possibilità devo riprendermi dall'incauto acquisto!
[...] che cosa deve accadere affinché qualcuno sia sufficientemente ispirato a cambiar vita? [...] Si parla sempre della goccia che fa traboccare il vaso. A volte occorre che mettiate il vaso nello stesso punto in cui sta la goccia [...]
Sano libro di self-help che, con la massima semplicità
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[...] che cosa deve accadere affinché qualcuno sia sufficientemente ispirato a cambiar vita? [...] Si parla sempre della goccia che fa traboccare il vaso. A volte occorre che mettiate il vaso nello stesso punto in cui sta la goccia [...]
Sano libro di self-help che, con la massima semplicità ed ironia, stimola a guardare le cose da un diverso punto di vista, a volte paradossale, ma efficace.
Piacevolmente soddisfatta di questa lettura per la quale, all'inizio, ero un po' scettica. Ma son bastate le prime pagine a farmi cambiare idea. Una trama originale e una scrittura fluida, concisa, istruttiva; ho apprezzato la "discrezione" di Suskind nel descrivere situazioni tragiche, lugub
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Piacevolmente soddisfatta di questa lettura per la quale, all'inizio, ero un po' scettica. Ma son bastate le prime pagine a farmi cambiare idea. Una trama originale e una scrittura fluida, concisa, istruttiva; ho apprezzato la "discrezione" di Suskind nel descrivere situazioni tragiche, lugubri o potenzialmente crude in modo soft, rapido, ironico, senza mai cadere nel patetico o fossilizzarsi su particolari grotteschi (ultimissime pagine escluse!)
Molto abile nel narrare la storia di un "mostro", una "zecca", un assassino, un egocentrico, un genio del male, eppure renderlo così affascinante e degno di simpatia, compassione, amore, a dispetto di tutto e tutti; un essere così geniale per nulla considerato, scacciato nel migliore dei casi; trattato come uno schiavo, senza ribellarsi mai, che sembra non avere dignità, che accetta ogni condizione imposta pur di perseguire i suoi scopi e trarre il massimo vantaggio dai fanfaroni di turno che, credendosi molto furbi e considerandolo una nullità, non hanno saputo presagire la propria sconfitta e sono caduti nelle sue trappole, rendendogli, alla fine, il lavoro molto più semplice.
Alcune parti a prima vista sono assolutamente comiche! se le rileggi sorridi ancora, ma con un retrogusto amaro; se ci torni su di nuovo, ti accorgi che forse - dietro a tutto ciò che di assurdo e inverosimile hai letto fino a quel momento - si nasconde qualcosa di molto più profondo, da un punto di vista esistenziale ed umano, degno di riflessione.
Mi piace, per certi aspetti, accostare Grenouille al fantasma dell'opera, anche lui genio misconosciuto che trama nell'ombra; o al Conte di Montecristo, lucido e spietato, che sa perfettamente dove vuole arrivare e come arrivarci; o a un novello Faust, perchè no? col dono di saper creare un profumo miracoloso in cambio dell'anima.. e in effetti Grenouille si perde per quel profumo, pur senza lo zampino del diavolo.. Grenouille ha il fascino malvagio di Dorian Gray; è ossessionato dal "profumo" come Claude Lantier dalla sua "opera" e, come lui, cercherà e troverà in essa la morte; il suo sperimentalismo folle mi fa tornare in mente Bouvard e Pecuchet; la descrizione della Francia ottocentesca dal punto di vista degli odori mi ha deliziato non meno di quelle di Zola e Balzac.. Non fosse altro che per tutti questi bellissimi romanzi che, a torto o ragione, mi ha riportato alla mente, che sono felice di aver respirato questo libro!
La PNL per facilitare cambiamenti importanti
"chiunque attivi un processo di cambiamento deve tenere ben presente che al centro di ogni trasformazione c'è sempre la persona. Il metodo, infatti, innesca efficacemente il processo, lo sostiene con vigore e lo orienta con strumenti che si contraddistinguono per precisione, rapidità e flessibili ... (continue)
"chiunque attivi un processo di cambiamento deve tenere ben presente che al centro di ogni trasformazione c'è sempre la persona. Il metodo, infatti, innesca efficacemente il processo, lo sostiene con vigore e lo orienta con strumenti che si contraddistinguono per precisione, rapidità e flessibilità: nello stesso tempo, sono le persone a diventare artefici del cambiamento e ad appropriarsi del loro destino"
Il castello
Finita la lettura mi sento un po' smarrita; l'atmosfera onirica di calma apparente che incombe ovunque, l'impotenza del protagonista di fronte al susseguirsi degli eventi, la burocrazia fatta di rigide gerarchie eppure piena di falle, la diffidenza/indifferenza della gente sottoposta al castello, i ... (continue)
Finita la lettura mi sento un po' smarrita; l'atmosfera onirica di calma apparente che incombe ovunque, l'impotenza del protagonista di fronte al susseguirsi degli eventi, la burocrazia fatta di rigide gerarchie eppure piena di falle, la diffidenza/indifferenza della gente sottoposta al castello, i secondi fini che sembrano nascondersi dietro l'agire di ogni personaggio.. Non so, probabilmente non ho saputo trovare una chiave di lettura abbastanza convincente, ma man mano che la narrazione andava avanti il mio interesse diminuiva sempre di più; il fatto, poi, che l'opera sia purtroppo incompiuta non ha fatto altro che confondermi ancora di più..
Marathon
Non avevo letto nulla di Frediani e la sua fama mi faceva ben sperare; tuttavia quel poco che ho avuto la forza di leggere non mi ha trasmesso altro che noia, a partire dai tre protagonisti che non hanno suscitato alcun interesse o simpatia. Essendo arrivata a malapena al 20% del romanzo, non vado ... (continue)
Non avevo letto nulla di Frediani e la sua fama mi faceva ben sperare; tuttavia quel poco che ho avuto la forza di leggere non mi ha trasmesso altro che noia, a partire dai tre protagonisti che non hanno suscitato alcun interesse o simpatia. Essendo arrivata a malapena al 20% del romanzo, non vado oltre nei commenti; per quanto riguarda il modo di scrivere, invece - che suppongo rimanga tale e quale dall'inizio alla fine - l'ho trovato alquanto monotono e soporifero.
Chissà, magari la serie di Cesare potrebbe darmi più soddisfazione, anche se prima di dargli una seconda possibilità devo riprendermi dall'incauto acquisto!
PNL è libertà
[...] che cosa deve accadere affinché qualcuno sia sufficientemente ispirato a cambiar vita? [...] Si parla sempre della goccia che fa traboccare il vaso. A volte occorre che mettiate il vaso nello stesso punto in cui sta la goccia [...]
Sano libro di self-help che, con la massima semplicità ... (continue)
[...] che cosa deve accadere affinché qualcuno sia sufficientemente ispirato a cambiar vita? [...] Si parla sempre della goccia che fa traboccare il vaso. A volte occorre che mettiate il vaso nello stesso punto in cui sta la goccia [...]
Sano libro di self-help che, con la massima semplicità ed ironia, stimola a guardare le cose da un diverso punto di vista, a volte paradossale, ma efficace.
Il profumo
Piacevolmente soddisfatta di questa lettura per la quale, all'inizio, ero un po' scettica. Ma son bastate le prime pagine a farmi cambiare idea. Una trama originale e una scrittura fluida, concisa, istruttiva; ho apprezzato la "discrezione" di Suskind nel descrivere situazioni tragiche, lugub ... (continue)
Piacevolmente soddisfatta di questa lettura per la quale, all'inizio, ero un po' scettica. Ma son bastate le prime pagine a farmi cambiare idea. Una trama originale e una scrittura fluida, concisa, istruttiva; ho apprezzato la "discrezione" di Suskind nel descrivere situazioni tragiche, lugubri o potenzialmente crude in modo soft, rapido, ironico, senza mai cadere nel patetico o fossilizzarsi su particolari grotteschi (ultimissime pagine escluse!)
Molto abile nel narrare la storia di un "mostro", una "zecca", un assassino, un egocentrico, un genio del male, eppure renderlo così affascinante e degno di simpatia, compassione, amore, a dispetto di tutto e tutti; un essere così geniale per nulla considerato, scacciato nel migliore dei casi; trattato come uno schiavo, senza ribellarsi mai, che sembra non avere dignità, che accetta ogni condizione imposta pur di perseguire i suoi scopi e trarre il massimo vantaggio dai fanfaroni di turno che, credendosi molto furbi e considerandolo una nullità, non hanno saputo presagire la propria sconfitta e sono caduti nelle sue trappole, rendendogli, alla fine, il lavoro molto più semplice.
Alcune parti a prima vista sono assolutamente comiche! se le rileggi sorridi ancora, ma con un retrogusto amaro; se ci torni su di nuovo, ti accorgi che forse - dietro a tutto ciò che di assurdo e inverosimile hai letto fino a quel momento - si nasconde qualcosa di molto più profondo, da un punto di vista esistenziale ed umano, degno di riflessione.
Mi piace, per certi aspetti, accostare Grenouille al fantasma dell'opera, anche lui genio misconosciuto che trama nell'ombra; o al Conte di Montecristo, lucido e spietato, che sa perfettamente dove vuole arrivare e come arrivarci; o a un novello Faust, perchè no? col dono di saper creare un profumo miracoloso in cambio dell'anima.. e in effetti Grenouille si perde per quel profumo, pur senza lo zampino del diavolo.. Grenouille ha il fascino malvagio di Dorian Gray; è ossessionato dal "profumo" come Claude Lantier dalla sua "opera" e, come lui, cercherà e troverà in essa la morte; il suo sperimentalismo folle mi fa tornare in mente Bouvard e Pecuchet; la descrizione della Francia ottocentesca dal punto di vista degli odori mi ha deliziato non meno di quelle di Zola e Balzac.. Non fosse altro che per tutti questi bellissimi romanzi che, a torto o ragione, mi ha riportato alla mente, che sono felice di aver respirato questo libro!