Gli italiani, la Stasi e il Muro: gli ingenui e...quelli che ce l'hanno fatta
Ottimo volume per gli interessati all'argomento. Merita però una menzione il capitolo sugli italiani per 3 motivi: 1) sono fatti sconosciuti ai più 2)una lezione di umanità (ma anche di imprudenza) 3) conoscere il disinteresse dell'inetto Stato italiano, a differenza dell'ex RFT, nei confronti dei p
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Ottimo volume per gli interessati all'argomento. Merita però una menzione il capitolo sugli italiani per 3 motivi: 1) sono fatti sconosciuti ai più 2)una lezione di umanità (ma anche di imprudenza) 3) conoscere il disinteresse dell'inetto Stato italiano, a differenza dell'ex RFT, nei confronti dei poveri connazionali che sono morti o ingiustamente reclusi nelle tremende carceri Stasi.
Mi unisco a coloro che si sono soffermati giustamente sulla scrittura attenta e coinvolgente di Barbara Lanati. Leggendo, centellinando le pagine perché non finisse subito, una cosa mi ha colpito di Emily Dickinson: il fatto che per lei fosse meglio la solitudine che la compagnia falsa di persone c
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Mi unisco a coloro che si sono soffermati giustamente sulla scrittura attenta e coinvolgente di Barbara Lanati. Leggendo, centellinando le pagine perché non finisse subito, una cosa mi ha colpito di Emily Dickinson: il fatto che per lei fosse meglio la solitudine che la compagnia falsa di persone che la giudicavano una "stravagante". Un esempio di coerenza e sincerità.
Ho acquistato il libro dieci minuti dopo la bellissima intervista di Tommaso De Lorenzis a Fahrenheit e mi unisco al coro di recensioni positive. Un sola cosa: non avendo vissuto quegli anni da adulta, ho fatto fatica a immergermi in quel tipo di clima 68 vs 77, etc..Forse è un libro che si rivolge
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Ho acquistato il libro dieci minuti dopo la bellissima intervista di Tommaso De Lorenzis a Fahrenheit e mi unisco al coro di recensioni positive. Un sola cosa: non avendo vissuto quegli anni da adulta, ho fatto fatica a immergermi in quel tipo di clima 68 vs 77, etc..Forse è un libro che si rivolge più a coloro che "c'erano" piuttosto che a coloro che vorrebbero sapere perchè stavano nella culla. Continuerò con il libro di Concetto Vecchio.
Carlo Petrini ha giocato in serie A e in Nazionale negli anni Settanta ed è stato, come lui stesso si è definito, un "calciatore medio d'allevamento". Nella sua esperienza troviamo tanti ingredienti del calcio un po' artigianale di allora: un ragazzino di provincia di famiglia modesta, i piedi buoni
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Carlo Petrini ha giocato in serie A e in Nazionale negli anni Settanta ed è stato, come lui stesso si è definito, un "calciatore medio d'allevamento". Nella sua esperienza troviamo tanti ingredienti del calcio un po' artigianale di allora: un ragazzino di provincia di famiglia modesta, i piedi buoni, tanti soldi, donne collezionate come figurine e purtroppo un po' di ignoranza. I medici iniettavano sostanze sconosciute nel corpo degli sportivi senza che gli stessi ponessero la benché minima domanda, l'ebbrezza dei milioni cancellò ogni scrupolo etico e sportivo di fronte alle partite truccate e altro. Il "fango" del titolo allude alle partite combinate, al doping "dribblato" ma emerge un po' annacquato tra le mille squallide cronache della sua stupefacente vita di tombeur de femmes all'insaputa della povera moglie. Il racconto prosegue, sempre uguale, tra formazioni diligentemente elencate e tanti cambi di maglia fino alla discesa nell'oblìo di "ex" in squadre di terz'ordine dopo lo scandalo "scommesse e in affari sfortunati.Il destino, prima così generoso, gli voltò le spalle d'improvviso e Petrini visse una lunga serie di esperienze dolorosissime. Non un capolavoro di scrittura ma una storia da leggere per riflettere su quanto il calcio sia il vero specchio del paese.
Non si può dividere il cielo
***This comment contains spoilers! ***
Ottimo volume per gli interessati all'argomento.continue)
Merita però una menzione il capitolo sugli italiani per 3 motivi:
1) sono fatti sconosciuti ai più
2)una lezione di umanità (ma anche di imprudenza)
3) conoscere il disinteresse dell'inetto Stato italiano, a differenza dell'ex RFT, nei confronti dei p ... (
Ottimo volume per gli interessati all'argomento.
Merita però una menzione il capitolo sugli italiani per 3 motivi:
1) sono fatti sconosciuti ai più
2)una lezione di umanità (ma anche di imprudenza)
3) conoscere il disinteresse dell'inetto Stato italiano, a differenza dell'ex RFT, nei confronti dei poveri connazionali che sono morti o ingiustamente reclusi nelle tremende carceri Stasi.
Vita di Emily Dickinson
Mi unisco a coloro che si sono soffermati giustamente sulla scrittura attenta e coinvolgente di Barbara Lanati. Leggendo, centellinando le pagine perché non finisse subito, una cosa mi ha colpito di Emily Dickinson: il fatto che per lei fosse meglio la solitudine che la compagnia falsa di persone c ... (continue)
Mi unisco a coloro che si sono soffermati giustamente sulla scrittura attenta e coinvolgente di Barbara Lanati. Leggendo, centellinando le pagine perché non finisse subito, una cosa mi ha colpito di Emily Dickinson: il fatto che per lei fosse meglio la solitudine che la compagnia falsa di persone che la giudicavano una "stravagante". Un esempio di coerenza e sincerità.
La letteratura inglese dal Medioevo all'illuminismo
un filino datato ma sempre utile e soprattutto, irrinunciabile
L'aspra stagione
Ho acquistato il libro dieci minuti dopo la bellissima intervista di Tommaso De Lorenzis a Fahrenheit e mi unisco al coro di recensioni positive. Un sola cosa: non avendo vissuto quegli anni da adulta, ho fatto fatica a immergermi in quel tipo di clima 68 vs 77, etc..Forse è un libro che si rivolge ... (continue)
Ho acquistato il libro dieci minuti dopo la bellissima intervista di Tommaso De Lorenzis a Fahrenheit e mi unisco al coro di recensioni positive. Un sola cosa: non avendo vissuto quegli anni da adulta, ho fatto fatica a immergermi in quel tipo di clima 68 vs 77, etc..Forse è un libro che si rivolge più a coloro che "c'erano" piuttosto che a coloro che vorrebbero sapere perchè stavano nella culla. Continuerò con il libro di Concetto Vecchio.
Nel fango del dio pallone
Carlo Petrini ha giocato in serie A e in Nazionale negli anni Settanta ed è stato, come lui stesso si è definito, un "calciatore medio d'allevamento". Nella sua esperienza troviamo tanti ingredienti del calcio un po' artigianale di allora: un ragazzino di provincia di famiglia modesta, i piedi buoni ... (continue)
Carlo Petrini ha giocato in serie A e in Nazionale negli anni Settanta ed è stato, come lui stesso si è definito, un "calciatore medio d'allevamento". Nella sua esperienza troviamo tanti ingredienti del calcio un po' artigianale di allora: un ragazzino di provincia di famiglia modesta, i piedi buoni, tanti soldi, donne collezionate come figurine e purtroppo un po' di ignoranza. I medici iniettavano sostanze sconosciute nel corpo degli sportivi senza che gli stessi ponessero la benché minima domanda, l'ebbrezza dei milioni cancellò ogni scrupolo etico e sportivo di fronte alle partite truccate e altro. Il "fango" del titolo allude alle partite combinate, al doping "dribblato" ma emerge un po' annacquato tra le mille squallide cronache della sua stupefacente vita di tombeur de femmes all'insaputa della povera moglie. Il racconto prosegue, sempre uguale, tra formazioni diligentemente elencate e tanti cambi di maglia fino alla discesa nell'oblìo di "ex" in squadre di terz'ordine dopo lo scandalo "scommesse e in affari sfortunati.Il destino, prima così generoso, gli voltò le spalle d'improvviso e Petrini visse una lunga serie di esperienze dolorosissime.
Non un capolavoro di scrittura ma una storia da leggere per riflettere su quanto il calcio sia il vero specchio del paese.