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Piccolo uovo
Ci sarebbe solo da ridereIl libro di di Francesca Pardi e Tullio F. Altan è finito suo malgrado nella cronaca politica.
Un messaggio twitter la sezione milanese di Forza Nuova lo segnalava come degno di essere bruciato in piazza mentre, nei giorni successivi, la Lega Nord per bocca di Matteo Salvini e probabilmente per no ... (continue)
Il libro di di Francesca Pardi e Tullio F. Altan è finito suo malgrado nella cronaca politica.
Un messaggio twitter la sezione milanese di Forza Nuova lo segnalava come degno di essere bruciato in piazza mentre, nei giorni successivi, la Lega Nord per bocca di Matteo Salvini e probabilmente per non essere da meno, denunciava un altro libro di Francesca Pardi -Piccola storia di una famiglia* - perché venisse, se non ritirato dalle biblioteche comunali, riservato almeno "alla lettura di un pubblico più adulto".
Questa indesiderata pubblicità ha regalato alla casa Editrice Lo stampatello la bellissima recensione che trovate di seguito.
A firmarla è Mauro Vittorio Grimoldi, Presidente Ordine Psicologi della Lombardia.
"Devo ammettere che Piccolo uovo è tra i libri che leggo a mia figlia Caterina. Lei ha tre anni e lo trova divertente, colorato, mi chiede delle famiglie di animali che il piccolo uovo va a conoscere, scoprendo il bello di ognuna di esse. Piccolo uovo è un libro simpatico, ben disegnato, non è un libro politico. Tanto meno è un libro che parla di sesso ai bambini, ed è ridicolo pensare che possa condizionare le scelte sessuali future. Certo, è un libro attuale, che racconta di cuccioli cresciuti da coppie (di animali) eterosessuali ma anche da genitori unici, da famiglie ricostituite, da genitori adottivi e qualche volta anche da coppie omosessuali. Insomma, è la realtà.
Il messaggio che il libro veicola è un messaggio di tolleranza, semplice e chiaro. L’idea di fondo è che l’omogeneità non sia un valore, ma, al contrario, che ci possa essere un valore nelle differenze. Si può non essere tutti uguali senza avere paura.
Il rifiuto del diverso e di ciò che viene da fuori corrisponde in psicanalisi ad una posizione regressiva, profondamente difensiva e spaventata. Nelle polemiche di questi giorni traspare più che altro questo, la paura degli adulti. Una paura che si trasforma in rabbia e produce immagini sopite di forni e pire roventi che ardono questa volta innocui libri per bambini, in un novello e inquietante Fahreneit 451. Qualcosa di simile si vede con quegli adolescenti che aggrediscono “i diversi” nel reale, dando fuoco al barbone in un parco, picchiando il compagno disabile in classe o semplicemente scegliendo di apostrofare gli amici con un termine come “frocio” invece di sceglierne altri. Grandi e adolescenti mettono comunque in scena la recita della paura e dell’intolleranza evidentemente ancora troppo presente nella nostra cultura.
La convinzione dell’utilità del messaggio talmente semplice da apparire naif del “piccolo uovo” viene proprio da questa stessa polemica, dai toni accesi e spaventati degli adulti che sono accorsi ancora una volta a difendere il proprio essere wasp che ci convince sull’utilità del messaggio del “piccolo uovo”. Per non diventare adulti così, spaventati da ogni diversità grande e piccola. Anche quella di un libretto colorato.
Dott. Mauro Vittorio Grimoldi
Presidente Ordine Psicologi della Lombardia
Coordinatore del gruppo CNOP Tutela e Qualità della Formazione in Psicoterapia
*
Piccola storia di una famiglia, racconta la vicenda di Meri e Franci, che «volevano fare una famiglia proprio come un uomo e una donna», le segue nel viaggio in una clinica in Olanda dove Franci «si è fatta dare un semino» da cui nascerà Margherita che «ha due mamme» che sono «i suoi genitori».
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