Well done Donato! Diciamo qualcosa di scontato: il romanzo è completamente diverso rispetto a quello che Carrisi ci ha abituati. Abituati con due romanzi, ma la gente ti "tagga" subito. E Donato Carrisi è il Deaver nostrano, non sia mai che scriva qualcosa di diverso. Questo provoca sgomento, indign
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Well done Donato! Diciamo qualcosa di scontato: il romanzo è completamente diverso rispetto a quello che Carrisi ci ha abituati. Abituati con due romanzi, ma la gente ti "tagga" subito. E Donato Carrisi è il Deaver nostrano, non sia mai che scriva qualcosa di diverso. Questo provoca sgomento, indignazione, spavento, ma certe volte anche profonda ammirazione. Io sono di quest'ultimo avviso. Ho trovato i precedenti due romanzi thriller assolutamente non innovativi, ben scritti, ma che non aggiungono o tolgono nulla al panorama già vasto di genere.
Poi arriva questo romanzo breve ma intenso. Tante le storie raccontate, un filone unico. Amore e ricordo del passato. Il gusto di narrare del raccontastorie, la bellezza di perdersi dentro pagine intense. Uno Stephen King, tanto per fare un nome, ne avrebbe scritto un romanzo di 2000 pagine. Ci avrebbe spezzato i bicipiti (per fortuna oggi c'è kindle!) e non avrebbe fatto altro che menarcela a lungo. Qui invece abbiamo in 170 pagine: un romanzo completo fatto e finito una mini raccolta di racconti brevi una forte rievocazione storica un omaggio alla più celebre delle navi inabissate nell'oceeano una prova di narrativa, dal punto di vista tecnico, molto attenta e curata
Direi che può bastare. Non do il massimo dei voti, questo romanzo deve decantare ancora per un po'. Come il vino buono
Le librerie si riempiono quotidianamente di libruncoli e romanzacci pubblicati dalle case editrici Produci Soldi che ci propinano i vari Moccia, Volo, e perchè no Imbrahimovic. Roba forte! Poi, chiuso nel suo studio si sono quelli Gianfranco Iovino che nella vita fa tante cose, e una la fa bene. Scr
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Le librerie si riempiono quotidianamente di libruncoli e romanzacci pubblicati dalle case editrici Produci Soldi che ci propinano i vari Moccia, Volo, e perchè no Imbrahimovic. Roba forte! Poi, chiuso nel suo studio si sono quelli Gianfranco Iovino che nella vita fa tante cose, e una la fa bene. Scrivere. Scrivere per lui ha molti significati:passione, impegno sociale, impegno personale, entusiasmo. Oltre il confine è un romanzo che se invece di Gianfranco Iovino, avesse avuto come autore che ne so, uno a caso tra i vari autori di bestseller, oggi avrebbe già venduto centinaia di migliaia di copie,e sarebbe stato accolto come evento letterario. Fascette sul libro che reclamizzano centinaia di edizioni in poche ore e roba simile. E invece "evento letterario" lo sta diventando, anche se finora in dimensioni più ridotte.Di questo romanzo si inizia solo adesso a parlarne, ma sono certo che se ne parlerà ancora a lungo.
Oltre il confine è un romanzo importante che tratta di depressione e depofilia, due parole che già da sole mettono paura. E' unom studio accurato della malattia e il tutto con una trama sviluppata in modo onesto e sapiente. Arrivate con la lettura al capitolo intitolato "Paola De Sena". Un piccolo gioiello narrativo che da solo vale il prezzo del biglietto. A proposito di prezzo. Il sig. Iovino, come con i precedenti romanzi, devolve gli introiti dei diritti d'autore all'associazione onlus di Luca Barbareschi. E dove lo trovate uno scrittore bravo che per di più non scrive per riempirsi le tasche di quei pochi soldi che oggi uno scrittore medio può guadagnare? Insomma, la trama non ve la sto a raccontare. Leggetevi questo libro. Vi farà riflettere, vi farà piangere e a tratti vi farà anche venire li sforzi di vomito, tale è la crudeltà di certi passaggi. Ma ne uscirete arricchiti e, credo, soddisfatti di aver letto, una volta tanto, un buon libro. Una storia per molti ma non per tutti. E magari qualche casa editrice Produci Soldi capirà che c'è roba buona la fuori. Buona lettura
mi dispiace ma non ci siamo. Lorenza dimostra di avere una sensibilità spiccata verso le sceneggiature per la tv ma non sempre questo funziona quando devi scrivere un romanzo. L'esordio era discreto. Questo romanzo invece, nonostante le premesse e l'argomento, mi ha annoiato e fatto disinnamorare de
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mi dispiace ma non ci siamo. Lorenza dimostra di avere una sensibilità spiccata verso le sceneggiature per la tv ma non sempre questo funziona quando devi scrivere un romanzo. L'esordio era discreto. Questo romanzo invece, nonostante le premesse e l'argomento, mi ha annoiato e fatto disinnamorare dei personaggi con estrema velocità. Peccato. Alla prossima
Non so proprio che voto dare a questo romanzo. Lodevole è la tenacia dell'autore che crede in quello che ha scritto, lo fa stampare e lo va a vendere in una sorta di porta a porta delle librerie. Un po' meno lodevole il lavoro della casa editrice che ha acquistato i diritti. A questo romanzo manca
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Non so proprio che voto dare a questo romanzo. Lodevole è la tenacia dell'autore che crede in quello che ha scritto, lo fa stampare e lo va a vendere in una sorta di porta a porta delle librerie. Un po' meno lodevole il lavoro della casa editrice che ha acquistato i diritti. A questo romanzo manca un buon lavoro di editing che lo pulisca un po'. La prima parte del romanzo fila via liscia ed è accattivante, credibile e coinvolgente. La seconda, quella del "viaggio", molto più monotona. L'occhio scorre veloce sulle parole alla ricerca del *dunque*. Quando ci si arriva non è nulla di inaspettato, un finale piuttosto atteso anche perchè bellamente spoilerato dalla descrizione sulla quarta. Insomma Eloy Moreno è da elogiare. L'operazione commerciale dell'editore spagnolo e a ruota quello italiano (non posso giudicare le altre edizioni internazionali) è un discreto lavoro di marketing che avrebbe avuto maggior successo con qualche cura in più del *prodotto*. Detto questo una lettura a meta tra il bello e il noioso. Voto? Non lo so.
Forse non m'interessa più Grisham. O forse è lui che non è più interessato a me. Sta di fatto che questo suo ultimo romanzo non mi ha preso, l'ho trovato inconcludente e per nulla ironico come tanto si è pubblicizzato. Insomma, già da un po' mi sono allontanato da questo scrittore, credo proprio che
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Forse non m'interessa più Grisham. O forse è lui che non è più interessato a me. Sta di fatto che questo suo ultimo romanzo non mi ha preso, l'ho trovato inconcludente e per nulla ironico come tanto si è pubblicizzato. Insomma, già da un po' mi sono allontanato da questo scrittore, credo proprio che questo suo ultimo romanzo abbia segnato il nostro divorzio ufficiale. Arriverderci.
La donna dei fiori di carta
Well done Donato! Diciamo qualcosa di scontato: il romanzo è completamente diverso rispetto a quello che Carrisi ci ha abituati. Abituati con due romanzi, ma la gente ti "tagga" subito. E Donato Carrisi è il Deaver nostrano, non sia mai che scriva qualcosa di diverso. Questo provoca sgomento, indign ... (continue)
Well done Donato! Diciamo qualcosa di scontato: il romanzo è completamente diverso rispetto a quello che Carrisi ci ha abituati. Abituati con due romanzi, ma la gente ti "tagga" subito. E Donato Carrisi è il Deaver nostrano, non sia mai che scriva qualcosa di diverso. Questo provoca sgomento, indignazione, spavento, ma certe volte anche profonda ammirazione. Io sono di quest'ultimo avviso.
Ho trovato i precedenti due romanzi thriller assolutamente non innovativi, ben scritti, ma che non aggiungono o tolgono nulla al panorama già vasto di genere.
Poi arriva questo romanzo breve ma intenso. Tante le storie raccontate, un filone unico. Amore e ricordo del passato. Il gusto di narrare del raccontastorie, la bellezza di perdersi dentro pagine intense.
Uno Stephen King, tanto per fare un nome, ne avrebbe scritto un romanzo di 2000 pagine. Ci avrebbe spezzato i bicipiti (per fortuna oggi c'è kindle!) e non avrebbe fatto altro che menarcela a lungo.
Qui invece abbiamo in 170 pagine:
un romanzo completo fatto e finito
una mini raccolta di racconti brevi
una forte rievocazione storica
un omaggio alla più celebre delle navi inabissate nell'oceeano
una prova di narrativa, dal punto di vista tecnico, molto attenta e curata
Direi che può bastare.
Non do il massimo dei voti, questo romanzo deve decantare ancora per un po'. Come il vino buono
Oltre il confine
Le librerie si riempiono quotidianamente di libruncoli e romanzacci pubblicati dalle case editrici Produci Soldi che ci propinano i vari Moccia, Volo, e perchè no Imbrahimovic. Roba forte!continue)
Poi, chiuso nel suo studio si sono quelli Gianfranco Iovino che nella vita fa tante cose, e una la fa bene. Scr ... (
Le librerie si riempiono quotidianamente di libruncoli e romanzacci pubblicati dalle case editrici Produci Soldi che ci propinano i vari Moccia, Volo, e perchè no Imbrahimovic. Roba forte!
Poi, chiuso nel suo studio si sono quelli Gianfranco Iovino che nella vita fa tante cose, e una la fa bene. Scrivere.
Scrivere per lui ha molti significati:passione, impegno sociale, impegno personale, entusiasmo.
Oltre il confine è un romanzo che se invece di Gianfranco Iovino, avesse avuto come autore che ne so, uno a caso tra i vari autori di bestseller, oggi avrebbe già venduto centinaia di migliaia di copie,e sarebbe stato accolto come evento letterario. Fascette sul libro che reclamizzano centinaia di edizioni in poche ore e roba simile.
E invece "evento letterario" lo sta diventando, anche se finora in dimensioni più ridotte.Di questo romanzo si inizia solo adesso a parlarne, ma sono certo che se ne parlerà ancora a lungo.
Oltre il confine è un romanzo importante che tratta di depressione e depofilia, due parole che già da sole mettono paura.
E' unom studio accurato della malattia e il tutto con una trama sviluppata in modo onesto e sapiente.
Arrivate con la lettura al capitolo intitolato "Paola De Sena". Un piccolo gioiello narrativo che da solo vale il prezzo del biglietto.
A proposito di prezzo. Il sig. Iovino, come con i precedenti romanzi, devolve gli introiti dei diritti d'autore all'associazione onlus di Luca Barbareschi.
E dove lo trovate uno scrittore bravo che per di più non scrive per riempirsi le tasche di quei pochi soldi che oggi uno scrittore medio può guadagnare?
Insomma, la trama non ve la sto a raccontare. Leggetevi questo libro. Vi farà riflettere, vi farà piangere e a tratti vi farà anche venire li sforzi di vomito, tale è la crudeltà di certi passaggi.
Ma ne uscirete arricchiti e, credo, soddisfatti di aver letto, una volta tanto, un buon libro.
Una storia per molti ma non per tutti. E magari qualche casa editrice Produci Soldi capirà che c'è roba buona la fuori.
Buona lettura
La colpa
mi dispiace ma non ci siamo. Lorenza dimostra di avere una sensibilità spiccata verso le sceneggiature per la tv ma non sempre questo funziona quando devi scrivere un romanzo. L'esordio era discreto. Questo romanzo invece, nonostante le premesse e l'argomento, mi ha annoiato e fatto disinnamorare de ... (continue)
mi dispiace ma non ci siamo. Lorenza dimostra di avere una sensibilità spiccata verso le sceneggiature per la tv ma non sempre questo funziona quando devi scrivere un romanzo. L'esordio era discreto. Questo romanzo invece, nonostante le premesse e l'argomento, mi ha annoiato e fatto disinnamorare dei personaggi con estrema velocità. Peccato. Alla prossima
Ricomincio da te
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eppure non soNon so proprio che voto dare a questo romanzo. Lodevole è la tenacia dell'autore che crede in quello che ha scritto, lo fa stampare e lo va a vendere in una sorta di porta a porta delle librerie.continue)
Un po' meno lodevole il lavoro della casa editrice che ha acquistato i diritti. A questo romanzo manca ... (
Non so proprio che voto dare a questo romanzo. Lodevole è la tenacia dell'autore che crede in quello che ha scritto, lo fa stampare e lo va a vendere in una sorta di porta a porta delle librerie.
Un po' meno lodevole il lavoro della casa editrice che ha acquistato i diritti. A questo romanzo manca un buon lavoro di editing che lo pulisca un po'.
La prima parte del romanzo fila via liscia ed è accattivante, credibile e coinvolgente.
La seconda, quella del "viaggio", molto più monotona. L'occhio scorre veloce sulle parole alla ricerca del *dunque*. Quando ci si arriva non è nulla di inaspettato, un finale piuttosto atteso anche perchè bellamente spoilerato dalla descrizione sulla quarta.
Insomma Eloy Moreno è da elogiare.
L'operazione commerciale dell'editore spagnolo e a ruota quello italiano (non posso giudicare le altre edizioni internazionali) è un discreto lavoro di marketing che avrebbe avuto maggior successo con qualche cura in più del *prodotto*.
Detto questo una lettura a meta tra il bello e il noioso. Voto? Non lo so.
I contendenti
Forse non m'interessa più Grisham. O forse è lui che non è più interessato a me. Sta di fatto che questo suo ultimo romanzo non mi ha preso, l'ho trovato inconcludente e per nulla ironico come tanto si è pubblicizzato.continue)
Insomma, già da un po' mi sono allontanato da questo scrittore, credo proprio che ... (
Forse non m'interessa più Grisham. O forse è lui che non è più interessato a me. Sta di fatto che questo suo ultimo romanzo non mi ha preso, l'ho trovato inconcludente e per nulla ironico come tanto si è pubblicizzato.
Insomma, già da un po' mi sono allontanato da questo scrittore, credo proprio che questo suo ultimo romanzo abbia segnato il nostro divorzio ufficiale. Arriverderci.