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- La guerra nel team (27)
- Racconto sulle 5 disfunzioni del lavoro di squadra
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By Patrick Lencioni -
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- Morto di riunioni (35)
- Racconto per risolvere uno dei più penosi problemi del lavoro
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By Patrick Lencioni -
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Già il titolo è significativo.
Frasi ricorrenti ormai entrate nel comune gergo aziendale:
“Che noia! Un’altra riunione inutile”,
“Alle riunioni non si decide mai nulla”,
“Facciamo troppe riunioni e perdiamo troppo tempo”,
“Ancora riunioni? Ma quando posso lavorare in pace?”, ... (continue ) -
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Mar 5, 2008 |
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- Coaching Leader (15)
- Dal potenziale individuale ai risultati del business
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By Paolo Terni -
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Il primo pensiero che emerge dalla lettura di “Coaching leader” è “Accidenti! Quanto ha studiato e letto per proporre un testo così dettagliato e preciso!” Quindi grazie all’autore per un ottimo lavoro di ricerca. La bibliografia è ampia e profonda: volendo, basta scegliere, qui troviamo i migliori ... (
continue ) -
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Mar 5, 2008 |
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La guerra nel team
Si faccia avanti chi non vive relazioni di gruppo irte di problemi e incomprensioni. Le ragioni più frequenti? Mancanza di fiducia reciproca, scarsa disciplina e responsabilità, paura dei conflitti, comportamenti autocentranti, tanto per citarne alcune.
Il buffo è che ogni volta che si affront ... (continue)
Si faccia avanti chi non vive relazioni di gruppo irte di problemi e incomprensioni. Le ragioni più frequenti? Mancanza di fiducia reciproca, scarsa disciplina e responsabilità, paura dei conflitti, comportamenti autocentranti, tanto per citarne alcune.
Il buffo è che ogni volta che si affronta un gruppo di persone e si dichiara che il successo dell’organizzazione è fondato sulla coesione e univocità di intenti del team, queste annuiscono convinte ma disperate. Capiscono cosa occorre fare, ma non riescono a individuarne il come e si scontrano con la difficoltà del mantenere obiettivi e relazioni a livello propulsivo. Il lavoro di squadra resta sfuggente, mentre la soluzione è semplice e complicata allo stesso tempo. In fondo, si tratta di controllare un insieme di comportamenti e di renderli amalgamabili tra di loro.
Il pregio del testo sta nelle dimensioni tascabili (a tutti piace imparare quanto basta impegnandosi poco), nella teoria lieve proposta attraverso un racconto (già ai tempi di Esopo si narravano favole educative), nella semplicità dell’apprendimento filtrato (poche regole ma buone, anzi ottime).
Un frullato delizioso, appaga il gusto senza complicanze dietetiche. E alla fine fornisce ricette di facile applicazione per replicare le strategie acquisite a casa propria.
La storia di questo libro parla di una manager, neanche troppo esperta in gestioni aziendali, chiamata a risolvere i problemi di una squadra allo sbando, inefficace quanto litigiosa. Procedendo nel racconto, ben presto ci si rende conto che in realtà la signora possiede competenze piuttosto interessanti che si traducono in azioni ammirevoli:
- raccoglie informazioni di prima mano, senza farsi guidare da pregiudizi altrui
- osserva le persone che compongono il team nelle loro attività di gruppo
- consegna senza timore feedback rilevanti e non solo positivi
- architetta strategie comunicative basate su alternative e conseguenze
- non ha paura di dispiacere gli altri con i suoi commenti brucianti
- mantiene con garbo, ma senza cedimenti, la guida del gioco
- esprime idee e azioni con linguaggio limpido e ben pensato.
Pazienza, razionalità, autocontrollo, coraggio, rispetto: sono solo alcuni dei valori dichiarati, e non solo a parole, ma agiti in ogni occasione. Che si tratti del vero mettere in pratica l’intelligenza emotiva di cui tanto si vocifera?
Alla base dell’ipotetica piramide che regge la soluzione del team in guerra perenne ecco spuntare l’assenza di fiducia. In testa, al vertice dei nostri pensieri professionali, siede la disattenzione ai risultati, annebbiati dalla tensione al successo individuale piuttosto che al bene dell’azienda. Tra l’uno e l’altro abbiamo la paura del conflitto che genera armonia artificiale, la mancanza di impegno che produce ambiguità ed il sottrarsi alla responsabilità che inevitabilmente procura bassi standard di qualità.
Ma è proprio vero che una riunione, palcoscenico privilegiato del team, può diventare più avvincente di un film? Qual è l’ingrediente che rende un film coinvolgente? Esatto: il conflitto. Tenere a mente e sperimentare alla prima occasione.