Prequel della serie investigativa con protagonista l'ispettore Lynley, questo romanzo è certamente essenziale per giungere alla comprensione degli intrecci e delle vicende personali che fanno da sfondo alle avventure investigative dell'ottavo conte di Asherton. E in effetti la componente prettamente
... (continue)
Prequel della serie investigativa con protagonista l'ispettore Lynley, questo romanzo è certamente essenziale per giungere alla comprensione degli intrecci e delle vicende personali che fanno da sfondo alle avventure investigative dell'ottavo conte di Asherton. E in effetti la componente prettamente "mystery" della narrazione risulta un pò più fiacca rispetto al solito tenore cui ci ha abituati la George, sebbene la vicenda non manchi di colpi di scena e momenti di suspance ben orchestrati. Un buon romanzo a mio parere, quantunque l'assenza della figura del sergente Havers, presente solo in un breve cameo, si avverta in maniera inequivocabile.
Uno Sherlock Holmes che mi ha coinvolto meno del solito nelle sue arzigogolate e dettagliatissime indagini, in una storia che a parer mio pecca un pò per l'intreccio non proprio riuscitissimo. Nonostante ciò la classe dell'investigatore per antonomasia è inconfondibile.
Dopo "On the Road" è, a mio parere, il libro più bello e attuale di Kerouac. Ci mostra un'altra America, un'America quasi spirituale, anche in mezzo alle folle... il rapporto con la natura, il sentirsi parte di essa, poi la ricerca della solitudine per riscoprire se stesso... anche chi non ama lo sp
... (continue)
Dopo "On the Road" è, a mio parere, il libro più bello e attuale di Kerouac. Ci mostra un'altra America, un'America quasi spirituale, anche in mezzo alle folle... il rapporto con la natura, il sentirsi parte di essa, poi la ricerca della solitudine per riscoprire se stesso... anche chi non ama lo spirito degli anni settanta e considera questo genere un po’ superato, può trovare in quest’opera la parte più pura e sincera dello spirito di allora.
Il lungo ritorno
Prequel della serie investigativa con protagonista l'ispettore Lynley, questo romanzo è certamente essenziale per giungere alla comprensione degli intrecci e delle vicende personali che fanno da sfondo alle avventure investigative dell'ottavo conte di Asherton.continue)
E in effetti la componente prettamente ... (
Prequel della serie investigativa con protagonista l'ispettore Lynley, questo romanzo è certamente essenziale per giungere alla comprensione degli intrecci e delle vicende personali che fanno da sfondo alle avventure investigative dell'ottavo conte di Asherton.
E in effetti la componente prettamente "mystery" della narrazione risulta un pò più fiacca rispetto al solito tenore cui ci ha abituati la George, sebbene la vicenda non manchi di colpi di scena e momenti di suspance ben orchestrati.
Un buon romanzo a mio parere, quantunque l'assenza della figura del sergente Havers, presente solo in un breve cameo, si avverta in maniera inequivocabile.
Il segno dei quattro
Uno Sherlock Holmes che mi ha coinvolto meno del solito nelle sue arzigogolate e dettagliatissime indagini, in una storia che a parer mio pecca un pò per l'intreccio non proprio riuscitissimo.
Nonostante ciò la classe dell'investigatore per antonomasia è inconfondibile.
Dell'amore e di altri demoni
E' stato impossibile non paragonarlo all'epopea della famiglia Buendía, e nel confronto il libro delude troppo le aspettative, quantomeno le mie.
Big Sur
Autobiografico, struggente e malinconico, un'opera dura ma indubbiamente molto umana.
Angeli di desolazione
Dopo "On the Road" è, a mio parere, il libro più bello e attuale di Kerouac.continue)
Ci mostra un'altra America, un'America quasi spirituale, anche in mezzo alle folle... il rapporto con la natura, il sentirsi parte di essa, poi la ricerca della solitudine per riscoprire se stesso... anche chi non ama lo sp ... (
Dopo "On the Road" è, a mio parere, il libro più bello e attuale di Kerouac.
Ci mostra un'altra America, un'America quasi spirituale, anche in mezzo alle folle... il rapporto con la natura, il sentirsi parte di essa, poi la ricerca della solitudine per riscoprire se stesso... anche chi non ama lo spirito degli anni settanta e considera questo genere un po’ superato, può trovare in quest’opera la parte più pura e sincera dello spirito di allora.