Il libro è scritto bene ma manca una vera e propria storia, la forma romanzo sembra più un escamotage per raccontare l'Argentina, l'immigrazione italiana, la repressione e tante altre cose. La storia però non c'è e leggerlo diventa un pochino faticoso, forse proprio perchè chi legge un romanzo si as
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Il libro è scritto bene ma manca una vera e propria storia, la forma romanzo sembra più un escamotage per raccontare l'Argentina, l'immigrazione italiana, la repressione e tante altre cose. La storia però non c'è e leggerlo diventa un pochino faticoso, forse proprio perchè chi legge un romanzo si aspetta che succeda qualcosa, magari anche a livello psicologico, emotivo, ma comunque qualcosa. Non ho capito come mai l'autore non abbia scelto di raccontare in prima persona, credo che la narrazione sarebbe stata più coinvolgente. Nel complesso non mi è dispiaciuto ma nemmeno mi è piaciuto del tutto, ho apprezzato la cura dei particolari, la meticolosità di alcuni passaggi ma credo che un romanzo abbia bisogno di esprimere i concetti più raccontando dei fatti che in modo esplicito, più attraverso le azioni dei personaggi che attraverso i pensieri e i dialoghi. Quello che mi ha coinvolto e che traspare è la passione per l'Argentina e la sua storia tanto travagliata, non così diversa e in parte intrecciata alla storia dei due paesi che più l'hanno popolata: Italia e Spagna.
Il fioraio di Peron
Il libro è scritto bene ma manca una vera e propria storia, la forma romanzo sembra più un escamotage per raccontare l'Argentina, l'immigrazione italiana, la repressione e tante altre cose.continue)
La storia però non c'è e leggerlo diventa un pochino faticoso, forse proprio perchè chi legge un romanzo si as ... (
Il libro è scritto bene ma manca una vera e propria storia, la forma romanzo sembra più un escamotage per raccontare l'Argentina, l'immigrazione italiana, la repressione e tante altre cose.
La storia però non c'è e leggerlo diventa un pochino faticoso, forse proprio perchè chi legge un romanzo si aspetta che succeda qualcosa, magari anche a livello psicologico, emotivo, ma comunque qualcosa.
Non ho capito come mai l'autore non abbia scelto di raccontare in prima persona, credo che la narrazione sarebbe stata più coinvolgente.
Nel complesso non mi è dispiaciuto ma nemmeno mi è piaciuto del tutto, ho apprezzato la cura dei particolari, la meticolosità di alcuni passaggi ma credo che un romanzo abbia bisogno di esprimere i concetti più raccontando dei fatti che in modo esplicito, più attraverso le azioni dei personaggi che attraverso i pensieri e i dialoghi.
Quello che mi ha coinvolto e che traspare è la passione per l'Argentina e la sua storia tanto travagliata, non così diversa e in parte intrecciata alla storia dei due paesi che più l'hanno popolata: Italia e Spagna.