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The Princeton Companion to Mathematics
Reading since Aug 13, 2009

Edit / Review
Simon's Cat By Simon Tofield
  • "Visto su YouTube!" :-)

    Molti dicono che con il Web e il concetto del "tutto gratis" gli artisti inizieranno a fare la fame; io non ne sarei così certo. Prendiamo ad esempio Simon's Cat, il gatto casinista eternamente affamato - disegnato con uno stile simile a quello di Bristow, per chi ha una certa età - i cui filmini po ... (continue)

    Molti dicono che con il Web e il concetto del "tutto gratis" gli artisti inizieranno a fare la fame; io non ne sarei così certo. Prendiamo ad esempio Simon's Cat, il gatto casinista eternamente affamato - disegnato con uno stile simile a quello di Bristow, per chi ha una certa età - i cui filmini postati su YouTube hanno spopolato tra i gattofili e si possono vedere nel sito http://www.simonscat.com. Sono certo che molti dei fan del gatto (quorum ego) hanno comprato questo libro con una serie di tavole raffiguranti il nostro eroe. A dire il vero, l'ambientazione delle vignette, un po' più bucolica e campagnola, non rende pienamente giustizia, anche se le scene con lo gnomo da giardino meritano; ma garantisco che molte immagini mi hanno fatto davvero sghignazzare!

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    Posted on Nov 26, 2009 | Add your feedback

Complexity: A Guided Tour By Melanie Mitchell
Finished on Sep 11, 2009

Edit / Review
The Monty Hall Problem: The Remarkable Story of Math's Most Contentious Brainteaser By Jason Rosenhouse

.mau. has margin notes. Take a look.

  • 3 people find this helpful

    La teoria della probabilità - e non solo - spiegate con il paradosso di Monty Hall

    Ricordate il paradosso di Monty Hall? Lo trovate anche su Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_di_Monty_Hall . Siete concorrenti di uno show, e dovete scegliere una di tre porte, sapendo che dietro una sola di esse c'è un premio: dopo che avete fatto la scelta, il presentatore apre una d ... (continue)

    Ricordate il paradosso di Monty Hall? Lo trovate anche su Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Problema_di_Monty_Hall . Siete concorrenti di uno show, e dovete scegliere una di tre porte, sapendo che dietro una sola di esse c'è un premio: dopo che avete fatto la scelta, il presentatore apre una delle altre due porte - scegliendone una senza premio, e prendendone una a caso se può farlo. A questo punto vi chiede se volete cambiare la vostra scelta. Che fate? La maggior parte delle persone, compresi molti matematici, dicono che è indifferente cambiare o mantenere la scelta iniziale: e invece no, conviene di gran lunga cambiare scelta! La cosa è così controintuitiva, e soprattutto dipende così sottilmente dalle ipotesi fatte, che l'autore di questo libro - scherzando ma non troppo - dice che si potrebbe fare un corso di calcolo delle probabilità solo basandosi sulle varianti del paradosso! In effetti il libro l'ha scritto, anche se fortunatamente per noi lettori il testo non è troppo pieno di formule e cerca sempre di dare una spiegazione qualitativa prima che quantitativa. Non solo il paradosso è controintuitivo, ma è anche molto sensibile alla sua formulazione: basta cambiare appena il testo, e la risposta cambia. Rosenhouse parte dalla storia del paradosso - un problema equivalente apparve nel 1959 nella rubrica tenuta da Martin Gardner sullo Scientific American; racconta la sua esplosione negli anni '90 e mostra una serie di varianti, ciascuna delle quali ha una risposta leggermente diversa. Infine dà un'occhiata a come il paradosso viene studiato in psicologia... e persino nella meccanica quantistica!
    Diciamo che se non vi viene il mal di testa a star dietro a tutte le minuzie possibili, alla fine della lettura avrete imparato due cose: a non fidarvi del vostro buon senso, e a stare molto attenti al calcolo delle probabilità!

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    Posted on Sep 24, 2009 | Add your feedback

Coincidences, Chaos and all that Math Jazz: Making Light of Weighty Ideas By Edward B. Burger, Michael Starbird
  • 1 person find this helpful

    Divulgazione matematica basata sulle sue manifestazioni non intuitive

    Scopo dichiarato degli autori di questo libro è presentare la matematica senza usare formule, al limite con un linguaggio che dovrebbe essere umoristico almeno per chi apprezza lo stile; non giochi di parole alla Ian Stewart, ma battute storpiando le frasi fatte, un po' come nel titolo stesso del li ... (continue)

    Scopo dichiarato degli autori di questo libro è presentare la matematica senza usare formule, al limite con un linguaggio che dovrebbe essere umoristico almeno per chi apprezza lo stile; non giochi di parole alla Ian Stewart, ma battute storpiando le frasi fatte, un po' come nel titolo stesso del libro. Il contenuto è abbastanza classico per questo tipo di divulgazione, spaziando dalla sezione aurea alla matematica del caos per arrivare alla quarta dimensione e ai numeri transfiniti (con l'albergo di Hilbert dove sono andati gli infiniti giocatori della squadra dei Cardinals :-); molto apprezzabile il fatto che gli autori siano spesso riusciti a trovare un approccio diverso dal solito per la presentazione.
    Insomma, materiale usuale ma presentazione insolita.

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    Posted on Aug 5, 2009 | Add your feedback

The Inquisitive Problem Solver: (MAA Problem Book Series) By Loren C. Larson, Richard K. Guy, Paul Vaderlind
  • 1 person find this helpful

    Se vi piacciono i problemi matematici, questo libro è per voi!

    Questo libro è credo il miglior testo di problemi matematici ricreativi che abbia mai comprato. Non so se sia merito dell'internazionalità degli autori (Vaderlind è un polacco emigrato in Svezia, Larson è uno svedese emigrato negli USA, Guy un britannico giramondo); ma secondo me nei 256 problemi pr ... (continue)

    Questo libro è credo il miglior testo di problemi matematici ricreativi che abbia mai comprato. Non so se sia merito dell'internazionalità degli autori (Vaderlind è un polacco emigrato in Svezia, Larson è uno svedese emigrato negli USA, Guy un britannico giramondo); ma secondo me nei 256 problemi presenti è stato raggiunto un equilibrio perfetto tra la complessità, le nozioni matematiche richieste e la piacevolezza del testo.
    Il libro può essere usato a diversi livelli; molti dei problemi presentano un aiuto, e molte soluzioni portano a generalizzazioni del risultato e a problemi aperti, computazionali e no, che possono essere dati agli studenti più volonterosi nel caso si voglia sfruttare il libro come fonte di esercizi. Dimenticavo: alla fine del testo c'è un glossario (anzi, un Treasury: una raccolta, insomma) di termini usati nella matematica ricreativa, che prima o poi riciclerò da me :-)

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    Posted on Jul 31, 2009 | 2 feedbacks

Professor Stewart's Cabinet of Mathematical Curiosities By Ian Stewart
  • 1 person find this helpful

    pot-pourri matematico

    Ultimamente Ian Stewart sembra voler superare il nostro Piergiorgio Odifreddi quanto a prolificità. Devo però dire che questa sua ultima fatica è davvero apprezzabile. Dai faldoni del professor Stewart è uscito fuori un libro che è un pot-pourri matematico, dai problemini classici alle brevi digres ... (continue)

    Ultimamente Ian Stewart sembra voler superare il nostro Piergiorgio Odifreddi quanto a prolificità. Devo però dire che questa sua ultima fatica è davvero apprezzabile. Dai faldoni del professor Stewart è uscito fuori un libro che è un pot-pourri matematico, dai problemini classici alle brevi digressioni sui matematici e sui problemi della matematica: dalle barzellette matematiche alle digressioni tipo la "matematica light" all'interno del mio blog.
    Il risultato è sorprendentemente buono, forse anche perché stavolta Stewart se è limitato nei giochi di parole o forse perché sono stato più attento alla matematica che alle parole. La scelta di parlare di tutto, purché sia matematica, è secondo me vincente - naturalmente per chi la matematica l'apprezza - perché dà una inaspettata varietà. Vale insomma la pena di leggerselo, anche per chi come me conosce già la maggior parte del materiale.

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    Posted on Jul 14, 2009 | Add your feedback

Harry Potter and the Deathly Hallows: (Harry Potter, Book 7) By J. K. Rowling
  • 1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Ottima conclusione della saga di Harry Potter

    L'ultimo libro della saga del maghetto è fatto molto bene, non c'è che dire. Non mi sarei aspettato che la Rowling riuscisse a recuperare così tutti i fili della trama sparsi nei vari libri, comprese cose che io mi ero assolutamente dimenticato. Nelle ottocento e più pagine si parte con quella che è ... (continue)

    L'ultimo libro della saga del maghetto è fatto molto bene, non c'è che dire. Non mi sarei aspettato che la Rowling riuscisse a recuperare così tutti i fili della trama sparsi nei vari libri, comprese cose che io mi ero assolutamente dimenticato. Nelle ottocento e più pagine si parte con quella che è una classica quest, per finire con il redde rationem finale a Hogwarts tra Harry Potter e Lord Voldemort; nel corso del libro muoiono altri dei protagonisti, come del resto ci si poteva aspettare visti i libri precedenti. Se non avete ancora letto il libro, terminate qui la lettura; altrimenti potrete scoprire che il protagonista muore e poi risorge, che Snape abbia in realtà fatto il triplo gioco... per amore, e soprattutto che a vincere è l'amore, oltre che il sapere accettare il proprio destino. Personalmente non ho capito la logica di aggiungere il capitolo finale, e mi è parso che alcuni dei personaggi si siano persi per strada; ma sono delle piccolezze.

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    Posted on Apr 14, 2009 | Add your feedback

A Damp Squid: The English Language Laid Bare By Jeremy Butterfield
  • un po' troppo autocelebrativo, ma interessante

    La linguistica è una materia che ha avuto un grande vantaggio dalla nascita degli elaboratori elettronici, tanto che negli anni 1960 nacque addirittura una nuova disciplina, la linguistica computazionale. Con il ventunesimo secolo la quantità di testo a disposizione di chi vuole fare delle analisi s ... (continue)

    La linguistica è una materia che ha avuto un grande vantaggio dalla nascita degli elaboratori elettronici, tanto che negli anni 1960 nacque addirittura una nuova disciplina, la linguistica computazionale. Con il ventunesimo secolo la quantità di testo a disposizione di chi vuole fare delle analisi su come si evolve la lingua è incredibile: il corpus che ha dato l'idea per questo libro contiene la bellezza di due miliardi di parole (che poi sono qualche gigabyte... ma senza immagini e file audio-video vi garantisco che non sono pochi). Nel libro si racconta di come si può vedere la lingua viva e all'opera, ad esempio accorgendosi di come le forme considerate errate dai grammatici prescrittivisti stiano o no prendendo piede nella lingua di tutti i giorni, o almeno in quella scritta ancorché rilassata come quella dei blog. Tra l'altro, il titolo stesso del libro è un errore grammaticale; l'espressione "damp squib" (letteralmente "petardo umido", che non scoppia e quindi è qualcosa di inutile) non era comprensibile a molta gente che l'ha così storpiato in "damp squid" (calamaro umido).
    Per un curiosone come me il libro si addentra troppo poco nei meandri della lingua inglese, sembrando a volte più che altro un'incensazione al Corpus; inoltre contiene troppe parole che mi sono del tutto ignote - il che non è così strano, se si pensa che c'è un capitolo che racconta di come lo stesso concetto si possa spesso esprimere con tre parole diverse: una anglosassone, una franco-normanna e una di origine latina o greca. Ma la lettura è stata comunque piacevole.

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    Posted on Jul 14, 2009 | Add your feedback

Five-Minute Mathematics By Ehrhard Behrends
  • Come raccontare la matematica su un quotidiano

    Invidia. Tanta invidia. Tra il 2003 e il 2005 il quotidiano tedesco Die Welt ha ospitato una rubrica settimanale dal nome "cinque minuti di matematica" (Fünf Minuten Mathematik); cento brevissimi articoli raccolti in questo libro. L'invidia è naturalmente al pensiero che almeno all'estero qua ... (continue)

    Invidia. Tanta invidia. Tra il 2003 e il 2005 il quotidiano tedesco Die Welt ha ospitato una rubrica settimanale dal nome "cinque minuti di matematica" (Fünf Minuten Mathematik); cento brevissimi articoli raccolti in questo libro. L'invidia è naturalmente al pensiero che almeno all'estero qualcuno abbia pensato che si puo parlare di matematica su un giornale, mentre in Italia la cosa è impossibile, e purtroppo non credo proprio che un libro come questo verrà nemmeno tradotto. Qui si tratta più che altro di divulgazione matematica, prendendo spesso a spunto le cose di tutti i giorni come le probabilità di vincere al lotto tedesco (probabilità molto maggiori di quelle del Superenalotto, per la cronaca). Dimostrazioni chiaramente non ce ne sono, e le formule sono spesso tralasciate, probabilmente perché si spaventano anche i lettori tedeschi. Se devo fare un appunto, i capitoletti mi sembrano spesso terminare di colpo e in tono minore; ma ad ogni modo siamo sempre a un prodotto che noi ce lo sogniamo.

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    Posted on Mar 25, 2009 | Add your feedback

Meta Math!: The Quest for Omega By Gregory Chaitin
  • Troppi punti esclamativi per i miei gusti!

    Gregory Chaitin si definisce un matematico quasi-empirista, filosofeggiante sulle orme di Leibnitz. Non credetegli troppo, se non per la parte filosofica. In questo libro più che di matematica si parla di metamatematica, e l'unica parte che può essere vista come empirista è data dal fatto che le dim ... (continue)

    Gregory Chaitin si definisce un matematico quasi-empirista, filosofeggiante sulle orme di Leibnitz. Non credetegli troppo, se non per la parte filosofica. In questo libro più che di matematica si parla di metamatematica, e l'unica parte che può essere vista come empirista è data dal fatto che le dimostrazioni sono generalmente evitate, e Chaitin preferisce fare dei bei riquadroni manco avesse da fare dei lucidi. Il sottotitolo del libro, "Alla ricerca di Omega", è dovuto al fatto che il culmine del libro è la definizione di Ω, il numero che codifica la probabilità che un programma scelto a caso e fatto girare con input casuale su un computer prefissato termini. Ω ha un valore ben preciso per ogni computer dato, ma è impossibile sapere quale, e non sappiamo nemmeno quanto possiamo approssimarlo: paradossalmente, pur essendo perfettamente definito, è anche perfettamente casuale. L'approccio di Chaitin è non convenzionale, riprendendo molti risultati del XX secolo in chiave informatica; a parte l'astrattezza, che uno si può aspettare, non mi è piaciuto per nulla lo stile di scrittura, troppo enfatico e pieno di parole e frasi in neretto, ma soprattutto di punti esclamativi. Si vede che io sono un matematico più sobrio.

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    Posted on Feb 2, 2009 | Add your feedback

Entertaining Mathematical Puzzles By Martin Gardner
  • problemini facili, ma vale la pena leggerlo per le spiegazioni

    Già prima di tenere la sua famosissima rubrica sullo Scientific American, Martin Gardner pubblicava problemini matematici su varie altre riviste: nulla di strano, visto che in fin dei conti la sua professione era quella di giornalista.
    Molti dei problemi di questo libriccino ad esempio apparve ... (continue)

    Già prima di tenere la sua famosissima rubrica sullo Scientific American, Martin Gardner pubblicava problemini matematici su varie altre riviste: nulla di strano, visto che in fin dei conti la sua professione era quella di giornalista.
    Molti dei problemi di questo libriccino ad esempio apparvero nella rubrica On the Light Side in "Science World". I problemi presentati sono tutti molto semplici, e alla portata anche dei lettori convinti di non essere portati per la matematica. Ma come capita sempre con Gardner, la parte migliore è la spiegazione dei problemi stessi: non solo una guida passo passo alla soluzione, ma anche una visione più ampia che fa capire come non è affatto vero che un problema sia sterile e fine a sé stesso. Insomma un libro che, anche se con quasi mezzo secolo di vita, meriterebbe una traduzione.

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    Posted on Jan 28, 2009 | Add your feedback

Taxicab Geometry: An Adventure in Non-Euclidean Geometry By Eugene F. Krause
  • Un tipo di geometria non usuale

    Il sottotitolo di questo libretto è "An Adventure in Non-Euclidean Geometry", ma la geometria del taxi è di tipo completamente diverso. Infatti il piano non è continuo ma discreto, come fosse un foglio di carta quadrettata; i punti sono gli incroci di righe e colonne, e ci si può muovere soltanto lu ... (continue)

    Il sottotitolo di questo libretto è "An Adventure in Non-Euclidean Geometry", ma la geometria del taxi è di tipo completamente diverso. Infatti il piano non è continuo ma discreto, come fosse un foglio di carta quadrettata; i punti sono gli incroci di righe e colonne, e ci si può muovere soltanto lungo di esse, un po' come l'immaginario collettivo pensa succeda a Torino.
    Succedono cose un po' strane: ad esempio, un "cerchio" assomiglia a un quadrato con i vertici che indicano i quattro punti cardinali, come il segnale di diritto di precedenza, e pi greco = 4, il che semplifica sicuramente la vita per ricordarsene il valore; in compenso le altre coniche sono un po' strane.
    Il testo è sicuramente per giovani studenti: non solo è categorizzato come "Juvenile literature" ma la maggior parte del testo è composto da esercizi, dove la teoria viene per così dire "recuperata". Un buon acquisto per chi ama divertirsi con i pensieri "cosa succederebbe se..."

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    Posted on Dec 25, 2008 | Add your feedback

Making Money: Discworld, Book 36 By Terry Pratchett
  • Il Discworld e le banche. Meno riuscito degli altri.

    Trentaduesimo (o trentaseiesimo, se consideriamo anche quelli "per giovani lettori") libro del Discworld, questo Making Money riprende il personaggio di Moist von Lipwig da <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200601/002024.html">Going Postal</a>, e stavolta lo manda a d ... (continue)

    Trentaduesimo (o trentaseiesimo, se consideriamo anche quelli "per giovani lettori") libro del Discworld, questo Making Money riprende il personaggio di Moist von Lipwig da <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200601/002024.html">Going Postal</a>, e stavolta lo manda a dirigere la banca principale di Ankh-Morpork. Il tutto insieme a golem vecchi e nuovi, maghi vivi e morti, naturalmente Lord Vetinari, e a una visione dell'economia che è simile in modo preoccupante a quella che si vede in questi mesi... se non fosse che il libro è uscito in edizione rilegata un anno e mezzo fa. Ecco, mancano i mutui subprime, ma tutto il resto lo si trova.
    Il libro non è certo brutto, ma devo dire che mi è piaciuto meno degli altri. La parte meno riuscita è quella centrale, dove mi sembra che Pratchett tenda a riempire pagine su pagine senza portare avanti la storia: cosa che non mi era mai capitato di vedere nei suoi libri. D'altra parte, ricordandosi dei suoi problemi, non mi sembra che sia quello il peggior problema.

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    Posted on Dec 25, 2008 | Add your feedback

Game Theory: A Very Short Introduction (Very Short Introductions) By Ken Binmore
  • 1 person find this helpful

    Più che matematica, la teoria dei giochi è oggi economia

    Come cambiano le cose nel tempo! Quando mi capitò di vedere per la prima volta un libretto che raccontava la teoria dei giochi (una vecchissima edizione Zanichelli di fine anni '70) il tutto era senz'ombra di dubbio matematica. Questo libretto della meritoria serie OUP "A Very Short Introduction" è ... (continue)

    Come cambiano le cose nel tempo! Quando mi capitò di vedere per la prima volta un libretto che raccontava la teoria dei giochi (una vecchissima edizione Zanichelli di fine anni '70) il tutto era senz'ombra di dubbio matematica. Questo libretto della meritoria serie OUP "A Very Short Introduction" è un testo di economia, con una rapida incursione nel campo biologico. Il teorema del minimax, ai tempi al centro della trattazione, è buttato lì quasi come un inciso; gli equilibri di Nash, che allora non erano neanche trattati, sono rapidamente spiegati già nelle prime pagine, e sono visti quasi come un postulato, mentre si lavora molto sui giochi a informazione non completa, avvicinandosi spesso all'introduzione della casualità.
    Una trattazione di questo tipo risulta sicuramente più appetibile per chi è allergico alla matematica, e che trova un testo abbastanza discorsivo e senza troppe formule; il rovescio della medaglia è che ho trovato piuttosto difficile seguire i vari teoremi, che sono stati dimostrati in una maniera pericolosamente simile al metodo "handwaving", e che i vari esempi di giochi a due persone sono sì minimali e distinti, ma proprio perché minimali rimangono spesso difficili da confrontare al volo. Forse qualche esercizio svolto in più sarebbe utile per impratichirsi di più della materia; ma per essere una introduzione non si deve pretendere chissà che cosa.
    Ultima nota per gli anglofobi: la traduzione italiana del libro dovrebbe uscire per Codice entro fine anno.
    (anche sul mio blog, http://xmau.com/notiziole/arch/200810/004798.html - ho scritto una recensione più classica su Galileo, http://www.galileonet.it/recensioni/10575/ )

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    Posted on Oct 1, 2008 | Add your feedback

The Oxford Guide to Word Games By Tony Augarde

.mau. has margin notes. Take a look.

  • Bello, ma complicato per i non madrelingua

    Di per sé il voto a questo libro sarebbe anche più alto: in effetti è una guida completa ai giochi di parole di tutti i tipi, dalle freddure ai doublets, che guarda sia il lato storico che quello più propriamente ludico dei vari giochi. Il testo è di per sé molto chiaro, e generalmente le soluzioni ... (continue)

    Di per sé il voto a questo libro sarebbe anche più alto: in effetti è una guida completa ai giochi di parole di tutti i tipi, dalle freddure ai doublets, che guarda sia il lato storico che quello più propriamente ludico dei vari giochi. Il testo è di per sé molto chiaro, e generalmente le soluzioni ai giochi messi come esempio sono indicate subito dopo i giochi stessi, per evitare che uno si rompa troppo la testa.
    Che cosa c'è allora che non va? Molto banalmente, il fatto che il libro sia in inglese :-) Il problema non è tanto che i giochi non siano a noi noti: in fin dei conti, con un nome o con l'altro ce li abbiamo anche noi. Il guaio è che molti giochi sfruttano la somiglianza della pronuncia di due parole distinte, e comunque capita spesso che si usino termini desueti o comunque non comuni. Io l'inglese lo conosco abbastanza bene, però vi garantisco che certi esempi non sono riuscito a capirli, il che quando si parla di giochi è sempre piuttosto scocciante. State attenti!

    (anche sul mio blog, http://xmau.com/notiziole/arch/200808/004633.html )

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    Posted on Aug 5, 2008 | Add your feedback

Unknown Quantity: A Real and Imaginary History of Algebra By John Derbyshire
  • 1 person find this helpful

    La storia dell'algebra. Verso la fine si perde un po', purtroppo

    Nella matematica che si fa a scuola la geometria quanto quanto è comprensibile: le figure almeno le si vede. L'analisi matematica, con derivate e integrali, è appannaggio di pochi (s)fortunati. Ma quello che probabilmente fa odiare a tutti la matematica sono le equazioni e i polinomi; quello che vie ... (continue)

    Nella matematica che si fa a scuola la geometria quanto quanto è comprensibile: le figure almeno le si vede. L'analisi matematica, con derivate e integrali, è appannaggio di pochi (s)fortunati. Ma quello che probabilmente fa odiare a tutti la matematica sono le equazioni e i polinomi; quello che viene chiamato algebra. Un libro come questo, che racconta la storia dell'algebra partendo dai babilonesi per arrivare al ventunesimo secolo, potrebbe essere visto come il fumo negli occhi. Non è così, per fortuna. Il punto di vista di Derbyshire, che fa lo scrittore ma in fin dei conti è laureato in matematica, si può sintetizzare dicendo che l'algebra è il modo che la matematica ha per rendere astratte le cose concrete. Così le formule numeriche babilonesi ed egizie sono i primi esempi "algebrici", ancora legati a esempi assolutamente concreti: col passare dei secoli si è inizialmente riusciti a immaginare che ci possano essere delle incognite, cioè dei valori che non conosciamo ancora ma che possiamo trattare come numeri; dei coefficienti, degli enti che sono sì dei numeri ma non ci interessa quali siano; dei nuovi tipi di numeri, negativi e immaginari; fino ad arrivare alle strutture come matrici, gruppi, anelli che nascono da esempi concreti e poi si iniziano a studiare come enti per conto proprio da cui si può addirittura proseguire nell'astrazione.
    Gli sviluppi della seconda metà del '900 sono almeno a mio parere incomprensibili e si possono tranquillamente saltare, ma il resto del libro è piacevole, e tra l'altro Derbyshire sembra farsi un punto d'onore a fare conoscere tutti i matematici che hanno fatto scoperte che poi sono state chiamate coi nomi di altri matematici. Questo significa che finalmente non sarete costretti a sorbirvi solo i soliti Abel e Galois: vi pare poco?

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    Posted on Jun 12, 2008 | Add your feedback

Mathematical Mind-Benders By Peter Winkler
  • (se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su <a href="http://www.galileonet.it/recensioni/9798/">Galileo</a>!)
    La seconda raccolta di problemi matematici "facili" di Peter Winkler è adorabile come la prima. Intendiamoci: sono "facili" per chi di matematica ne masti ... (continue)

    (se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su <a href="http://www.galileonet.it/recensioni/9798/">Galileo</a>!)
    La seconda raccolta di problemi matematici "facili" di Peter Winkler è adorabile come la prima. Intendiamoci: sono "facili" per chi di matematica ne mastica, non sono certo per la gente magari anche interessata alla materia ma solo in teoria. Giusto il primo capitolo presenta problemini che si possono spiegare senza troppi patemi d'animo a qualcuno che non parte dal presupposto di odiare la matematica. Ma insomma, anche il matematico avrà il diritto di divertirsi un po', no? Aggiungo che Winkler fa un ottimo lavoro sia nella parte di presentazione dei problemi (in fin dei conti, un matematico è un bambinone, e vuole vedersi le cose scritte in maniera per lui accattivante) che in quella di risposta. Insomma, una scelta sicuramente vincente, anche se per un pubblico di nicchia.

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    Posted on Apr 11, 2008 | Add your feedback

The Science of Discworld II: The Globe (Discworld) By Jack S. Cohen, Ian Stewart, Terry Pratchett
  • 1 person find this helpful

    Arte, religione e socialità... tutte viste con sei occhi "particolari"

    Con qualche anno di ritardo, ho finalmente letto anche il secondo dei libri dello strano trio Pratchett / Cohen / Stewart, dedicato fondamentalmente a come si è sviluppata la specie umana non tanto come evoluzione - di quella se ne parlerà nel libro successivo - quanto come culture e usanze. Si va d ... (continue)

    Con qualche anno di ritardo, ho finalmente letto anche il secondo dei libri dello strano trio Pratchett / Cohen / Stewart, dedicato fondamentalmente a come si è sviluppata la specie umana non tanto come evoluzione - di quella se ne parlerà nel libro successivo - quanto come culture e usanze. Si va dalla definizione di cosa è il sé all'evoluzione, dall'extelligenza (la parte dell'intelligenza che viene trasmessa non con i geni ma mediante supporti esterni) al dualismo tra informazione e termodinamica. Il tutto presentando teorie e punti di vista che non si vedono mai nella scienza ufficialmente divulgata, come il passaggio dai primati all'uomo forse avvenuto perché un gruppo di scimmie si è trovata in un posto con molti pesci e molluschi che hanno loro dato le proteine necessarie per creare le membrane neuronali, oppure la constatazione che la gravità funziona diversamente dalla termodinamica e quindi non è necessariamente strano che stelle e pianeti siano un sistema più "ordinato" di quello formato da un gas. Anche il loro modo di guardare alla religione e all'arte è sicuramente poco ortodosso: se non siete degli integralisti - ce ne sono anche nel campo artistico, sì - magari non sarete d'accordo con gli autori ma potrete comunque trovare ottimi spunti per pensare per conto vostro. Il che non è poco.

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    Posted on Feb 28, 2008 | Add your feedback

How to Cut a Cake: And Other Mathematical Conundrums By Ian Stewart
  • 1 person find this helpful

    Raccolta di giochi matematici dallo Scientific American, di valore un po' disuguale

    Anche Ian Stewart ha terminato la sua opera come autore della rubrica di matematica ricreativa di <em>Scientific American</em> ed edizioni sorelle. Questa è la raccolta degli ultimi articoli da lui pubblicati, come sempre rivisti con alcuni contibuti dei lettori. Il risultato finale è un ... (continue)

    Anche Ian Stewart ha terminato la sua opera come autore della rubrica di matematica ricreativa di <em>Scientific American</em> ed edizioni sorelle. Questa è la raccolta degli ultimi articoli da lui pubblicati, come sempre rivisti con alcuni contibuti dei lettori. Il risultato finale è un po' disuguale: alcuni capitoli, come i due che danno il nome al libro, sono molto interessanti, mentre ad esempio la parte sul minimo numero di incroci è un po' pesantuccia. L'altro punto che mi fa rimpiangere i vecchi libri di Martin Gardner è che la parte delle aggiunte è molto più scarna: o la matematica ricreativa è diventata anch'essa troppo complicata, oppure i tempi eroici sono comunque terminati. Ma in ogni caso il libro resta sicuramente piacevole. I non anglofoni possono gioire: la traduzione italiana dovrebbe uscire all'inizio della primavera per Einaudi.

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    Posted on Feb 22, 2008 | Add your feedback

The Meaning of It All By Richard P. Feynman
  • Un Feynman in tono un po' minore

    Questo libretto raccoglie tre conferenze - le Danz Lectures - tenute da Feynman nel 1963 su scienza, filosofia, religione e società. Il risultato a mio parere è inferiore a quanto mi aspettassi; ci sono degli ottimi spunti, soprattutto nella prima parte in cui spiega come funziona il metodo scientif ... (continue)

    Questo libretto raccoglie tre conferenze - le Danz Lectures - tenute da Feynman nel 1963 su scienza, filosofia, religione e società. Il risultato a mio parere è inferiore a quanto mi aspettassi; ci sono degli ottimi spunti, soprattutto nella prima parte in cui spiega come funziona il metodo scientifico, ma poi si perde parecchio nella seconda parte, in cui cerca di spiegare perché la religione non è scientifica, cosa sulla quale tutti credo siano d'accordo. La terza e ultima conferenza, messa su in fretta e furia perché aveva finito gli argomenti che si era preparato, è interessante come fonte di aneddoti e per come Feynman cerchi di applicare il metodo scientifico alla sua stessa conferenza, per la precisione ai suoi pregiudizi anticomunisti: il fatto che non ci riesca poi così bene è assolutamente illuminante su come il metodo scientifico non sia affatto facile da seguire ;-)
    PS: Almeno per me, l'accenno finale all'enciclica di Giovanni XXIII (immagino la <em>Pacem in terris</em>) è assolutamente incredibile. Probabilmente - per uno come me che nel 1963 è nato, figuriamoci per i più giovani - è difficile capire come il suo papato, e la presidenza di Kennedy, siano stati visti come una rottura completa col passato.

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    Posted on Feb 14, 2008 | Add your feedback

The Pleasure of Finding Things Out By Richard P. Feynman
  • Feynman parla a tutto campo... a volte anche della fisica :-)

    Feynman è un nome che dovrebbe essere relativamente noto a chiunque sia interessato alla scienza, e per la precisione alla fisica. Ma è anche stato un oratore sempre pronto a stupire il pubblico con i suoi effetti speciali, e le sue conferenze erano scoppiettanti. Nel primo dei suoi due libri che ho ... (continue)

    Feynman è un nome che dovrebbe essere relativamente noto a chiunque sia interessato alla scienza, e per la precisione alla fisica. Ma è anche stato un oratore sempre pronto a stupire il pubblico con i suoi effetti speciali, e le sue conferenze erano scoppiettanti. Nel primo dei suoi due libri che ho ultimamente letto Jeffrey Robbins raccoglie una "dozzina del fornaio" (cioè tredici) discorsi tenuti dal Nobel presso varie sedi, in modo da dare un'idea della sua arte oratoria... e naturalmente dei suoi pensieri e delle sue idee provocatorie. Rispetto ad altre raccolte, qui si parla più del suo approccio alla scienza, da quando suo padre - che aveva detto a sua madre incinta "se sarà maschio dovrà diventare uno scienziato" - gli insegnava ad osservare il mondo a come lui concepiva l'insegnamento, senza naturalmente riuscire mai a metterlo in pratica. La sua relazione di minoranza per il disastro del Challenger resta però un esempio da leggere e rileggere, anche e soprattutto in Italia.
    Ah: come scritto nella prefazione, non cercate di imparare l'inglese da come lui parlava; il suo inglese era <em>molto</em> colloquiale.

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    Posted on Feb 14, 2008 | Add your feedback

Wintersmith: Discworld, Book 35 (jr.) By Terry Pratchett
  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L'ho sempre detto, io, che danzare fa male

    Tiffany Aching cresce, e compie tredici anni. Da buona preadolescente, si mette immediatamente nei casini, facendo in modo che l'Inverno si innamori di lei, scambiandola per l'Estate. In questo libro a metà tra il Discworld per ragazzi e quello standard, la storia parte piuttosto lentamente, e la pr ... (continue)

    Tiffany Aching cresce, e compie tredici anni. Da buona preadolescente, si mette immediatamente nei casini, facendo in modo che l'Inverno si innamori di lei, scambiandola per l'Estate. In questo libro a metà tra il Discworld per ragazzi e quello standard, la storia parte piuttosto lentamente, e la prima metà del libro non è nulla di eccezionale. Fortunatamente nella seconda parte ingrana molto bene, e Pratchett, oltre che fare vedere come al solito il mondo in maniera diversa da quella a cui siamo abituati, lo fa anche in maniera deliziosamente umoristica. Ho accennato sul mio blog <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003674.html">alla spiegazione del Limbo</a>: ma sono certo che gli esperti del Discworld si piegheranno in due come ho fatto io leggendo alla penultima pagina della grandissima prova di eroismo di Rob Anybody.
    Resta la preoccupazione per il futuro dello scrittore, cui è stato appena diagnosticata una rara forma di Alzheimer (vedi <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/7141458.stm">la BBC</a>).

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    Posted on Dec 13, 2007 | Add your feedback

Mathematical Puzzles: A Connoisseur's Collection By Peter Winkler
  • 3 people find this helpful

    Il miglior libro di problemi matematici che abbia mai letto

    Nella postfazione di questo libro l'autore scrive più o meno "questo non è un libro per imparare la matematica. È un libro di problemi matematici divertenti, non importanti. E non si può imparare così la matematica". Palle. Per imparare la matematica devi trovare un feeling, e il modo migliore per f ... (continue)

    Nella postfazione di questo libro l'autore scrive più o meno "questo non è un libro per imparare la matematica. È un libro di problemi matematici divertenti, non importanti. E non si può imparare così la matematica". Palle. Per imparare la matematica devi trovare un feeling, e il modo migliore per farlo è risolvere dei problemi: poi ti metterai a studiare la teoria che ci sta dietro. E questo libro è la migliore raccolta di problemi che abbia mai trovato, e ne ho letti tanti di libri di problemi! La maggior parte di essi mi erano sconosciuti, e soprattutto, tranne che negli ultimi due capitoli che d'altra parte sono intitolati "Toughies" e "Unsolved", non richiedono conoscenze esagerate. Posso solo dire che ho prentotato sulla fiducia il prossimo libro di Winkler che uscirà a fine mese :)

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    Posted on Oct 29, 2007 | Add your feedback

Mathematical Miniatures: (New Mathematical Library) By Titu Andreescu, Svetoslav Savchev
  • Vari problemini matematici, con indicate le linee di attacco per risolverli

    Risolvere i problemi matematici che vengono dati alle varie competizioni non è facile. Non tanto perché "sono matematici", come qualche malfidente che odia la matematica potrebbe pensare, ma perché "sono matematici", nel senso che non esiste un metodo standard per risolverli, o altrimenti un vero ma ... (continue)

    Risolvere i problemi matematici che vengono dati alle varie competizioni non è facile. Non tanto perché "sono matematici", come qualche malfidente che odia la matematica potrebbe pensare, ma perché "sono matematici", nel senso che non esiste un metodo standard per risolverli, o altrimenti un vero matematico non si divertirebbe a farli. Questo libro contiene una cinquantina di questi problemi, tutti commentati con una spiegazione di quali possono essere le linee di attacco per risolverli. Beh, quasi tutti: ogni cinque problemi c'è infatti il "coffee break", con problemini da risolvere al volo (ma state tranquilli, c'è la soluzione anche di questi!). Devo dire che metà dei problemi non mi sono piaciuti molto, ma all'interno ci sono delle vere gemme. Inutile poi dire che questo libro è consigliato solo ai pochi pazzi che si divertono con queste cose, non è certo per le masse!

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    Posted on Sep 20, 2007 | Add your feedback

Science of Discworld III: Darwin's Watch By Jack S. Cohen, Ian Stewart, Terry Pratchett
  • Il terzetto Pratchett-Stewart-Cohen colpisce ancora, stavolta sull'evoluzione

    Terzo volume della versione "scientifica" del Mondo Disco, il terzetto di autori questa volta si occupa dell'evoluzione: i maghi del Discworld devono riuscire a fare in modo che Charles Darwin scriva _The Origin of the Species_ e non _Theology of the Species_, un saggio ante litteram sull'Intelligen ... (continue)

    Terzo volume della versione "scientifica" del Mondo Disco, il terzetto di autori questa volta si occupa dell'evoluzione: i maghi del Discworld devono riuscire a fare in modo che Charles Darwin scriva _The Origin of the Species_ e non _Theology of the Species_, un saggio ante litteram sull'Intelligent Design. Il libro si snoda come i due precedenti, con capitoletti che vedono le avventure dei maghi del Discworld (e di Rincewind, che sicuramente manca a molti dei lettori più anziani...) intervallati da capitoli più corposi che da un lato mostrano le analogie con il nostro mondo reale, e dall'altro entrano nei dettagli sia storici che biologici (ma anche matematici, fidatevi...) della teoria. Cohen tra l'altro spiega come quello che noi crediamo usualmente sull'evoluzione non corrisponde affatto agli ultimi studi: mai fidarsi del sentir comune! Insomma, un libro da comprare al volo - se si sa l'inglese, ovvio: casualmente nessuno dei libri di questa serie è stato tradotto in italiano, che io sappia.

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    Posted on Jun 12, 2007 | Add your feedback

Mathematical Bafflers By Angela Dunn (ed.)
  • Problemi troppo ingegneristici per i miei gusti

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/003102.html

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    Posted on May 24, 2007 | Add your feedback

Intriguing Mathematical Problems By William H. Benson, Oswald Jacoby
  • 1 person find this helpful

    Alcuni problemi sono carini, ma si sente la pesantezza del linguaggio di mezzo secolo fa

    Il reprint Dover di questa volta è di un libro del 1962, "Mathematics for pleasure". L'autore afferma "ho scelto i problemi che mi piacevano di più e li ho raccolti", il che è indubbiamente una Buona Cosa; però bisogna dire che i quasi cinquant'anni passati si sentono eccome, un po' per il linguaggi ... (continue)

    Il reprint Dover di questa volta è di un libro del 1962, "Mathematics for pleasure". L'autore afferma "ho scelto i problemi che mi piacevano di più e li ho raccolti", il che è indubbiamente una Buona Cosa; però bisogna dire che i quasi cinquant'anni passati si sentono eccome, un po' per il linguaggio usato che è piuttosto difficile per chi come me non è madrelingua e un po' per lo stile dei problemi stessi. Bisogna dire però che si sente l'amore che l'autore ha per la matematica, e che viene mostrato nelle introduzioni ai vari capitoli. E alcuni dei problemi sono davvero carini, mentre nessuno di essi è troppo complicato. Visto il prezzo, che pretendere di più?

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    Posted on Jun 12, 2007 | Add your feedback

I Am a Strange Loop By Douglas R. Hofstadter
  • 2 people find this helpful

    Hofstadter ritorna sui temi dell'autoreferenzialità

    Sono in molti ad avere comprato _Gödel, Escher, Bach_. Parecchi l'hanno anche letto :-). Dopo più di un quarto di secolo, Douglas Hofstadter ha pensato di pubblicare questo sequel, se mi consentite l'uso del termine. In effetti di Bach e di Escher non si parla, né ci sono i dialoghi (tranne due agli ... (continue)

    Sono in molti ad avere comprato _Gödel, Escher, Bach_. Parecchi l'hanno anche letto :-). Dopo più di un quarto di secolo, Douglas Hofstadter ha pensato di pubblicare questo sequel, se mi consentite l'uso del termine. In effetti di Bach e di Escher non si parla, né ci sono i dialoghi (tranne due agli estremi del libro): Hofstadter si concentra su Gödel, e parte dal suo famoso teorema - di cui viene data una spiegazione lunga, ma assolutamente cristallina - per arrivare alla sua definizione di "intelligenza", che si può più o meno riassumere come "un sistema raggiunge l'intelligenza quando riesce a creare degli «anelli nell'Io» (gli «strange loops» del titolo), vale a dire una rappresentazione interna di sé stesso, a un livello di codifica differente da quello usuale".
    Personalmente mi rimangono dei dubbi sulla sua filosofia "sepolcriana" (nel senso di Ugo Foscolo): il libro però è sicuramente interessante, oltre che essere piacevole da leggere visto il solito stile spumeggiante di Hofstadter. Per i più timidi con l'inglese aggiungo che molti dei giochi di parole sono spiegati nelle note finali, e quindi li si può apprezzare anche se in seconda battuta.

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    Posted on Jun 12, 2007 | Add your feedback

Mathematical Brain Benders By Stephen Barr
  • Problemini probabilmente un po' troppo legati a conti geometrici per essere davvero piacevoli

    Questo è il secondo volume di problemini matematici - ma anche non matematici: la seconda parte del libro comprende "quickies" di ogni tipo - di Stephen Barr. Non è che però sia il massimo: un po' perché il libro è piuttosto vecchiotto e lo si sente, un po' almeno per me legato al fatto che l'ingles ... (continue)

    Questo è il secondo volume di problemini matematici - ma anche non matematici: la seconda parte del libro comprende "quickies" di ogni tipo - di Stephen Barr. Non è che però sia il massimo: un po' perché il libro è piuttosto vecchiotto e lo si sente, un po' almeno per me legato al fatto che l'inglese usato è piuttosto ostico, e soprattutto perché i problemi matematici tendono ad essere un po' troppo legati alla geometria, spesso anche solida, per risultare di mio gradimento. Visto il costo del libro, non è certo stata una grande perdita; però non mi sento di consigliarlo.

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    Posted on Jun 12, 2007 | Add your feedback

Aha!: Aha! Insight and Aha! Gotcha (Spectrum) (Spectrum) By Martin Gardner
  • Due libri di problemini intuitivi divertenti: peccato per l'alto prezzo di vendita

    La MAA (Mathematical Association of America) sta facendo un gran lavoro insieme a Martin Gardner, recuperando tutta la sterminata produzione di giochi matematici portata avanti nei decenni dal nostro eroe. Dopo il CD che contiene la versione in PDF di tutte le raccolte degli articoli nella rubrica " ... (continue)

    La MAA (Mathematical Association of America) sta facendo un gran lavoro insieme a Martin Gardner, recuperando tutta la sterminata produzione di giochi matematici portata avanti nei decenni dal nostro eroe. Dopo il CD che contiene la versione in PDF di tutte le raccolte degli articoli nella rubrica "Mathematical Games" sullo Scientific American ora è la volta della ristampa in un unico volume di due raccolte di giochini le cui soluzioni si possono trovare senza dover fare chissà quali conti complicati. Personalmente ho trovato il primo dei due volumi, soprattutto nella prima parte, piuttosto semplicistico e forse più adatto a un ragazzino, anche se poi il libro si riscatta con la parte sulla probabilità. Molto più apprezzabile il secondo testo, con problemini e indovinelli davvero simpatici. Una piacevole lettura, anche se purtroppo piuttosto costosa: le case editrici matematiche tendono ad avere prezzi inaccessibili.

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    Posted on Jun 12, 2007 | Add your feedback

Mathematical Olympiad Challenges By Mark Saul, Titu Andreescu, Razvan Gelca
  • 2 people find this helpful

    Problemi che sono davvero delle sfide

    Questa raccolta di problemi matematici presentati alle Olimpiadi della Matematica è davvero tosta. Delle tre sezioni (Geometria e trigonometria, Algebra e analisi, Teoria dei numeri e combinatorica) di cui il libro è composto, ho saltato a pié pari la prima, ma anche nelle altre due mi sono trovato ... (continue)

    Questa raccolta di problemi matematici presentati alle Olimpiadi della Matematica è davvero tosta. Delle tre sezioni (Geometria e trigonometria, Algebra e analisi, Teoria dei numeri e combinatorica) di cui il libro è composto, ho saltato a pié pari la prima, ma anche nelle altre due mi sono trovato davvero a malpartito. Diciamo che questi non sono "problemi" matematici ma vere e proprie sfide; però se vogliamo vedere le cose in maniera più ottimista aggiungo che i problemi sono spiegati molto bene, e che le introduzioni alle varie sezioni danno anche delle idee generali per capire come si possano affrontare gli esercizi. Insomma, non è un libro da consigliare alla leggera, ma sono certo che i veri pazz... ehm, appassionati della matematica potranno trovare ottimi spunti.

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    Posted on Jun 12, 2007 | Add your feedback

Harry Potter and the Half-Blood Prince By J. K. Rowling
  • Nell'affastellarsi di colpi di scena, non è che la Rowling si perda qualcosa?

    Lo so, con questa recensione mi alienerò la stima e l'amicizia di tutti i fan del maghetto: ma qualcuno lo deve pur dire. Ho capito il motivo dell'enorme successo della saga potteriana: non è la magia della magia, ma molto più banalmente il fatto che Harry Potter è stupido come può esserlo solamente ... (continue)

    Lo so, con questa recensione mi alienerò la stima e l'amicizia di tutti i fan del maghetto: ma qualcuno lo deve pur dire. Ho capito il motivo dell'enorme successo della saga potteriana: non è la magia della magia, ma molto più banalmente il fatto che Harry Potter è stupido come può esserlo solamente un adolescente; e subito scatta l'identificazione. Limitandoci a questo sesto libro, devo dire che mi è piaciuto più del quinto, e non l'ho trovato così dark come scritto in quarta di copertina: da questo punto di vista, "l'Ordine della Fenice" era davvero alienante. La Rowling affastella colpi di scena uno dietro l'altro ma non riesce a spiegare una serie di cose, tipo il comportamento di Snape - Piton, per chi legge in italiano - nel corso di tutti i libri. Resta il fatto che Harry Potter porta indubbiamente sfiga, visto che tutti quelli cui vuole bene muoiono; se aggiungiamo che alla fine lascia apposta la sua ragazza, dimostrando vieppiù come gli ormoni non aiutino a pensare troppo, non possiamo che aspettarci nel prossimo e sperabilmente ultimo volume una bella "fine con un bang".

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    Posted on Jun 12, 2007 | Add your feedback

Thud!: Discworld, Book 34 By Terry Pratchett
  • 1 person find this helpful

    Anche il Discworld ha le sue guerre pluricentenarie

    Nella saga siamo arrivati a quota trenta libri (più i cinque definiti "for young readers", probabilmente perché qualcuno si lamentava della troppa prolificità del Nostro). Nel Discworld questa volta ci si trova a rischiare una guerra tra troll e nani, e solo il Comandante Vimes potrà trovare una so ... (continue)

    Nella saga siamo arrivati a quota trenta libri (più i cinque definiti "for young readers", probabilmente perché qualcuno si lamentava della troppa prolificità del Nostro). Nel Discworld questa volta ci si trova a rischiare una guerra tra troll e nani, e solo il Comandante Vimes potrà trovare una soluzione, sempre che riesca a venire a patti con il suo Disorganizer con la tecnologia Bluenose™ e a raccontare ogni sera la storiella "Dov'è la mia mucca?" a suo figlio. Ah sì, dovrà imparare a giocare a Thud!, il gioco da scacchiera favorito dalle varie specie che vivono ad Ankh-Morpork. Rimettendosi a leggere i primi libri della serie, si vede come le trame siano completamente cambiate: molta meno magia - tanto per i nostalgici dello stile per il momento c'è ancora Harry Potter - ma in compenso ci si lancia a improbabili paragoni col Codice da Vinci. Il guaio, si fa per dire, è che la lettura è sempre piacevole, e Pratchett ormai si diverte a far vedere le cose di oggi con la lente del Discworld. Il guaio (più serio, ma nessuno ti obbliga a spenderci su soldi) è che il merchandising è assurdo: hanno stampato il libro Where Is My Cow?

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    Posted on Jun 12, 2007 | Add your feedback

Mathematical Quickies: 270 Stimulating Problems with Solutions (Dover Books on Mathematical and Word Recreations) By Charles W. Trigg
  • spesso i problemini non sono così "quickies" come affermato

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002678.html

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    Posted on Jun 6, 2007 | Add your feedback

The Penguin Dictionary of Curious and Interesting Numbers: Revised Edition By David Wells
  • La mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002629.html

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    Posted on Jun 4, 2007 | Add your feedback

Mathematics and the Imagination By James Newman, Edward Kasner
  • un po' datato, ma con belle descrizioni

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002572.html

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    Posted on Jun 5, 2007 | Add your feedback

Concepts of Modern Mathematics By Ian Stewart
  • e poi ci si chiede perché i bambini odino la matematica

    Ogni tanto sbaglio gli acquisti. Questo libro non è nient'altro che un testo scolastico su quella che è diventata di moda come la "nuova matematica". Quello non sarebbe stato poi chissà quale problema, se il testo fosse stato scritto nel modo brillante che mi aspetto da Ian Stewart; purtroppo però q ... (continue)

    Ogni tanto sbaglio gli acquisti. Questo libro non è nient'altro che un testo scolastico su quella che è diventata di moda come la "nuova matematica". Quello non sarebbe stato poi chissà quale problema, se il testo fosse stato scritto nel modo brillante che mi aspetto da Ian Stewart; purtroppo però questa è probabilmente la sua prima opera - la prima edizione del libro è infatti del 1975 - e si sente che l'autore aveva sì delle potenzialità, ma non erano state ancora espresse. Alla fine, pertanto, il libro non ha nemmeno il fascino di un'opera antica che uno magari legge da un punto di vista storico; se ne può fare tranquillamente a meno.
    ( da http://xmau.com/notiziole/arch/200608/002459.html )

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    Posted on Jun 5, 2007 | Add your feedback

Mathematical Journeys: (Wiley-Interscience Publication) By Peter D. Schumer
  • qualcosa di carino c'è, ma non vale la spesa

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002433.html

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    Posted on Jun 5, 2007 | Add your feedback

How Long Is a Piece of String?: More Hidden Mathematics of Everyday Life By Jeremy, Jeremy Wyndham, Rob/ Wyndham, …
  • purtroppo non lo tradurranno mai in italiano

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002419.html

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    Posted on Jun 6, 2007 | Add your feedback

The Art of the Infinite: The Pleasures of Mathematics By Ellen Kaplan, Robert D. Kaplan
  • parte un po' noioso, ma si riscatta nel seguito

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002399.html

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    Posted on Jun 5, 2007 | Add your feedback

Another Fine Math You've Got Me Into. . .: (Dover Science Books) By Ian Stewart
  • raccolta dalla versione francese di Scientific American

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002358.html

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    Posted on Jun 5, 2007 | Add your feedback

The Best of Roald Dahl By Roald Dahl
  • Attenzione: queste non sono storie per bambini!

    Roald Dahl è quello di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o se preferite "Willy Wonka"; ma non solo. In questo libro sono raccolti una serie di racconti non certo per bambini. Le storie hanno quasi sempre una vena di tristezza che almeno a me le fa sentire pesanti; peggio, soprattutto le p ... (continue)

    Roald Dahl è quello di Charlie e la fabbrica di cioccolato, o se preferite "Willy Wonka"; ma non solo. In questo libro sono raccolti una serie di racconti non certo per bambini. Le storie hanno quasi sempre una vena di tristezza che almeno a me le fa sentire pesanti; peggio, soprattutto le prime sembrano evitare accuratamente un qualsiasi climax. Però sono belle, inutile negarlo. Dahl scrive benissimo, ti lascia assaporare tutta la scena costringendoti a non avere fretta, con un linguaggio non certo semplice ma ricco di echi; è un po' come dire che non è importante tanto il punto dove si arriva, quanto la strada che si fa per arrivarci. Forse il racconto più bello, anche se leggermente fuori dallo stile degli altri, è Pig, ma anche il minigiallo Lamb to the Slaughter che in un certo senso ricorda il delitto di Cogne, e The Way Up to Heaven meritano.

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    Posted on Jun 5, 2007 | Add your feedback

Cryptonomicon By Neal Stephenson
  • 4 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    non lasciatevi spaventare dalla lunghezza, ma preparatevi a un lavoraccio di riferimenti

    Ci sono libri in un certo senso di nicchia, nel senso che molte persone non li sopportano ma per una minoranza sono imprescindibili. Questo ne è un esempio. La storia è a prima vista incomprensibile, con tre trame distinte - due che iniziano negli anni prima della Seconda Guerra Mondiale e una conte ... (continue)

    Ci sono libri in un certo senso di nicchia, nel senso che molte persone non li sopportano ma per una minoranza sono imprescindibili. Questo ne è un esempio. La storia è a prima vista incomprensibile, con tre trame distinte - due che iniziano negli anni prima della Seconda Guerra Mondiale e una contemporanea - che iniziano a intrecciarsi in un modo assolutamente barocco, con personaggi che appaiono per caso all'inizio del libro che alla fine si scoprono essere collegati agli altri personaggi attraverso ben meno dei sei gradi di separazione di cui abbiamo sentito parlare così tanto; il tutto su una base di romanzo storico con le scoperte di Turing e l'invenzione del calcolatore digitale e i ricordi di guerra. Gli altri due temi che pervadono il libro sono la "geekiness", che qua è ovviamente considerata una qualità positiva, e la paranoia, rappresentata solitamente attraverso la crittografia. Il Cryptonomicon, il cui nome è chiaramente modellato sul lovecraftiano Necronomicon, è il libro dove tutti i crittografi fino alla seconda guerra mondiale aggiungevano i risultati a cui erano pervenuti. Nell'universo parallelo del libro, abbiamo poi Finux al posto di Linux, ETC invece che IBM, Ordo rispetto a PGP... un gioco nel gioco.

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    Posted on Jun 6, 2007 | Add your feedback

Guns, Germs and Steel: A short history of everybody for the last 13,000 years By Jared Diamond
  • 1 person find this helpful

    bello, interessante, ma forse troppo lungo

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002132.html

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    Posted on Jun 6, 2007 | Add your feedback

Going Postal: Discworld, Book 33 By Terry Pratchett
  • I finanzieri d'assalto si trovano anche nel Discworld!

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/002031.html

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    Posted on Jun 6, 2007 | 1 feedback

Watching the English By Kate Fox
  • 1 person find this helpful

    la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/001924.html

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    Posted on May 29, 2007 | Add your feedback

A Hat Full of Sky: Discworld, Book 32 (jr.) By Terry Pratchett
  • la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/001871.html

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    Posted on May 28, 2007 | Add your feedback

Monstrous Regiment: Discworld, Book 31 By Terry Pratchett
  • la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/001773.html

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    Posted on May 29, 2007 | Add your feedback

Everything and More: A Compact History of Infinity (Great Discoveries) By David Foster Wallace
  • la mia recensione: http://xmau.com/notiziole/archives/001633.html

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    Posted on May 29, 2007 | Add your feedback

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