"Trascinato dalla fiumana densa e disordinata, ha pensato che la città avrebbe sempre imposto la propria cadenza, la fretta e le ore di punta, continuando a ignorare quei milioni di traiettorie solitarie, all'intersezione delle quali non c'è niente, nient'altro che il vuoto oppure una scintilla, sub
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"Trascinato dalla fiumana densa e disordinata, ha pensato che la città avrebbe sempre imposto la propria cadenza, la fretta e le ore di punta, continuando a ignorare quei milioni di traiettorie solitarie, all'intersezione delle quali non c'è niente, nient'altro che il vuoto oppure una scintilla, subito spenta."
La De Vigan stavolta mi ha deluso. Peccato, perché ricordo che "Gli effetti secondari dei sogni" mi era piaciuto tantissimo... qui non sembra neppure la stessa scrittrice. Due vite parallele che scorrono per pagine e pagine, senza un colpo di scena, senza qualcosa che ispiri il lettore; solo angoscia, solitudine e tristezza in queste due storie che sembra vadano avanti per inerzia, esattamente come i loro protagonisti.
"Sono qui. Insegno a rimanere a galla. Che è il mestiere più bello del mondo."
Questo libro è la cronaca di una malattia prima e di un trapianto poi, raccontati passo per passo, nei dettagli, da chi per tutta la vita si è sforzato di rimanere a galla, nonostante la tempesta. Cinismo, umorismo e mo
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"Sono qui. Insegno a rimanere a galla. Che è il mestiere più bello del mondo."
Questo libro è la cronaca di una malattia prima e di un trapianto poi, raccontati passo per passo, nei dettagli, da chi per tutta la vita si è sforzato di rimanere a galla, nonostante la tempesta. Cinismo, umorismo e momenti di sconforto si intrecciano per dar luogo ad un racconto che tiene gli occhi incollati alle pagine, curiosi di scoprire come andrà a finire la storia di Valter.
La giovane Coltorti passa con nonchalance dai "parents" di Brizzi ai pezzi grossi della letteratura, e lo fa in modo a volte snervante. Sa scrivere, cioè, la sua penna non è male...ed è anche possibile che, se ci si mette di impegno, riesca anche a sfornare una storia che non sia tanto irreale come
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La giovane Coltorti passa con nonchalance dai "parents" di Brizzi ai pezzi grossi della letteratura, e lo fa in modo a volte snervante. Sa scrivere, cioè, la sua penna non è male...ed è anche possibile che, se ci si mette di impegno, riesca anche a sfornare una storia che non sia tanto irreale come questa...però cavolo, quali "Romeo e Giulietta moderni"? Ma povero Shakespeare, cosa gli tocca sentire.
La prossima volta che un titolo mi attirerà e, soprattutto, si riferirà ad uno di quei super casi editoriali, prometto che mi taglierò le mani prima di arrivare alla cassa.
Si, ok, spesso si ripeterà...ma c'è poco da fare: Lucianina fa sempre morire dal ridere. Come analizza lei l'attuale situazione italiana, non lo fa nessuno. E passa da Belèn e Belìn alla condizione femminile; a volte fa letteralmente piegare dalle risate, e a volte fa ragionare.
Si, ok, spesso si ripeterà...ma c'è poco da fare: Lucianina fa sempre morire dal ridere. Come analizza lei l'attuale situazione italiana, non lo fa nessuno. E passa da Belèn e Belìn alla condizione femminile; a volte fa letteralmente piegare dalle risate, e a volte fa ragionare.
Troppo breve, potrei dire quasi striminzito, vola via in un attimo, dura troppo poco. Arrivi alla novantottesima pagina e ti chiedi dove sono finite le altre. Maledici in mille lingue perché è già finito, e la sola cosa che resta sono le perle che De Silva riesce, nonostante tutto, a sparpagliare qu
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Troppo breve, potrei dire quasi striminzito, vola via in un attimo, dura troppo poco. Arrivi alla novantottesima pagina e ti chiedi dove sono finite le altre. Maledici in mille lingue perché è già finito, e la sola cosa che resta sono le perle che De Silva riesce, nonostante tutto, a sparpagliare qua e là.
"Era in quel silenzio intimidito e colpevole, in quella coda di paglia che censurava ogni intento moralistico, che Nicola si riconosceva di più. Come tanti, anche lui si guardava bene dal giudicare, perché anche lui, come tanti, nel profondo sapeva che quello che soprattutto fa la persona che ami è occupare dello spazio, stare al mondo, diventare il tuo spazio e il tuo mondo. E il peggio che ti può capitare, quando ti abitui a vivere in un mondo ridotto a una persona soltanto, è di pensare di avere abbastanza mondo per essere felice, addirittura diventarlo, e così raccontarti che nel resto del mondo, tutto quell'altro mondo che non è lei, non vuoi neanche più andarci; infatti non ci vai, e dopo un po' ti senti persino fiero di aver smesso di frequentarlo, quel mondo così vasto, anche se poi quando viene a girare dalle tue parti o lo vedi dalla finestra ti sale un po' di magone, e te ne torni dentro mordendoti le labbra."
Le ore sotterranee
***This comment contains spoilers! ***
"Trascinato dalla fiumana densa e disordinata, ha pensato che la città avrebbe sempre imposto la propria cadenza, la fretta e le ore di punta, continuando a ignorare quei milioni di traiettorie solitarie, all'intersezione delle quali non c'è niente, nient'altro che il vuoto oppure una scintilla, sub ... (continue)
"Trascinato dalla fiumana densa e disordinata, ha pensato che la città avrebbe sempre imposto la propria cadenza, la fretta e le ore di punta, continuando a ignorare quei milioni di traiettorie solitarie, all'intersezione delle quali non c'è niente, nient'altro che il vuoto oppure una scintilla, subito spenta."
La De Vigan stavolta mi ha deluso.
Peccato, perché ricordo che "Gli effetti secondari dei sogni" mi era piaciuto tantissimo... qui non sembra neppure la stessa scrittrice.
Due vite parallele che scorrono per pagine e pagine, senza un colpo di scena, senza qualcosa che ispiri il lettore; solo angoscia, solitudine e tristezza in queste due storie che sembra vadano avanti per inerzia, esattamente come i loro protagonisti.
Chiedo scusa
"Sono qui. Insegno a rimanere a galla. Che è il mestiere più bello del mondo."
Questo libro è la cronaca di una malattia prima e di un trapianto poi, raccontati passo per passo, nei dettagli, da chi per tutta la vita si è sforzato di rimanere a galla, nonostante la tempesta. Cinismo, umorismo e mo ... (continue)
"Sono qui. Insegno a rimanere a galla. Che è il mestiere più bello del mondo."
Questo libro è la cronaca di una malattia prima e di un trapianto poi, raccontati passo per passo, nei dettagli, da chi per tutta la vita si è sforzato di rimanere a galla, nonostante la tempesta. Cinismo, umorismo e momenti di sconforto si intrecciano per dar luogo ad un racconto che tiene gli occhi incollati alle pagine, curiosi di scoprire come andrà a finire la storia di Valter.
Abate e il buon vecchio Mastrofranco promossi!
Le affinità alchemiche
La giovane Coltorti passa con nonchalance dai "parents" di Brizzi ai pezzi grossi della letteratura, e lo fa in modo a volte snervante.continue)
Sa scrivere, cioè, la sua penna non è male...ed è anche possibile che, se ci si mette di impegno, riesca anche a sfornare una storia che non sia tanto irreale come ... (
La giovane Coltorti passa con nonchalance dai "parents" di Brizzi ai pezzi grossi della letteratura, e lo fa in modo a volte snervante.
Sa scrivere, cioè, la sua penna non è male...ed è anche possibile che, se ci si mette di impegno, riesca anche a sfornare una storia che non sia tanto irreale come questa...però cavolo, quali "Romeo e Giulietta moderni"? Ma povero Shakespeare, cosa gli tocca sentire.
La prossima volta che un titolo mi attirerà e, soprattutto, si riferirà ad uno di quei super casi editoriali, prometto che mi taglierò le mani prima di arrivare alla cassa.
Madama Sbatterflay
Si, ok, spesso si ripeterà...ma c'è poco da fare: Lucianina fa sempre morire dal ridere.
Come analizza lei l'attuale situazione italiana, non lo fa nessuno. E passa da Belèn e Belìn alla condizione femminile; a volte fa letteralmente piegare dalle risate, e a volte fa ragionare.
Grazie Littizzett ... (continue)
Si, ok, spesso si ripeterà...ma c'è poco da fare: Lucianina fa sempre morire dal ridere.
Come analizza lei l'attuale situazione italiana, non lo fa nessuno. E passa da Belèn e Belìn alla condizione femminile; a volte fa letteralmente piegare dalle risate, e a volte fa ragionare.
Grazie Littizzetto!
Mancarsi
Troppo breve, potrei dire quasi striminzito, vola via in un attimo, dura troppo poco. Arrivi alla novantottesima pagina e ti chiedi dove sono finite le altre. Maledici in mille lingue perché è già finito, e la sola cosa che resta sono le perle che De Silva riesce, nonostante tutto, a sparpagliare qu ... (continue)
Troppo breve, potrei dire quasi striminzito, vola via in un attimo, dura troppo poco. Arrivi alla novantottesima pagina e ti chiedi dove sono finite le altre. Maledici in mille lingue perché è già finito, e la sola cosa che resta sono le perle che De Silva riesce, nonostante tutto, a sparpagliare qua e là.
"Era in quel silenzio intimidito e colpevole, in quella coda di paglia che censurava ogni intento moralistico, che Nicola si riconosceva di più. Come tanti, anche lui si guardava bene dal giudicare, perché anche lui, come tanti, nel profondo sapeva che quello che soprattutto fa la persona che ami è occupare dello spazio, stare al mondo, diventare il tuo spazio e il tuo mondo. E il peggio che ti può capitare, quando ti abitui a vivere in un mondo ridotto a una persona soltanto, è di pensare di avere abbastanza mondo per essere felice, addirittura diventarlo, e così raccontarti che nel resto del mondo, tutto quell'altro mondo che non è lei, non vuoi neanche più andarci; infatti non ci vai, e dopo un po' ti senti persino fiero di aver smesso di frequentarlo, quel mondo così vasto, anche se poi quando viene a girare dalle tue parti o lo vedi dalla finestra ti sale un po' di magone, e te ne torni dentro mordendoti le labbra."