PIacevole diversivo invernale davanti al camino acceso
La storia è estremamente lineare, scorre agilmente tra una descrizione dell'epoca (inghilterra, anni 70) e una caratterizzazione molto precisa dei personaggi principali. Ci si lascia trasportare in una narrativa pulita e diretta, con dei picchi di poesia che emergono ogni tanto. Il finale mi ha lasc
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La storia è estremamente lineare, scorre agilmente tra una descrizione dell'epoca (inghilterra, anni 70) e una caratterizzazione molto precisa dei personaggi principali. Ci si lascia trasportare in una narrativa pulita e diretta, con dei picchi di poesia che emergono ogni tanto. Il finale mi ha lasciata un po' perplessa, del tutto inaspettato.
biografia di un uomo che ha avuto una vita da romanzo
Non serve inventare quando si vive una vita che porta a spostarsi nel mondo e a vivere situazioni poliedriche. Il biografo si sforza principalmente di inquadrare moralmente, giustificare, spiegare, anche imbarazzarsi per le scelte molto radicali di un uomo che ha avuto molteplici incontri con ogni t
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Non serve inventare quando si vive una vita che porta a spostarsi nel mondo e a vivere situazioni poliedriche. Il biografo si sforza principalmente di inquadrare moralmente, giustificare, spiegare, anche imbarazzarsi per le scelte molto radicali di un uomo che ha avuto molteplici incontri con ogni tipo di situazione descrivibile in un buon libro di narrativa di viaggio. Parallelamente si snoda anche la storia della Russia, rivelando il giudizio più popolare sull'operato dei suoi protagonisti famosi. Scrittura molto coinvolgente.
E' come guardare il concetto di donna che si riflette in mille specchi diversi: è sempre la stessa eppure la prospettiva cambia, impercettibilmente o del tutto, ma rimane di base la (non) scelta di questa donna che si trova in un paese così diverso, affrontando mille difficoltà, mille vicissitudini.
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E' come guardare il concetto di donna che si riflette in mille specchi diversi: è sempre la stessa eppure la prospettiva cambia, impercettibilmente o del tutto, ma rimane di base la (non) scelta di questa donna che si trova in un paese così diverso, affrontando mille difficoltà, mille vicissitudini. Passa una vita, passano tutte le vite, nel tempo, nei problemi, nei drammi, nelle gioie. L'autrice scrive in prima persona plurale che diventa capacità di guardare l'insieme, più che la storia singola, facendo affiorare differenze e somiglianze. Scrittura scorrevole.
L'e-book è il nuovo formato con cui tutti gli scrittori prima o poi devono cimentarsi, se non altro per vedere se è o non è un modo nuovo per scrivere: questo racconto sembra una specie di test, un modo per mettere un piede dentro a una stanza sconosciuta e vedere l'effetto che fa. E l'impressione è
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L'e-book è il nuovo formato con cui tutti gli scrittori prima o poi devono cimentarsi, se non altro per vedere se è o non è un modo nuovo per scrivere: questo racconto sembra una specie di test, un modo per mettere un piede dentro a una stanza sconosciuta e vedere l'effetto che fa. E l'impressione è che King si sia trovato a guardare un oggetto e non capirlo, sostanzialmente, altrimenti se ne sarebbe sfruttato molto di più la potenzialità (anche solo dei link, per dirne una). Usa il racconto breve e lineare: non fa che usare le sue tematiche dove sa di essere bravo e trasportarle in formato breve (i ragazzini che scoprono la vita adulta mentre gli adulti non capiscono né ascoltano, il mostro che si capisce/non si capisce cos'è e da dove viene, da qualche parte nel maine con i tratti caratteristici della american way of life). Se si è fan si accetta senza discutere e si sorride sulle autocitazioni (di automobili e non), ma da lettore comune il prezzo non ne vale proprio la pena.
voleva essere una raccolta di disavventure e psicodrammi capitati in vacanza e invece è un'accozzaglia di racconti approssimativi, per nulla divertenti e poco coinvolgenti. le uniche cose salvabili sono il titolo e la copertina, non credo che valgano la spesa (che non ho idea di quanto sia visto che
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voleva essere una raccolta di disavventure e psicodrammi capitati in vacanza e invece è un'accozzaglia di racconti approssimativi, per nulla divertenti e poco coinvolgenti. le uniche cose salvabili sono il titolo e la copertina, non credo che valgano la spesa (che non ho idea di quanto sia visto che m'è stato regalato, ma sempre troppo per i contenuti pessimi)
Miele
La storia è estremamente lineare, scorre agilmente tra una descrizione dell'epoca (inghilterra, anni 70) e una caratterizzazione molto precisa dei personaggi principali. Ci si lascia trasportare in una narrativa pulita e diretta, con dei picchi di poesia che emergono ogni tanto. Il finale mi ha lasc ... (continue)
La storia è estremamente lineare, scorre agilmente tra una descrizione dell'epoca (inghilterra, anni 70) e una caratterizzazione molto precisa dei personaggi principali. Ci si lascia trasportare in una narrativa pulita e diretta, con dei picchi di poesia che emergono ogni tanto. Il finale mi ha lasciata un po' perplessa, del tutto inaspettato.
Limonov
Non serve inventare quando si vive una vita che porta a spostarsi nel mondo e a vivere situazioni poliedriche. Il biografo si sforza principalmente di inquadrare moralmente, giustificare, spiegare, anche imbarazzarsi per le scelte molto radicali di un uomo che ha avuto molteplici incontri con ogni t ... (continue)
Non serve inventare quando si vive una vita che porta a spostarsi nel mondo e a vivere situazioni poliedriche. Il biografo si sforza principalmente di inquadrare moralmente, giustificare, spiegare, anche imbarazzarsi per le scelte molto radicali di un uomo che ha avuto molteplici incontri con ogni tipo di situazione descrivibile in un buon libro di narrativa di viaggio. Parallelamente si snoda anche la storia della Russia, rivelando il giudizio più popolare sull'operato dei suoi protagonisti famosi. Scrittura molto coinvolgente.
Venivamo tutte per mare
E' come guardare il concetto di donna che si riflette in mille specchi diversi: è sempre la stessa eppure la prospettiva cambia, impercettibilmente o del tutto, ma rimane di base la (non) scelta di questa donna che si trova in un paese così diverso, affrontando mille difficoltà, mille vicissitudini. ... (continue)
E' come guardare il concetto di donna che si riflette in mille specchi diversi: è sempre la stessa eppure la prospettiva cambia, impercettibilmente o del tutto, ma rimane di base la (non) scelta di questa donna che si trova in un paese così diverso, affrontando mille difficoltà, mille vicissitudini. Passa una vita, passano tutte le vite, nel tempo, nei problemi, nei drammi, nelle gioie. L'autrice scrive in prima persona plurale che diventa capacità di guardare l'insieme, più che la storia singola, facendo affiorare differenze e somiglianze. Scrittura scorrevole.
Mile 81
***This comment contains spoilers! ***
L'e-book è il nuovo formato con cui tutti gli scrittori prima o poi devono cimentarsi, se non altro per vedere se è o non è un modo nuovo per scrivere: questo racconto sembra una specie di test, un modo per mettere un piede dentro a una stanza sconosciuta e vedere l'effetto che fa. E l'impressione è ... (continue)
L'e-book è il nuovo formato con cui tutti gli scrittori prima o poi devono cimentarsi, se non altro per vedere se è o non è un modo nuovo per scrivere: questo racconto sembra una specie di test, un modo per mettere un piede dentro a una stanza sconosciuta e vedere l'effetto che fa. E l'impressione è che King si sia trovato a guardare un oggetto e non capirlo, sostanzialmente, altrimenti se ne sarebbe sfruttato molto di più la potenzialità (anche solo dei link, per dirne una). Usa il racconto breve e lineare: non fa che usare le sue tematiche dove sa di essere bravo e trasportarle in formato breve (i ragazzini che scoprono la vita adulta mentre gli adulti non capiscono né ascoltano, il mostro che si capisce/non si capisce cos'è e da dove viene, da qualche parte nel maine con i tratti caratteristici della american way of life). Se si è fan si accetta senza discutere e si sorride sulle autocitazioni (di automobili e non), ma da lettore comune il prezzo non ne vale proprio la pena.
Cinquanta vacanze orrende
voleva essere una raccolta di disavventure e psicodrammi capitati in vacanza e invece è un'accozzaglia di racconti approssimativi, per nulla divertenti e poco coinvolgenti. le uniche cose salvabili sono il titolo e la copertina, non credo che valgano la spesa (che non ho idea di quanto sia visto che ... (continue)
voleva essere una raccolta di disavventure e psicodrammi capitati in vacanza e invece è un'accozzaglia di racconti approssimativi, per nulla divertenti e poco coinvolgenti. le uniche cose salvabili sono il titolo e la copertina, non credo che valgano la spesa (che non ho idea di quanto sia visto che m'è stato regalato, ma sempre troppo per i contenuti pessimi)