Dietro le tante righe di questo libro ci sono le verita' illuminanti dell'uomo di fronte alla vita o, se si preferisce, di fronte a se stesso. Direi anzi che questo libro e' il racconto di un viaggio DENTRO IL PROPRIO IO di un uomo che aveva fatto del viaggiare nel mondo e quindi AL DI FUORI DI SE
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Dietro le tante righe di questo libro ci sono le verita' illuminanti dell'uomo di fronte alla vita o, se si preferisce, di fronte a se stesso. Direi anzi che questo libro e' il racconto di un viaggio DENTRO IL PROPRIO IO di un uomo che aveva fatto del viaggiare nel mondo e quindi AL DI FUORI DI SE, il suo lavoro e la sua vita. E, alla fine, alla fine della vita, la vera scoperta: la vita non e' fuori, ma dentro se stessi. La vita non e' nell'apparire ma nell'essere.
"Non si vive per vivere ma per scoprire il senso del vivere"
Ho trovato in questo libro una sorta di autobiografico percorso che, solo con me stesso, con il mio passato, i miei sensi di colpa, le mie responsabilita', ho intrapreso in questi ultimi anni della mia vita alla scoperta di cio' che si e' veramente. Liberando la mente dai tanti veleni che l'hanno soffocata: "nessuno e' mai a suo agio nella propria pelle, nessuno è contento di essere chi e'. Mai nessuno e' felice di essere dov'e'."
"Tanti IO per giunta mutevolissimi e impermanenti. E nessun IO. Certo non uno con cui davvero mi sentissi a mio agio." Tanti IO sono stato anch'IO. Rinnegando l'unico che avrei veramente voluto essere. Un uomo decide di allontanarsi dalla famiglia per farsi sanyaisin. "Una notte quando, di nascosto sta per partire, getta un ultimo sguardo alla moglie e ai figli addormentati e rivolto a loro dice: chi siete voi che mi tenete qui incatenato? Una voce nel buio bisbiglia: Loro sono me, sono Dio. L'uomo non fa attenzione. Non ascolta e parte. E a Dio non resta che concludere: Ecco uno che per cercarmi mi abbandona" ... "la soluzione e' dentro di noi, si tratta di conquistarla facendo ordine, buttando via tutto cio' che e' inutile. Bisogna non abbandonare la ragione per darsi alla follia... e riscoprire il senso di quel meraviglioso, lapidario messaggio sulla facciata del Duomo di Barga in Garfagnana: -Piccolo il mio, grande il nostro-"
Troppe volte ho illuso me stesso con la 'piccola grandezza' del 'MIO' capendo (forse anche e malauguratamente, troppo tardi) che solo nel 'NOSTRO' il 'MIO' avrebbe potuto arrivare alla grandezza dell' "ESSERE davvero COMPIUTO".
Troppe volte ho parlato e scritto del 'MIO', rinnegando me stesso. Troppe volte (in nome dell'apparire e del futile sembrare) ho sparlato, inventato e scarabocchiato d'amore offendendo il senso dell'amore_vero. E mai scrivendo dell'unico vero_amore.
"E la vita passa senza senso, fuori e dentro" "passa in una sequela di attese e di riti il cui unico significato sta nel fatto che paiono dare (senza esserlo davvero) un senso all'inutile passare dei giorni"
E infine e finalmente capendo che il senso vero di ogni cosa E' nella illuminate semplicita' di queste poche parole che voglio dedicare a mia Moglie:
"Fin dall'inizio la nostra e' stata una comunione di vita, un istintivo accordo sul come guardare al mondo e su dove andare. E ora... quale miglior cosa che invecchiare insieme. Ognuno a modo suo ma sempre NON-DUE."
La Mazzucco è così. O ti prende dentro dalle prime pagine, o ti trascina senza pathos fino all'ultima pagina impedendoti comunque di abbandonare prima della fine. Poche emozioni da questo quasi incestuoso (forse il quasi andrebbe tolto) amore del Tintoretto per sua figlia Marietta. Ci si aspetterebb
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La Mazzucco è così. O ti prende dentro dalle prime pagine, o ti trascina senza pathos fino all'ultima pagina impedendoti comunque di abbandonare prima della fine. Poche emozioni da questo quasi incestuoso (forse il quasi andrebbe tolto) amore del Tintoretto per sua figlia Marietta. Ci si aspetterebbe almeno l'emozione dell'artista che sente ciò che dipinge. Ma anche qui non ci siamo. Pochi flash, qua e la, ravvivano ogni tanto l'animo di chi legge.. ma sono fuochi fatui o piu' semplicemente, schizzi di stelle di san lorenzo in una notte d'agosto forse anche un po nuvolosa.
Dopo "L'ombra del vento" non era facile ripetersi. E in effetti Zafon non si e' ripetuto. Ma non ha nemmeno deluso. C'è ancora la magica atmosfera di una storia imperniata sul fascino dei libri e dello scrivere. C'è ancora il senso misterioso dell'occulto e di inquietanti presenz
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Dopo "L'ombra del vento" non era facile ripetersi. E in effetti Zafon non si e' ripetuto. Ma non ha nemmeno deluso. C'è ancora la magica atmosfera di una storia imperniata sul fascino dei libri e dello scrivere. C'è ancora il senso misterioso dell'occulto e di inquietanti presenze che valicano i confini del tempo e dello spazio. C'è il senso dell'amore vissuto e perduto e ritrovato e sofferto. C'è infine una serie incredibile di colpi di scena che fanno scorrere velocemente gli occhi del lettore sulle quasi 700 pagine. Tre stelle. Piene. Non un decimale in meno. Non un decimale in più.
E' un racconto di umana debolezza. Se volessi essere crudo, direi..una 'banale' storia di corna. Lei in vacanza senza marito e lui in vacanza senza moglie. Lui ci prova. Lei ci sta. Ma non è così semplice. Come nella vita del resto. Dietro l'angolo si nasconde il bisogno imprevisto l'uno dell'a
... (continue)
E' un racconto di umana debolezza. Se volessi essere crudo, direi..una 'banale' storia di corna. Lei in vacanza senza marito e lui in vacanza senza moglie. Lui ci prova. Lei ci sta. Ma non è così semplice. Come nella vita del resto. Dietro l'angolo si nasconde il bisogno imprevisto l'uno dell'altra, struggente, impossibile, insopportabile: segno inquivocabile dell'amore vero. C'è da descrivere l'umano sentire in un 'naturale' contesto ambientale. E Cechov lo fa con intimissima sensibilità e impareggiabile squisitezza lirica. L'umano sentire diviene così sublime sentimento e, la natura e il mare poetici strumenti di riflessione profonda che si fa pensiero universale.
Ho aspettato tanto, forse troppo, a leggere questo libro per non rimanerne, infine, abbastanza deluso. Che tu sia per me il coltello è un libro epistolare: la prima parte fatta solo delle lettere di Yair a Myriam. La seconda delle lettere di Myriam a Yair. Senza paragoni. Dovrebbe trattars
... (continue)
Ho aspettato tanto, forse troppo, a leggere questo libro per non rimanerne, infine, abbastanza deluso. Che tu sia per me il coltello è un libro epistolare: la prima parte fatta solo delle lettere di Yair a Myriam. La seconda delle lettere di Myriam a Yair. Senza paragoni. Dovrebbe trattarsi di un coltello reciproco. Ovvero lettere intese come strumento utile per scavare e scovare 'il sentire profondo proprio dell'amore' dentro il proprio io più nascosto. Ma non è così. Assurdo e senza senso è ciò che conduce Yair a scoprire, 'nel suo fondo', solo e soltanto una smisurata dote di 'insana pazzia'. Le sue parole sono 'egoismo' piuttosto che 'amore', egocentrismo piuttosto che altro! Cio' che infine e finalmente 'scrive' Myriam è, invece, purissimo sentire senza tempo e senza spazio. Dimensione sublime e magica 'estasi' del vivere per davvero l' Amore Vero.
Un altro giro di giostra
Dietro le tante righe di questo libro ci sono le verita' illuminanti dell'uomo di fronte alla vita o, se si preferisce, di fronte a se stesso.continue)
Direi anzi che questo libro e' il racconto di un viaggio DENTRO IL PROPRIO IO di un uomo che aveva fatto del viaggiare nel mondo e quindi AL DI FUORI DI SE ... (
Dietro le tante righe di questo libro ci sono le verita' illuminanti dell'uomo di fronte alla vita o, se si preferisce, di fronte a se stesso.
Direi anzi che questo libro e' il racconto di un viaggio DENTRO IL PROPRIO IO di un uomo che aveva fatto del viaggiare nel mondo e quindi AL DI FUORI DI SE, il suo lavoro e la sua vita.
E, alla fine, alla fine della vita, la vera scoperta: la vita non e' fuori, ma dentro se stessi.
La vita non e' nell'apparire ma nell'essere.
"Non si vive per vivere ma per scoprire il senso del vivere"
Ho trovato in questo libro una sorta di autobiografico percorso che, solo con me stesso, con il mio passato, i miei sensi di colpa, le mie responsabilita', ho intrapreso in questi ultimi anni della mia vita alla scoperta di cio' che si e' veramente. Liberando la mente dai tanti veleni che l'hanno soffocata: "nessuno e' mai a suo agio nella propria pelle, nessuno è contento di essere chi e'. Mai nessuno e' felice di essere dov'e'."
"Tanti IO per giunta mutevolissimi e impermanenti. E nessun IO. Certo non uno con cui davvero mi sentissi a mio agio."
Tanti IO sono stato anch'IO. Rinnegando l'unico che avrei veramente voluto essere.
Un uomo decide di allontanarsi dalla famiglia per farsi sanyaisin.
"Una notte quando, di nascosto sta per partire, getta un ultimo sguardo alla moglie e ai figli addormentati e rivolto a loro dice: chi siete voi che mi tenete qui incatenato?
Una voce nel buio bisbiglia: Loro sono me, sono Dio.
L'uomo non fa attenzione. Non ascolta e parte.
E a Dio non resta che concludere: Ecco uno che per cercarmi mi abbandona"
...
"la soluzione e' dentro di noi, si tratta di conquistarla facendo ordine, buttando via tutto cio' che e' inutile.
Bisogna non abbandonare la ragione per darsi alla follia...
e riscoprire il senso di quel meraviglioso, lapidario messaggio sulla facciata del Duomo di Barga in Garfagnana: -Piccolo il mio, grande il nostro-"
Troppe volte ho illuso me stesso con la 'piccola grandezza' del 'MIO' capendo (forse anche e malauguratamente, troppo tardi) che solo nel 'NOSTRO' il 'MIO' avrebbe potuto arrivare alla grandezza dell' "ESSERE davvero COMPIUTO".
Troppe volte ho parlato e scritto del 'MIO', rinnegando me stesso.
Troppe volte (in nome dell'apparire e del futile sembrare) ho sparlato, inventato e scarabocchiato d'amore offendendo il senso dell'amore_vero. E mai scrivendo dell'unico vero_amore.
"E la vita passa senza senso, fuori e dentro"
"passa in una sequela di attese e di riti il cui unico significato sta nel fatto che paiono dare (senza esserlo davvero) un senso all'inutile passare dei giorni"
E infine e finalmente capendo che il senso vero di ogni cosa E' nella illuminate semplicita' di queste poche parole che voglio dedicare a mia Moglie:
"Fin dall'inizio la nostra e' stata una comunione di vita, un istintivo accordo sul come guardare al mondo e su dove andare. E ora... quale miglior cosa che invecchiare insieme. Ognuno a modo suo ma sempre NON-DUE."
La lunga attesa dell'angelo
***This comment contains spoilers! ***
La Mazzucco è così. O ti prende dentro dalle prime pagine, o ti trascina senza pathos fino all'ultima pagina impedendoti comunque di abbandonare prima della fine. Poche emozioni da questo quasi incestuoso (forse il quasi andrebbe tolto) amore del Tintoretto per sua figlia Marietta. Ci si aspetterebb ... (continue)
La Mazzucco è così. O ti prende dentro dalle prime pagine, o ti trascina senza pathos fino all'ultima pagina impedendoti comunque di abbandonare prima della fine. Poche emozioni da questo quasi incestuoso (forse il quasi andrebbe tolto) amore del Tintoretto per sua figlia Marietta. Ci si aspetterebbe almeno l'emozione dell'artista che sente ciò che dipinge. Ma anche qui non ci siamo. Pochi flash, qua e la, ravvivano ogni tanto l'animo di chi legge.. ma sono fuochi fatui o piu' semplicemente, schizzi di stelle di san lorenzo in una notte d'agosto forse anche un po nuvolosa.
Il gioco dell'angelo
Dopo "L'ombra del vento" non era facile ripetersi.continue)
E in effetti Zafon non si e' ripetuto.
Ma non ha nemmeno deluso.
C'è ancora la magica atmosfera di una storia imperniata sul fascino dei libri e dello scrivere.
C'è ancora il senso misterioso dell'occulto e di inquietanti presenz ... (
Dopo "L'ombra del vento" non era facile ripetersi.
E in effetti Zafon non si e' ripetuto.
Ma non ha nemmeno deluso.
C'è ancora la magica atmosfera di una storia imperniata sul fascino dei libri e dello scrivere.
C'è ancora il senso misterioso dell'occulto e di inquietanti presenze che valicano i confini del tempo e dello spazio. C'è il senso dell'amore vissuto e perduto e ritrovato e sofferto. C'è infine una serie incredibile di colpi di scena che fanno scorrere velocemente gli occhi del lettore sulle quasi 700 pagine.
Tre stelle. Piene. Non un decimale in meno. Non un decimale in più.
Opere 8: Romanzi brevi e racconti 1897-1903
E' un racconto di umana debolezza. Se volessi essere crudo, direi..una 'banale' storia di corna. Lei in vacanza senza marito e lui in vacanza senza moglie.continue)
Lui ci prova. Lei ci sta. Ma non è così semplice. Come nella vita del resto. Dietro l'angolo si nasconde il bisogno imprevisto l'uno dell'a ... (
E' un racconto di umana debolezza. Se volessi essere crudo, direi..una 'banale' storia di corna. Lei in vacanza senza marito e lui in vacanza senza moglie.
Lui ci prova. Lei ci sta. Ma non è così semplice. Come nella vita del resto. Dietro l'angolo si nasconde il bisogno imprevisto l'uno dell'altra, struggente, impossibile, insopportabile: segno inquivocabile dell'amore vero. C'è da descrivere l'umano sentire in un 'naturale' contesto ambientale.
E Cechov lo fa con intimissima sensibilità e impareggiabile squisitezza lirica.
L'umano sentire diviene così sublime sentimento e, la natura e il mare poetici strumenti di riflessione profonda che si fa pensiero universale.
Che tu sia per me il coltello
Ho aspettato tanto, forse troppo, a leggere questo libro per non rimanerne, infine, abbastanza deluso.continue)
Che tu sia per me il coltello è un libro epistolare: la prima parte fatta solo delle lettere di Yair a Myriam. La seconda delle lettere di Myriam a Yair.
Senza paragoni. Dovrebbe trattars ... (
Ho aspettato tanto, forse troppo, a leggere questo libro per non rimanerne, infine, abbastanza deluso.
Che tu sia per me il coltello è un libro epistolare: la prima parte fatta solo delle lettere di Yair a Myriam. La seconda delle lettere di Myriam a Yair.
Senza paragoni. Dovrebbe trattarsi di un coltello reciproco. Ovvero lettere intese come strumento utile per scavare e scovare 'il sentire profondo proprio dell'amore' dentro il proprio io più nascosto.
Ma non è così. Assurdo e senza senso è ciò che conduce Yair a scoprire, 'nel suo fondo', solo e soltanto una smisurata dote di 'insana pazzia'. Le sue parole sono 'egoismo' piuttosto che 'amore', egocentrismo piuttosto che altro!
Cio' che infine e finalmente 'scrive' Myriam è, invece, purissimo sentire senza tempo e senza spazio. Dimensione sublime e magica 'estasi' del vivere per davvero l' Amore Vero.