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Aaron Karo
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- Mi chiamo Chuck (449)
- Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo
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By Aaron Karo -
Finished on May 6, 2012 




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Ciao! Arrivo proprio dal tuo blog, dove leggevo dei manga che usciranno rivisitando i romanzi della Austen. Ho letto proprio oggi "orgoglio e pregiudizio" (che mi è mi è piaciuto parecchio, l'ammetto) e stavo cercando notizie su "Ragione e sentimento"...che pensavo fosse già uscito, per fortuna non è così! :D
Complimenti per il blog, è veramente bellissimo e utile! Era la prima volta che lo visitavo. A questo punto quindi, se non ti dispiace ti aggiungo agli amici! ;)
Buone letture!!!
Assolutamente, mi fa piacere!
Seguo ormai da tempo il tuo blog e quindi sono una tua "fan"!
ho appena scoperto il tuo splendido blog. Sarei felice di aggiungerti come vicina! <3
Ciao! Seguo il tuo blog che oltre ad essere interessante è spesso anche molto divertente, complimenti! Ti aggiungo ai vicini
Ciao libreria interessante! Mi sono permessa di aggiungerti ai vicini, anche perchè avevo dato un'occhiata al tuo blog e mi aveva molto colpita! ^-^
Mi chiamo Chuck
Chuck Taylor mi piace. Da impazzire. Mi piace perchè è un ragazzo che riflette molto, anche su se stesso, e che arriva a delle conclusioni: non saranno tutte delle più felici, non gli verranno solo idee, intuizioni o slanci positivi, ma è una persona che sa pensare e lo fa, prima ancora di voler cam ... (continue)
Chuck Taylor mi piace. Da impazzire. Mi piace perchè è un ragazzo che riflette molto, anche su se stesso, e che arriva a delle conclusioni: non saranno tutte delle più felici, non gli verranno solo idee, intuizioni o slanci positivi, ma è una persona che sa pensare e lo fa, prima ancora di voler cambiare e migliorarsi per avvicinarsi ad Amy, prima di incontrare la dottoressa S, Chuck ha riflettuto sulle sue manie, le ha catalogate, le ha cercate, si è domandato "cosa" e "perchè" ed è stato lui per primo a capire quale fosse il suo disturbo che lo portava a compilare liste, controllare le piastre e quant'altro.
Chuck sta stretto nella realtà, ma non a causa delle sue ossessioni compulsive, non solo, perchè quelle sono più una questione tra sé e sé di cui non parla al di fuori, ma perchè non trova molte persone con cui comunicare e con cui sentirsi a suo agio salvo il fidato Steve.
In un certo senso, se da una parte si tratta il tema dei disturbi ossessivo-compulsivi, dall'altro li si usano anche come metafora della crescita e della maturazione di un adolescente un po' introverso verso l'età adulta.
Credo sia un libro leggibile a più livelli, non necessariamente in profondità, ma anche in parallego, e ogni volta vi si scopre qualcosa di nuovo che l'autore vuole dire attraverso le manie di questo protagonista un po' strambo e un po' insicuro.