L’immagine del cimitero ebraico di una Praga senza tempo, pieno di lapidi ammucchiate e disordinate, costrette ad ammucchiarsi una sull’altra da una secolare mancanza di spazio, cinto da mura fatiscenti, come di un luogo di riunione di entità malevole – gli Ebrei – che complottano sotto la livida lu
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L’immagine del cimitero ebraico di una Praga senza tempo, pieno di lapidi ammucchiate e disordinate, costrette ad ammucchiarsi una sull’altra da una secolare mancanza di spazio, cinto da mura fatiscenti, come di un luogo di riunione di entità malevole – gli Ebrei – che complottano sotto la livida luce lunare per appropriarsi delle leve economiche e finanziarie del mondo allo scopo di soddisfare la loro sete di dominio e di rivalsa.
Questa l’immagine che si fa strada e si ripresenta più volte nel libro, lentamente mutando forma e sostanza fino a dar corpo a quelli che saranno – non detti non descritti ma vivi e presenti in filigrana – I Protocolli dei Savi di Sion, l’opera prima della letteratura di cospirazione, l’origine e il DNA che sta dentro a tante tragedie dello scorso secolo.
Come tutti i libri di Eco anche questo presenta molti e diversi livelli di lettura. All’apparenza un feuilleton, debitore della sua passione per la letteratura francese ottocentesca, in concreto una lunga, dotta e documentata riflessione sulla genesi e i personaggi che popolano una leggenda nera che attraversa ancora oggi l’immaginario di popoli e nazioni.
Sono ammirato dalla profondità della cultura di cui Eco si fa testimone, dalla sua grandissima capacità di mimesi e dalla minuziosa ricostruzione di un mondo scomparso; ma sono altrettanto deluso dalla trama di un libro che coinvolge e colpisce fino a metà, per poi lentamente sgonfiarsi nella ripetitività e nella prevedibilità.
Quindi, per restare all’Ottocento ed attenersi alla trama – che per i lettori di un feuilleton dovrebbe essere il punto focale di valutazione – direi che questo libro potrebbe definirsi “napoleonico”, con un inizio brillante come la battaglia di Marengo e una fine triste e prevedibile come un esilio a Sant’Elena.
Probabilmente in astratto l'idea di compenetrare un'avventura di SF dentro un'avventura classica come IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI poteva sembrare interessante. Ma alla fine la lotta tra i due gruppi di extraterrestri antagonisti che - apparentemente - vogliono entrambi la stessa cosa e alla fine
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Probabilmente in astratto l'idea di compenetrare un'avventura di SF dentro un'avventura classica come IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI poteva sembrare interessante. Ma alla fine la lotta tra i due gruppi di extraterrestri antagonisti che - apparentemente - vogliono entrambi la stessa cosa e alla fine non sanno neppure PERCHÉ sono antagonisti diventa una faccenda abbastanza noiosa... Senza contare che il tempo passa, e le tecnologie fantascientifiche invecchiano perdendo molto del loro appeal "tecnologico". Da ricordare solo le note ironiche del narratore che svelano le incongruenze del testo originale e descrivono i programmi "politici" dei due gruppi di extraterrestri.
Al di là dei divertenti inserti in vernacolo livornese, una storia poco interessante e francamente bidimensionale, con personaggi che somigliano a figurine e si muovono su binari prevedibili.
Nel ricostruire la crisi finanziaria del 1929 si apprezza di Galbraith la precisione, la notevole capacità di sintesi e l'ironia nel raccontare e giudicare le vicende umane.
Colpisce tra le altre cose la narrazione della nascita e dell'evoluzione della speculazione immobiliare sui terreni in Florid
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Nel ricostruire la crisi finanziaria del 1929 si apprezza di Galbraith la precisione, la notevole capacità di sintesi e l'ironia nel raccontare e giudicare le vicende umane.
Colpisce tra le altre cose la narrazione della nascita e dell'evoluzione della speculazione immobiliare sui terreni in Florida nel 1928, che fu all'origine del boom finanziario alla base della crisi del 1929, e che ebbe come protagonista, tra gli altri, quel Charles Ponzi il cui "schema" è stato alla base del recente caso Madoff...
Un libro che dovrebbe essere letto da tutti, anche e soprattutto perchè chi non conosce il passato non può capire nulla del presente.
Ricetta per l’ottenimento di una enciclopedia storica estemporanea...
ad uso del volgo incolto & ignorante, che userà i volumi suddetti per riempire buchi negli scaffali delle librerie, colmare vuoti nel pavimento, contrappesare bilance, creare supporti per fioriere, etc etc.
1) Far scrivere a un personaggio di indubbio richiamo una generica introduzione che presenti
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ad uso del volgo incolto & ignorante, che userà i volumi suddetti per riempire buchi negli scaffali delle librerie, colmare vuoti nel pavimento, contrappesare bilance, creare supporti per fioriere, etc etc.
1) Far scrivere a un personaggio di indubbio richiamo una generica introduzione che presenti concetti banali come indubbie novità e dia l’impressione di fornire ai non iniziati le chiavi della Storia con la S maiuscola;
2) prendere un certo numero di saggi di vari autori, ineguali per linguaggio e trattazione, accomunati dal fatto di essere rimasti a stagionare a lungo in qualche cassetto, di diversa portata e dettaglio, centrati su qualche evento politico o storico particolare e tutti danti per scontato la conoscenza della storia generale del periodo;
3) dotarli di titoli-coperchio che diano l’impressione di una trattazione omogenea e coordinata;
4) circondarli con tavole a colori, cronologie & tabelle che distolgano l’attenzione del lettore dall’effettiva qualità di ciò che sta leggendo;
5) rilegare in tutto in modo falsamente lussuoso, e allegarlo a prezzo di saldo a uno dei giornali più venduti.
Il cimitero di Praga
L’immagine del cimitero ebraico di una Praga senza tempo, pieno di lapidi ammucchiate e disordinate, costrette ad ammucchiarsi una sull’altra da una secolare mancanza di spazio, cinto da mura fatiscenti, come di un luogo di riunione di entità malevole – gli Ebrei – che complottano sotto la livida lu ... (continue)
L’immagine del cimitero ebraico di una Praga senza tempo, pieno di lapidi ammucchiate e disordinate, costrette ad ammucchiarsi una sull’altra da una secolare mancanza di spazio, cinto da mura fatiscenti, come di un luogo di riunione di entità malevole – gli Ebrei – che complottano sotto la livida luce lunare per appropriarsi delle leve economiche e finanziarie del mondo allo scopo di soddisfare la loro sete di dominio e di rivalsa.
Questa l’immagine che si fa strada e si ripresenta più volte nel libro, lentamente mutando forma e sostanza fino a dar corpo a quelli che saranno – non detti non descritti ma vivi e presenti in filigrana – I Protocolli dei Savi di Sion, l’opera prima della letteratura di cospirazione, l’origine e il DNA che sta dentro a tante tragedie dello scorso secolo.
Come tutti i libri di Eco anche questo presenta molti e diversi livelli di lettura. All’apparenza un feuilleton, debitore della sua passione per la letteratura francese ottocentesca, in concreto una lunga, dotta e documentata riflessione sulla genesi e i personaggi che popolano una leggenda nera che attraversa ancora oggi l’immaginario di popoli e nazioni.
Sono ammirato dalla profondità della cultura di cui Eco si fa testimone, dalla sua grandissima capacità di mimesi e dalla minuziosa ricostruzione di un mondo scomparso; ma sono altrettanto deluso dalla trama di un libro che coinvolge e colpisce fino a metà, per poi lentamente sgonfiarsi nella ripetitività e nella prevedibilità.
Quindi, per restare all’Ottocento ed attenersi alla trama – che per i lettori di un feuilleton dovrebbe essere il punto focale di valutazione – direi che questo libro potrebbe definirsi “napoleonico”, con un inizio brillante come la battaglia di Marengo e una fine triste e prevedibile come un esilio a Sant’Elena.
Il diario segreto di Phileas Fogg
Probabilmente in astratto l'idea di compenetrare un'avventura di SF dentro un'avventura classica come IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI poteva sembrare interessante. Ma alla fine la lotta tra i due gruppi di extraterrestri antagonisti che - apparentemente - vogliono entrambi la stessa cosa e alla fine ... (continue)
Probabilmente in astratto l'idea di compenetrare un'avventura di SF dentro un'avventura classica come IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI poteva sembrare interessante. Ma alla fine la lotta tra i due gruppi di extraterrestri antagonisti che - apparentemente - vogliono entrambi la stessa cosa e alla fine non sanno neppure PERCHÉ sono antagonisti diventa una faccenda abbastanza noiosa...
Senza contare che il tempo passa, e le tecnologie fantascientifiche invecchiano perdendo molto del loro appeal "tecnologico".
Da ricordare solo le note ironiche del narratore che svelano le incongruenze del testo originale e descrivono i programmi "politici" dei due gruppi di extraterrestri.
Il gioco delle tre carte
Al di là dei divertenti inserti in vernacolo livornese, una storia poco interessante e francamente bidimensionale, con personaggi che somigliano a figurine e si muovono su binari prevedibili.
Il grande crollo
Nel ricostruire la crisi finanziaria del 1929 si apprezza di Galbraith la precisione, la notevole capacità di sintesi e l'ironia nel raccontare e giudicare le vicende umane.
Colpisce tra le altre cose la narrazione della nascita e dell'evoluzione della speculazione immobiliare sui terreni in Florid ... (continue)
Nel ricostruire la crisi finanziaria del 1929 si apprezza di Galbraith la precisione, la notevole capacità di sintesi e l'ironia nel raccontare e giudicare le vicende umane.
Colpisce tra le altre cose la narrazione della nascita e dell'evoluzione della speculazione immobiliare sui terreni in Florida nel 1928, che fu all'origine del boom finanziario alla base della crisi del 1929, e che ebbe come protagonista, tra gli altri, quel Charles Ponzi il cui "schema" è stato alla base del recente caso Madoff...
Un libro che dovrebbe essere letto da tutti, anche e soprattutto perchè chi non conosce il passato non può capire nulla del presente.
Il Medioevo
ad uso del volgo incolto & ignorante, che userà i volumi suddetti per riempire buchi negli scaffali delle librerie, colmare vuoti nel pavimento, contrappesare bilance, creare supporti per fioriere, etc etc.
1) Far scrivere a un personaggio di indubbio richiamo una generica introduzione che presenti ... (continue)
ad uso del volgo incolto & ignorante, che userà i volumi suddetti per riempire buchi negli scaffali delle librerie, colmare vuoti nel pavimento, contrappesare bilance, creare supporti per fioriere, etc etc.
1) Far scrivere a un personaggio di indubbio richiamo una generica introduzione che presenti concetti banali come indubbie novità e dia l’impressione di fornire ai non iniziati le chiavi della Storia con la S maiuscola;
2) prendere un certo numero di saggi di vari autori, ineguali per linguaggio e trattazione, accomunati dal fatto di essere rimasti a stagionare a lungo in qualche cassetto, di diversa portata e dettaglio, centrati su qualche evento politico o storico particolare e tutti danti per scontato la conoscenza della storia generale del periodo;
3) dotarli di titoli-coperchio che diano l’impressione di una trattazione omogenea e coordinata;
4) circondarli con tavole a colori, cronologie & tabelle che distolgano l’attenzione del lettore dall’effettiva qualità di ciò che sta leggendo;
5) rilegare in tutto in modo falsamente lussuoso, e allegarlo a prezzo di saldo a uno dei giornali più venduti.