...Ed ecco che Faber prende la chitarra, e comincia a toccarne le corde e accompagnandosi intona una, due, forse cento canzoni. A me, a voi, a tutti coloro che lo amano, uditori affascinati, che ascoltiamo con ammirata attenzione, racconta storie di follie, esuberanti e curiose, racconti veri e inv
... (continue)
...Ed ecco che Faber prende la chitarra, e comincia a toccarne le corde e accompagnandosi intona una, due, forse cento canzoni. A me, a voi, a tutti coloro che lo amano, uditori affascinati, che ascoltiamo con ammirata attenzione, racconta storie di follie, esuberanti e curiose, racconti veri e inventati, autobiografici e non, che in estrema sintesi riproducono le infinite combinazioni di sentimenti, di pulsioni personali dei tipici personaggi deandriani, persi in un mucchio di sentieri, con i loro conflitti interiori, gli errori e gli strani percorsi di destini impervi e tortuosi tipici del secolo bugiardo. "Un destino ridicolo", io non l’ho letto. L’ho ascoltato, come una canzone. La sua trama l’ho immaginata, seduta a cavalcioni di una poltrona, immaginando di essere in una platea a gustarmi un degno concerto di musica di altri tempi, di cui solo lui poteva esserne il padre. …e seguono applausi scroscianti, ora come allora…
Un destino ridicolo
...Ed ecco che Faber prende la chitarra, e comincia a toccarne le corde e accompagnandosi intona una, due, forse cento canzoni.continue)
A me, a voi, a tutti coloro che lo amano, uditori affascinati, che ascoltiamo con ammirata attenzione, racconta storie di follie, esuberanti e curiose, racconti veri e inv ... (
...Ed ecco che Faber prende la chitarra, e comincia a toccarne le corde e accompagnandosi intona una, due, forse cento canzoni.
A me, a voi, a tutti coloro che lo amano, uditori affascinati, che ascoltiamo con ammirata attenzione, racconta storie di follie, esuberanti e curiose, racconti veri e inventati, autobiografici e non, che in estrema sintesi riproducono le infinite combinazioni di sentimenti, di pulsioni personali dei tipici personaggi deandriani, persi in un mucchio di sentieri, con i loro conflitti interiori, gli errori e gli strani percorsi di destini impervi e tortuosi tipici del secolo bugiardo.
"Un destino ridicolo", io non l’ho letto.
L’ho ascoltato, come una canzone.
La sua trama l’ho immaginata, seduta a cavalcioni di una poltrona, immaginando di essere in una platea a gustarmi un degno concerto di musica di altri tempi, di cui solo lui poteva esserne il padre.
…e seguono applausi scroscianti, ora come allora…