Trentatré componimenti limati che vanno oltre la poesia, rappresentando le immagini brevi riportate da un visitatore attento che scopre, passo dopo passo, la città di Buenos Aires. La lingua é colloquiale, le espressioni sobrie e la città sembra avvolta da una luce sconosciuta, che la rende bella e
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Trentatré componimenti limati che vanno oltre la poesia, rappresentando le immagini brevi riportate da un visitatore attento che scopre, passo dopo passo, la città di Buenos Aires. La lingua é colloquiale, le espressioni sobrie e la città sembra avvolta da una luce sconosciuta, che la rende bella e misteriosa allo stesso tempo. Borges non tradisce mai.
Se non fosse stato per l'incontro fortuito con una ragazza sul metrò di Parigi, che leggeva questo romanzo senza staccarsi un solo attimo dalla pagina, dubito che l'avrei mai scoperto. Al liceo, infatti, Orwell mi era stato presentato per "La fattoria degli animali' e '1984', all'' universitá un do
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Se non fosse stato per l'incontro fortuito con una ragazza sul metrò di Parigi, che leggeva questo romanzo senza staccarsi un solo attimo dalla pagina, dubito che l'avrei mai scoperto. Al liceo, infatti, Orwell mi era stato presentato per "La fattoria degli animali' e '1984', all'' universitá un docente di storia contemporanea propose 'Omaggio alla Catalogna' come approfondimento sulla guerra civile spagnola. E questo capolavoro giovanile dove lo mettiamo?
Letto in due giorni e piú che gradito sia per le descrizioni degli slum parigini ed inglesi che per le riflessioni sul lavoro precario e spesso degradante. Poi, per i cultori delle lingue straniere e dell'origine delle parole cadute in disuso, il capitolo sul gergo e sulle imprecazioni di Londra é poesia!
N.B. Il libro é quasi introvabile, fatta eccezione del volume dei Meridiani contenente tutte le opere di Orwell.
"La bora non è un fenomeno necessariamente calamitoso"
Estate 2009. Dopo un viaggio di 20 giorni in giro per la Francia e per quella che poi è stata ironicamente definita 'Padania allargata', festeggio il compleanno a Trieste. E me ne innamoro: città di frontiera, un porto da paura, un'eleganza aristocratica ma non artefatta ed una multietnicità mittele
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Estate 2009. Dopo un viaggio di 20 giorni in giro per la Francia e per quella che poi è stata ironicamente definita 'Padania allargata', festeggio il compleanno a Trieste. E me ne innamoro: città di frontiera, un porto da paura, un'eleganza aristocratica ma non artefatta ed una multietnicità mitteleuropea invidiabile. E poi, le statue di Svevo e Joyce di bronzo ad altezza naturale, che rendono la città un parco tematico, il mare in città (come a Catania, con la sola differenza che loro li chiamano 'topolini' noi 'solarium' ) e quei deliziosi scampi alla busara! Ho ritrovato questo e molto altro tra le pagine di questo libro. Piacevole e anche divertente. Sembra di girare la città con un simpatico amico del posto. Peccato non averlo letto prima! ----------------------- " La bora è forse la cosa più nota di Trieste, almeno dal punto di vista mediatico. Ogni volta che si verifica un cambiamento sensibile di clima, partono i servizi del tg sull'emergenza freddo (...) e si vedono sempre le stesse vecchiette afferrate ai corrimani, sempre la stessa signora impegnata a raddrizzare l'ombrello. La cosa divertente è che quando viene lanciato questo servizio, lo stesso da vent'anni!, a Trieste non c'è nessuna emergenza freddo né la bora!"
"C'è semmai, nel senso comune dei triestini, tutta una retorica sulla salubrità della bora. l'idea che dia tono e fortifichi non solo il fisico, ma anche il carattere. L'idea che sia una Ninfa del Carso, in qualche modo protettiva"
"Poche lingue cantano cosí. Peccato che gli italiani non lo sanno, e hanno smesso di cantare per copiare gli anglo-americani"
Pagato 99 centesimi, non penso valga di più. Pur contenendo una grandissima verità a pagina 12 ("La mia generazione ha avuto più fortuna che giudizio. Ha evitato trasferte, ha inquinato il mondo e l'ha riempito di nulla"), non approfondisce gli stereotipi (?) sulla Cina noti anche a chi non è mai st
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Pagato 99 centesimi, non penso valga di più. Pur contenendo una grandissima verità a pagina 12 ("La mia generazione ha avuto più fortuna che giudizio. Ha evitato trasferte, ha inquinato il mondo e l'ha riempito di nulla"), non approfondisce gli stereotipi (?) sulla Cina noti anche a chi non è mai stato in Oriente. I cinesi sono asociali, fatti con lo stampino, sminuzzano tutto quello che mangiano ( da qui i documentari francesi sull'incapacità di un bambino cinese di masticare la carne tagliata all'occidentale) e lo smog avvolge le loro case e la loro vita.
Una stellina per le ultime 5 righe del libro: "Dal beccuccio del samovar esce un filo serpentiforme di vapore, e in quel magico sfiato c'è anche il fumo del piroscafo lloydiano di zio Antoni[ett]o che andava in Cina tanto tempo fa"
"Per capire l'Italia, basta davvero un finestrino"
Un viaggio da vagabondi radical chic, che vedono scivolare il paesaggio italiano sui finestrini della gloriosa "vagona baldracca" . Paolo Rumiz e Marco Paolini sono nostalgici frequentatori di binari dimenticati, ma a lettura ultimata viene da chiedere: finito il reportage, dopo aver detto peste e c
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Un viaggio da vagabondi radical chic, che vedono scivolare il paesaggio italiano sui finestrini della gloriosa "vagona baldracca" . Paolo Rumiz e Marco Paolini sono nostalgici frequentatori di binari dimenticati, ma a lettura ultimata viene da chiedere: finito il reportage, dopo aver detto peste e corna di chi viaggia ad alta velocità, voi come vi spostate sul territorio italiano?
Il racconto è comunque piacevole e divertente, sebbene scarno in alcuni punti. Le vignette di Altan sono oscene. ------------------------------------- "Santa Maria Novella è un capolavoro fascista (...)All'uscita, anzichè la fila dei taxi, prendiamo per sbaglio quella dei mendicanti in attesa del pasto caldo della comunità di Sant'Egidio.È facile sbagliarsi, la coda per i taxi è a venti metri appena. L'accostamento tra barboni e utenti da Eurostar è geniale."
"I segreti in Sicilia li sanno tutti, altrimenti che segreti sono?"
Fervore di Buenos Aires
Trentatré componimenti limati che vanno oltre la poesia, rappresentando le immagini brevi riportate da un visitatore attento che scopre, passo dopo passo, la città di Buenos Aires. La lingua é colloquiale, le espressioni sobrie e la città sembra avvolta da una luce sconosciuta, che la rende bella e ... (continue)
Trentatré componimenti limati che vanno oltre la poesia, rappresentando le immagini brevi riportate da un visitatore attento che scopre, passo dopo passo, la città di Buenos Aires. La lingua é colloquiale, le espressioni sobrie e la città sembra avvolta da una luce sconosciuta, che la rende bella e misteriosa allo stesso tempo.
Borges non tradisce mai.
Senza un soldo a Parigi e a Londra
Se non fosse stato per l'incontro fortuito con una ragazza sul metrò di Parigi, che leggeva questo romanzo senza staccarsi un solo attimo dalla pagina, dubito che l'avrei mai scoperto. Al liceo, infatti, Orwell mi era stato presentato per "La fattoria degli animali' e '1984', all'' universitá un do ... (continue)
Se non fosse stato per l'incontro fortuito con una ragazza sul metrò di Parigi, che leggeva questo romanzo senza staccarsi un solo attimo dalla pagina, dubito che l'avrei mai scoperto. Al liceo, infatti, Orwell mi era stato presentato per "La fattoria degli animali' e '1984', all'' universitá un docente di storia contemporanea propose 'Omaggio alla Catalogna' come approfondimento sulla guerra civile spagnola. E questo capolavoro giovanile dove lo mettiamo?
Letto in due giorni e piú che gradito sia per le descrizioni degli slum parigini ed inglesi che per le riflessioni sul lavoro precario e spesso degradante. Poi, per i cultori delle lingue straniere e dell'origine delle parole cadute in disuso, il capitolo sul gergo e sulle imprecazioni di Londra é poesia!
N.B. Il libro é quasi introvabile, fatta eccezione del volume dei Meridiani contenente tutte le opere di Orwell.
Trieste sottosopra
Estate 2009. Dopo un viaggio di 20 giorni in giro per la Francia e per quella che poi è stata ironicamente definita 'Padania allargata', festeggio il compleanno a Trieste. E me ne innamoro: città di frontiera, un porto da paura, un'eleganza aristocratica ma non artefatta ed una multietnicità mittele ... (continue)
Estate 2009. Dopo un viaggio di 20 giorni in giro per la Francia e per quella che poi è stata ironicamente definita 'Padania allargata', festeggio il compleanno a Trieste. E me ne innamoro: città di frontiera, un porto da paura, un'eleganza aristocratica ma non artefatta ed una multietnicità mitteleuropea invidiabile. E poi, le statue di Svevo e Joyce di bronzo ad altezza naturale, che rendono la città un parco tematico, il mare in città (come a Catania, con la sola differenza che loro li chiamano 'topolini' noi 'solarium' ) e quei deliziosi scampi alla busara! Ho ritrovato questo e molto altro tra le pagine di questo libro. Piacevole e anche divertente. Sembra di girare la città con un simpatico amico del posto.
Peccato non averlo letto prima!
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" La bora è forse la cosa più nota di Trieste, almeno dal punto di vista mediatico. Ogni volta che si verifica un cambiamento sensibile di clima, partono i servizi del tg sull'emergenza freddo (...) e si vedono sempre le stesse vecchiette afferrate ai corrimani, sempre la stessa signora impegnata a raddrizzare l'ombrello. La cosa divertente è che quando viene lanciato questo servizio, lo stesso da vent'anni!, a Trieste non c'è nessuna emergenza freddo né la bora!"
"C'è semmai, nel senso comune dei triestini, tutta una retorica sulla salubrità della bora. l'idea che dia tono e fortifichi non solo il fisico, ma anche il carattere. L'idea che sia una Ninfa del Carso, in qualche modo protettiva"
Maledetta Cina
Pagato 99 centesimi, non penso valga di più. Pur contenendo una grandissima verità a pagina 12 ("La mia generazione ha avuto più fortuna che giudizio. Ha evitato trasferte, ha inquinato il mondo e l'ha riempito di nulla"), non approfondisce gli stereotipi (?) sulla Cina noti anche a chi non è mai st ... (continue)
Pagato 99 centesimi, non penso valga di più. Pur contenendo una grandissima verità a pagina 12 ("La mia generazione ha avuto più fortuna che giudizio. Ha evitato trasferte, ha inquinato il mondo e l'ha riempito di nulla"), non approfondisce gli stereotipi (?) sulla Cina noti anche a chi non è mai stato in Oriente. I cinesi sono asociali, fatti con lo stampino, sminuzzano tutto quello che mangiano ( da qui i documentari francesi sull'incapacità di un bambino cinese di masticare la carne tagliata all'occidentale) e lo smog avvolge le loro case e la loro vita.
Una stellina per le ultime 5 righe del libro: "Dal beccuccio del samovar esce un filo serpentiforme di vapore, e in quel magico sfiato c'è anche il fumo del piroscafo lloydiano di zio Antoni[ett]o che andava in Cina tanto tempo fa"
L'Italia in seconda classe
Un viaggio da vagabondi radical chic, che vedono scivolare il paesaggio italiano sui finestrini della gloriosa "vagona baldracca" . Paolo Rumiz e Marco Paolini sono nostalgici frequentatori di binari dimenticati, ma a lettura ultimata viene da chiedere: finito il reportage, dopo aver detto peste e c ... (continue)
Un viaggio da vagabondi radical chic, che vedono scivolare il paesaggio italiano sui finestrini della gloriosa "vagona baldracca" . Paolo Rumiz e Marco Paolini sono nostalgici frequentatori di binari dimenticati, ma a lettura ultimata viene da chiedere: finito il reportage, dopo aver detto peste e corna di chi viaggia ad alta velocità, voi come vi spostate sul territorio italiano?
Il racconto è comunque piacevole e divertente, sebbene scarno in alcuni punti. Le vignette di Altan sono oscene.
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"Santa Maria Novella è un capolavoro fascista (...)All'uscita, anzichè la fila dei taxi, prendiamo per sbaglio quella dei mendicanti in attesa del pasto caldo della comunità di Sant'Egidio.È facile sbagliarsi, la coda per i taxi è a venti metri appena. L'accostamento tra barboni e utenti da Eurostar è geniale."
"I segreti in Sicilia li sanno tutti, altrimenti che segreti sono?"