Credo che sia una narrazione che ad un certo momento, in verità non ben definito, assume una piega quasi imbarazzante. Il crescendo emozionale dei primi capitoli, viene lasciato cadere in un abisso di banalità sconnesse. Personalmente credo che in fase di editing si sarebbero potute eliminare almen
... (continue)
Credo che sia una narrazione che ad un certo momento, in verità non ben definito, assume una piega quasi imbarazzante. Il crescendo emozionale dei primi capitoli, viene lasciato cadere in un abisso di banalità sconnesse. Personalmente credo che in fase di editing si sarebbero potute eliminare almeno una cinquantina di pagine, con un risparmio certo sul prezzo di copertina. Ma come, Giuseppina? Ancora godo delle emozioni profonde che mi hai regalato con Il conto delle minne e adesso mi ritrovo a leggere di scelte di vita pilotate da un destino ineluttabile che spinge perfino ad abbandonare con nonchalance degli incolpevoli figli, quasi a voler far pagare loro il prezzo di una vita amara? Una punizione un pò troppo forte da giustificarsi con il diritto all'autodeterminazione di ogni donna.
[C'era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo] Ammetto di essere banalmente una vittima di Carofiglio. Sono plagiata dal suo fascino, quello che emerge prepotentemente attraverso il profilo del Guerrieri. Pertanto, riesco a star dietro anche ad un
... (continue)
[C'era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo] Ammetto di essere banalmente una vittima di Carofiglio. Sono plagiata dal suo fascino, quello che emerge prepotentemente attraverso il profilo del Guerrieri. Pertanto, riesco a star dietro anche ad una storia un pò grigia, dove ci sono forse un pò troppi richiami all'etica montalbaniana e alle circostanze estemporanee di risoluzione dei casi eccessivamente allineate al funzionamento dei neuroni del caro commissario di Vigata. Ma è tutto molto piacevole. C'è una Bari infangata e allo stesso tempo riscattata.
Manna e miele, ferro e fuoco
Credo che sia una narrazione che ad un certo momento, in verità non ben definito, assume una piega quasi imbarazzante.continue)
Il crescendo emozionale dei primi capitoli, viene lasciato cadere in un abisso di banalità sconnesse. Personalmente credo che in fase di editing si sarebbero potute eliminare almen ... (
Credo che sia una narrazione che ad un certo momento, in verità non ben definito, assume una piega quasi imbarazzante.
Il crescendo emozionale dei primi capitoli, viene lasciato cadere in un abisso di banalità sconnesse. Personalmente credo che in fase di editing si sarebbero potute eliminare almeno una cinquantina di pagine, con un risparmio certo sul prezzo di copertina. Ma come, Giuseppina? Ancora godo delle emozioni profonde che mi hai regalato con Il conto delle minne e adesso mi ritrovo a leggere di scelte di vita pilotate da un destino ineluttabile che spinge perfino ad abbandonare con nonchalance degli incolpevoli figli, quasi a voler far pagare loro il prezzo di una vita amara? Una punizione un pò troppo forte da giustificarsi con il diritto all'autodeterminazione di ogni donna.
Hanno tutti ragione
Grazie, Paolo. Ora ho capito. Era tutto sotto la mia pelle, ora è nei miei occhi.
La ministronza
Accendi una Marlboro rossa, posizionati su un divano comodo, spegni il cellulare e tieniti stretto la pancia.
Un'ora di addominali garantiti.
Acqua in bocca
***This comment contains spoilers! ***
Un gioco. Appunto.
Molto curiosa l'insinuazione di Coliandro ad un certo punto della narrazione.
Resta un gioco, da gustare sotto l'ombrellone.
Le perfezioni provvisorie
***This comment contains spoilers! ***
[C'era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo]continue)
Ammetto di essere banalmente una vittima di Carofiglio.
Sono plagiata dal suo fascino, quello che emerge prepotentemente attraverso il profilo del Guerrieri. Pertanto, riesco a star dietro anche ad un ... (
[C'era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo]
Ammetto di essere banalmente una vittima di Carofiglio.
Sono plagiata dal suo fascino, quello che emerge prepotentemente attraverso il profilo del Guerrieri. Pertanto, riesco a star dietro anche ad una storia un pò grigia, dove ci sono forse un pò troppi richiami all'etica montalbaniana e alle circostanze estemporanee di risoluzione dei casi eccessivamente allineate al funzionamento dei neuroni del caro commissario di Vigata.
Ma è tutto molto piacevole. C'è una Bari infangata e allo stesso tempo riscattata.